“Fermi tutti questa è una rapina!“. Secondo la versione ufficiale dei fatti sono gli ultimi attimi della vita di Luciano Re Cecconi, uno dei giocatori più amati dalla tifoseria laziale negli anni ‘70. Era soprannominato l’angelo biondo per la sua folta capigliatura dorata, il carattere mansueto e per la ampie falcate in mezzo al campo. I fatti di quel tragico giorno, narrati da Laziowiki, raccontano di Re Cecconi e Ghedin che vanno da un loro amico comune, Giorgio Fraticcioli (titolare di una profumeria), per passare un po’ di tempo e scambiare o due chiacchiere. Il negoziante li invita ad accompagnarlo da un cliente a cui deve consegnare dei flaconi in una gioielleria di via Nitti a Roma, nel quartiere Flaminio.
Re Cecconi, una volta entrato nella gioielleria, esclama il fatale “Fermi tutti questa è una rapina!“. Il gioielliere, Bruno Tabocchini, già vittime di diverse rapine, non lo riconosce anche perché Re Cecconi ha il volto parzialmente coperto e, stando alle ricostruzioni, tiene una mano in tasca simulando una pistola. Il gioielliere spara. Re Cecconi, colpito in pieno, cade mormorando: “Era uno scherzo, era solo uno scherzo“. All’ospedale San Giacomo arriverà già morto, a soli 28 anni. Re Cecconi era uno dei pochissimi giocatori a non detenere il porto d’armi nella Lazio eccentrica di quegli anni.
L’ex portiere dei biancocelesti Felice Pulici sarà l’unico a vederlo all’obitorio, nudo con un piccolo foro del proiettile che gli è penetrato nel cuore. Gli altri compagni esitano, non se la sentono. Ghedin è in preda alle convulsioni e in stato di shock. Solo dopo ore riuscirà a fare una deposizione alle autorità giudiziarie raccontando i fatti. Ma non tutti concordano con la ricostruzione ufficiale dei fatti. E’ il pensiero di Maurizio Martucci, autore del libro “Non scherzo, Re Cecconi 1977″: “Il libro parte da alcune affermazioni importanti di Gigi Martini. Ho voluto rileggere un passaggio buio del nostro passato prossimo. Sulla vicenda di Re Cecconi c’erano troppe anomalie. Credo che oggi, dopo 35 anni, si possa contribuire serenamente al raggiungimento della verità, una volta per tutte”.
Continua a leggere: 18 gennaio 1977: la morte assurda di Luciano Re Cecconi

Era il 24 gennaio del 2010 quando Ignazio Abate, al decimo minuto del primo tempo, commise un errore fatale che permise a Diego Milito di portare in vantaggio l’Inter, ancora allenata da Josè Mourinho a quel tempo. Il Milan di Leonardo perse quel derby 2-0 pur giocando in dieci per tre quarti di gara in undici contro dieci. Più di qualcuno dava già per bollito l’attaccante argentino nei primissimi mesi di questo campionato, quando la forma non era al 100% e la mira non sembrava più infallibile come ai bei tempi.
Ma Milito si è preso una bella rivincita segnando il gol della vittoria in un derby che potrebbe rivelarsi di fondamentale importanza non solo per la classifica, ma soprattutto per l’aspetto psicologico della squadra di Ranieri, in costante recupero sulle squadre che stazionano nei primi posti della Serie A. E’ la terza rete di Milito nei derby milanesi. Si tratta solamente di una digressione che rientra nel novero delle coincidenze questa di un passato che si ripresenta e non ce ne voglia il bravo Abate, perché ogni minimo errore può rivelarsi fatale quando si ha di fronte un killer degli ultimi metri come Milito.
Le Foto del Derby Milan - Inter 0-1 gol di Milito




Continua a leggere: 24 gennaio 2010: Milito bestia nera del Milan e di...Abate - Amarcord

Amanti del Barcellona di Guardiola? Nostalgici del Milan di Sacchi? Ammiratori del Manchester United di Ferguson? Probabilmente sarete troppo giovani o troppo distratti per non serbare nel vostro cuore un posticino al mitico Borussia Moenchengladbach degli anni ‘70, una squadra spregiudicata e spettacolare, assemblata da un mito di nome Hennes Weisweiler, colui che ispirò intere generazioni di allenatori tedeschi. Come si legge in cima alla pagina italiana di wikipedia dedicata al club, “per somma di risultati, continuità di rendimento e spettacolarità, il Borussia Moenchengladbach è stato forse la squadra europea più ammirata nell’arco di un decennio“. Erano gli anni dei vari Gunther Netzer, Rainer Bonhof, Berti Vogts, Allan Simonsen, Jupp Heynkes, anni di trionfi in patria e in Europa, una squadra frizzante e imprevedibile capace di mettere in bacheca in meno di un decennio 5 campionati tedeschi, una coppa nazionale e due coppe Uefa, più vari piazzamenti come una finale di Coppa Campioni e altre due in Uefa. Poi il lento declino con alti (pochi, come la terza Coppa di Germania nel 1995) e bassi (tanti con più di un’apparizione in Zweite Bundesliga).
Nel 2008 il primato nella seconda serie tedesca, il ritorno in Bundesliga, quindi salvezze acciuffate per i capelli all’ultima giornata: come l’anno scorso quando la squadra della Westfalia, a due passi dall’Olanda, pareva destinata a un’altra triste retrocessione; a metà campionato ci fu il cambio di allenatore e arrivò allo Stadion im Borussia-Park lo svizzero Lucien Favre, classe ‘57 con in curriculum annate ottime allo Zurigo e altre sotto la sufficienza con l’Hertha Berlino. Cominciò una lenta risalita culminata col terz’ultimo posto a maggio, con tanto di play-out per non retrocedere contro la terza di B, il Bochum: vittoria in casa e pari fuori, i Puledri nero verdi erano ancora nella massima serie. Quest’anno l’exploit alla maniera della Bundesliga: esordio e vittoria all’Allianz Arena contro il Bayern Monaco, pari in casa con lo Stoccarda, quindi successo casalingo per 4-1 contro il Wolfsburg. Dopo 14 turni il Borussia Moenchengladbach è primo (con l’altro Borussia, quello di Dortmund), complice lo 0-3 roboante nel derby contro il Colonia e la sconfitta per 3-2 dei bavaresi a Magonza (lo score ora recita 9 vittorie, 2 pari e 3 ko).
Merito di una squadra solidissima in difesa (ha subito appena 9 gol) e pratica in attacco (23 reti di cui 4, come detto, al Wolfsburg, 5 al Werder Brema e 3 venerdì sul campo dei cugini del Colonia, gli storici avversari di tre decenni fa) con un gioiellino definitivamente esploso: si tratta di Marco Reus, centrocampista classe ‘89 nato a Dortmund che ricorda molto un altro talentino divenuto calciatore completo con la maglia neroverde del Moenchengladbach, quel Marko Marin che due anni fa lasciò i Puledri per accasarsi al Werder Brema. Per Reus già 10 gol in campionato, con tanto di tripletta rifilata al Werder; ma occhio anche al venezuelano Juan Arango e al difensore col vizietto del gol Filip Daems, entrambi a segno 3 volte dall’inizio del campionato. E la sorte ha messo in calendario una partita, la prossima, per cuori forti: sabato si sfideranno le due capoliste, i due Borussia, a Moenchengladbach. Un altro derby per continuare a sognare. [ Per chi volesse leggere un post delizioso sulla storia gloriosa di questa atipica squadra, può cliccare qui | Anche a questo link si leggono cose interessanti. ]
A qualcuno forse saranno sfuggite le immagini di un Claudio Marchisio dodicenne, con la solita e inseparabile maglia della Juventus, al culmine di una cavalcata di circa sessanta metri segna un gran gol all’Inter.
E’ un video datato 31 maggio 1998 e il coast to coast del centrocampista juventino che sta attraversando un momento d’oro ricorda, a tratti, quello di un giocatore interista: Nicola Berti in Bayern Monaco-Inter vinta dai nerazzurri per 2-0.




Continua a leggere: Video - 31 maggio 1998: Marchisio bambino segna un gran gol all'Inter
Una formazione composta da vecchie glorie del Milan ha battuto per 5-1 la selezione indonesiana di All Star Legends in una partita a scopo benefico tenuta al Bung Karno Stadium di Jakarta. Nelson Dida si è cimentato nel ruolo di centravanti segnando anche un gol e fornendo un assist a Serginho.
La squadra che ha partecipato all’evento:
Portieri: Nelson Dida, Massimo Taibi. Difensori Franco Baresi, Alessandro Costacurta, Roberto Mussi, Stefano Nava, Roque Junior. Centrocampisti: Stefano Eranio, Gianluigi Lentini, Diego Fuser, Angelo Carbone, Mario Bortolazzi, Christian Lantignotti, Roberto Lorenzini, Federico Giunti, Serginho. Attaccanti: Daniele Massaro, Jean Pierre Papin.




Continua a leggere: Video e Foto Milan Vecchie Glorie-Indonesia All Star Legends 5-1

E’ un articolo del Times datato 26 settembre 2007, ripreso e tradotto dal sito specializzato italiano passionemaglie.it. La classifica stilata dai giornalisti inglesi è piuttosto “britannocentrica”, ma non mancano chicche interessanti e foto di maglie intrise di storia che ci riportano indietro negli anni.
50 - DUKLA PRAGA
Gli Half Man, Half Biscuit cantavano “All I want for Christmas is a Dukla Prague away shirt” Noi preferiamo la versione home, granata con maniche dorate.
49 - PALERMO
Per utilizzare divise rosa in Sicilia, devi essere pronto a giocare duro.
48 - FLAMENGO
Se Dennis La Minaccia possedesse una squadra di calcio, questa avrebbe i colori della squadra più tifata del Brasile
47 - IRLANDA DEL NORD (anni ‘70)
Indossata da Gorge Best quando rubò la palla dalle mani di Gordon Banks
46 - SCOZIA 1967
I “Campioni del mondo non ufficiali”, per aver battuto a Wembley i detentori del titolo. Inghilterra-Scozia 2-3.
45 - EVERTON
L’Everton di Ball, Kendall e Harvey.
44 - PARTICK THISTLE (anni ’60)
Il club alternativo di Glasgow, che coraggiosamente diede lustro al quartiere di Maryhill, con una divisa a strisce orizzontali unica.
43 - HEART OF MIDLOTHIAN (anni ’60)
Noti come le “Jam Tarts”: crostatine alla marmellata. In questo caso di ribes rosso.
42 - BRADFORD CITY 1968-1972
Una combinazione di bordeaux e ambra, migliore delle recenti versioni.
41 - SAMPDORIA
Si dice che le bande orizzontali sul petto siano impopolari perchè ricorderebbero dei reggiseni… chiedetelo a Vialli, Gullit e Lombardo.




Continua a leggere: Foto - Le 50 maglie più belle della storia secondo il Times
Oggi la schedina compie 65 anni: il 5 maggio 1946 infatti nasceva il primo concorso Sisal, in seguito divenuto Totocalcio. È una bella storia quella che passa attraverso le colonne e gli 1×2 con cui tutti almeno una volta abbiamo sognato il 13 che ci avrebbe cambiato la vita. Una bella storia piena di ricordi per tutti noi: anche se oggi il Totocalcio è decisamente in crisi… ci racconta sessantacinque anni di concorsi questo post di Soldiblog.
Tanti auguri schedina.
Prendiamo spunto dall’importante sfida tra Lazio e Juventus, che tra qualche ora andrà in scena all’Olimpico di Roma, per collocare il primo mattoncino di una nuova rubrica che ripercorrerà i momenti più significativi del calcio italiano negli ultimi decenni. Sono sei i video che compongono il nostro amarcord: si parte dal rocambolesco 2-3 del dicembre 2007 in cui Del Piero prese per mano la Juve.
Il 2-1 con cui la Lazio batté i bianconeri, invece, fu solo il primo round che consentì ai biancocelesti di arrivare in finale di Coppa Italia, 2 anni fa. Un salto indietro nel secolo scorso: nel 1999, la Lazio naufragò in casa perdendo 3-1 e cominciò a dire addio allo scudetto che finì nelle mani del Milan. Il 4-1 dei romani, nel 2001, portò la firma di uno strepitoso Pavel Nedved. Torniamo alla Coppa Italia: la doppietta di Fiore, nella finale di andata del 2004, fu il primo tassello del trionfo biancoceleste. Infine il gol vittoria allo scadere di Nedved nella stagione 2004/05: il ceco, però, vestiva la maglia bianconera in quell’occasione.
BILANCIO CONFRONTI DIRETTI IN CAMPIONATO
133 Partite disputate
32 Vittorie LAZIO
67 Vittorie JUVENTUS
34 Pareggi
BILANCIO CONFRONTI DIRETTI A ROMA
66 Partite disputate
24 Vittorie LAZIO
25 Vittoria JUVENTUS
17 Pareggi
ULTIMO CONFRONTO DIRETTO A ROMA
Serie A, 1 settembre 2009: LAZIO-JUVENTUS 0-2
Ultimi confronti diretti
Data Competizione Partita Ris.
22.04.2006 Campionato Juventus-Lazio 1-1
15.12.2007 Campionato Lazio-Juventus 2-3
27.04.2008 Campionato Juventus-Lazio 5-2
18.01.2009 Campionato Lazio-Juventus 1-1
03.03.2009 Coppa Italia Lazio-Juventus 2-1
22.04.2009 Coppa Italia Juventus-Lazio 1-2
31.05.2009 Campionato Juventus-Lazio 2-0
12.09.2009 Campionato Lazio-Juventus 0-2
31.01.2010 Campionato Juventus-Lazio 1-1
12.12.2010 Campionato Juventus-Lazio 2-1
Continua a leggere: Amarcord Lazio-Juventus | Da Nedved a Del Piero passando per Fiore e Pandev

Oltre 400.000 collezionisti dell’album “Calciatori 2010-11″ hanno votato i calciatori preferiti, scegliendo fra 300 giocatori selezionati da una giuria di esperti fra le oltre 15000 figurine di Serie A pubblicate su “Calciatori” dal 1961-62 ad oggi. Si è così formato il “Top Team Panini 50″, una rosa di 18 giocatori (11 titolari e 7 riserve) che celebra la 50° edizione dell’album Panini. Il calciatore più votato in assoluto è risultato Gianluigi Buffon, con quasi 20.000 preferenze.
I 18 giocatori, suddivisi per ruolo di gioco
• Portieri: Gianluigi Buffon, Dino Zoff
• Difensori: Gaetano Scirea, Franco Baresi, Giacinto Facchetti, Paolo Maldini, Fabio Cannavaro
• Centrocampisti: Michel Platini, Giancarlo Antognoni, Zinèdine Zidane, Paulo Roberto Falcão, Giacomo Bulgarelli, Luis Suarez
• Attaccanti: Diego Armando Maradona, Gigi Riva, Marco Van Basten, Roberto Baggio, Alessandro Del Piero




Continua a leggere: Foto - Le figurine più amate degli ultimi 50 anni

“Guardiola mi ha detto che se tornerà in Italia verrà a Brescia e non all’Inter. Mi ha telefonato alle due di notte e mi ha detto d’aver pianto per la promozione” così parlava nel giugno scorso Gino Corioni all’indomani della vittoria del Brescia sul Toro, finale dei play-off di B. Che l’attuale tecnico del Barcellona sia molto legato ai colori biancoazzurri dei lombardi non è mistero, tanto che per i 100 anni delle Rondinelle, ricorrenza che cadrà proprio in questi giorni con annessi festeggiamenti, il buon Pep è andato a far visita ai tanti amici che ancora conserva nel capoluogo di provincia lombardo, assistendo ieri all’allenamento della squadra a Coccaglio.
Saluti e foto di rito, ma anche dichiarazioni succulenti: “Se torno in Italia, lo faccio solo per allenare qui. E lo farei gratis. E so che vi salverete: sono con voi. E venite a trovarmi al Camp Nou” ha assicurato Guardiola che ha approfittato della comparsata anche per salutare tante persone conosciute ormai 10 anni fa. Innanzitutto cena martedì sera con Corioni, poi blitz a veder al lavoro Iachini e i suoi ragazzi, con la gentile presenza anche di ex bresciani come Sussi, Esposito e Calori. Felice Possanzini: “Fa piacere allenarsi di fronte a un grande allenatore come lui, ci ha dato una grande carica“. Niente da dire, bella infusione di ottimismo in quel di Brescia…