Prendiamo spunto dall’importante sfida tra Lazio e Juventus, che tra qualche ora andrà in scena all’Olimpico di Roma, per collocare il primo mattoncino di una nuova rubrica che ripercorrerà i momenti più significativi del calcio italiano negli ultimi decenni. Sono sei i video che compongono il nostro amarcord: si parte dal rocambolesco 2-3 del dicembre 2007 in cui Del Piero prese per mano la Juve.
Il 2-1 con cui la Lazio batté i bianconeri, invece, fu solo il primo round che consentì ai biancocelesti di arrivare in finale di Coppa Italia, 2 anni fa. Un salto indietro nel secolo scorso: nel 1999, la Lazio naufragò in casa perdendo 3-1 e cominciò a dire addio allo scudetto che finì nelle mani del Milan. Il 4-1 dei romani, nel 2001, portò la firma di uno strepitoso Pavel Nedved. Torniamo alla Coppa Italia: la doppietta di Fiore, nella finale di andata del 2004, fu il primo tassello del trionfo biancoceleste. Infine il gol vittoria allo scadere di Nedved nella stagione 2004/05: il ceco, però, vestiva la maglia bianconera in quell’occasione.
BILANCIO CONFRONTI DIRETTI IN CAMPIONATO
133 Partite disputate
32 Vittorie LAZIO
67 Vittorie JUVENTUS
34 Pareggi
BILANCIO CONFRONTI DIRETTI A ROMA
66 Partite disputate
24 Vittorie LAZIO
25 Vittoria JUVENTUS
17 Pareggi
ULTIMO CONFRONTO DIRETTO A ROMA
Serie A, 1 settembre 2009: LAZIO-JUVENTUS 0-2
Ultimi confronti diretti
Data Competizione Partita Ris.
22.04.2006 Campionato Juventus-Lazio 1-1
15.12.2007 Campionato Lazio-Juventus 2-3
27.04.2008 Campionato Juventus-Lazio 5-2
18.01.2009 Campionato Lazio-Juventus 1-1
03.03.2009 Coppa Italia Lazio-Juventus 2-1
22.04.2009 Coppa Italia Juventus-Lazio 1-2
31.05.2009 Campionato Juventus-Lazio 2-0
12.09.2009 Campionato Lazio-Juventus 0-2
31.01.2010 Campionato Juventus-Lazio 1-1
12.12.2010 Campionato Juventus-Lazio 2-1
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Oltre 400.000 collezionisti dell’album “Calciatori 2010-11″ hanno votato i calciatori preferiti, scegliendo fra 300 giocatori selezionati da una giuria di esperti fra le oltre 15000 figurine di Serie A pubblicate su “Calciatori” dal 1961-62 ad oggi. Si è così formato il “Top Team Panini 50″, una rosa di 18 giocatori (11 titolari e 7 riserve) che celebra la 50° edizione dell’album Panini. Il calciatore più votato in assoluto è risultato Gianluigi Buffon, con quasi 20.000 preferenze.
I 18 giocatori, suddivisi per ruolo di gioco
• Portieri: Gianluigi Buffon, Dino Zoff
• Difensori: Gaetano Scirea, Franco Baresi, Giacinto Facchetti, Paolo Maldini, Fabio Cannavaro
• Centrocampisti: Michel Platini, Giancarlo Antognoni, Zinèdine Zidane, Paulo Roberto Falcão, Giacomo Bulgarelli, Luis Suarez
• Attaccanti: Diego Armando Maradona, Gigi Riva, Marco Van Basten, Roberto Baggio, Alessandro Del Piero




Continua a leggere: Foto - Le figurine più amate degli ultimi 50 anni

“Guardiola mi ha detto che se tornerà in Italia verrà a Brescia e non all’Inter. Mi ha telefonato alle due di notte e mi ha detto d’aver pianto per la promozione” così parlava nel giugno scorso Gino Corioni all’indomani della vittoria del Brescia sul Toro, finale dei play-off di B. Che l’attuale tecnico del Barcellona sia molto legato ai colori biancoazzurri dei lombardi non è mistero, tanto che per i 100 anni delle Rondinelle, ricorrenza che cadrà proprio in questi giorni con annessi festeggiamenti, il buon Pep è andato a far visita ai tanti amici che ancora conserva nel capoluogo di provincia lombardo, assistendo ieri all’allenamento della squadra a Coccaglio.
Saluti e foto di rito, ma anche dichiarazioni succulenti: “Se torno in Italia, lo faccio solo per allenare qui. E lo farei gratis. E so che vi salverete: sono con voi. E venite a trovarmi al Camp Nou” ha assicurato Guardiola che ha approfittato della comparsata anche per salutare tante persone conosciute ormai 10 anni fa. Innanzitutto cena martedì sera con Corioni, poi blitz a veder al lavoro Iachini e i suoi ragazzi, con la gentile presenza anche di ex bresciani come Sussi, Esposito e Calori. Felice Possanzini: “Fa piacere allenarsi di fronte a un grande allenatore come lui, ci ha dato una grande carica“. Niente da dire, bella infusione di ottimismo in quel di Brescia…

La Roma di Dino Viola comprò l’arbitro della semifinale di ritorno dalla Coppa dei Campioni con il Dundee United. Il fattaccio è confermato dal figlio dello scomparso presidente giallorosso Riccardo Viola, testimone del passaggio di denaro (100 milioni di lire) versati all’arbitro dell’incontro il signor Vautrot. I giallorossi, che avevano perso 2 a 0 in Scozia, vinsero 3 a 0 nel ritorno a Roma con un calcio di rigore per i padroni di casa firmato da Di Bartolomei.
Proprio il risultato che serviva alla squadra giallorossi per approdare alla finalissima di Roma contro il Liverpool poi persa ai calci di rigore con il Liverpool del funambolico portiere Grobbelaar. Viola è lapidario: “La Roma diede a un intermediario 100 milioni destinati all’arbitro Vautrot è vero ed è un fatto vergognoso: però voglio ricordare che lo scandalo lo fece uscire Dino Viola per smascherare il colpevole e la Cupola del calcio“.
La tesi che il defunto Dino Viola volesse “smascherare il colpevole” è piuttosto bizzarra, soprattutto perché quella partita venne messa sotto inchiesta solo nel 1986, ma né la Roma né nessuno dei protagonisti venne giudicato colpevole perché il reato (di cui erano emerse le evidenze non certo per l’aperta confessione dei protagonisti) era già prescritto. Dove sarebbe questa volontà del presidente romanista di far saltare il coperchio della pentola e di rendere edotto il mondo dello sport dello scandalo? Non è chiaro. C’è da annotare che il Signor Vautrot non fu per niente tenero con i giallorossi nella “pratica”: annullò due gol a Bruno Conti (entrambi irregolari) sullo 0 a 0 e sul 3 a 0 e concesse il calcio di rigore per fallo su Pruzzo apparso piuttosto evidente a tutti. I 100 milioni, però, restano.


Il momento politico e personale non è certamente il migliore della sua storia e a Silvio Berlusconi tocca consolarsi con il 25esimo anniversario della presidenza al Milan. Anni in cui il club rossonero si è crogiolato in un’infinità di vittorie arrivate grazie soprattutto alle intuizioni (e ai soldi) del suo presidente. Al di là di inutili divagazioni politiche, è indubbio che il Milan rappresenti la creatura migliore dell’intensa vita imprenditoriale di Berlusconi. Nozze d’argento tra il club di via Turati e il suo presidente, dunque.
Il Comunicato sul Sito Ufficiale
Secondo quanto anticipato dal quotidiano La Repubblica, i calciatori del Milan vestiranno la classica divisa impreziosita dalla firma di Berlusconi proprio sotto la scritta celebrativa, in filo rosso, ‘20 febbraio 1986-20 febbraio 2011′, posizionata tra il marchio dello sponsor tecnico e lo stemma della società. Tutto cominciò il 20 febbraio 1986, quando poco prima che i libri contabili finiscano in tribunale (il Milan di Giuseppe Farina, dopo 2 retrocessioni, la prima per il calcio-scommesse, la seconda sul campo, era sull’orlo del fallimento), Silvio Berlusconi, dopo una lunga trattativa, annuncia l’acquisto del club.
Si narra anche che Berlusconi, prima del Milan, tentò in tutti i modi la scalata all’Inter. Peppino Prisco, compianto, amatissimo e un po’ guascone dirigente dell’Inter, racconta che il Cavaliere nei primi anni ‘80 aveva cercato di prendere l’Inter, non una ma due volte. Prima da Ivanoe Fraizzoli, quindi dal suo successore, Ernesto Pellegrini. Ma come ogni favola degna di questo nome l’anatroccolo “indesiderato” diventa bello e vincente. Il Milan si aggiudica il primo scudetto dell’era Berlusconi nel 1988, con Arrigo Sacchi in panchina. E’ solo l’inizio di un’epopea.
Continua a leggere: 25 anni di Berlusconi al Milan, pronta una maglia autografata
“L’intervento di Toni su De Sanctis era fallo, chi sostiene il contrario non conosce le regole“. Con queste parole Pierluigi Collina commenta, sul Corriere dello Sport, la decisione di Morganti di annullare la rete di Luca Toni nella partita fra Napoli e Juventus finita poi 3 a 0 per gli azzurri.
L’ex arbitro numero 1 al mondo ed ex designatore della Serie A ritorna su un episodio per il quale Gigi Delneri, tecnico dei bianconeri, si arrabbia ancora oggi. In una sua infuocata intervista dopo Palermo - Juventus aveva letteralmente zittito Maurizio Pistocchi quando gli era stata detto che quel gol era da annullare:
“Non offendetemi e non venite a dirmi che non capisco di calcio, il goal di Toni era regolare! Nessuna interpretazione, la verità, io conosco il regolamento.”
Ora il parere di Collina, certamente più autorevole (non ce ne vorrà Delneri), mette fine ad ogni discussione. Il problema è che i media vicini alla Juventus, si veda Calcio GP, vadano a ripescare il famoso gol di Toldo convalidato proprio da Collina al 95′ contro la Juventus a San Siro per dimostrare che “anche Collina non conosceva le regole del calcio“. Nulla da dire, la vigilia del Derby d’Italia rende tutti più nervosi.
Un tifoso del Napoli ha chiesto ad Edinson Cavani di autografare la mitica maglia di Diego Armando Maradona della stagione 1984-85. L’attaccante uruguiano, apparso abbastanza emozionato davanti al cimelio, ha subito esaudito il desiderio del supporter azzurro e, penna in mano, ha scritto sul numero dieci che fu del pibe de oro, la sua firma.










Continua a leggere: Foto - Cavani e l'autografo sulla maglia di Maradona

Ne è passato del tempo quando da piccoli, alle scuole elementari era prassi durante l’intervallo o all’uscita di scuola, scambiarsi le figurine dei calciatori o inventarsi i giochi più disparati. In realtà le figurine Panini, in questi decenni, sono diventate oggetto di culto e non solo un passatempo per bambini: basta dare uno sguardo ad alcuni prezzi che girano su Ebay per gli album completi del passato. Tutto ebbe inizio alla fine del 1960 quando Giuseppe Panini (che insieme al fratello Benito aveva creato l’Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini) trovò, a Milano, un lotto di vecchie figurine sfuse invendute delle edizioni “Nannina” di Milano che acquistò, imbustò (in bustine bianche con cornicette rosse contenenti ognuna 2 figurine) e le mise in vendita a 10 lire l’una.
Ne vendette ben 3 milioni e l’anno successivo quintuplicò il risultato. La prima figurina stampata fu quella di Bruno “Maciste” Bolchi, all’epoca giovane capitano dell’Inter. Nel sito Calciatoripanini.it è stata inserita una breve scheda sugli album Calciatori del passato con una breve storia delle stagioni e del campionato. Per festeggiare i suoi primi 50 anni la Panini ha lanciato un album speciale (costo: 2,50 euro) che, oltre ad ospitare la classica raccolta dei calciatori del campionato 2010-2011, prevede una serie di figurine commemorative. In questa bellissima pagina della Lega Calcio, invece, c’è la possibilità di cercare i nostri beniamini in figurina per il periodo che va dal 1986 al 2011.
Antonio Allegra, direttore Mercato Italia Figurine e Card di Panini, racconta il primo grande evento dei 50 anni Panini. Si tratta del Calciatori Tour 2011 (nei link di seguito le date dei due tour Tour A - Tour B), quando un camion a forma di scatola di figurine gigante toccherà varie città d’Italia e catalizzerà l’attenzione di piccoli e grandi: “E a Modena speriamo di costruire entro il 2011 un altro grande evento, assieme alla famiglia Panini, perché sia chiaro che la storia della figurina è qui dove, in cinquant’anni di storia, ne sono state stampate e imbustate più di 25 miliardi di esemplari”.




Il quotidiano spagnolo Marca ha montato una compilation delle parate più spettacolari del 2010. Con un occhio di riguardo alla Liga Spagnola, tra le dieci parate più importanti figurano anche quella di Julio Cesar su tiro di Messi, in Barcellona-Inter e quella di Stekelenburg in Brasile-Olanda, su tiro di Kakà.
E così anche il 2010 ce lo siamo lasciato alle spalle. Che anno è stato il 2010 per il calcio? Di certo pessimo per la nostra Nazionale e ottimo per l’Inter, ma proviamo a fare un passo indietro e riscoprire i post più letti degli ultimi dodici mesi su Calcioblog.
Uno dei primi post in classifica è il video di Italia - Slovacchia 2 a 3, la partita che sancì l’uscita dal mondiale degli Azzurri di Lippi. Una débâcle onestamente imbarazzante, contro quella che Gabriele Capasso definì giustamente “la squadra oggettivamente più scarsa vista in questa manifestazione”. Ma forse, ce n’era una ancora peggiore…
Risale sempre ai Mondiali in Sudafrica un altro dei post più letti dell’anno: la goleada del Portogallo contro la Corea del Nord, sommersa sette reti a zero. Una pioggia di “like” su Facebook, per una partita in cui non si può certo dire che il più forte non abbia infierito: ma forse era giusto così.
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