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Auguri

Tanti auguri a... Lorenzo De Silvestri

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Lui spera di restare, tanto più dopo la vittoria della Coppa Italia della Lazio, ma la Fiorentina tramite Corvino lo segue con grande interesse: stiamo parlando del laterale laziale Lorenzo De Silvestri, ragazzo umile che oggi compie appena 21 anni (esordì ad appena 17 anni). Il suo futuro è in mano a Claudio Lotito: Prandelli stravede per lui e i viola vorrebbero la comproprietà, lui pur essendo romano purosangue non ha mai negato che un trasferimento a Firenze non sarebbe sgradito. Fatto sta che De Silvestri vuole giocare di più.

Quest’anno, infatti, è partito titolare in campionato appena 11 volte (collezionando ad ora 20 presenze), più o meno uguale in Coppa, 7 presenze di cui 4 dal primo minuto: probabilmente questo terzino esploderà quando potrà giocare con continuità e forse alla Lazio questo non sarà mai possibile. In ogni modo fino ad ora il suo nome è già stato pronunciato da più parti: il mensile World Soccer un anno e mezzo fa stilò una lista dei 50 giovani calciatori più promettenti e tra Pato, Messi e Aguero spuntò anche il nome di De Silvestri.

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Tanti auguri a... George Best

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Questa rubrica non conosce limiti: indeciso se fare o meno tanti auguri alla meteora australiana della Salernitana Danny Tiatto (a proposito, buon 36esimo compleanno), alla fine ho reputato più bello e più giusto ricordare un mito del calcio mondiale che se fosse ancora vivo oggi avrebbe compiuto 63 anni. Quattro anni fa se ne andava George Best per una infezione al fegato, lui che quell’organo l’aveva strapazzato da giovane e da meno giovane, ad inseguire perennemente l’alcool, nonostante un trapianto, condizioni di vita sempre più infime, la gloria di un passato che l’aveva incoronato a idolo. Del calcio, del pop, delle donne, dell’Irlanda del Nord che tre anni fa gli intitolò l’aeroporto di Belfast.

Nato proprio nella capitale nordirlandese di lui si sa praticamente tutto: stella indiscussa del Manchester United degli anni ‘60, vinse in quel periodo il Pallone d’Oro. Coppa Campioni e scudetti, dopo più di 300 partite e quasi 150 gol con la casacca rossa dello United iniziò a peregrinare per gli Stati Uniti d’America, facendo puntatine a Londra (al Fulham) quando il campionato oltreoceano era fermo. Anche Scozia e Australia, all’inizio degli anni ‘80, per un fuoriclasse che è rimasto nella leggenda per le sue frasi irriverenti e per il suo fascino (fu soprannominato il Quinto Beatles). Di seguito alcune delle più significative quotes.

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Tanti auguri a... Pierluigi Brivio

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Oggi compie 40 anni (hai detto niente!) un famigerato bell’uomo del calcio nostrano, il portiere Pierluigi Brivio. Ha appena concluso una buona stagione nel Pergocrema, militante in Prima Divisione, e di smettere pare non abbia voglia; buon estremo difensore che ha giocato ben 73 partite in Serie A e più di 150 in B, la sua è la classica storia del calciatore con la valigia in mano: ha difeso i pali di 10 squadre diverse, rimanendo per lo più al nord Italia.

Nato in un paesino in provincia di Bergamo, iniziò ad inseguire il sogno di diventare un giocatore professionista crescendo nelle giovanili dell’Atalanta; poco più che ventenne (si parla addirittura del lontano ‘89) disputò ben 20 partite nella sua prima stagione da pro con la maglia del Palazzolo, salvo poi rimanervi per 5 anni con annessa promozione in C1 e 131 presenze. Nel ‘94 quindi il grande salto: il Vicenza in B, benché per le prime tre annate da panchinaro. Sterchele prima e Mondini poi lo relegarono a dodicesimo uomo, ma comunque riuscì ad esordire sia in B che in A.

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Tanti auguri a... Petr Cech e Iker Casillas

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Per la prima volta oggi facciamo gli auguri a due persone diverse (era sì successo con i Zenoni, ma lì si trattava di due gemelli) che per di più non giocano e non hanno mai giocato nel nostro campionato: Iker Casillas compie 28 anni e Petr Cech ne compie 27, due portieri spesso associati in tempi recenti a Gigi Buffon come terzetto di estremi difensori più forti del mondo (al giorno d’oggi però non può non citarsi l’incredibile Julio Cesar). Quasi coetanei dunque, ma dalle carriere totalmente diverse anche se oggi possono dirsi entrambi bandiere delle squadre in cui militano.

Uno spagnolo, l’altro ceco, benché la loro età differisca di appena un anno esatto, quando Casillas a 19 anni alzava una Coppa Campioni al cielo da assoluto protagonista, il collega se ne stava al Viktoria Plzen a scaldare la panchina e i seggiolini della tribuna. Casillas col tempo ha vinto tutto, sia col Real Madrid del quale è capitano che con la Nazionale Spagnola, eccetto il mondiale: portiere di eccezionale istinto, è cresciuto esponenzialmente anche nei fondamentali risultando ad oggi forse il numero uno in assoluto.

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Tanti auguri a... Andrea Pirlo

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Quando viene chiesto a un centrocampista non italiano di indicare quale sia, attualmente, il centrocampista maggiormente stimato, molto probabilmente la risposta sarà Andrea Pirlo: almeno così la pensa Fabregas o Lampard, gente che sulla carta non avrebbe niente da invidiare al mediano della nostra Nazionale. Oggi compie 30 anni e se è così ben visto a livello mondiale il merito va diviso tra Mazzone e Ancelotti, i due allenatori che hanno intuito la vena da mediano di Pirlo, lui che aveva esordito in Serie A a 16 anni e che pareva dovesse esplodere come il più classico dei numeri 10. Ma nonostante la classe cristallina rimaneva là, in un limbo, fino a che si è piazzato davanti la difesa ed è diventato uno dei centrocampisti più forti del mondo.

Nato a Flero, in provincia di Brescia, crebbe nelle Rondinelle dove esordì il 21 maggio del ‘95 poco più che sedicenne; dopo 47 partite e 6 gol con i lombardi, fu ingaggiato dall’Inter ma in una sciagurata stagione 98/99 per i nerazzurri non riuscì a siglare alcun gol nonostante 18 presenze. L’anno dopo se ne andò in prestito alla Reggina, per la prima volta nella massima serie, e con gli amaranto impacchettò un campionato superbo insieme a Baronio e Kallon (28 apparizioni e 6 gol), abbastanza per meritarsi il ritorno alla casa madre. Ma vi sarebbe rimasto poco, e senza fare gol, perché il Brescia pensò a lui nuovamente benché in prestito.

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Tanti auguri a... Gianni Comandini

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Bidone? Meteora? No, non me la sento di francobollare come un flop del calcio Gianni Comandini, che oggi finisce 32 anni e che già da tre è un ex calciatore. Certo, arrivò al Milan che doveva fare meglio e di più, ma comunque ha segnato più di 50 gol tra i professionisti, due (i primi due) nello storico derby vinto dai rossoneri per 0-6 (Video), ha conquistato un oro negli Europei Under 21 del 2000. Per dire, il suo l’ha dato: poi ovvio, ci si aspettava di più, ma di certo c’è chi ha fatto peggio; insomma, se li merita tutti gli auguri questo ex attaccante che ora fa il ristoratore a Cesena.

Nato nella città romagnola, esordì giovanissimo nel calcio professionistico proprio con i bianconeri che subito lo mandarono a farsi le ossa in C1 col Montevarchi; dopo una buona stagione in Toscana tornò al Manuzzi, sempre in terza serie, dove contribuì coi suoi gol alla promozione in B del Cesena. Passò al Vicenza che, tuttavia, lo fece rimanere nella sua città dove continuò a crescere, meritandosi nel ‘99 la chance di esordire nel massimo campionato: coi berici disputò un’ottima annata condita da 20 gol in 34 partite, abbastanza per far interessare Galliani al suo cartellino. Nel 2000 firmò un contratto col Milan.

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Tanti auguri a... Damiano Tommasi

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Fare gli auguri tramite queste pagine a Damiano Tommasi è una inezia in confronto a cosa gli hanno organizzato a Tianjin i suoi tifosi: durante la partita contro lo Shangai hanno issato sue gigantografie e hanno composto una coreografia solo per lui (che ha ripagato sbagliando in occasione del gol degli avversari, eheh). Continua bene l’avventura al Tianjin Teda per Tommasi che oggi compie 35 anni, scrivere della sua carriera è forse pleonastico dato che la storia di questo centrocampista veneto è ormai vicenda nota, quasi una favola fatta di grande umanità, forza d’animo e chilometri macinati sul terreno verde.

Dopo gli inizi col Negrar e il San Zeno, entrò nelle giovanili del Verona e con gli scaligeri firmò pure il suo primo contratto da professionista: 3 anni nella città di Romeo e Giulietta con 77 partite disputate e 3 gol realizzati. Nel ‘96 passò alla Roma e nella capitale divenne un punto fermo del centrocampo giallorosso per ben 10 stagioni, con tanto di convocazioni in Nazionale (29 presenze e 1 gol) fino al tragico infortunio dell’estate 2004: “Lesione complessa di tutte le strutture capsulo-legamentose del ginocchio destro; rottura dei menischi interni ed esterni; rottura del crociato anteriore e posteriore; rottura del collaterale mediale; rottura dell’inserzione dei flessori della coscia destra“.

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Tanti auguri a... Vujadin Boskov

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Il 16 maggio del 1931 a Begec, nell’ex Yugoslavia, nasceva un mito del nostro calcio e non solo: oggi compie la bellezza di 78 anni Vujadin Boskov, decano degli allenatori che ha legato il suo nome in Italia soprattutto alla Sampdoria. Saggezza dispensata in pillole rimaste ormai nella storia, Boskov fu pure un ottima mezzala (all’occorrenza mediano) sia della nazionale e del Voyvodina che della Sampdora e degli svizzeri dello Young Boys; appese le scarpette al chiodo iniziò ad allenare: prima proprio lo Young Boys, poi il Voyvodina e la Nazionale yugoslava, quini il Den Haag e Feyenoord.

Nel ‘78 approdò in Spagna al Real Saragozza, quindi allenò il Real Madrid (perse una finale di Coppa Campioni contro il Liverpool) per poi passare allo Sporting Gijon. Nel’85 fu all’Ascoli, poi passò alla Sampdoria col quale aprì il famoso ciclo (scudetto, due Coppa Italia, Supercoppa Italia, Coppa Coppe e una finale di Coppa Campioni persa contro il Barcellona), quindi Roma, Napoli, Servette, ancora Samp e Perugia, prima di chiudere come selezionate della Yugoslavia (finì nel 2001). Di seguito riportiamo le sue massime più importanti, perle che paiono banali ma che celano una saggezza calcistica ormai senza tempo.

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Tanti auguri a... Daniele Galloppa

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Il Siena qualche anno fa, con De Luca al timone del club, era una squadra che andava avanti a prestiti e si legava il meno possibile ai giocatori; con la nuova dirigenza le cose sono cambiate e ore la società toscana possiede diverse “bandiere” che se ne stanno nella tranquillità del capoluogo toscano ormai da anni: uno di questi è Daniele Galloppa, centrocampista molto generoso ma anche con punte di classe non trascurabili, che oggi compie 24 anni. Sempre in procinto di lasciare la città del Palio, alla fine rimane sempre in bianconero e non è detto che l’anno venturo lascerà la Toscana, anche se il corteggiamento del Napoli inizia a farsi insistente.

Nato a Roma, iniziò a dare i primi calci al pallone nel Tor de Cenci, piccola società del suo quartiere; a nove anni tentò un provino con la Roma e per sua fortuna andò bene: così iniziò tutta la trafila nelle giovanili giallorosse, arrivando anche ad essere convocato con la prima squadra. Nel 2004 venne mandato in prestito alla Triestina: con gli alabardati due campionati di qualità in Serie B, un gol ai danni del Crotone e un’ottima tecnica messa in mostra. Così nell’estate del 2006 passò all’Ascoli (sempre via Roma), in Serie A ed esordì nella massima serie il 17 settembre contro il Messina. Ma a gennaio cambiò di nuovo città, anche se non colori: chiamò il Siena.

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Tanti auguri a... Zdenek Grygera

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Se Vieri, Totti o Del Piero incarnano, seppur per aspetti diversi, il prototipo del calciatore, Zdenek Grygera rappresenta l’esatto opposto: l’anti-divo, l’umiltà che corre sulla fascia, lavoro e impegno per migliorarsi sempre, a costo di rompersi i denti (come gli capitò il 5 ottobre scorso contro il Palermo). Oggi questo ragazzo ceco compie 29 anni e se guarda indietro alla sua carriera da calciatore non può che essere soddisfatto: ha vinto i suoi trofei, ha fatto i suoi gol, ha guadagnato i suoi milioni di euro. Ma è solo ora, alla Juve, che vincere sarà davvero difficile e, al contempo, importantissimo.

Nato a Prilepy, dai 10 ai 18 anni lavora duro per diventare un calciatore nel Tescoma Zlin: realizza il suo sogno quando nel ‘98 firma il suo primo contratto professionistico con il Drnovice in cui passa due stagioni positive condite da puntuali convocazioni nelle selezioni giovanili della Repubblica Ceca. Durante l’Euroepo Under 21 del 2000 lo notano le squadre praghesi, se lo aggiudica lo Sparta col quale vince due campionati ed esordisce anche in Champions League. Il 2003 è l’anno dell’emigrazione: s’accasa all’Ajax con un contratto da 3,5 milioni di euro, ad Amsterdam cresce ancora, vince e diventa, oltre che titolare nei lancieri, anche un pilastro della Cechia.

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