Sette vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte non sono un buon ruolino per le ambizioni di Flavio Briatore: i suoi Queens Park Rangers navigano in decima posizione nella Coca-Cola Football League Championship, a tre punti dalla zona playoff. Così ieri ha deciso di sciogliere le riserve circa il nome del nuovo allenatore; esonerato Ian Dowie, sulla panchina del team londinese sedeva pro-tempore Gareth Ainsworth che s’è dovuto far da parte: scartata l’ipotesi di prendere egli stesso le redini della conduzione tecnica del team (???), il manager italiano ha nominato l’ex centrocampista portoghese Paulo Sousa come nuovo allenatore.
Trentotto anni e brillante passato da mediano di classe, in carriera ha vinto tutto con le squadre di club: due Champions League, con Juve e Borussia Dortmund, e una Coppa Intercontinentale, coi tedeschi, oltre a numerosi titoli nazionali. Ha vestito anche le maglie di Parma e Inter e, in Europa, quelle di Benfica, Sporting Lisbona, Panathinaikos e Espanyol, suo ultimo team. Poi ha iniziato a pensare alla carriera da allenatore, maturando esperienza come vice di Scolari e di Queiroz sulla panchina della nazionale portoghese. E ora l’avventura a Loftus Road, esordio sabato contro il Watford, attualmente terz’ultimo. Queste le parole del portoghese e di Briatore:
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Nel mondo dell’economia le fusioni tra più società sono una cosa normalissima, lo stesso non può dirsi per quanto riguarda il micromondo calcistico. Sono un evento raro e non sempre accettato di buon grado da chi il calcio lo segue e lo ama, cioè i tifosi. In Italia abbiamo alcuni esempi, la più recente ha riguardato due società lombarde, l’Albinese e il Leffe, che nel giugno 1998 si unirono in un progetto unico prendendo il nome di Albinoleffe e scegliendo come stadio di casa il Martinelli di Leffe. All’epoca ci furono molti scontenti soprattutto tra i sostenitori del Leffe, oggi però la nuova società è diventata una realtà che ha addirittura sfiorato la Serie A. Tornando indietro negli anni non possiamo dimenticare l’unione tra la Sampierdarenese e l’Andrea Doria, le due società sportive genovesi si fusero nell’attuale Sampdoria dopo la seconda guerra mondiale per far fronte alle difficoltà economiche che avrebbero finito per stroncare entrambe.
L’argomento in questi mesi è di grande attualità in Olanda dove si sta cercando di dar vita ad una grande società che riunisca sotto una sola bandiera tutte le squadre di una regione: il Limburgo. Questa regione ha come capoluogo e città più importante Maastricht e si trova nell’estremo sud-est dei Paesi Bassi. Oltre al MVV Maastricht ci sono altre tre società importanti. La prima e l’unica che gioca in Eredivisie (la prima divisione) è il Roda JC. La squadra giallonera ultimamente non naviga in buone acque sia dal punto di vista sportivo, è in zona retrocessione, che dal punto di vista economico con un seguito di pubblico sulle gradinate del Parkstad Limburg Stadion sempre minore. Il presidente, Nol Hendriks, ha sempre garantito un buon afflusso di liquidità ma pare che ora sia stanco di una gestione perennemente in rosso.
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Il primo tempo di Blackpool-Ipswich Town era quasi finito quando David Norris trovava il gol del vantaggio che avrebbe poi consentito agli ospiti di guadagnare tre preziosissimi punti. E’ ovvio allora che il centrocampista si sia lasciato andare ai festeggiamenti, peccato che non immaginava nemmeno lontanamente quante polemiche si sarebbero scatenate a causa del suo modo di esultare, nemmeno pensava che tutti i giornali inglesi, l’indomani, avrebbero parlato di lui.
Il giocatore dell’Ipswich Town durante l’esultanza ha fatto il gesto delle manette, un modo per dedicare la marcatura ad un suo amico, Luke McCormick. La sua vicenda è stata già raccontata da noi di Calcioblog, in pratica il portiere venticinquenne in forza al Plymouth è stato condannato a sette anni di prigione per aver provocato un incidente stradale che è costato la vita a due ragazzini e la sedia a rotelle, almeno per ora, al padre (Fotogallery dell’incidente di McCormick).

Luke McCormick è, o meglio era, un portiere di belle speranze del Plymouth, eletto miglior giovane del suo club per due anni consecutivi e regolarmente nel giro delle giovanili inglesi. La sua vita è però cambiata radicalmente lo scorso sette giugno quando alla guida della sua Range Rover si è scontrato con l’auto della famiglia Peak uccidendo i due bambini Arron, dieci anni, e Ben, otto, e ferendo gravemente il padre Phil (Fotogallery).
Oggi è arrivata la sentenza del tribunale che lo ha condannato a sette anni e quattro mesi di reclusione. Il giovane portiere in quel maledetto giorno era stato ad un matrimonio di un amico di ritorno dalle vacanze negli Stati Uniti. Subito dopo i festeggiamenti però aveva deciso di ripartire subito per la sua città natale, Coventry, per risolvere alcuni problemi coniugali con la sua fidanzata.
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Migliaia di tifosi cinesi sono scesi in piazza a Wuhan per protestare contro la squalifica inflitta al capitano della loro squadra, Li Weifeng. La federazione cinese ha squalificato il giocatore per otto turni infliggendogli anche una multa di circa 800 euro, la causa di tale sanzione è una rissa avvenuta in campo lo scorso 28 settembre che lo ha visto protagonista insieme ad un collega della squadra avversaria al quale è toccata la stessa punizione.
Li Weifeng, 30 anni, è una stella del calcio cinese, è stato capitano della nazionale e ha anche preso parte agli ultimi giochi olimpici di Pechino e qualche anno fa ha anche indossato la maglia dell’Everton per una partita. Il Wuhan Guanggu, il suo club, ha annunciato il ritiro dalla Super League cinese in segno di protesta e citerà in giudizio la federazione per la decisione presa. Le mosse del club sono state la scintilla che ha infiammato la rabbia dei tifosi scesi in piazza per la protesta.
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Tutto era pronto giovedì sera per quella che doveva essere una serata di festa allo stadio St-Denis-de-l’Hotel di Orléans. L’occasione era la seconda amichevole tra le rappresentative Under 18 di Francia e Ucraina, dopo che la prima partita era stata disputata il 30 settembre. Per celebrare degnamente l’evento era stata organizzata anche una cerimonia d’apertura durante la quale dei paracadutisti sarebbero atterrati in campo con il pallone per il calcio d’inizio.
Qualcosa però stava andando storto e si è capito subito poiché uno dei parà stava scendendo troppo velocemente. Si trattava di Sylvain Chabrol, 42 anni e oltre mille salti d’esperienza, non certo un novellino. Lo sfortunato paracadutista durante la sua discesa è prima andato a sbattere contro un pilone e si è poi schiantato travolgendo un gruppo di giovani spettatori accorsi allo stadio per tifare Francia.
Il paracadutista è morto sul colpo mentre si sono subito mostrate gravi le condizioni di due ragazzi letteralmente schiacciati dall’uomo e dal paracadute. Uno di loro, il diciassettenne Quentin, non ce l’ha fatta ed è morto poi all’ospedale di Orléans; un altro, Kevin di sedici anni, è tutt’ora ricoverato ma dovrebbe riuscire a cavarsela. Ovviamente l’episodio ha scioccato tutti i presenti e la partita è stata prontamente annullata.
Continua a leggere: Tragedia a Orléans, un paracadutista si schianta prima dell'amichevole

Enzo Maresca ha deciso di mettere le radici a Siviglia, ieri ha posto la sua firma sul nuovo contratto che lo lega alla società andalusa fino al 2011. Pare finita quindi quella vita da girovago del calcio che lo ha portato a cambiare più volte casacca, l’italiano si trova bene in Spagna e i suoi tifosi ricambiano calorosamente il suo amore. Nonostante il suo nome sia ogni estate associato a squadre italiane, l’ultima in ordine di tempo l’Inter, che motivo avrebbe per lasciare un posto dove si è integrato a meraviglia?
La carriera di Enzo Maresca iniziò nelle giovanili del Cagliari, fu poi notato dal West Bromwich Albion e giovanissimo decise di trasferirsi oltremanica. Non perse tempo e mostrò subito di che pasta era fatto tanto che arrivò l’interesse della Juve che lo portò a Torino. I tifosi se ne innamorarono subito ma non bastò per restare iniziando così il suo giro per l’Italia. Bologna, Piacenza, Firenze e il ritorno a Torino, il tempo di capire che non c’era spazio per lui e arrivò il trasferimento in Spagna, era il 2005.
Continua a leggere: Maresca è euforico: prolungato il contratto con il Siviglia

La vedete l’immagine qui sopra? Ritrae alcune star del Manchester United, tra cui Rooney e Cristiano Ronaldo, Sir Alex Ferguson e i dirigenti del gruppo assicurativo bancario americano AIG. Risale a circa un anno e mezzo fa, quando gli americani riuscirono a convincere i Red Devils a firmare un contratto di sponsorizzazione di quattro anni, sostituendo la Vodafone che aveva rescisso il suo con due anni di anticipo.
Quella sponsorizzazione è entrata alla storia come una delle più ricche di tutti i tempi per il mondo del calcio, 56,5 milioni di sterline (circa 72 milioni di euro), il che equivale a qualcosa come 18 milioni di euro a stagione. A quell’epoca il contratto più ricco al mondo lo aveva la Juventus con Tamoil (20 milioni di euro a stagione), mentre in Inghilterra l’invidiabile record era del Chelsea di Abramovich con 12 milioni di euro stagionali.
Continua a leggere: Crisi AIG: il Manchester United trema assieme al suo sponsor

Nella cittadina di Butembo, Repubblica Democratica del Congo una volta conosciuto come Zaire, si giocava una partita amichevole tra i locali del Nyuki System e il Socozaki. L’incontro vedeva in vantaggio gli ospiti per una rete a zero, grazie ad un calcio di rigore e si avviava placidamente al suo termine quando la situazione è degenerata. Il portiere dei padroni di casa resosi conto della sconfitta che stava per maturare ha deciso di tentare il tutto per tutto mettendo in pratica un rito di magia nera.
La cosa è molto comune in molti paesi africani e non è raro assistere ad una scena del genere sui campi di calcio, in pratica la magia si esercita appendendo un feticcio alla porta avversaria, talvolta gli si da anche fuoco. Peccato che questa volta i tifosi avversari non hanno gradito e hanno iniziato a protestare violentemente. Si è scatenata una fitta sassaiola che ha colpito anche il capo della polizia, in campo per cercare di calmare gli animi.
Continua a leggere: Tragedia in Congo: 13 morti per la magia nera del portiere

Zdenek Zeman, praghese di nascita ma siciliano di adozione, avrà da qui all’eternità sempre un nugolo di estimatori convinti che siano tifosi (chiedere a foggiani e leccesi), calciatori (da Rambaudi fino a Bojinov) o allenatori (vero Delio Rossi?). Zemanlandia è ormai una parola che fa parte del vocabolario calcistico e sulla sua pagina di wikipedia c’è un’immagine che raffigura il 4-3-3, suo marchio di fabbrica degno del copyright. Tra passato più o meno glorioso, pseudo-battaglie anti-doping e panchine di mezza Italia, c’è poi il presente, amaro presente, di uno Zeman che non solo non può più fumare in panchina, ma che deve pure assistere a puntuali debacle delle squadre che allena.
Detiene infatti il record per essere stato cacciato da tutte le squadre in cui ha allenato negli ultimi 15 anni, e spesso l’esonero è avvenuto a stagione in corso: anche il Lecce lo esonerò mentre lui se ne stava bel bello in vacanza a Praga, stessa sorte gli capitò con la Lazio (giusto per chi non lo ricordasse). E quest’anno rischia grosso a Belgrado, dove la “sua” Stella Rossa ha iniziato in maniera a dir poco disastrosa. Sceltosi come vice la meteora del calcio italiano per eccellenza, Aleksandar Kristic (cliccare per saperne di più), e voluto l’ex torinista Nikola Lazetic, aveva da superare innanzitutto li preliminare per accedere in UEFA, contro i ciprioti dell’Apoel Nicosia.
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