
Zdenek Zeman, praghese di nascita ma siciliano di adozione, avrà da qui all’eternità sempre un nugolo di estimatori convinti che siano tifosi (chiedere a foggiani e leccesi), calciatori (da Rambaudi fino a Bojinov) o allenatori (vero Delio Rossi?). Zemanlandia è ormai una parola che fa parte del vocabolario calcistico e sulla sua pagina di wikipedia c’è un’immagine che raffigura il 4-3-3, suo marchio di fabbrica degno del copyright. Tra passato più o meno glorioso, pseudo-battaglie anti-doping e panchine di mezza Italia, c’è poi il presente, amaro presente, di uno Zeman che non solo non può più fumare in panchina, ma che deve pure assistere a puntuali debacle delle squadre che allena.
Detiene infatti il record per essere stato cacciato da tutte le squadre in cui ha allenato negli ultimi 15 anni, e spesso l’esonero è avvenuto a stagione in corso: anche il Lecce lo esonerò mentre lui se ne stava bel bello in vacanza a Praga, stessa sorte gli capitò con la Lazio (giusto per chi non lo ricordasse). E quest’anno rischia grosso a Belgrado, dove la “sua” Stella Rossa ha iniziato in maniera a dir poco disastrosa. Sceltosi come vice la meteora del calcio italiano per eccellenza, Aleksandar Kristic (cliccare per saperne di più), e voluto l’ex torinista Nikola Lazetic, aveva da superare innanzitutto li preliminare per accedere in UEFA, contro i ciprioti dell’Apoel Nicosia.
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Non ci è dato sapere i termini dell’operazione, ma visti i quasi 40 milioni di ingaggio annuale che il Kuruvchi aveva offerto Samuel Eto’o si può ipotizzare un contratto faraonico per l’ex pallone d’oro brasiliano: Rivaldo sarà un giocatore del Bunyodkor, per qualche ragione oscura alla nostra mente occidentale lo stesso team che cercò il camerunense ma che ora si chiama con un nome diverso. Rivaldo nei prossimi giorni atterrerà a Taškent, capitale uzbeka, e poi si immergerà in questa nuova e singolare avventura.
Eppure solo pochi giorni fa lo vedemmo abbastanza in forma giocare con la maglia giallonera dell’AEK Atene, in un amichevole contro il Bologna: nella capitale ellenica il brasiliano ha disputato la sua ultima stagione, siglando 11 reti in 33 gare, dopo le tre annate all’Olympiakos Pireo (70 presenze e 36 gol, non male). Contro il Bologna era andato anche in gol, pareggiando il vantaggio felsineo di Adailton con un bel fendente sotto la traversa dopo il passaggio delizioso di Juan Fran. Ora è tempo di fare le valige e così spiega la sua scelta ai tifosi ateniesi:
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L’ultima uscita infelice dello “schiavo” Cristiano Ronaldo ha davvero fatto perdere la pazienza a Sir Alex Ferguson che ormai ha promesso di rendere un inferno la vita del suo giocatore in quel di Manchester. I due non si parlano più e l’allenatore ha intenzione di continuare su questa linea fino al ritorno dalla tournée in Sud Africa prevista per il 28 luglio. Per quella data Ferguson ha fatto sapere di voler trovare regolarmente al suo posto il suo numero 7.
Adesso Ronaldo si trova in Portogallo per la rieducazione in seguito all’operazione alla caviglia, infortunio che improvvisamente è diventato molto più grave del previsto, anche se sono in molti a non vederci chiaro nemmeno in questa circostanza. Ferguson intanto medita sulle mosse da compiere per far naufragare l’idillio tra il portoghese e il Real Madrid e i tabloid inglesi sempre ben informati riferiscono che molto probabilmente l’allenatore ha già in mente il dispetto: schierare il giocatore nella prima occasione valida di Champions League.
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Vitebsk-Naftan 1-1, partita del campionato bielorusso giocata sabato scorso, passerà alla storia senza che nessuno potesse immaginarlo: non una prodezza di qualche giocatore, né intemperanze del pubblico. “Semplicemente” Sergei Shmolik, uno dei fischietti più importanti del paese (in passato anche internazionale avendo pure diretto una partita dell’Italia sette anni fa), era ubriaco fradicio e ha dato spettacolo sia durante il match che al suo triplice fischio.
Chissà se Inzaghi e Del Piero, autori di una doppietta a testa nella sfida contro la Lituania finita 4-0 da lui arbitrata, se lo ricordano: sicuramente da oggi in poi diventerà l’idolo di molti tifosi, non solo a Minsk e dintorni. Per gran parte della gara s’è piantato a centrocampo dispensando fischi un po’ a casaccio, quindi alla fine della faticaccia ha abbandonato il terreno di gioco in modo penoso. Si pensava a un dolore alla schiena, in realtà aveva esagerato con la vodka (video dell’accaduto).
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Zdenek Zeman torna ad allenare e questa volta è la panchina della Stella Rossa di Belgrado quella dove siederà il sessantunenne di Praga. Il tecnico che tanta fama ma fortuna alterna ha avuto in Italia approda in Serbia dopo che la Stella Rossa si è prestamente disfatta dopo soli sette mesi dell’ormai ex allenatore Aleksandar Jankovic.
La dirigenza pare convinta della scelta riguardo la nuova guida della compagine di Belgrado ricaduta su Zeman, le intenzioni sono quelle di tornare a grandi livelli, in Europa prima di tutto, e cercare di bissare o quanto meno avvicinarsi a ripetere quel magico periodo che vide i biancorossi serbi sul tetto d’Europa con la conquista della Coppa dei Campioni nel lontano 1991. All’epoca nella Stella Rossa, team facente parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, militavano fior di campioni che di lì a poco avrebbero fatto fortuna nel campionato italiano e in quelli dell’Europa occidentale: Vladimir Jugovic, Sinisa Mihajlovic, Dejan Savicevic su tutti.
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Il Porto è stato escluso dalla Champions League della prossima stagione per il suo coinvolgimento in uno scandalo di corruzione di arbitri nella stagione 2003-04. Lo ha reso noto il club campione del Portogallo che ha, però, preannunciato un ricorso contro la decisione dell’Uefa. Il Porto, che al termine di quella stagione aveva vinto la Champions League in finale contro il Monaco con Mourinho allenatore, aveva già ricevuto 150.000 euro di multa, due anni di sospensione per il presidente Jorge Pinto e sei punti di penalizzazione in classifica.
Il capo della Lpfp, Ricardo Costa, ha spiegato che il Porto è risultato responsabile dell’alterazione dei risultati di due gare. Sembra che alcuni arbitri siano stati corrotti proprio dai dirigenti lusitani. La vicenda emerse in Portogallo nell’aprile 2004 e ha portato alla ribalta gli illeciti perpetrati da numerosi dirigenti e direttori di gara.