
Duecentocinquantaquattro (254) milioni di euro spesi parevano una garanzia certa per non steccare per la sesta stagione di fila l’ingresso ai quarti di finale (i quarti, mica la finale!!!) di Champions League: Florentino Perez aveva predisposto tutto per far sì che il suo Real Madrid si giocasse la finale di maggio di Champions League dopo tanti anni di assenza dalle partite primaverili in Europa. Per di più quest’anno la coppa dalle grandi orecchie verrà assegnata proprio al Bernabeu, per la prima volta di sabato: i tifosi delle merengues pregustavano già quella serata calda per inneggiare ai loro nuovi idoli. Che in una serata di inizio marzo sono già diventati flop. Ancora un’eliminazione, un qualcosa che brucia tantissimo viste le premesse e l’epilogo sperato.
Passa il modesto Lione, in Ligue 1 addirittura dietro a una neopromossa come il Montpellier (va bene che la squadra del sud della Francia è prima insieme al Bordeaux); i francesi avevano ceduto Karim Benzema ai blancos quest’estate, uno dei tanti colpi messi a segno dalla società reale. E proprio l’attaccante è uno dei deludenti: appena 5 gol in Liga, per lui si parla già di cambiare aria con Milan e Inter che assistono interessate all’affondamento della corazzata. E poi c’è Kakà: altro flop di cui si è parlato tanto, ieri sostituito e polemico tramite twitter (anche se poi il messaggio scritto dalla moglie contro Pellegrini è stato subito rimosso). L’allenatore di questa accozzaglia si chiama, per l’appunto, Manuel Pellegrini: nella capitale iberica lo danno già per spacciato, Jorge Valdano lo difende.




Spunta un altro nome nuovo per il mercato estivo della Juventus e si tratta di Geromel, difensore centrale brasiliano in forza al Colonia classe 1985, che un po’ a sorpresa ha messo a conoscenza in prima persona la stampa sportiva di questo interesse da parte della Juve. A lui, sempre secondo il giovane difensore, sarebbe interessata anche la Lazio anche se conoscendo il presidente Lotito difficilmente i biancocelesti sborserebbero i 7 milioni che il Colonia avrebbe richiesto per liberare il giocatore. (Video di Geromel)
Geromel è un ragazzone alto circa un 1.90, gioca in una difesa non certo impenetrabile, 31 reti in 24 partite, ed è molto affascinato dall’idea di poter giocare in Italia: «So di essere seguito da Juventus e Lazio, ne sono onorato. Da sempre ho interesse per l’Italia e per il suo calcio. Ho origini italiane, ho ottenuto il passaporto, è un Paese che mi affascina, la serie A è conosciuta in tutto il mondo. Ogni giocatore è felice di fronte all’interesse di squadre italiane storiche, vuole dire che viene riconosciuto il suo valore. Devo aspettare, ora sono concentrato sul Colonia, voglio concludere la stagione al meglio».
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Quando lo dice prima Maurizio Mosca a Guida al Campionato e poi lo conferma Tuttosport, c’è quasi la certezza che la cosa non si farà: no, Fabio Capello bis alla Juve è la classica boutade su cui sarebbe difficile ricamare un post. Da verificare anche le voci che vogliono Adriano, sì proprio lui, l’Imperatore, obiettivo juventino per il dopo-Trezeguet: il valore del giocatore non si discute, ma quanto c’è di vero dietro questa indiscrezione? Chissà, forse di più di quanto non si immagini, ma sembra comunque qualcosa di inverosimile. L’accostamento invece di Kevin Kuranyi alla Vecchia Signora pare qualcosa di tangibile, per vari motivi: è un giocatore relativamente giovane (è un classe ‘82), che si libera a parametro zero dopo 4 stagioni a Gelsenkirchen e che guadagna al netto due milioni di euro.
In pianta stabile nella Germania di Joachim Low, è stato per tre anni il capocannoniere dello Schalke 04, ma anche allo Stoccarda fece un bel numero di gol. Padre tedesco-ungherese, madre panamense, è nato in Brasile e poteva “scegliere” fra ben 4 nazionali, avendo una miriade di passaporti; alla fine ha scelto per la selezione tedesca, risultando comunque un prolifico cannoniere. Abile nel gioco aereo, potente senza lesinare classe, potrebbe essere un affare; non un top-class ma comunque un giocatore dal gol facile che assomiglia per caratteristiche ad Amauri e Iaquinta, mixati (ma non per questo più forte dei due). E secondo più di una fonte, non solo italiana, la trattativa per vederlo col bianconero la prossima stagione sarebbe avviata, con l’indizio del contratto non rinnovato che pare quasi una prova (è stato accostato anche alla Roma).
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E’ una filosofia consolidata, forse unica in Europa: lavorare alacremente sul settore giovanile, pescare ragazzi da ogni angolo del mondo, farli diventare campioni a 20 anni grazie alla disciplina, l’ordine, la cultura e un modo di giocare uguale per tutte le squadre di differenti età. Lanciare insomma nuovi talenti che vengon su grazie al rigore della scuola Ajax, club di Amsterdam che da decenni applica una politica controversa e affascinante: calcio totale, freschezza e gioventù, programmazione senza isterismi e poi raccolte, a cicli, di risultati incredibili. Certo, i lancieri non vincono qualcosa al di fuori dall’Olanda da più di 15 anni, era una squadra di fenomeni quella che vinse la Champions ai danni del Milan; ma i trionfi spesso non sono tutto e in questi cinque lustri hanno passato anche un’altra epoca d’oro.
Quella dei vari Huntelaar, Sneijder e Van der Vaart, una generazione di ragazzi che però non si è avvicinata neanche minimamente ai fasti degli anni ‘90. Ieri contro la Juve la squadra allenata sapientemente da Martin Jol (ex Tottenham e Amburgo), ha giocato a occhi chiusi (Zaccheroni dixit). Velocità, tocchi di prima, inserimenti e freschezza atletica, mettendo in mostra elementi di primissima qualità. Peccato però che questa brillantezza si sia vista dalla cintola in sù, con difesa a volte impreparata e con annessa inesperienza data dalla giovane età per via dei vari gol sbagliati contro vecchie volpi come Buffon o Legrottaglie. Citiamo alcuni giocatori, già noti per carità, ma che se la politica del club dovesse essere confermata faranno ancora parte del progetto dell’Ajax per altri 3-4 anni prima di volare via verso campionati più prestigiosi.
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L’imperatore Adriano sorprende tutti dopo aver più volte rimarcato di essere felice della scelta di essere tornato a giocare in Brasile: adesso sente la nostalgia dell’Italia. Eh già proprio così, ad Adriano adesso manca l’Italia nonostante il fatto che più volte abbia “incolpato” il nostro paese e la Serie A del suo stress. Solo poche settimane fa aveva infatti confermato che il suo futuro calcistico sarebbe stato per sempre il Flamengo, adesso invece si apre uno spiraglio per l’Italia e dopo il Mondiale in Sudafrica, al quale punta fortemente, si dice pronto a fare nuovamente la valigie per giocare ancora nel nostro campionato.
Nonostante in passato fossero circolate voci di problemi tra lui e Mourinho, il brasiliano ci tiene a sottolineare che tra lui e il tecnico nerazzurro il rapporto è ottimo: “Con lui non avevo nessun tipo di problema, anzi, lui mi aiutava tantissimo, parlava sempre con me dicendomi cose positive e anche negative quando ce ne era bisogno. Mi ha sempre stimolato tantissimo“. Tuttavia nonostante il legame che dovrebbe esserci con la società e la piazza nerazzurra, il centravanti ipotizza di poter tornare in Serie A vestendo un’altra maglia: quella giallorossa.





Pranzi a Vinovo, lunghe chiacchierate tra ogni singolo giocatore e Zaccheroni, infiniti allenamenti: la Juve cerca di cambiare volto, indispensabile per invertire la rotta degli ultimi due mesi neri e ricominciare ad essere la Vecchia Signora nelle prossime 15 partite. Servono almeno dieci successi per assicurarsi la Champions, obiettivo di campale importanza vuoi per il prestigio vuoi, soprattutto, per rimpinguare le casse. Il progetto estivo di Blanc e soci è fallito, Lippi e le sue dritte non hanno funzionato, in Corso Galileo Ferraris si lavora già per il prossimo mercato: altri liquidi, e tanti, per fare di nuovo grande la Juve, col rammarico di aver buttato alle ortiche un anno.
Pochi i sicuri della riconferma, in vendita più della metà della rosa. I giornali si scatenano, snocciolano nomi e ipotesi, capire quali siano le reali intenzioni della Juve non sarà facilissimo in questo ginepraio di indiscrezioni. John Elkann a Monaco di Baviera per il compleanno di un vecchio editore tedesco? Subito si scrive dell’interessamento per Ribery (la tradizione francese a Torino…) o per, più realisticamente, Schweinsteiger (l’usato sicuro tedesco…). Ma è l’asse Torino-Firenze quella che sta facendo fluire fiumi di inchiostro: Prandelli ora sembra in pole per la panchina bianconera, con lui arriverebbe in Piemonte il buon Vargas, uno dei laterali sinistri più forti del mondo.
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L’Inter manda segnali di fumo a Marek Hamsik. Non sarà per nulla facile prelevarlo da Napoli e non a caso il presidente Aurelio De Laurentiis ha dichiarato in più di un’occasione l’incedibilità dei suoi gioielli. Ma il dirigente nerazzurro Gabriele Oriali, intervistato da Sky, non nasconde un certo gradimento per il centrocampista slovacco: “Hamsik è uno dei giocatori che potrebbero servire, ma non solo all’Inter. Io vicino al Napoli come dirigente? No, lo sono stato da giocatore ma non come dirigente. De Laurentiis non mi ha cercato, anche se Napoli è una piazza dove tutti vorrebbero lavorare. Io comunque non mi vedo lontano dall’Inter”.
Oriali si è soffermato anche sull’imminente sfida di domenica contro gli azzurri e su Mario Balotelli: “Domenica sarà una sfida molto difficile, perché la squadra di Mazzarri è in grande forma. Per fortuna non c’è più Zalayeta che è la nostra bestia nera. Ci ha fatto perdere al San Paolo negli ultimi due anni e ci ha fatto gol anche quest’anno con il Bologna. Per fortuna non lo possono prendere in prestito domenica.”




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L’immagine che vedete è già storia: il tempo di indossare la maglia della Lazio per le foto di rito, ed ecco che Eyan Golasa non è già più un giocatore biancoceleste. Puntava molto sul gioiellino israeliano Claudio Lotito, che in un’intervista a un quotidiano di Tel Aviv così si pronunciava appena due giorni fa: “Mi spiace per come l’ha presa il Maccabi ma da parte nostra non c’era la minima intenzione di scippare un talento. Eyal ha firmato un regolare contratto da professionista con la Lazio, quello che aveva con il Maccabi era solo morale, niente di più. Sono mesi che lo seguiamo dopo averlo visionato bene in Champions, abbiamo deciso di rompere gli indugi e di ingaggiarlo. Eyal presto diventerà una stella di fama internazionale e anche grazie a lui risaliremo in classifica. Per noi rappresenta il modello di centrocampista che stavano cercando: bravo con la palla tra i piedi e nella visione del gioco. In più, nonostante sembri gracile, ha potenza fisica“.
Il presidente laziale però, alle prese in questi giorni anche con altre grane (da Ledesma a Bonetto, da Eguren a Barreto), alla fine ha dovuto cedere: il Maccabi Haifa, squadra in cui Golasa giocava e giocherà, aveva prima presentato ricorso alla Federazione locale, poi alla Fifa ed era pronta a chiamare in causa l’Alta Corte Europea. Motivo dell’arrabbiatura? Secondo il club israeliano, il ragazzo aveva già firmato un contratto da professionista fino al 2011 e non già solo un accordo verbale (per cui la Lazio aveva potuto prelevarlo a costo zero). I punti del ricorso del club erano principalmente tre: danno d’immagine al Maccabi, danno economico (Golasa è valutato dieci milioni) e danno per le conseguenze dell’accaduto sugli altri giovani del club.
(VOTA il club che ha operato meglio)
ATALANTA
acquisti: Toivomaki (d, Fc Lahti), Capelli (d, Reggina), Chevanton (a, Siviglia), P. Zanetti (c, Torino), Amoruso (a, Parma)
cessioni: Tiboni (a, Ascoli), Bonaventura (c, Padova), Layun (c, Club America), Madonna (c, Vicenza), Acquafresca (a, Genoa)
BARI
acquisti: Sestu (c, Vicenza), Statella (c, Salernitana), Galasso (d, Salernitana), Castillo (a, Fiorentina), Pisano (d, Torino), Caracciolo (d, Pavia)
cessioni: Spadavecchia (p, Andria), Conti (d, Como), Yago (c, Juventus), Antonelli (c, Torino), Volpato (a, Gallipoli), Paro (c, Piacenza), Greco (a, Cesena)
BOLOGNA
acquisti: Appiah (c, svinc), Buscé (c, Reggina), Savio (c, Fiorentina), Succi (a, Palermo), Modesto (c, Genoa), Pisanu (a, Parma)
cessioni: Bombardini (c, Albinoleffe), Osvaldo (a, Espanyol), Tedesco (c, Reggina), Vigiani (c, Reggina), Valiani (c, Parma)
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Mancano ancora un paio di ore alla chiusura della finestra invernale di calciomercato: non c’erano in canna botti clamorosi, eppure il Milan ha piazzato un colpo controverso che farà discutere. Dall’Inter arriva in prestito, con diritto di riscatto della comproprietà fissato a 6 milioni di euro, il brasiliano Amantino Mancini. L’ex romanista non ha mai convinto con la casacca nerazzurra, vedremo cosa combinerà da quest’altra parte dei Navigli. Rifiuta il passaggio ai cugini Marek Jankulovski: chiamato ieri anche da Mourinho, il laterale ceco non se l’è sentito di tradire i tifosi. Lotito cerca di accontentare mister Ballardini: dopo i colpi di ieri, alla Lazio arriva Biava dal Genoa. Il difensore inspiegabilmente non rientrava più nei piani della società ligure.
Saluta l’Italia Martin Jorgensen, la Fiorentina accontenta il danese che da qualche giorno chiedeva di tornare in patria. S’accasa all’Aarhus, club da cui fu acquistato dall’Udinese: in Serie A ben 44 marcature. Sfumato Ledesma, l’Inter sembra sia alle strette finali per McDonald Mariga, centrocampista del Parma che sembrava promesso sposo del Manchester City. I ducali, dal canto loro, dopo Valiani sono a un passo da Jimenez, ex interista già ai ferri corti col West Ham. Come confermato in diretta tv ieri pomeriggio da Spinelli, scambio di portieri tra Livorno e Palermo: in Sicilia se ne va Benussi, Rubinho invece vestirà amaranto. Il portiere brasiliano ha voluto ringraziare comunque Palermo e i suoi tifosi.