
Walcott, Adebayor e Van Persie, l’intero reparto offensivo dei Gunners va a segno e il Villareal s’inchina. L’Arsenal passa con una facilità imprevista il turno dopo il pari con gol dell’andata e vola in semifinale per affrontare nell’ennesima sfida fratricida il Manchester United di Sir Alex Ferguson. Troppo pesanti le assenze degli spagnoli privi di Marcos Senna e Santi Cazorla e penalizzati dalle scelte del tecnico Pellegrini che non ha il coraggio di affiancare una seconda punta vera a Giuseppe Rossi.
Dalla parte opposta Wenger si ritrova praticamente senza difesa per via dell’indisponibilità di Gallas, Clichy, Sagna e Almunia, ma non ha difficoltà a contenere con Silvestre e Touré le iniziative della punta italiana, mal sostenuto da Pires che contro la sua ex squadra sfodera una brutta prestazione. Giocatore in declino, non in grado di illuminare il gioco nemmeno nella posizione da trequartista alle spalle di un unico attaccante.
Dopo 10 minuti Walcott, piazzato a destra nel tridente inglese, sfrutta un tacco sporco di Fabregas per presentarsi a tu per tu con Diego Lopez e lo punisce puntualmente con un bel pallonetto. L’1 a 0 non suona come una sveglia per il Villareal, gli spagnoli sono incapaci di allargare il gioco e al centro non riescono a sfondare. Fabianski continua a vivere una serata fin troppo tranquilla.
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Puntuali, sferzanti e spietate arrivano le prese in giro nei riguardi del povero John Terry. Il dissacrante Sun, dopo aver cercato di consolare Terry in vari articoli ora passa alla fase 2: la raccolta degli sbeffeggiamenti in rete. Per ora ne sono state selezionati tre e almeno una di queste entra di diritto nella top 50 della sconfinata storia delle perculate calcistiche. Il Telegraph ai tre fotomontaggi già famosi soprattutto tra i tifosi del M. United e delle altre squadre londinesi, ne aggiunge un altro paio. (fotomontaggi rigore Terry)
Tralasciando l’immenso repertorio sulla testata di Zidane a Materazzi, una storia simile (se non altro per l’importanza dell’avvenimento) accadde ad Alessandro Costacurta che per calciare il rigore zappò letteralmente il terreno, in occasione della finale di coppa Intercontinentale contro il Boca Juniors. I più cattivi indicarono nella buca scavata da Costacurta il nascondiglio di Saddam Hussein, che proprio quello stesso giorno fu catturato dagli americani…

John Terry? Per chi non lo conoscesse, Mr. Chelsea, come viene chiamato affettuosamente dai suoi tifosi, è uno dei difensori centrali più forti al mondo, che fa del senso della posizione e dell’abilità nell’anticipare gli avversari le sue armi migliori, il tutto condito da una buona abilità nel colpo di testa e negli inserimenti da dietro. Queste doti fanno di lui un elemento utilissimo anche in fase d’attacco, specialmente sui calci piazzati. A 14 anni giocava nel settore giovanile del Chelsea, giocando come centrocampista centrale. Cresciuto nei Blues, ha giocato in prestito con il Nottingham Forest da gennaio a maggio 2000, prima di fare ritorno nel club di Londra, di cui risulta capitano, uomo simbolo ed idolo dei tifosi.
Dirige la difesa dei Blues da più di 10 anni e quella della Nazionale Inglese dove conta più di 40 presenze, con cui ha preso parte al campionato d’Europa 2004 e al campionato del mondo 2006. Dal 2006 al 2007 è stato capitano della selezione del suo paese, prima che tale ruolo venisse demandato dal neo-ct Fabio Capello, a Gerrard prima e a Ferdinand dopo. La sua figura è legata indissolubilmente alla casacca blu con la quale ha collezionato 229 presenze e 16 goal e ha arricchito il suo palmarès vincendo 2 campionati inglesi, 2 coppe d’Inghilterra, 2 coppe di lega inglese e 1 Community Shield.
Ieri sera l’uomo, il capitano, il giocatore, l’idolo della tifoseria ha vissuto quello che di peggio si può augurare ad un calciatore: suo, infatti, il fatale errore dal dischetto al quinto, decisivo rigore, che ha pareggiato il conto con quello sbagliato da Cristiano Ronaldo e permesso allo United di restare in corsa e, alla fine, vincere la Champions League con una prodezza di Van der Sar su Anelka. A dir la verità quel rigore non doveva neanche tirarlo se fosse stato in campo Didier Drogba.
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L’ultimo atto della stagione 2007/2008, in attesa degli Europei di Austria e Svizzera, consegna al Manchester United per la terza volta il massimo trofeo continentale. Il Chelsea, alla sua prima finale, viene piegato ai calci di rigore dopo 120 minuti di grande intensità, ma mai bellissimi da vedere. Le grandissime emozioni arrivano dalla serie dei calci di rigore, finita ad oltranza dopo l’errore di Cristiano Ronaldo e quello decisivo di John Terry che, da capitano, si apprestava a consegnare alla sua squadra la Coppa più ambita. (Foto - Video)
Lo stadio di Mosca che ospita la finale 2008 è la cornice adeguata per una partita fra due squadre inglesi, clima umido e pioggia a tratti che si trasforma in un autentico nubifragio quando Chelsea e Manchester sono chiamate a giocarsi tutto dal dischetto. La gara aveva avuto un andamento altalenante con lo United di Sir Alex Ferguson che dopo il primo quarto d’ora di “studio” comincia a macinare gioco e mette in difficoltà un Chelsea non esaltante. Il vantaggio dei Red Devils arriva proprio con l’uomo simbolo, Cristiano Ronaldo, al 42esimo gol in stagione che di testa piazza il pallone lì dove Cech non può arrivare.
I Blues subiscono il colpo, la reazione tarda ad arrivare se si esclude un mezzo pasticcio difensivo di Ferdinand sul quale Ballack stava per approfittare. Il Manchester vuole chiudere il match e ha gli uomini giusti per farlo: sull’asse Rooney-Ronaldo-Tevez si costruisce la grande occasione, ma Cech è bravissimo ad opporsi due volte evitando il doppio svantaggio per i suoi. Qui la partita sembra girare, anche grazie a Frankie Lampard, caparbio nel seguire l’azione al 45esimo del primo tempo ritrovandosi così nell’area piccola a dover solo appoggiare un pallone due volte deviato dai difensori dello United su un tiro non irresistibile dalla distanza. Negli spogliatoi si va sull’1 a 1.
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Eccovi il video con la minisintesi della finale di Champions League 2007/08 vinta dal Manchester United ai calci di rigori sul Chelsea.
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Ci siamo. L’evento più importante della stagione calcistica europea a livello di club è a poche ore dal fischio d’inizio. Normale che, non essendoci squadre italiane impegnate, nella Penisola non si respira la stessa atmosfera tesa ed euforica che, sicuramente, la fa da padrona in Inghilterra. Manchester United-Chelsea è comunque una finale di tutto rispetto, tra due titani del calcio continentale.
I Red Devils, già campioni nel 1968 e nel 1999, tornano a giocarsi “la coppa dalle grandi orecchie” nel 50esimo anniversario della tragedia di Monaco 1958. E lo faranno a Mosca, nella capitale russa, patria del plenipotenziario dei rivali del Chelsea, Roman Abramovich che, centra per la prima volta questo traguardo, dopo aver investito montagne di euro (e sterline), proprio a casa sua.
Molteplici e diverse quindi, le motivazioni che stimoleranno i 22 in campo. Dal tentativo di “Double” degli uomini di Ferguson, neo-vincitori della Premier in volata proprio ai danni dei Blues, alla voglia dei londinesi di diventare finalmente una grande europea, dopo tante promesse non mantenute. E chissà che soddifazione sarebbe per il tanto sottovalutato Avram Grant.
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Fervono i preparativi al Luzhniki Stadium di Mosca, lo stadio che ospiterà la finale per club più attesa dell’anno. Oltre 80mila spettatori faranno da cornice ad un evento storico per il calcio inglese, una partita che risolleva gli umori di un popolo da anni a secco di soddisfazioni, almeno per ciò che concerne l’ambito della nazionale inglese. Il Manchester United, fresco campione d’Inghilterra, dopo aver vinto il proprio girone, ha eliminato il Lione agli ottavi di finale, la Roma ai quarti e il Barcellona in semifinale. Il Chelsea, anch’esso vittorioso nel proprio girone, nell’ordine ha eliminato Olympiakos Pireo, Fenerbahce e Liverpool. I bookamakers danno leggermente favoriti i reds e il risultato meno quotato e quindi più probabile, secondo gli alligatori, è l’1-1. Chi diventerà campione d’Europa? (dopo il salto il sondaggio e l’albo d’oro)
Eccovi il video, in tre parti, con la minisintesi della seconda semifinale di Champions League che ha decretato la qualificazione del Chelsea per la finale di Mosca. Grande partita con il Liverpool costretto a capitolare ai supplementari contro i blues trascinati dai suoi giocatori più rappresentativi: Didier Drogba e Frankie Lampard.

E’ il Manchester United la prima delle due finaliste di Mosca: per i Red Devils si tratta della prima finale dopo 9 anni, l’ultima l’avevano giocata e vinta sul Bayern Monaco proprio al Camp Nou di Barcellona il 26 Maggio 1999. Come quest’anno anche nel corso di quella edizione gli uomini di Sir Alex Ferguson si erano incrociati con la squadra catalana, contribuendo ad eliminarla durante la fase a gironi. Questa volta però ad attenderli nella partita “che vale una stagione” non ci saranno i tedeschi del Bayern Monaco, ma una delle due squadre inglesi che si affronteranno questa sera: Chelsea o Liverpool.
Per la prima volta i Blues di Avram Grant partono favoriti contro la rivale storica che è stata già capace di spezzare il sogno europeo del patron Abramovic con autentiche eliminazioni beffa (su tutte quella del 2005 con il gol fantasma di Luis Garcia), nonostante nel match d’andata il Liverpool abbia mostrato di essere più in forma e capace di esprimere un gioco nettamente superiore. Drogba e compagni devono ringraziare l’incredibile autogol di Riise se nella gara di Stamford Bridge possono anche puntare ad un pareggio senza reti, un risultato che non sarebbe inusuale vista l’incapacità cronica del Liverpool di andare in rete sul campo londinese.
Benitez è fiducioso, consapevole della mentalità vincente che è capace di trasferire alla sua squadra in queste situazioni, ma troverà un Chelsea decisamente galvanizzato dopo la vittoria ottenuta sabato nello scontro diretto contro il Manchester United che ha permesso l’aggancio in testa alla classifica della Premier a quota 81. I timori del tecnico spagnolo si concentrano soprattutto sull’arbitro, l’internazionale italiano Rosetti, protagoniste di 5 direzioni in questa edizione della Champions tutte conclusesi con vittoria della formazione di casa.
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Eccovi il video con la minisintesi di Manchester UTD - Barcellona, la semifinale di ritorno della Champions League che ha consegnato a questa edizione della più prestigiosa competizione continentale una finale tutta “inglese”.
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