Update: Ecco le foto e il video della festa dell’Inter a San Siro, festa che ha poi avuto luogo alle 6 del mattino fra l’entusiasmo inalterato di 45 mila tifosi! Clicca qui!
Che notte incredibile, folle, che sta scorrendo e che si sta preparando per il momento più importante: l’Inter Campione d’Europa (squadra, allenatore, dirigenza) arriverà a Milano intorno alle 3.30 del mattino, sarà immediatamente trasportata allo Stadio San Siro dove i cancelli stanno per essere aperti e già all’esterno si accalcano un mare di tifosi.
Lo ripetiamo, l’Inter festeggerà già questa notte la Champions League in un evento senza precedenti: lo Stadio San Siro sarà aperto per la prima volta nella sua storia tutta la notte e il tributo del pubblico impazzito per la conquista della Champions League arriverà fino all’alba e oltre.
Qualsiasi tifoso nerazzurro, fra i tantissimi che hanno sognato di essere a Madrid ad assistere alla gara, pagherebbe oro e non potrà mancare. Sarà un evento storico, senza precedenti. Sarà anche l’addio di José Mourinho, pronto per andare a Madrid, e forse anche del mattatore della finale, Diego Alberto Milito.
Cercheremo di raccontarvela in tempo reale.
















Eccola l’intervista d’addio di José Mourinho dopo la finale di Champions League. Il portoghese lascia il calcio italiano, nel momento di massima gioia, e si congeda dall’Inter e dai suoi tifosi mentre non è nemmeno realmente iniziato il delirio per la coppa conquistata che sarà completato da una festa senza precedenti, in notturna allo stadio San Siro. Si parla già di un Sinisa Mihajlovic pronto a subentrargli, bisogna dirlo, ma è presto per commentare.
Questa parte delle parole di Mourinho, de facto neo allenatore del Real Madrid, dopo il continua il video dell’invervista:
Sono felice per la famiglia dell’Inter, sono l’uomo più felice del mondo. E’ stata una Champions fantastica, vinta battendo il Chelsea, il Barcellona, il Bayern ma l’Inter era motivata, preparata. Perché per battere Van Gaal devi essere preparato. La festa è nostra, dell’Inter e degli interisti. Tutto questo affetto mi fa sentire una grandissima tristezza, il lavoro qui è fatto. Non voglio andare oltre perché poi se vado avanti piango e se piango non sono lucido. Voglio diventare il primo allenatore a vincere la Champions con tre club diversi. Ringrazio il calcio italiano perché sono sicuramente un allenatore migliore. Ti devi confrontare con ottimi allenatori e grandi calciatori. Ma ci sono state tante cose che non mi sono piaciute del calcio italiano. Per questo è da tre-quattro mesi che ho cominciato a pensare di cambiare. Ma mi piace e mi piacerà sempre l’Inter. L’Inter ora è cambiata, e l’importante per questo club è che restino persone come Moratti. Ringrazio il presidente per quello che ha deciso di fare: ha vinto il campionato e ha cambiato allenatore prendendosi dei rsichi. E’ stato un rischio anche per me, perché se non vincevo la mia carriera poteva finire. Invece ho vinto tutto quello che c’era da vincere e ora è giusto pensare a una nuova avventura.
















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Adesso è Ufficiale: José Mourinho non sarà più l’allenatore dell’Inter nella prossima stagione. Lascia dopo una fantastica tripletta mai riuscita a nessuna squadra italiana nella storia. Al termine della finale di Champions League vinta tanta gioia e tanta commozione per il portoghese che lascia a Milano un pezzo di cuore dopo aver vinto in due stagioni tutte le competizioni alle quali ha partecipato. All’Italia mancherà quello che è stato nel bene e nel male il più grande protagonista delle ultime due stagioni calcistiche.
















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L’Internazionale torna ad onorare il suo nome e vince la Champions League 2009/10 completando una meravigliosa tripletta. Una finale perfetta, coronata grazie ad una doppietta di Diego Alberto Milito. El Principe fa esplodere due volte il Santiago Bernabeu e consegna la coppa dalle grandi orecchie ai nerazzurri. Il Bayern può recriminare solo per l’infinito e sterile possesso palla, ma i pericoli alla porta di Julio Cesar si contano sulle dita di una mano e il portiere brasiliano ha dovuto solo compiere un grande miracolo sul più temuto dei baveresi, l’olandese Robben.
José Mourinho ha compiuto il miracolo, riportare la Coppa dei Campioni a Milano sulla sponda nerazzurra dopo oltre 40 anni. Un’attesa infinita, finalmente conclusa, che spazza via qualsiasi complesso d’inferiorità dell’Inter nei confronti delle competizioni europee. Ora sono 3 le Coppe conquistate, una più della Juventus, tanto per fare un nome a caso.
Ora, dopo pochi minuti, c’è da registrare l’addio di Mourinho e la dichiarazione sibillina del mattatore della finale Diego Milito che parla di “offerta importante per lui da valutare”.













Nella notte più bella diventa ufficiale: José Mourinho non sarà l’allenatore dell’Inter nella prossima stagione. Lo conferma direttamente Javier Zanetti, il capitano che ha appena alzato la Champions League, ai microfoni di Sky. Inequivocabili le sue parole, Zanetti è in Italia da troppi anni per sbagliare il tempo del verbo e parla al presente: “Ci dispiace, ci lascia un grande uomo e un grande allenatore, il suo addio era nell’aria e ci dispiace tantissimo.”
Arrivano anche le parole dello stesso José Mourinho: “Me ne vado dal calcio italiano, ma ringrazio tutti per quello che hanno fatto per me. Penso da tre quattro mesi a nuovi stimoli per la mia carriera. Voglio essere il primo allenatore a vincere la Champions con tre squadre diverse. Ho vinto tutto quello che c’è di importante, quello che resta non m’interessa..”
Nella prossima stagione non sarà lo Special One ad allenare la squadra Campione d’Europa, non sarà il portoghese a tentare la scalata al mondo nella Coppa del Mondo per club. Non possiamo che concordare con Cambiasso, grande protagonista di questa stagione, che commenta: “L’addio di Mourinho non deve oscurare la nostra vittoria“.
Arrivano le prime clamorose indiscrezioni: sarà davvero Sinisa Mihajlovic il prossimo allenatore dell’Inter?







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Nella notte magica di Madrid l’Inter vince la sua terza Coppa dei Campioni. Il video della premiazione mostra una gioia paradossalmente contenuta. Mourinho piange, Capitan Zanetti fa lo stesso, ma l’impressione è che il gruppo nerazzurro sia semplicemente incredulo per il successo europeo. “Stravolti dalla felicità“, queste le parole del Presidente Moratti per descrivere lo stato d’animo dei suoi giocatori, mai così azzeccate. L’Inter è nella storia, l’Inter è sul tetto d’Europa per la terza volta, l’Inter è la prima squadra italiana a collezionare la tripletta: Campionato, Coppa Italia, Champions League. Una festa contraddistinta da uno stile che è “rovinato” solo da Marco Materazzi. Il nerazzurro regala una maglietta polemica nei confronti degli juventini che vogliono togliergli lo scudetto assegnato a tavolino 4 anni fa: “Volete indietro anche questa?“.




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L’Internazionale torna ad onorare il suo nome e vince la Champions League 2009/10 completando una meravigliosa tripletta. Una finale perfetta, coronata grazie ad una doppietta di Diego Alberto Milito. El Principe fa esplodere due volte il Santiago Bernabeu e consegna la coppa dalle grandi orecchie ai nerazzurri. Il Bayern può recriminare solo per l’infinito e sterile possesso palla, ma i pericoli alla porta di Julio Cesar si contano sulle dita di una mano e il portiere brasiliano ha dovuto solo compiere un grande miracolo sul più temuto dei baveresi, l’olandese Robben.
José Mourinho ha compiuto il miracolo, riportare la Coppa dei Campioni a Milano sulla sponda nerazzurra dopo oltre 40 anni. Un’attesa infinita, finalmente conclusa, che spazza via qualsiasi complesso d’inferiorità dell’Inter nei confronti delle competizioni europee. Ora sono 3 le Coppe conquistate, una più della Juventus, tanto per fare un nome a caso.
Potevano tremare le gambe, poteva essere difficile, ma questa squadra è stata plasmata dall’allenatore più arrogante e più capace di questa generazione. Mai, nonostante la buona gara dei tedeschi l’Inter ha dato l’impressione di potere cedere. L’unico brivido il mani di Maicon su un calcio d’angolo che poteva valere un rigore per il Bayern, l’arbitro inglese Webb ha lasciato correre. Non sono ben accette le polemiche, senza un pizzico di fortuna non si vince, l’Inter ha vinto la Champions League con merito battendo tre squadre campioni in Germania, in Inghilterra e in Spagna. Il resto sono chiacchiere, il risultato non è mai stato in discussione. L’Inter vince e salva il calcio italiano che rimane quarto nel ranking Uefa. Grazie Inter.












93′ E’ FINITA! L’INTER è CAMPIONE D’EUROPA!
91′ Entra in campo Marco Materazzi nell’Inter. Esce l’eroe della serata DIEGO MILITO!
90′ Saranno 3 i minuti di recupero.
89′ Fanno Festa gli interisti sugli spalti. Si aspetta solo il fischio finale!
84′ Il Bayern ormai ha pochissime idee. L’Inter controlla la partita.
















Anche Rosella Sensi, presidente della Roma, grande rivale stagionale dell’Inter in Campionato e in Coppa Italia, dice la sua sulla finale di Champions League in programma questa sera che vedrà di fronte, al Santiago Bernabeu di Madrid, i nerazzurri di Mourinho e il Bayern Monaco. La proprietaria del club capitolino ha infatti dichiarato ai microfoni della stampa, a margine della manifestazione a scopo benefico Insieme alla Roma per donare la vita:
Anche se mi dispiace per quello che è successo in questo ultimo periodo questa sera tiferò Inter. Io sono italiana e quindi tiferò Inter, anche se devo dire che non è la squadra italiana per cui in questo momento vorrei fare il tifo. Mettiamola così, per loro sarà l’occasione per farci mantenere il quarto posto in Champions League.
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La tripletta contro il Lione è stata forse la ciliegina sulla torta, vero è che Ivica Olic, lungo attaccante croato in forza al Bayern Monaco, può considerarsi all’apice della sua carriera. D’altra parte a 31 anni, dopo averla messa dentro più o meno sempre, ha raggiunto la completa maturazione e i sette gol in Champions, con annessa presenza nella finalissima di questa sera, rappresentano la conferma che il croato è diventato un centravanti di altissimo lignaggio. Ma in pochi sanno che Olic fu vicinissimo ad essere acquistato dall’Inter sul finire degli anni ‘90, quando da giovincello qual era fece un provino alla Pinetina e lo superò anche: poi però preferì non rischiare con un top team e virò sull’Hertha Berlino.
“Devo ammettere che io dell’Inter sono un grande tifoso. C’è un motivo molto particolare. Io sono stato un giocatore dell’Inter. Quando avevo 17 anni, sono stato in prova per una settimana alla Pinetina, nel ‘98. L’ allenatore era Gigi Simoni e in attacco c’ erano campioni come Ronaldo, il mio idolo, e Recoba. Io ero un ragazzino, giocavo in Croazia in seconda divisione, nel Marsonia. Ma feci bene negli allenamenti. Ho un bellissimo ricordo di quei giorni, una foto con Ronaldo con tanto di dedica e una maglia della partita amichevole che giocai contro l’ Iran, in coppia con Recoba: lui fece gol, io me ne mangiai uno. Simoni diede il via libera al mio acquisto. Mancavano solo alcune formalità, per firmare il contratto “verde”, da giovane di serie. Poi si fece avanti l’Hertha Berlino. Mazzola, che era il direttore sportivo, non voleva lasciarmi andare. Ma io avevo 17 anni e giudicai che fosse più utile e più logico per la mia crescita sportiva andare in un club medio, come l’ Hertha, dove avrei potuto giocare. All’Inter sarei stato chiuso dai tanti campioni. Mazzola fu un signore, un vero gentleman. Mi lasciò partire, ma disse questa frase, che non dimenticherò mai: Vai pure, ma se diventerai qualcuno, non ci dimenticheremo di te”.
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