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Conferenza Stampa

Lo Monaco via da Catania: il dirigente etneo duro col presidente Pulvirenti

pubblicato da vieni_127 in: Notizie Catania Conferenza Stampa


Non si erano mai presi, nonostante il binomio Pietro Lo Monaco - Antonino Pulvirenti paresse solido e di fatto è stato (a questo punto è d’obbligo usare il passato) vincente: dopo due tentativi andati a vuoto, ci riferiamo alle dimissioni del 2008 e a quelle dell’estate scorsa del dirigente plenipotenziario del Catania Lo Monaco sempre respinte dal presidente del club Pulvirenti, questa volta la rottura è stata, è e sarà insanabile, definitiva. E in un’attesa conferenza stampa a Torre del Grifo, il 58enne di Torre Annunziata (ma siciliano d’adozione dopo le esperienze da centrocampista prima e da allenatore poi in moltissime squadre della Sicilia) pur non rivelando i motivi dell’addio irrevocabile, non ha evitato di punzecchiare il numero uno del Catania:

“Il presidente del Catania è un fenomeno. Riesce a guadagnare soldi con il Catania senza far niente. Sono sicuro che farà le cose giuste per far andare il Catania nel migliore dei modi anche senza di me. Ha detto cose che non sono vere come quella che lui mi ha fatto entrare nel calcio che conta ad Acireale quando io già lavoravo al Nord (Udinese, per esempio, come osservatore negli anni ‘90, ndr). E’ un atteggiamento demenziale, come quella della storia della partita più importante (Lo Monaco si riferisce alle affermazioni di Pulvirenti dopo Catania-Atalanta: “Per una questione mia personale dico che quella di oggi è stata una vittoria importantissima e una delle più importanti”, ndr). Certi suoi discorsi mi hanno tanto ferito. Non c’è più motivo di ricamarci sopra. Non mi sono mancate mai occasioni di andar via ma non l’ho mai fatto, rifiutando anche proposte vantaggiose”.

Prima di questo affondo, Lo Monaco aveva parlato della sua decisione:

“Ho manifestato alla società il desiderio di farmi da parte. Avrei presentato le dimissioni il 30 giugno, per un motivo che non dirò mai. Rimarrò fino alla fine di questa stagione per garantire il futuro del Catania. Oggi non ho parlato con nessuna squadra, ma mi guarderò attorno. Ho già comunicato alla squadra che non sarò più amministratore delegato e direttore generale. Per sostituirmi serviranno più di una figura, almeno tre. Abbiamo creato un’azienda solida su basi chiare. Ho prodotto plusvalenze per 45 milioni di euro. Quello che chiederei è un po’ di rispetto per tutto quello che abbiamo creato in questi anni. Sono convinto che il Catania sarà forte anche senza di me. Il Catania quest’anno punta all’Uefa e già ho promesso ai giocatori i premi per l’accesso in Europa e il mantenimento in classifica dell’attuale posizione”.

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Emergenza Napoli, Mazzarri contro la Lazio ha gli uomini contati

pubblicato da Cesare Rinaldi in: Notizie Napoli Conferenza Stampa

walter mazzarri

Walter Mazzarri ha anticipato la tradizionale conferenza stampa della vigilia di un paio di giorni, questo perché sente l’esigenza di dover lavorare con tranquillità per preparare la fondamentale sfida di sabato con la Lazio. Dopo la sconfitta contro la Juve, il Napoli è chiamato ad un altro impegno decisivo per la corsa al terzo posto contro una diretta concorrente. A complicare i piani del tecnico livornese ci sono però moltissime defezioni che fanno piombare gli azzurri in una vera e propria emergenza, Mazzarri dovrà letteralmente inventarsi la squadra in vista del match dell’Olimpico. In pratica mancano quasi tutti i centrocampisti, Gargano e Zuniga saranno infatti out per squalifica, mentre alla già preventivata assenza di Maggio per infortunio si aggiunge anche quella di Dossena:

Voglio concentrarmi solo sull’avversario. Non siamo mai stati così in emergenza, a oggi non so se alcuni giocatori saranno recuperabili. Forse anche Dossena deve fare accertamenti. Ho diverse soluzioni in mente, facendo la conta dei disponibili. Devo decidere la formazione migliore. Vogliamo essere protagonisti all’Olimpico”.

Contro i capitolini Mazzarri potrebbe decidere di schierare un’inedita difesa a quattro, per poter lanciare nella mischia fin dall’inizio anche Goran Pandev che giocherebbe alle spalle di Cavani e Lavezzi, con Hamsik arretrato sulla linea dei centrocampisti. Al momento però queste sono solo ipotesi e tutti i nodi saranno sciolti presumibilmente all’ultimo minuto. In ogni caso l’allenatore difende le scelte operate per la partita con la Juve e, pur ammettendo la stanchezza di alcuni suoi elementi, in particolare gli attaccanti, continua a credere in loro e per il momento non pensa di concedergli un turno di riposo:

“Per me i nostri due attaccanti sono fondamentali. Ibra nel Milan gioca sempre anche quando non è in forma. Se li avessi tolti contro la Juve, avrei ricevuto tante critiche. Possiamo aspettare che tornino al top lavorando bene durante la settimana. Lavezzi si è scusato con me ed il gruppo dopo la sostituzione di Catania. Sa benissimo di non essere stato all’altezza nelle ultime due prestazioni e ha capito che si esce da questa situazione solo allenandosi di più. Si sta comportando da leader. Marek può fare tutti i ruoli se sta bene ed è pronto a fare un sacrificio per la squadra”.

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Champions, vigilia di Barcellona - Milan: le parole di Allegri, Guardiola e Ambrosini

pubblicato da vieni_127 in: Milan Conferenza Stampa Champions League 2011/12


Se finisse come quando si sfidarono nel Girone, allora passerebbe il Milan: sei mesi fa al Camp Nou i rossoneri strapparono un pareggio, un 2-2, contro il Barcellona, vano ai fini del primo posto nel raggruppamento ma comunque indicativo. Per dire, una speranza di passare c’è; e ci mancherebbe altro se è vero che il Diavolo è il club più titolato al mondo, che all’andata non ha subito gol e che di Champions, negli ultimi venti anni, ne ha vinta qualcuna, eliminando fior fior di squadre. Arrivati nel capoluogo catalano con qualche ora di ritardo a causa dello sciopero dei controllori del cielo francesi, Massimiliano Allegri e la sua truppa non si sono deconcentrati; così l’acciughina di Livorno si è presentato alla conferenza stampa carico e sereno:

“Conosciamo le qualità e le caratteristiche del Barcellona e sappiamo cosa ci aspetta: fondamentale sarà l’atteggiamento positivo. Quando giocano Barcellona e Milan è sempre una partita di grande fascino. Chi vincerà questa partita avrà molte possibilità di andare in finale. Mi aspetto molto più equilibrio di quanto si possa credere, anche se il Barcellona resta il favorito per la conquista della Champions. Di sicuro un gol lo possiamo fare, e le motivazioni non ci mancano”.

In certe partite è importante che non manchi il coraggio, il quale si deve manifestare anche alla vigilia. E chi più del capitano ha il dovere di far paura agli avversari, fosse solo di fronte ai microfoni dei giornalisti? Massimo Ambrosini ci prova:

“Loro con il possesso ti fanno correre tanto anche a vuoto. Sul piano del gioco dobbiamo affrontarli con coraggio. Con un atteggiamento forte. Servirà il gruppo. Dal portiere alle punte. Da capitano dico che è un’emozione particolare essere qui, ma sarebbe ancor più bello passare il turno. Non sappiamo cosa vuol dire battere il Barcellona qui, negli ultimi anni. Proviamo a farlo noi”.

E così Pep Guardiola asseconda la carica milanista e, a differenza dei suoi campioni, gioca a fare il difensivista:

“Ho la sensazione che il Milan un gol lo segnerà. Quindi dobbiamo stare attenti ai dettagli e ad attaccare con equilibrio. Dobbiamo trovare la formula per creare molte opportunità contro una squadra così forte in difesa. In Italia il Milan spesso domina le partite, è una squadra di valore. Se noi siamo nel nostro miglior momento? Sinceramente non lo so. Dobbiamo giocare una gara dal ritmo alto con molta intensità. Il Milan ci può mandare a casa. Ma lottare per la quinta volta consecutiva per entrare nelle semifinali di Champions League è una delle cose che mi rende più orgoglioso”.

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Juventus - Napoli, Mazzarri avverte: "Vogliamo mettere in difficoltà i bianconeri"

pubblicato da Cesare Rinaldi in: Napoli Conferenza Stampa

walter mazzarri

Sta per iniziare una settimana fondamentale per le sorti del Napoli, domani i partenopei incontrano la Juventus a Torino, la settimana prossima toccherà invece alla Lazio, sempre lontano dal pubblico amico del San Paolo. Da queste due partite dipenderà molto del futuro dei partenopei, in particolare in questi sette giorni gli azzurri capiranno quante possibilità hanno di giocare la prossima Champions League. Walter Mazzarri allo Juventus Stadium festeggerà la sua panchina numero 400, il livornese però non sembra voglioso di celebrazioni e resta concentrato sul presente che si chiama Napoli, al resto preferisce non pensarci:

“Devo essere orgoglioso di quello che sono riuscito a fare durante la mia carriera, anche se non guardo molto alle statistiche. Ma sono partito da sotto zero e arrivato quasi al massimo, perché la Champions è l’obiettivo più alto per ogni allenatore. Il futuro? Ho un contratto fino al 2013 con il club azzurro e intendo rispettarlo. Parleremo di programmi quando sarà il momento giusto e De Laurentiis mi chiamerà. Io penso solo al campo, non alle voci di mercato e agli attestati di stima che mi arrivano da altre società, comunque gratificanti dal punto di vista personale”.

L’allenatore del Napoli è soddisfatto di come la squadra ha lavorato in questa settimana, il non aver avuto nessun tipo di distrazioni ha permesso al gruppo di recuperare energie fondamentali. Il tecnico, pur essendo ancora dispiaciuto per l’eliminazione dalla Champions, riconosce che il minor numero di impegni gli ha permesso di lavorare meglio in questa fase importantissima della stagione. La maggior freschezza atletica di questi tempi, qualità riconosciuta anche da Antonio Conte, gli ha permesso di rimettersi in corsa per il terzo posto:

“Intanto a me dispiace essere uscito perché ci credevamo e penso che avremmo meritato anche di proseguire l’avventura. Ma è chiaro che energie ne avremmo perse, mi sembra ovvio. Però è inutile fare questi ragionamenti. Ora stiamo bene e pensiamo alla partita che verrà. Noi stiamo facendo grandi cose quest’anno, compresa l’avventura Champions. Guardandoci dietro forse c’è il rammarico di punti persi per strada pur non meritandolo. Ma guardiamo avanti. Dobbiamo concentrarci sul nostro gioco senza pensare troppo all’avversario, puntando sulle nostre risorse e la nostra mentalità. Sicuramente dovremo fare tesoro delle disattenzioni avute contro il Catania. E sotto questo profilo spero che le energie nervose e fisiche siano state recuperate, credo che la squadra si è ristabilita e possa rendere al top. Anche perchè per pensare di superare questo ostacolo bisogna essere al massimo della condizione”.

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Juventus - Napoli, Conte vuole i tre punti: "Partita fondamentale per il secondo posto"

pubblicato da Cesare Rinaldi in: Juventus Conferenza Stampa

antonio conte

Alle 18 il Milan scende in campo a Catania, è ovvio che gli juventini guarderanno con molta attenzione questa sfida sperando nell’impresa dei ragazzi di Montella, allo stesso tempo però il pensiero è rivolto a domenica sera. La Juventus ospita il Napoli e si trova nuovamente di fronte ad una partita che non si può sbagliare, Antonio Conte è ben cosciente delle insidie che nasconde la squadra di Mazzarri e tiene alta la concentrazione del gruppo. L’avversario che si troveranno di fronte i bianconeri è di quelli tosti, senza l’impegno europeo gli azzurri sono tornati a macinare punti in campionato e inseguono una qualificazione alla prossima Champions League, l’allenatore salentino riconosce il valore dei campani ricordando anche il percorso comune delle due squadre che nel 2006 si ritrovarono in Serie B:

“Alla fine di questa giornata mancheranno altre otto partite… Noi sappiamo di avere un impegno probante, contro una squadra che ha fatto benissimo in Coppa Italia e in Champions, dove forse, con un po’ di esperienza, sarebbe potuta arrivare in semifinale, visto quello che ha fatto il Chelsea con il Benfica. Non dimentichiamo che cinque anni fa Juventus e Napoli erano in serie B e loro hanno avuto una crescita esponenziale. Merito del presidente De Laurentiis che è riuscito a costruire un progetto solido, merito di Mazzarri, dei calciatori, dell’ambiente… Questo era il loro primo anno di Champions dopo tanto tempo e sicuramente i numeri della rosa non sono quelli del Milan, quindi avranno pagato un po’ dazio, perché quella competizione porta via risorse preziose. Meglio giocarla, certo, ma sicuramente qualcosa toglie al campionato. Credo che la differenza di classifica tra noi e loro sia dovuta a questo”.

E il tecnico bianconero ci tiene tantissimo a mantenere inalterato, se non ad incrementare, questo gap dal momento che il Napoli in fondo punta allo stesso obbiettivo della sua squadra è cioè la qualificazione, possibilmente senza preliminari, alla prossima Champions League. L’imperativo è quello di vincere, per blindare la seconda piazza e per continuare a sperare in un passo falso del Milan:

“Vincere domani significherebbe porre un sigillo bello grosso sul secondo posto. Metteremmo il Napoli a 14 punti e lasceremmo come minimo invariata la posizione sulle altre. E per noi entrare in Champions senza preliminari sarebbe straordinario. Quanto allo scudetto, solo il Milan può perderlo. Una rosa che permette di sopperire a undici, dodici assenze in ogni partita, in Italia non ce l’ha nessuno, forse solo l’Inter che però è fuori dai giochi. Noi ora pensiamo a blindare il secondo posto e stiamo pronti ad approfittare di eventuali harakiri, ben sapendo che il nostro calendario è più difficile del loro. Rimpianti? A parte quelli con il Napoli e con il Milan, tutti gli altri pareggi potevano essere vittorie. So che comunque abbiamo sempre dato il massimo. A volte, purtroppo, non è bastato”.

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Inter, si presenta Stramaccioni: "Un sogno, ma non ho paura di bruciarmi"

pubblicato da vieni_127 in: Inter Notizie Conferenza Stampa


Faccia da bravo ragazzo, lieve accento romano, disponibilità e chiarezza, Andrea Stramaccioni si presenta alla stampa e ai tifosi interisti con molta educazione, senza fare proclami ma mostrando comunque una certa determinazione, conscio di avere addosso gli occhi di mezza Italia calcistica e di poter cominciare una splendida carriera da allenatore. Ma al contempo non può nascondere l’emozione e un pizzico di paura, perché se è vero che l’Inter dei grandi può essere un grande punto di partenza, al contempo le possibilità di bruciarsi sono tante (alla Ferrara maniera, anche se il Ciro nazionale si è riciclato con ottimi risultati in Under 21). Perché lo Strama, come già lo chiama il popolo nerazzurro, dopo le belle parole deve anche vincere le partite, ne mancano 9 e ci sono in ballo 27 punti: abbastanza per raggiungere il terzo posto, quello che consentirebbe al Biscione di accedere in Champions? “Non facciamo tabelle, siamo in un momento in cui non è il caso di farle, giochiamo Inter-Genoa e poi prepariamo lapartita seguente, questa la mia unica ricetta“.

Tante le domande e particolareggiate le risposte (qui la conferenza stampa integrale del nuovo tecnico nerazzurro, il quinto dal dopo-Mourinho), riportiamo le più significative, come quella inerente all’inserimento dei giovani nella prima squadra fin da subito:

“Spazio ai giovani è un discorso delicato, i giovani sono di valore, sono un patrimonio e la società deciderà come gestirli al meglio perché ogni calciatore ha il suo percorso e la sua dimensione, come proporli è una cosa importante e delicata perché spesso si corre il rischio di precorrere troppo l’evoluzione di un ragazzo. Oggi abbiamo già aggregato dei ragazzi, l’Inter ha dei patrimoni e la società deciderà come e quando capitalizzare. D’altronde ho grandi campioni e li voglio giovani dentro, il nostro capitano è un esempio. Il giovane non è un concetto anagrafico ma voglia di esprimere una rabbia per il bene dell’Inter”.

Parlare è un conto, riuscire a trasmettere la voglia e la cattiveria a un gruppo spompato è un altro. Soprattutto se nessuno ti conosce e sei pure molto giovane:

“Sono stato sincero e ho detto che è un orgoglio, fino a ieri erano campioni che ammiravo, ora sono i miei grandi campioni, uno spogliatoio di grande professionalità di campioni mondiali, è stato facile comunicare. Un sogno che fa paura? Se decidi di fare questo lavoro non puoi avere paura, devi avere grande concentrazione, da quando il presidente mi ha comunicato la decisione la mia testa ha cominciato a girare solo sul campo e sul lavoro. Ho la certezza del mio lavoro, le mie idee, con umiltà e sicurezza in quello che so fare. L’entusiasmo è a mille, non ho paura di bruciarmi, io devo andare in campo e fare quello che il presidente mi ha chiesto, so di allenare grandi campioni ma so che ho trovato grandi professionisti e so che tutta la società mi è vicina. Io faccio il mio, i calciatori faranno il resto”.

Stramaccioni continua:

“Questi sono giocatori che hanno scritto pagine importanti del calcio, non gli devo insegnare nulla, devo solo trasmettergli le mie idee, quelle che mi hanno portato fino a qui, ho avuto la fortuna di allenare squadre costruite per vincere, andare in campo per far risultato, essere padrone della partita, penso sia un obiettivo condiviso dallo spogliatoio. C’è stata subito intensità in campo, entusiasmo, per essere il primo giorno sono contento e soddisfatto. Ci credo molto”.

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Champions, vigilia di Milan - Barcellona: le parole di Allegri e Ibrahimovic

pubblicato da vieni_127 in: Milan Conferenza Stampa Champions League 2011/12


Milan - Barcellona, atto terzo in questa stagione: dopo il 2-2 del Camp Nou e il 2-3 di Messi e soci nella casa rossonero, domani sera i blaugrana faranno nuovamente visita alla banda di Allegri per giocarsi il passaggio alle semifinali di Champions League, edizione 2011/2012. Partita da non perdere per gli appassionati di calcio (verrà trasmessa, oltre che su Sky e Mediaset Premium, anche in chiaro su Rai Uno), gara vibrante che di sicuro vedrà incollati allo schermo milioni di tifosi milanisti, oltre ai fortunati che potranno assistere alla partita dal vivo da San Siro. Favorito è il super Barça di Pep Guardiola, ma quando si tratta di Milan nulla è scontato, perché se è vero che alcune defezioni pesano in modo particolare (Thiago Silva su tutti), c’è da dire che con un Zlatan Ibrahimovic come quello visto nell’ultimo periodo (e col dente avvelenato da ex) nulla sarà scontato. Massimiliano Allegri nella conferenza stampa della vigilia appare sereno e al contempo carico:

“Affronteremo la squadra più forte d’Europa, la detentrice del trofeo. Servirà una grande prestazione. Le due partite del girone sono state diverse: l’andata è stata prettamente difensiva da parte nostra, mentre la seconda è stata più aperta, con gol e tante occasioni. Domani servirà una prestazione come quella. Giocando in quel modo ci prendiamo qualche rischio, abbiamo commesso qualche errore che contro una formazione come il Barça devi ridurre. Sul piano tattico oggi abbiamo l’ultimo allenamento e proveremo alcune situazioni. Sul piano delle motivazioni quando affronti una gara del genere non devi caricare molto la squadra. Tutto viene da sé. Certo, servirà coraggio in un doppio confronto come quello che ci attende. Come ho già detto servono gol e incassare meno gol.

Come detto una bella bega sarà rappresentata dall’assenza del difensore centrale Thiago Silva, anche se Allegri non si fascia la testa anche perché per fermare i catalani bisogna proporre gioco, più che cercare di limitare quello degli avversari:

“Thiago è un campione e sicuramente mancherà. Nesta però sta bene e oltre a lui ho altri giocatori a disposizione. Dispiace per le assenze che ci sono e per aver perso Thiago Silva domenica. Mi sarebbe piaciuto affrontare il Barcellona al completo, ma questo non vuol dire che non siamo pronti per affrontare la formazione spagnola. Chiudersi per fermare il Barça? Per i giocatori che ho a disposizione credo sia dura fare una gara come quella dell’Inter di Mourinho al Camp Nou. Quell’Inter era più fisica di noi che invece abbiamo più tecnica. Questa squadra fa fatica a difendersi vicino all’area di rigore. Anche contro la Juventus quando ci siamo abbassati abbiamo incassato gol”.

Accanto al tecnico livornese, c’è anche il grande atteso per la partita di domani, l’ex di turno (non è il solo, c’è anche Gianluca Zambrotta) Ibrahimovic. Lo svedese è più diplomatico del solito:

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Vigilia di Juve-Milan di Coppa Italia: le parole di Allegri e Conte

pubblicato da Celephais in: Juventus Milan Conferenza Stampa


Clima abbastanza disteso alla viglia della decisiva semifinale di ritorno di Coppa Italia tra le due regine della stagione di serie A, Milan e Juventus. I due allenatori, nelle rispettive conferenze stampa, si sono concentrati più sull’incontro che sulle recenti polemiche esplose in seguito alle note sviste arbitrali avvenute nel corso del recente scontro diretto di campionato. Il rossonero Massimiliano Allegri ha assicurato la sua fiducia nei confronti della terna scelta per l’incontro, composta dal direttore di gara Orsato e dagli assistenti Di Liberatore e Ghiandai, con Damato come quarto uomo. Il tecnico dei Campioni d’Italia ha poi annunciato il ritorno in campo di Seedorf e il mancato recupero di Van Bommel e Robinho (mentre Boateng è ancora in dubbio). Queste le sue parole:

“Sarà una bella partita, intensa perchè entrambe le squadre puntano alla finale, e cattiva calcisticamente, ma senza nessun altro tipo di guerra. A Marotta e Conte riserverò un saluto normale, sono una persona educata. Ci sono state un po’ di schermaglie ma fa parte del gioco. All’andata abbiamo perso ma la squadra sta bene, abbiamo le potenzialità per ribaltare il risultato. Non mi preoccupa che con la Juve abbiamo perso due volte e una volta pareggiato in modo anomalo: siamo pronti per questa partita. […] Per quanto riguarda noi, la terna può stare serena perchè non abbiamo mai fatto polemiche e continueremo a non farle. Noi domani cercheremo di aiutare la terna”.

Nessuna dichiarazione sull’arbitro invece da parte del bianconero Antonio Conte, che ha confermato il turnover, lanciando il capitano Del Piero come possibile protagonista della gara e ha ribadito la volontà dei torinesi di puntare alla conquista di un trofeo, che seppure di importanza indubbiamente minore rispetto al campionato, assumerebbe per il club di Corso Galileo Ferraris un sapore particolare, in quanto si tratterebbe del decimo trionfo nella manifestazione:

“Sarà la partita di Del Piero: è giusto che la giochi perchè insieme a Buffon è sempre stato il valore aggiunto della squadra e lo ha confermato. Sarà una partita completamente a sè rispetto al campionato, che ci darà la possibilità di alzare un trofeo. Per questo per me è la più importante dell’anno. Vogliamo proseguire il cammino cercando di ottenere il massimo in tutte le competizioni. Se il Milan sarà più bravo, naturalmente lo applaudiremo”.

Foto | © TMNews

Juventus, Conte torna a parlare: "Bergonzi? Decisione singolare, ma è un buon arbitro"

pubblicato da Cesare Rinaldi in: Juventus Conferenza Stampa

antonio conte

Antonio Conte mette fine al silenzio stampa della Juventus alla vigilia della partita contro la Fiorentina che si giocherà domani sera al Franchi. La prima domanda a cui ha dovuto rispondere l’allenatore bianconero è stata, come facilmente immaginabile, quella sulla designazione di Mauro Bergonzi come arbitro dell’incontro, lo stesso che da quarto uomo ha determinato la sua espulsione e successiva squalifica a Bologna. La scelta del designatore Braschi ha lasciato perplessi un po’ tutti, anche in considerazione del fatto che a coadiuvare il fischietto genovese saranno Stefani e Faverani, i due guardalinee impegnati anche loro al Dall’Ara.

Dalle parole del tecnico è emersa comunque serenità, anche se non ha nascosto qualche perplessità, Conte ha però manifestato la volontà di non fare ulteriori polemiche e ha punzecchiato Allegri che più volte ha parlato della Juve nelle sue ultime uscite:

“Secondo me Bergonzi è un buon arbitro, è inevitabile che la decisione presa sia molto singolare, vista anche l’importanza della classifica, sia per noi che per la Fiorentina. Per loro è la partita dell’anno e a noi questo ci deve riempire di soddisfazione. Se è stata la decisione migliore non lo so, la risposta la avremo dopo la partita. Noi non commenteremo l’operato dell’arbitro, qualunque esso sia. Io giorni fa ho letto un’intervista di Allegri in cui diceva che dobbiamo stare zitti tutti. L’unico che continua a parlare è Allegri, noi continuiamo a restare in silenzio”.

Mentre le bocche a Vinovo erano tutte cucite sui giornali si è comunque parlato di Juve, in particolare ieri è stata diffusa la notizia della rissa sfiorata da Bonucci e Vidal in un locale torinese, notizia che la società ha smentito con una nota. Il tecnico juventino segue la stessa linea del club e concede un’assoluzione piena ai suoi due giocatori:

“Erano domenica ad una festa alla quale avrei dovuto partecipare anch’io. Era il giorno libero, potevano fare quello che volevano”.

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Vigilia di Milan-Lecce, Allegri rassicura: "Nessun problema con Ibra"

pubblicato da vieni_127 in: Milan Lecce Conferenza Stampa Serie A 2011/2012


Io parlo sempre” ha detto oggi Massimiliano Allegri nella conferenza stampa alla vigilia del match di campionato tra il suo Milan e il Lecce: il riferimento è a Antonio Conte che, squalificato, ha mandato al suo posto di fronte ai microfoni il vice allenatore Angelo Alessio. Allegri parla e lo fa anche con spirito, come quando gli chiedono come mai le indiscrezioni dello spogliatoio rossonero spesso vengono poi riportate dalla stampa: “Non lo so, dovrò chiamare i muratori per fare insonorizzare i muri di Milanello“. Come mai questa domanda? E’ presto detto, alla fine della partita con l’Arsenal Zlatan Ibrahimovic si sarebbe sfogato duramente negli spogliatoi:

“Con Ibrahimovic non ho problemi, l’obiettivo comune è vincere, non importa se ci si arriva volendosi sempre bene o con qualche incazzatura. Non c’è nulla di cui doversi scusare, non abbiamo avuto una discussione tecnica, dopo una partita con un livello di tensione fuori dal normale è possibile che ci sia uno sfogo”.

Scherza Allegri quando parla del 3-0 dell’Emirates Stadium, replicando anche a chi lo ammonisce circa la formazione utilizzata: “Martedì chiunque poteva fare la formazione. Avevo solo tre centrocampisti a disposizione, ero obbligato a giocare così e credevo con il tridente di poter chiudere il discorso, invece c’è stata un po’ di suspance… Non capisco perché non dovrei essere sereno, la vita piatta non mi piace e con le turbolenze si viaggia meglio“.

Sarà, domani però arriva il Lecce. Rimaneggiato, senza Cosmi in panchina (squalificato) e potenziale vittima sacrificale, il tecnico livornese però non si fida dei pugliesi:

“Abbiamo due punti di vantaggio sulla Juventus, che sta facendo grandissime cose. La Lazio è lì, l’Udinese non è lontana, e il Napoli si è riavvicinato. Ci sono tante squadre in corsa per la Champions. Non vinceremo lo scudetto con un successo contro il Lecce e non lo perderemo con un passo falso. Veniamo dalla batosta subita contro l’Arsenal, non possiamo sottovalutare i pugliesi: Muriel, nonostante la giovane età, è una punta di valore assoluto. Ha tecnica e velocità, si muove molto bene. Il Lecce gioca bene, e i risultati ne dimostrano il valore. In trasferta sta facendo molto bene, è un avversario da non sottovalutare”.

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