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Peccato: chi tra coloro che hanno seguito la partita su La7 non ha tifato col cuore Udinese questa sera? La risposta è certa, nessuno. Sì perché la squadra di Marino ha disputato una partita che dire generosa è forse un eufemismo, una gara di una intensità unica, trascinata da un Quagliarella spettacolare e da un Inler geometra indiscusso di tutto il centrocampo del Friuli. Però, c’è un però: si chiama Diego, il guastafeste dei bianconeri; doppietta all’andata, doppietta al ritorno con lusso annesso di sbagliare un rigore. E così, tra un errore di Zapata e una sgroppata di Asamoah, tra un gol di Pizarro e un pasticcio di Ozil, novanta minuti e passa di partita sono volati con piacere. Ma peccato, peccato per il 3-3 finale.
L’Udinese doveva disputare il match perfetto: pressing, intensità, fasce sfruttate al massimo, cinismo sotto porta, il minimo di affanno in difesa (hai detto niente!). Così qualcosa va per il verso giusto, qualch’altro di traverso, come una coperta troppo corta, ottima in fase offensiva ma più che bucherellata nel reparto arretrato. Spingi e spingi, in ogni modo, al 15° ecco il primo lampo: è di Inler, staffilata dai trenta metri e gol, con Wiese che si tuffa giusto per i fotografi. Ci crede lo stadio, Diego però è un cliente difficile e da quelle parti se lo ricorderanno a lungo: è il brasiliano al 27° a sfruttare un errore di Zapata e a freddare Handanovic con un tiro dei suoi.
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Assume una discreta rilevanza il fatto che nemmeno una squadra inglese sia approdata nelle semifinali di coppa Uefa, dopo la scorpacciata in Champions League compiuta dai club d’oltremanica. L’unico club ancora in corsa, il Manchester City, si è dovuto arrendere ai tedeschi dell’Amburgo. Robinho&Co., dopo aver perso 3-1 la gara di andata, non sono andati oltre la vittoria di misura (2-1) al City of Manchester Stadium. Eliminate anche le due squadre francesi in lizza nei quarti di finale: netta la sconfitta subita dal Paris Saint Germain a Kiev (0-3), ad una settimana dal pareggio a rei bianche del Parco dei Principi.
Fuori anche l’Olympique Marsiglia, eliminata anch’essa da una squadra ucraina, lo Shakhtar Donetsk. I marsigliesi perdono nuovamente il confronto e stavolta in casa, al Velodrome (1-2), dopo aver incassato lo 0-2 dell’andata. L’Udinese lotta e segna 3 goal , ma non basta. I tedeschi del Werder Brema, nel doppio confronto, sono apparsi più cinici e meno arruffoni dei friulani. In semifinale si opporranno due squadre tedesche e due ucraine, due derby da cui scaturiranno le formazioni finaliste per la finale di Eindhoven.
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Poteva andare sicuramente meglio all’Udinese di Pasquale Marino. I bianconeri giocano una discreta seconda frazione di gara, mettendo in condizione più volte i propri attaccanti (soprattutto Quagliarella) di tirare da ottima posizione. Ma gli errori arrivano proprio quando servirebbe non farne nemmeno uno, in un confronto ad eliminazione diretta. Il Werder Brema conferma l’impressione di essere una squadra capace di creare gioco in attacco, grazie alle invenzioni del faro Diego, adocchiato già da tempo dalla Juventus. Ma allo stesso tempo i tedeschi soffrono e non poco in difesa. (Foto)
I biancoverdi continuano a tenere viva la loro fama di ammazza italiane e, dopo Inter e Milan, castigano anche l’Udinese. Nel primo tempo il Werder Brema tiene in mano le redini del gioco senza peraltro pungere, almeno per la prima mezz’ora. Poi un tiro di Naldo che si stampa sulla traversa sembra quasi il preludio al goal del vantaggio. Che arriva puntuale: è il 34esimo e Diego sfrutta perfettamente una mezza indecisione della difesa friulana mirando all’angolino basso della porta bianconera. Un gran goal sul quale Handanovic non può farci nulla. L’Udinese abbozza una reazione ma i reparti risultano ancora troppo scollati prima del duplice fischio dell’arbitro.
Una rete di Quagliarella a due minuti dal termine lascia accesa qualche speranza per il passaggio alle semifinali dell’Udinese. Al Weserstadion finisce infatti 3-1 a favore del Werder Brema, con i tedeschi trascinati da una grande prestazione del fantasista Diego, autore di una doppietta (il secondo gol del brasiliano, alla Del Piero, farà sognare i tifosi bianconeri che sperano nel buon esito della trattativa per portare il giocatore a Torino). I friulani disputano una buona gara, ma sprecano troppo sotto porta, al contrario degli avversari che sfruttano al meglio tutte le occasioni a loro disposizione.
Sugli altri campi, vittoria in rimonta (sempre per 3-1) dell’Amburgo sul Manchester City; i tedeschi reagiscono alla rete-lampo di Ireland, andando a segno con Mathijsen, Trochowski su rigore e Guerrero. Finisce invece senza reti la sfida del Parco Dei Principi tra il Paris Saint-Germain e gli ucraini della Dinamo Kiev. Nel pomeriggio l’altra sfida ucraino-francese di questi quarti di finale si era conclusa con il successo per 2-0 dello Shakhtar Donetsk di Mircea Lucescu sul Marsiglia.

Dopo la sconfitta indolore di San Pietroburgo, l’Udinese è tornata in Friuli per preparare il prossimo match di campionato al Marassi contro il Genoa; tuttavia oggi alle 13 non ha potuto non guardare con attenzione i sorteggi per i quarti di finale di Coppa Uefa: la squadra di Marino è stata l’ultima delle otto ad essere estratta, per lei il probante scontro col Werder Brema, già avversario quest’anno di Inter e Milan. Dall’urna svizzera l’altra tedesca, l’Amburgo, ha beccato il Manchester City, che ieri ha avuto la meglio dell’Aalborg solo ai calci di rigore.
Per gli altri due accoppiamenti un doppio interessante confronto tra il calcio francese e quello ucraino: il Paris Saint Germain se la dovrà vedere con la Dinamo Kiev, mentre il Marsiglia farà visita allo Shakhtar Donetsk. E nelle semifinali o si rinnoverà la sfida o sarà derby dacché le vincenti di queste due sfide si ritroveranno insieme in una delle due semifinali. Pericolo derby dunque anche per quanto riguarda l’altra semifinale, anche se ovviamente ci auguriamo che l’Udinese passi il turno. Quarti il 9 e il 16 aprile, semifinali 30 aprile e 7 maggio, finale a Istanbul il 20 maggio.

L’Udinese ce la fa, dopo il 2-0 del Friuli riesce a limitare i danni sulle rive della Neva e torna a Udine con la qualificazione ai quarti di finale in tasca: è la prima volta nella sua storia che i bianconeri arrivano così lontani nella Coppa Uefa, i campioni in carica dello Zenit San Pietroburgo (l’ultima squadra in Europa a sconfiggere il Manchester United) si sono dovuti inchinare di fronte ai ragazzi di Pasquale Marino abile a non farsi intimorire dalla vecchia volpe di Dick Advocaat. Così l’Udinese è tra le prime otto d’Europa sponda Uefa, traguardo non da poco, non possiamo che tifare per lei d’ora in avanti.
Allo Stadio Petrovskij i padroni di casa sanno che per recuperare lo 0-2 dell’andata c’è bisogno della partita perfetta, fatta d’intensità associata a indubbia qualità: Danny, Zyryanov, Fayzulin e Pogrebnyak sono gli uomini d’attacco che hanno il compito di impensierire la retroguardia ospite e nel primo tempo danno tutta l’impressione di riuscirci. L’Udinese parte bene, vuole fare la partita e a tratti ci riesce; tuttavia i russi escono fuori e pressano con zelo i centrocampisti avversari. Dopo il brivido per un presunto fallo di mano di D’Agostino lo Zenit passa.
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Dopo il passaggio ai quarti di Werder Brema e Marsiglia, si completa questa sera il quadro degli ottavi di finale di Coppa Uefa. Nei tre incontri disputati nel tardo pomeriggio, vanno fuori le due squadre russe superstiti nella competizione: il Cska Mosca si fa rimontare sul terreno dello Shakhtar Donetsk il vantaggio di misura accumulato nella gara d’andata, cedendo il passo agli ucraini; i campioni in carica dello Zenit San Pietroburgo escono invece per mano dell’Udinese, unica superstite della pattuglia italiana nelle coppe europee.
Grande impresa quella dei friulani, che soffrono nel primo tempo, ma vengono fuori alla distanza sfiorando anche il pari e cogliendo alla fine il miglior risultato in campo internazionale della loro lunga storia. Spettacolo nel derby ucraino, nel quale il Metalist Kharkiv sfiora la qualificazione contro la più quotata Dinamo Kiev, che passa soltanto grazie alla regola dei gol segnati in trasferta.
Straordinaria rimonta dell’Amburgo, che nel caldissimo Ali Sami Yen di Istanbul trova la forza di recuperare le due reti di svantaggio incassate dai padroni di casa del Galatasaray e di vincere allo scadere con una rete di Olic. Passa anche il Paris St. Germain vittorioso di misura sull’ostico terreno dello Sporting Braga, grazie al bomber Hoarau. La spunta solo ai calci di rigore il Manchester City, che nei minuti finali dei tempi regolamentari aveva subito una clamorosa rimonta da parte dei danesi dell’Aalborg.
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Un infuocato ottavo di ritorno tra Ajax e Olympique Marsiglia consegna ai francesi l’accesso ai quarti di finale della coppa Uefa. I tempi supplementari hanno sancito la qualificazione del club transalpino al turno successivo, dopo il 2-1 ottenuto dall’Ajax nei 90 minuti (all’andata il confronto terminò con il medesimo risultato a favore del Marsiglia). Un incontro funestato da diversi tafferugli nel centro di Amsterdam e da perquisizioni e sequestri di armi alle due tifoserie da parte della polizia olandese.
Il bilancio finale è di 29 tifosi arrestati, molti dei quali marsigliesi che viaggiavano su un pullman pieno zeppo di oggetti contundenti, coltelli e gas lacrimogeni. La gara è stata sospesa per circa venti minuti quando Boudewijn Zenden, esterno olandese del Marsiglia, è stato più volte infastidito da un raggio indirizzato dalle tribune dello stadio occupate dai sostenitori dell’Ajax. Gli olandesi partono forte e ci provano più volte con Luis Suárez. L’attaccante uruguaiano al 33esimo serve ad Enoh un pallone d’oro per l’1-0 dei lancieri. Due minuti dopo l’O.M. pareggia con Niang servito da Bakari Koné.

Mediaset ha annunciato l’acquisizione dei diritti per la trasmissioni di tre edizioni della Uefa Europa League, nuovo nome della Coppa Uefa. La bistrattata competizione che vive all’ombra della Champions League avrà così una copertura televisiva in Italia dopo anni di sostanziale “buio”.
Tutte le partite saranno appannaggio dell’offerta Pay Tv di Mediaset Premium, ma per alcune sarà prevista una trasmissione anche sulle tre principali reti in chiaro di Mediaset. Finisce lo stillicidio dei tifosi costretti ad inseguire la programmazione delle gare fra La7, Rete 4, Sky e la pay per view di Conto Tv sul satellite.
La speranza degli appassionati, e a questo punto di Mediaset, è che la Coppa Uefa riacquisti l’antico fascino smarrito anche se appare un obiettivo utopistico soprattutto nel nostro paese dove le squadre che annualmente vi si qualificano finiscono per ritenerlo presto “un intralcio” alla lotta per una migliore posizione nella classifica della Serie A.