Il Venezuela batte di misura l’Ecuador e balza in testa al gruppo B della Coppa America, davanti al Brasile che dopo il pareggio odierno contro il Paraguay, per non dover correre il rischio di trovarsi invischiato nel pericolosissimo conteggio per calcolare le migliori terze dei gironi, deve battere l’Ecuador il 14 luglio. – Classifica e Calendario Gruppo B –
Il Venezuela ha vinto meritatamente questo incontro ed ha trovato la rete del vantaggio con bel destro da fuori area di Gonzales. Inutile il forcing finale dell’Ecuador.
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Piangono di gioia gli argentini dopo aver vissuto settimane di inferno. Piange come un bambino Diego Armando Maradona, abbracciato a Carlos Bilardo, il suo collaboratore mai troppo sopportato. Piange prima di insultare, per “vendetta” e senza badare alla forma, tutti i giornalisti che hanno osato criticarlo. E’ l’epilogo di Uruguay-Argentina, partita povera e noiosa dal punto di vista strettamente tecnico-tattico, ma intensa per emozioni e pathos, generate dall’altissima posta in palio. (Foto) (Il Video) (Lo sfogo di Maradona)
La notizia del vantaggio cileno (il Cile è allenato dall’ex ct argentino Bielsa) ha fatto esplodere di gioia entrambe le tifoserie, perché, con la sconfitta dell’Ecuador, l’Uruguay si sarebbe assicurato almeno lo spareggio anche perdendo il match con l’Argentina, mentre agli uomini di Maradona sarebbe bastato il pareggio per la qualificazione diretta. Muslera e Romero non hanno dovuto compiere grossissime parate; il predominio territoriale è stato appannaggio degli argentini. Dall’altra parte l’Uruguay si è reso pericoloso solo in un paio di occasioni (in una di esse Lugano ha sprecato malamente).

In attesa del già qualificato Brasile che oggi giocherà contro la Bolivia ormai fuori dai giochi, ieri si sono giocati gli altri quattro incontri del girone sudamericano. La partita più importante era ovviamente quella dell’Argentina di Maradona che al Monumental di Buenos Aires si giocava le residue chance di quantificazione contro il Perù. Il cielo della capitale argentina ha scaricato litri di pioggia nell’arco dei novanta minuti e soltanto allo scadere i padroni di casa hanno potuto festeggiare grazie ad un gol di Martin Palermo.
L’incontro di ieri sera è stato sicuramente epico, la nazionale albiceleste ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti sudando più del dovuto per piegare la resistenza di un avversario, il Perù, tutt’altro che eccezionale. Gli argentini hanno trovato la rete del vantaggio con Higuain soltanto nei primi minuti della ripresa, poi la squadra di Maradona è improvvisamente sparita, nascosta dietro un misero gol con la paura di perdere che faceva tremare le gambe. Il Perù indomito ha lottato con le poche armi che aveva e al 90′ ha trovato il pareggio con il neo entrato Rengifo. In quel momento il mondo ha riversato tutto il suo peso sulle spalle del pibe de oro.
Quando la palla è tornata al centro per essere battuta il quarto uomo implacabile ha mostrato la lavagnetta del recupero, due minuti soltanto. Tutta l’Argentina si è riversata avanti, un contropiede del Perù non poteva ormai impaurirli più di tanto. Intanto continuava a piovere quando dopo un minuto di recupero l’albiceleste ottiene un corner, cross in mezzo dalla destra, controcross dalla sinistra rasoterra di Insua, la palla in qualche modo arriva a Martin Palermo appostato sul palo, tocco facile per il gol che probabilmente sarà il più importante della sua carriera. Quello che succede dopo è facilmente immaginabile, Maradona si rotola sull’erba bagnata del Monumental mostrando un’agilità insospettabile, Palermo sfida la tempesta a torso nudo, più tardi il ct dirà che Dio per un secondo si è ricordato dell’Argentina.
L’Inghilterra calcistica ai piedi di Capello. Con un roboante 5-1 (7′ pt e 14′ st Lampard, 17′ pt e 22′ st Gerrard, 27′ st Eduardo (C), 33′ st Rooney) gli inglesi distruggono l’incubo di sempre, la Croazia, ed accedono anzitempo alla fase finale del mondiale. Stesso discorso per la Spagna che si sbarazza con facilità dell’Estonia (3-0). Si ridesta il Portogallo che vince di misura in Ungheria e agguanta i magiari in classifica, al terzo posto. Ma la Svezia non molla la seconda piazza del gruppo 1 (alle spalle della Danimarca) vincendo di misura a Malta. Decisiva, a questo punto, sarà Danimarca-Svezia del 10 ottobre.
(Tutti i risultati e le classifiche)
Si salva soffrendo la Francia in Serbia. Il secondo pareggio consecutivo consente ai transalpini di rimanere ancorati al secondo posto con 4 punti di vantaggio sull’Austria. Ancora tutto da decidere nel gruppo 2: la qualificazione è un discorso a tre tra Svizzera, Grecia e Lettonia, con gli elvetici favoriti per il primo posto. Nel gruppo 3 la Slovacchia è a un passo dalla qualificazione storica mentre nel gruppo 4 la Germania mantiene il punto di vantaggio sulla Russia. Nel girone sudamericano l’Ecuador fa un bel balzo in avanti complice soprattutto la contemporanea sconfitta dell’Argentina.
“Sufreafrica 2010″ titola l’argentino Olé. E non potrebbe essere altrimenti, dopo il nuovo, duro stop subito dagli uomini di Maradona. La Selección perde anche in Ecuador (0-2), due mesi dopo la disfatta in Bolivia. L’illusione della vittoria striminzita contro la Colombia dura solo qualche giorno. L’Argentina, quarta in classifica e braccata dallo stesso Ecuador, dovrà assolutamente battere il Brasile il prossimo 5 settembre. I verdeoro, nel frattempo, si mettono al riparo da sorprese e superano il Paraguay per 2-1 (di Robinho e Nilmar le reti brasiliane). (Tutti i risultati e le classifiche)
Ma torniamo in Europa. L’Inghilterra rispetta le previsioni e rifila 6 goal ad Andorra. E’ la settima vittoria su sette per la nazionale di Capello avanti di 10 punti sulla Croazia (la qualificazione aritmetica è solo una formalità). Vince anche la Svezia di Ibra (a segno) contro Malta: gli scandinavi tengono ancora accese le speranze di qualificazione nel girone dove anche il Portogallo fatica tantissimo (vittoria in Albania all’ultimo minuto per i lusitani, quattro giorni fa). Sette vittorie su sette anche per l’Olanda, già qualificata. Vittorie anche per Russia, Ucraina, Serbia e Macedonia.
Tutto facile per Danimarca e Ungheria nel gruppo 1 che vincono entrambe per 3-0 contro Albania e Malta. Due vittorie che aggravano ancor di più la situazione del Portogallo: sono 7 ora i punti di distacco dalle due squadre sopracitate. Vittorie di Grecia, Lettonia e Svizzera nel gruppo 2: importante l’affermazione degli ellenici che superano Israele e mantengono la testa del girone. Nel gruppo 3 continua la marcia della sorprendente Irlanda del Nord che supera la Slovenia e conserva il punto di vantaggio sulla Slovacchia, anch’essa vittoriosa. Da record il 10-0 della Polonia al malcapitato San Marino. (Tutti i risultati e le classifiche)
Nel gruppo 4 la Germania vince in Galles e mette quasi in cassaforte la qualificazione (16 punti contro i 12 della Russia). Nel gruppo 5 la Spagna non la ferma più nessuno: 18 punti e vittoria anche in Turchia. Il gruppo 6 è comandato saldamente dall’Inghilterra di Capello che batte l’Ucraina 2-1. Nel gruppo 7 Ribery salva la Francia che ora è a due punti dalla vetta. Nel gruppo 8 , oltre al pareggio tra Italia e Irlanda, c’è da registrare la vittoria della Bulgaria su Cipro. Nel gruppo 9 l’Olanda non ha rivali e vanta un margine di 7 punti sulla Scozia, seconda in classifica.
Nel gruppo sudamericano è stata la giornata della epica umiliazione subita dall’Argentina in Bolivia (1-6). Vince il Venezuela sulla Colombia e finisce in parità il confronto tra Ecuador e Paraguay, così come quello tra Cile e Uruguay. Nei due gruppi asiatici vincono Australia e Corea del Sud e si portano in testa ai rispettivi gironi. Vincono anche gli Stati Uniti che comandano il girone dell’America Centro-Settentrionale, perde nettamente il Messico.

Julio Cesar batte Ecuador 8-0, Ecuador batte Brasile 6-1, alla fine il risultato ufficiale è Ecuador e Brasile 1-1: sì perché sulle alture di Quito la nazionale verdeoro di Dunga è stata letteralmente subissata dalle scorribande dei padroni di casa, in grado di tenere sotto assedio i pentacampeao per l’intero match ma impotenti di fronte a quello che ormai si può definire il miglior portiere del mondo, Julio Cesar. Almeno 8 parate da urlo per l’estremo difensore dell’Inter, con i suoi compagni in apnea in difesa quanto a centrocampo, non in attacco dove Robinho, Ronaldinho e Luis Fabiano si sono concessi un bel pisolino.
Castillo, Mendez e Guerron ricorderanno a lungo il volto dell’avversario, capace di parare tutto il parabile, rendendo vane le 15 conclusioni a rete nella sola prima frazione per i padroni di casa; quando non c’arriva Julio Cesar ecco i legni (incrocio dei pali di Valencia) o l’imprecisione pur minima (fuori di pochissimo il diagonale di Caicedo). Il Brasile perde Maicon per uno stiramento su un cross (eravamo al 20°, probabilmente salterà l’Udinese), e nei primi 45 minuti tira in porta una sola volta, per di più con Marcelo che è un terzino. E nella ripresa non va tanto meglio, con Dunga chiaramente a corto di idee e i suoi ragazzi in debito di ossigeno.
Il Brasile, dopo il deludente pareggio casalingo di un mese fa contro la Bolivia, si rialza con un perentorio 4-0 in Venezuela. La Seleção sfodera una prestazione maiuscola segnando tre goal già nella prima frazione di gara ai malcapitati venezuelani. Di Kakà, Adriano e Robinho (doppietta) le reti dei brasiliani. In campo anche gli altri “italiani”, Mancini, Juan, Julio Cesar e Maicon. Il Brasile è appaiato al secondo posto in classifica in coabitazione con l’Argentina. (risultati e classifica) (fotogallery)
Vince anche la squadra allenata da Basile nell’infuocato derby del Rio della Plata contro l’Uruguay. L’Argentina deve però soffrire, come consuetudine, prima di guadagnare i tre punti ai danni degli indemoniati uruguagi. Messi e Aguero firmano il 2-0, Lugano accorcia le distanze per l’Uruguay.
Il Paraguay vince anche in Colombia e consolida il primato in classifica. Perde terreno invece il Cile, sconfitto di misura in Ecuador. In coda risorge la Bolivia che rifila un secco 3-0 alla cenerentola Perù.