La delusione è ancora lontana dall’essere smaltita, l’eliminazione dall’Europeo brucia tantissimo, ancora di più perchè arrivata dopo la lotteria dei calci di rigore. L’Italia esce senza alzare bandiera bianca, ma ha dimostrato davvero poco in queste 4 partite. Una sconfitta, la più bruciante e pesante di sempre in una fase finale, due pareggi (uno con il rigore parato da Buffon, l’altro a reti bianche) e una sola vittoria arrivata in circostanze che hanno anche a che vedere con la “fortuna”.
Inesistente il gioco offensivo, difesa traballante se si esclude l’affidabile Panucci e l’ottimo Chiellini pescati dopo la batosta iniziale. Inevitabile domandarsi se sia il momento di “pensionare” il CT Donadoni.
Secondo voi? Meglio cambiare in ogni caso oppure farlo solo se al suo posto tornasse Marcello Lippi?
Italia eliminata ai quarti di finale di Euro 2008, battuta ai rigori dalla Spagna dopo una gara molto intensa, ma povera di emozioni. Donadoni sceglie una formazione simile a quella scesa in campo contro la Francia, sostituendo gli squalificati Pirlo e Gattuso con Aquilani e Ambrosini. Gli spagnoli tengono in mano le redini del gioco per quasi tutto l’incontro, ma non riescono a creare grandi occasioni da rete, grazie all’ottima prestazione della difesa azzurra, stasera attentissima. (Fotogallery - Video)
Nella prima frazione Chiellini e Panucci annullano la temutissima coppia di attaccanti delle Furie Rosse, formata dal Niño Torres e da David Villa, mattatore della prima fase del torneo, ma anche Zambrotta e Grosso non commettono errori, pur spingendo poco in fase offensiva. L’unico a rendersi pericoloso per gli spagnoli è Silva, una vera spina nel fianco per i nostri, che sfiora anche il gol al 38°.
Maluccio invece gli altri reparti: il centrocampo per tre quarti romanista scelto da Donadoni non brilla; De Rossi e Aquilani fanno una gara di grande sacrificio, limitandosi al contenimento, senza riuscire a impensierire il reparto centrale spagnolo, guidato da un instancabile Senna. In attacco Cassano è pimpante ma fumoso e Toni è solo l’ombra del grande attaccante ammirato nel corso della stagione con il Bayern Monaco. Il primo tempo si chiude con gli spagnoli che recriminano per alcuni episodi arbitrali, in realtà non particolarmente rilevanti.
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No, non è una vera sorpresa: va bene che l’Olanda aveva vinto tutte e tre le partite del girone di ferro lettera C, ma la Russia nelle ultime due partite aveva giocato benissimo, arretrando la linea dei difensori di qualche metro e affidandosi alla disciplina, la corsa, il palleggio, l’abnegazione. Poi l’inserimento di Arshavin, squalificato nelle prime due partite, ha fatto il resto: oggi la Russia ha meritato nettamente il 3-1 rifilato agli olandesi di Van Basten e potevano bastare 90 minuti se non soffrisse maledettamente sui calci piazzati. Ancora in gol Pavlyuchenko, Van Nistelrooy tiene in vita i suoi poco prima della sirena, quindi ai tempi supplementari affondano i tulipani e sale sul piedistallo Arshavin (qui le sue foto), un giocatore semplicemente straordinario (Fotogallery della gara - Video).
Il match non delude le aspettative sin dall’inizio: la sagacia tattica di Hiddink è ben contrastata dalla disposizione voluta per i suoi ragazzi da Marco Van Basten, risultando sin dalle prime battute una partita di scacchi molto interessante non lesinando fiammate di gran classe. Sono i russi a farsi per prima sotto ma Zhirkov non sorprende Van der Sar su punizione, così come lo sciupone Pavlyuchenko non riesce a indirizzare di testa da pochi passi; la Russia fa un pressing asfissiante e costringe l’Olanda a ragionare alla spicciolata, ma gli oranje hanno piedi ottimi e così non si fanno attendere rischiando il vantaggio con i calci piazzati terribili di Van Der Vaart (ma nessuno riesce mai a deviare in porta).
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Il calcio non smette mai di stupire e dalle panchine spesso arrivano le storie più curiose: dai tiri di sigaretta rubati da Tacchinardi a mister Lippi dieci anni fa all’infortunio misterioso di Dida qualche mese fa, dai calci nel sedere di Baldini a Di Carlo all’ultima e stramba storia che ci giunge direttamente da Berna, città dove si è consumata Olanda-Romania. Gli oranje più rappresentativi sedevano in panchina e forse Van Basten si sarà pentito quando ha sentito un olezzo poco gradevole: ieri la Brick, giornale svizzero, ha riportato la notizia di “succulenti” peti che si sono levati dalla panchina olandese.
“Dalle smorfie sui volti dei giocatori olandesi si capiva che c’era qualcosa che proprio non andava” ha scritto il quotidiano popolare elvetico. Responsabile di tale sgradevole episodio? Rafael Van Der Vaart che qualcuno ha già rinominato Van Der Faart (in inglese “fart” vuol dire appunto “scoreggia”): ottimi piedi, una fidanzata da urlo e evidentemente anche altre “qualità”. In fondo all’articolo il video con la facce sconcertate (e il naso coperto dalla pettorina) dei suoi compagni di squadra: Van Der Sar lo guarda attonito e gli chiede qualcosa, lui abbozza un sorriso…
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Cose turche. Come un thriller ma la realtà supera ogni immaginazione. La Turchia, non nuova a questo tipo imprese (vedi Turchia-Rep.Ceca), accede alle semifinali dopo un finale incredibile, in cui a un minuto dal termine del secondo tempo supplementare era sotto di un goal. I croati hanno avuto il pallino del gioco per larghi tratti dell’incontro, colpendo anche un palo nel primo tempo, ma sono riusciti a sbloccare il risultato “solamente” al 119esimo. Poteva diventare una sorta di golden goal il vantaggio di Klasnic, in realtà dopo due minuti e praticamente all’ultimo secondo di gioco, arriva il pareggio di Senturk. (Foto - Video)
Il primi minuti della gara sono favorevoli alla Croazia padrona del campo che va vicina al goal con Bilic (traversa) e un secondo dopo con Kranjcar che manda fuori di testa. La Turchia non si fa assediare nella propria metà campo e il primo tempo si chiude con gli uomini di Terim in avanti. In realtà la gara, con i minuti che passano, si fa sempre più spezzettata e noiosa.
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L’attesa di Italia - Spagna si sta consumando in un clima di grande rispetto reciproco come è giusto oltre che normale che sia: stiamo parlando di due grandi squadre, un po’ più esperti gli azzurri, sicuramente più in palla le furie rosse in questo periodo. Ad alimentare il dibattito oggi ci ha pensato in conferenza stampa Fernando Torres, vero spauracchio di questa squadra per la nostra difesa nonostante sia riuscito ad andare a rete una sola volta in questi europei.
L’attaccante che in questa stagione con la maglia del Liverpool ha segnato la bellezza di 30 gol come tutti i suoi compagni dice di rispettare l’Italia anche se l’assenza di Pirlo è sicuramente un motivo di maggiore serenità: “Non sono diventati campioni del mondo per caso: hanno un sistema di gioco collaudato e molto redditizio. Lasciano giocare e colpiscono in contropiede, quello a cui dovremo stare più attenti. Ma l’assenza del loro miglior lanciatore, Pirlo, per noi è un vantaggio”.
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Si avvicina il quarto di finale Spagna - Italia e dal ritiro delle Furie Russe giunge notizia di un diverbio scoppiato durante l’allenamento fra Sergio Ramos e l’allenatore iberico Luis Aragonés. La discussione fra i due sarebbe nata da una reazione verbale del terzino del Real Madrid ad un osservazione dell’esperto tecnico. Aragonés lo avrebbe estromesso dal campo d’allenamento e Ramos è stato accompagnato fuori dal compagno di reparto Carlos Marchena.
Facile attribuire la crescente tensione in casa della Spagna alla partita di domenica, una gara nella quale stranamente sembrano meno sicuri di noi italiani proprio gli spagnoli che sulla carta godrebbero del favore dei pronostici. Un girone stravinto, gol segnati con una certa facilità e il roboante 4 a 1 rifilato alla squadra che si sarebbe poi qualificata al secondo posto, la Russia di Guus Hiddink.
Di contro l’ambiente azzurro ha ritrovato immediatamente serenità e fiducia, forse anche troppa, dopo la vittoria sulla Francia e la qualificazione ai quarti. Gli stessi giornali sportivi spagnoli non hanno fatto altro che alimentare la “paura” dell’avversario, condivisa da molti tifosi anche su internet. L’eccezione è rappresentata dal premier Zapatero che si è reso protagonista di dichiarazioni ottimistiche sulla possibilità del passaggio del turno della “sua” nazionale.
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