Quattro giornate sono sicuramente poche, eppure qualcosa si comincia già a intuire. Partiamo da un semplice dato: dopo l’abbuffata di gol della prima giornata (la seconda per il calendario, la prima giornata è saltata) la somma complessivi delle reti non ha mai superato quota 30, segno che le squadre hanno subito cercato di aggiustare la fase difensiva. L’italico detto del primo non prenderle continua a resistere, nonostante complessi tentativi di rivoluzione culturale calcistica e brevi avventure da 3-4-3 terminate male.
Un altro elemento che rafforza la tesi del campionato (finora) equilibrato dove nessuna partita è scontata: tutte le “big”, se si esclude l’Inter per ora rigenerata dal cambio in panchina, non hanno segnato più di un gol in questa giornata di campionato. Il dilemma è il solito, quello che racchiude i dubbi sulle reali potenzialità della Serie A.
A giudicare dalle ultime apparizioni europee dei club italiani, dal sorpasso della Germania nel ranking Uefa con conseguente perdita di una squadra in Champions League, per la Serie A il periodo non sembra proprio il più fulgido della storia. E la classifica cortissima fa pensare ad una sorta di blocco unico che si muove a piccolissimi passi.

Qual è stata la regina del Calciomercato 2011? Quale squadra si è rafforzata di più? Ora che la seconda giornata (la prima se si considera lo sciopero) è ormai storia le opinioni potrebbero essere inevitabilmente influenzate dai risultati ottenuti, ma l’interessante sondaggio fra i lettori di Blogosfere conferma che i tifosi sono più attenti di quanto spesso si immagini. La “regina” è infatti la Lazio, reduce dal pareggio in trasferta a San Siro con il Milan che ha visto protagonisti entrambi i due attaccanti acquistati da Lotito in estate: Cissé e Klose. I biancocelesti hanno raccolto il 31,4% delle preferenze sopravanzando il Napoli di De Laurentiis, atteso domani dall’esordio di fuoco in Champions League con il 23,2%.
Gli acquisti, fra gli altri, di Inler, Dzemaili e Pandev valgono un giudizio positivo al lavoro di Bigon, ma anche quello del duo bianconero Marotta-Paratici è stato apprezzato dai lettori di Blogosfere guardando al 22,7% dei voti raccolti. Il distacco con le altre big è notevole visto il 4° posto del Milan (9,44%) e il 5° della Roma di Sabatini con il 5,44%. Inter, Udinese, Palermo e Fiorentina rimangono sotto il 5%, in alcuni casi anche abbondantemente, per il gradimento al loro calciomercato.
Voi siete d’accordo? Avreste assegnato lo stesso ordine fra le big della Serie A? Andiamo alla controprova, rispondete al nostro sondaggio e dateci la vostra opinione nei commenti.
Un sondaggio indetto dalla Lega Calcio ha sancito il gol di Francesco Lodi, siglato al 95′ alla Juventus, come il più bello del campionato 2010/2011. Lodi ha ottenuto il 24% delle preferenze contro il gol Pirlo contro il Parma (15%), e i gol di Cavani al Lecce e di Sneijder alla Roma (13%).
Seguono il gol di Del Piero al Brescia (11%), la semirovesciata di Marchisio contro l’Udinese (9%), la rete di Chevanton in Lecce-Napoli (8%), il gol di Di Natale al Napoli (5%) e il tiro al volo di Pellissier al San Paolo (2%).

Il campionato di Serie A volge ormai al termine e l’ultima giornata sarà caratterizzata da ben sei partite totalmente ininfluenti. I giochi sono già fatti per scudetto, retrocessione, secondo e terzo posto. Restano da assegnare ancora il quarto posto utile per il preliminare della Champions League e i due pass per l’Europa League (il terzo è già stato conquistato dal Palermo con la finale di Coppa Italia). Le quattro partite decisive si giocheranno tutte, contemporaneamente, alle 20.45 di domenica.
Si tratta di Udinese-Milan, Lecce-Lazio, Roma-Sampdoria e Juventus-Napoli. I friulani sono ampiamente favoriti per il quarto posto avendo due punti di vantaggio sulla Lazio. Inoltre, in caso di arrivo a pari punti, i bianconeri possono contare su una migliore differenza reti (la Lazio dovrebbe vincere con uno scarto di nove gol a Lecce per colmare il gap). Per l’Europa League alla Roma basta un punto, quasi spacciata la Juventus.

Con un’altra epica prestazione contro il Real Madrid Lionel Messi ha deliziato la platea mondiale. Più di qualcuno comincia a chiedersi se la pulce argentina, a soli 23 anni, stia già in fase di sorpasso nei confronti del Pibe de Oro, in quanto a grandezza calcistica. Per Maradona sarà la storia a decidere e per Diego l’unico deluso da questo confronto è…Pelè:
“Perché Maradona o Messi. Diciamo entrambi… Io la mia carriera l’ho fatta e Messi sta facendo la sua. Sarà la storia a decidere chi sarà il migliore. Ad alcuni piace di più Maradona, altri dicono per Lionel. Siamo due argentini che possono vincere nel calcio europeo mentre molti non riescono a passare neppure il Rio de la Plata. Per rispetto a Lio non dico che lui è il migliore o io fui il migliore, Bisogna lasciarlo tranquillo. Io voglio molto bene a Lio e godo molto vederlo giocare. Siamo due argentini. Immaginate come starà il “morocho?”.







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Al minuto 60 di Real Madrid - Barcellona l’episodio che ha sicuramente facilitato il compito del Barcellona: Pepe cerca di conquistare un pallone che si trova a metà strada tra lui e Dani Alves. Il portoghese del Real allunga la gamba tendendola verso palla e gamba, Dani Alves cade a terra dolorante. Per l’arbitro Stark non ci sono dubbi, il fallo è da espulsione.
A fine partita Mourinho è furibondo e attacca il potere del Barcellona, per Casillas “è stata un’espulsione non comprensibile, contro il Barca giochiamo sempre in dieci, non può essere sempre così. L’espulsione ha deciso l’andamento della gara”, mentre Guardiola preferisce glissare.
Continua a leggere: Video| Sondaggio - Il fallo di Pepe che ha spianato la strada al Barcellona
Soltanto una volta dall’introduzione della UEFA Champions League, nella semifinale 1995/96, una squadra è riuscita a qualificarsi dopo aver perso l’andata in casa: l’AFC Ajax contro il Panathinaikos FC (sconfitta in casa per 1-0 e vittoria esterna per 3-0). E’ un dato che rende l’idea della bellissima impresa dell’Inter a Monaco di Baviera. - Sondaggio -
I nerazzurri non hanno giocato la partita perfetta, ma con cinismo e determinazione, qualità condite da un pizzico di fortuna, hanno steso nuovamente i tedeschi a meno di un anno dalla storica finale di Madrid. Imprevedibile, sorprendente, distratta e pazzerella come da tradizione: difficile pronosticare, a questo punto, il futuro della banda di Leonardo in Champions League.




Continua a leggere: Sondaggio - Inter indomabile in Champions: dove arriverà?

Claudio Ranieri è nuovamente sul banco degli imputati. Prima della gara con l’Inter, persa a Milano con un pirotecnico 5-3 finale, l’allenatore dei giallorossi parlava di scudetto, ma quella sconfitta sommata alla debacle interna con il Napoli hanno improvvisamente ridimensionato le ambizioni dei giallorossi. Improvvisamente nessuno reclama più per Ranieri un rinnovo di contratto che un mese fa sembrava “dovuto”. Con la consueta isteria che anima il nostro calcio ora la Roma è piuttosto preoccupata di avere problemi anche nel piazzarsi in zona Champions League e la sfida degli ottavi con gli ucraini dello Shakhtar Donetsk potrebbe essere lo spartiacque decisivo per il futuro di Ranieri sulla panchina giallorossa.
Nelle radio romane Ranieri sembra aver perso gran parte degli estimatori, d’altra parte l’allenatore continua a tenere ai margini Francesco Totti e nel club giallorosso gli allenatori che non utilizzano il capitano possono sopravvivere solo se nel frattanto arrivano i risultati. L’ipotesi, o meglio la voce, che sta iniziando a girare con una certa insistenza vorrebbe Ranieri sostituito dal “traghettatore” Vincenzo Montella, ex attaccante al momento tecnico delle giovanili della Roma, in attesa della definizione del passaggio della società agli acquirenti americani. In conferenza stampa il tecnico testaccino allontana l’ipotesi esonero, ma non è così ingenuo da non sapere che le prossime partite sono decisive per la sua permanenza sulla panchina:
Montella al mio posto? L’allenatore è come il marito, su certe cose è l’ultimo a saperlo. Ma questo è gossip romano che bisogna saper accettare. Io ho ancora tanto entusiasmo perché sono i giocatori a darmelo, io qualche tempo fa ho chiesto al gruppo ’se c’è qualcosa che non va, se il problema sono io vado via’ e loro mi hanno risposto di no. Noi stiamo bene insieme e lottiamo, ma non è una questione di stimoli.
La gara di andata in programma domani con lo Shakhtar avrà un motivo d’interesse in più. Si salverà Claudio Ranieri? Dite la vostra!

La Fifa ha comunicato i 10 candidati per il Premio Puskas 2010: in corsa campioni del calibro di Lionel Messi e Giovanni Van Bronckorst, ma anche sconosciuti come il nordirlandese Matthew Burrows o la giapponese Kumi Yokoyama. Il favorito, per i bookmaker, è un altro calciatore poco conosciuto. Il suo nome è Linus Hallenius, attaccante svedese dell’Hammarby che da gennaio vestirà la maglia del Genoa. Il nome del vincitore sarà annunciato il 10 gennaio 2011, alla cerimonia per la consegna del Pallone d’Oro. Nel 2009 il titolo andò a Cristiano Ronaldo.
Continua a leggere: Video e Sondaggio - Premio Puskas: i 10 goal più belli del 2010
Proiettili di gomma e idranti contro gli ultras violenti. A chiederlo è la Lega Nord, con una interrogazione al ministro dell’Interno Roberto Maroni presentata alla Camera due anni fa, all’inizio della legislatura. La proposta non ha ancora ricevuto alcuna risposta dal ministro dell’Interno. Alcuni passaggi del testo ideato dal Carroccio, tra cui spicca la firma dell’attuale capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, spiegano che nel controllo delle sommosse, «potrebbe rivelarsi utile il ricorso ad armi non letali, come gli idranti e i proiettili di gomma», mai impiegate, aggiungono i deputati leghisti, sul campo. (Sondaggio: siete d’accordo?)
I firmatari dell’interrogazione sollecitano il governo a considerare l’ipotesi di autorizzare le forze di polizia ad utilizzare armi con proiettili di gomma, «anche in sostituzione del munizionamento tradizionale» con l’obiettivo di «meglio controllare i disordini che si verificano talvolta nelle piazze e negli impianti sportivi». Una svolta nell’ordine pubblico, questa, che sarebbe condivisa dal sindacato Polizia Nuova e che servirebbe, spiega uno dei dirigenti dell’organizzazione sindacale, Pasquale Di Maria, a «difendere quel che oggi è indifendibile: la sicurezza e l’incolumità del cittadino e delle Forze dell’ordine e di quel che anche non si tutela più: l’ordine e la sicurezza pubblica allo stadio».
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