
L’Inter si fa furba, o semplicemente si adagia placidamente sugli allori di annate stratosferiche e riprende fiato? Il tempo risponderà a questa domanda, intanto la notizia bomba è che Moratti ha condotto insieme ai suoi collaboratori un mercato eccezionale… per i conti societari. Dopo i trionfi a ripetizione della scorsa stagione, con fior di milioni incassati per via del cammino inarrestabile in Champions League, questa estate il club nerazzurro ha sondato pigramente il mercato, non convincendosi mai a pieno quando le trattative entravano nel vivo. E’ vero, Benitez aveva dichiarato apertamente che non avrebbe disdegnato un nuovo arrivo, ma alla fine non è successo nulla e allora i curiosi hanno fatto i conti in tasca all’Inter.
E’ presto detto, in Via Durini si è speso pochissimo, mai in 15 anni e più di gestione morattiana s’era assistito a tanta austerity: praticamente 9 milioni per Biabiany e Mariga dal Parma, più 6 o poco più per Ranocchia, che tra l’altro potrebbero diventare la metà se il Genoa a fine stagione riscatterà Destro. Bene o male 15 milioni, a fronte dei 72 incassati: ottimo racimolarne 15 per Quaresma e Burdisso, brillante l’operazione da 16 milioni per Mourinho al Real, e ancora Balotelli a 28, finanche soldini per Khrin, Fossati e Jimenez. E alla delusione dei tifosi, abituati per anni ad essere i “reucci” del mercato, risponde il ds Marco Branca, che ha comunque condotto decine di trattative per il mercato giovanile, mandato in prestito molti giovanotti e resistito all’assalto di varie squadre per molti dei campioni interisti.
“Non capisco la delusione dei tifosi dell’Inter, abbiamo tenuto la squadra che la scorsa stagione ci ha portato a tutti i trionfi. Il vero colpo lo abbiamo fatto confermando Maicon, il miglior terzino del mondo. Fabregas e Schweinsteiger non si potevano comprare ed è illogico comprare Mascherano per 22 milioni. Idem per Kuyt, un trentenne valutato dal Liverpool 16 milioni più alcuni bonus. Anche Benitez concorderà che a certe cifre non si potevano acquistare. Abbiamo fatto delle proposte, ma non sono state accettate” le parole di Branca, che non ha citato Sculli e Antonelli, anche loro a un passo dal nerazzurro ma valutati troppo cari dai loro club d’appartenenza (5 milioni per il genoano sono stati considerati decisamente troppi).
Continua a leggere: L'Inter non spende più: il "tesoretto" di Moratti, un cambio di rotta
Video Seria A: Bologna - Inter 0-0 - 30 Agosto 2010 - Highlights HD

L’Inter non vince la prima gara del campionato, già questa è una notizia. I campioni d’Italia sono bloccati sullo 0 a 0 da un ottimo Bologna, soprattutto nel primo tempo, e da un pizzico di sfortuna nella ripresa quando Sneijder e compagni si riversano in avanti alla ricerca del gol vittoria. La squadra di Benitez sembra comunque ancora lontana parente dell’implacabile Inter di Mourinho e ci vuole l’imprecisione di Gimenez in due occasioni per evitare ai nerazzurri di andare sotto di un gol all’intervallo. Una mezza falsa partenza che renderà l’ultimo giorno di mercato ancora più infuocato per Branca e Moratti.
Continua a leggere: Video Seria A: Bologna - Inter 0-0 - 30 Agosto 2010 - Highlights HD

L’intervista di Andrea Agnelli a Sky Sport di ieri è stato un ottimo scoop per la tv satellitare. Il presidente della Juventus ha parlato a 360° della sua esperienza, del rapporto con la società, con il padre, delle aspirazioni per la prossima stagione, di Delneri e Marotta. Tutto molto interessante, ma certamente il “titolo” è stato offerto dalle sue dichiarazioni sull’esposto presentato in primavera alla FIGC dopo l’esplosione di Calciopoli 2. Andrea Agnelli ha ribadito di “aspettarsi” la revoca dello “scudetto degli onesti” alla luce delle intercettazioni che hanno coinvolto l’allora presidente dell’Inter Giacinto Facchetti e lo stesso patron Massimo Moratti.
Non solo, Agnelli non ha escluso che al termine del processo penale di Napoli, in caso di verdetto favorevole ai presunti appartenenti alla “copula”, la Juventus potrebbe tornare alla carica per chiedere la riassegnazione dei due scudetti che le sono stati tolti dopo Calciopoli. Parole, comunque la si pensi, importanti.
Peccato che La Gazzetta dello Sport, primo quotidiano sportivo italiano, non le abbia ritenute tali. Come segnalato dal blog di Antonio Corsa non c’è nessun segno dell’intervista sul sito, Gazzetta.it, e il trafiletto dedicatole nel cartaceo di oggi è privo di riferimenti a Calciopoli. Strana dimenticanza, non trovate?
Video Supercoppa Europea 2010: Inter - Atletico Madrid 0-2 - Highlights HD
L’assalto alla prima Supercoppa Europea della sua storia fallisce miseramente sul prato del Louis II di Montecarlo: un’Inter irriconoscibile si inchina al più pimpante Atletico Madrid, uno 0-2 senza appello che consegna così il prestigioso trofeo alle squadra spagnola. Ha impressionato, in negativo, la completa abulia offensiva dell’undici di Benitez, capace di non impegnare mai, neanche per una volta, il portiere colchonero De Gea, a parte un rigore al 90° fallito da Milito (grande parata dell’estremo difensore madrileno). (Clicca qui per leggere la Cronaca Completa)




Continua a leggere: Video Supercoppa Europea 2010: Inter - Atletico Madrid 0-2 - Highlights HD
L’assalto alla prima Supercoppa Europea della sua storia fallisce miseramente sul prato del Louis II di Montecarlo: un’Inter irriconoscibile si inchina al più pimpante Atletico Madrid, uno 0-2 senza appello che consegna così il prestigioso trofeo alle squadra spagnola. Ha impressionato, in negativo, la completa abulia offensiva dell’undici di Benitez, capace di non impegnare mai, neanche per una volta, il portiere colchonero De Gea, a parte un rigore al 90° fallito da Milito (grande parata dell’estremo difensore madrileno).
Ma anche la fase difensiva è tutta da rivedere, nonostante il neo tecnico interista abbia mandato in campo una squadra composta dagli stessi identici giocatori della scorsa stagione; i due gol dell’Atletico Madrid, entrambi scaturiti nella ripresa, hanno mostrato un’eccessiva mollezza della retroguardia nerazzurra, con Reyes capace di battere Julio Cesar dopo un’azione insistita supportata da Aguero. E proprio il Kun ha siglato il raddoppio, con Simao che è sceso indisturbato sulla sinistra, ha messo in mezzo e ha concesso al compagno un gol facile facile (Tabellino e pagelle di Inter - Atl.Madird 0-2).





Nel giro di poche ore l’Inter ha visto sfumare i due obbiettivi principali di questa sua campagna di mercato. Alla fine l’asse Liverpool - Milano non ha dato i suoi frutti come Rafa Benitez aveva auspicato, Dirk Kuyt e Javier Mascherano, uomini importanti per l’allenatore spagnolo tanto per le doti tecniche quanto per quelle umane, non sbarcheranno in Italia nonostante ad un certo punto sembrasse davvero probabile. I nerazzurri, in questi ultimi giorni disponibili, dovranno cercare altrove le pedine mancanti ad uno scacchiere comunque di altissima qualità.
Il centrocampista argentino alla fine ha scelto il Barcellona, c’è ormai un accordo di massima, ci sono ancora le visite mediche da sostenere, ma entro fine settimana Mascherano dovrebbe essere ufficializzato e presentato ai tifosi del Camp Nou. La notizia è certa dal momento che la conferma è arrivata da parte di entrambe le società attraverso i rispettivi siti ufficiali. L’argentino arriverà in Catalogna nel fine settimana e firmerà un accordo quadriennale, il club blaugrana fa sapere che l’affare è stato possibile grazie ad un grande impegno economico e alla volontà del giocatore di approdare alla corte di Pep Guardiola, le cifre dell’affare saranno rese note dopo l’ufficializzazione.
Continua a leggere: Doppia delusione Inter: Mascherano a Barcellona, Kuyt resta a Liverpool
Le probabili formazioni di Inter - Atletico Madrid di Venerdì 27 Agosto, Finale di Supercoppa Europa 2010. Il calcio d’inizio è previsto per le 20:45 allo Stade Louis II di Montecarlo. La partita sarà visibile sia in chiaro su Raiuno che su Sky e Mediaset Premium.
Clicca qui per seguire le partite in Diretta.
Le Probabili formazioni di Inter - Atletico Madrid:
Inter (4-2-3-1): 1 Julio Cesar, 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu, 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 27 Pandev, 10 Sneijder, 9 Etòo, 22 Milito (12 Castellazzi, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 5 Stankovic, 17 Mariga, 29 Coutinho, 88 Biabiany). All.: Benitez.





Si sono conclusi da pochi minuti i sorteggi per i gironi della Champions League 2010/11. Fra le tre italiane in corsa (Inter, Roma e Milan) sono i nerazzurri a poter vantare un girone relativamente semplice. La Roma, piazzata in seconda fascia, dovrà vedersela con il Bayern Monaco, al Milan è toccata nuovamente l’insidia del Real Madrid come lo scorso anno, ma stavolta sarà il Real di José Mourinho.
Ricapitolando, l’Inter finisce nel gruppo A, oltre al Werder Brema che ha eliminato la Sampdoria pesca il Tottenham e gli abbordabili olandesi del Twente. Nulla di proibitivo per i detentori del titolo, facile immaginare un primo posto nel raggruppamento. Come detto la Roma viene inserita nel gruppo E in compagnia del temibile Bayern Monaco (altra finalista lo scorso anno), degli svizzeri del Basilea e del Cluj che può vantare un unico grande successo in Champions, conquistato proprio all’Olimpico contro la Roma di Spalletti due anni fa. Un secondo posto con approdo agli ottavi non è per nulla proibitivo.
Il Milan è invece finito nel Gruppo G. I rossoneri sono sfortunati e pescano la peggiore avversario possibile dalla seconda fascia, il Real di Mourinho. Completano il girone l’Ajax (sempre un avversario capace di sorprendere) e i francesi dell’Auxerre che hanno eliminato lo Zenit di Spalletti nei preliminari.
Dopo il continua il quadro completo dei raggruppamenti.

Rafa Benitez replica a José Mourinho dopo l’attacco di due giorni fa. Secondo lo Special One il lavoro all’Inter per Benitez è “troppo facile”? Lo spagnolo si domanda perché non è rimasto alla Pinetina se il suo compito era davvero così semplice. Il ragionamento non fa una piega, tanto più che in realtà la vera difficoltà nel calcio non sta solo nel vincere, ma anche e soprattutto riuscire a confermarsi.
Io dico che abbiamo vinto, tutti insieme. Perchè un allenatore non può vincere da solo: vince con i giocatori, con la società e con i tifosi. Si vince tutti insieme. Prima di tutto sono sorpreso che Mourinho abbia parlato, perchè lui normalmente non parla, no?… Non parla di niente…è chiaro a tutti che questa è una squadra forte e lo era anche quando lui è arrivato all’Inter. Il discorso è più o meno sempre lo stesso, parliamo sempre di chi vince: cioè la società e i calciatori. Lui ora non è qui, ma se tutto era perfetto perché allora non è qui? Perché ha deciso di andare in un’altra squadra? È stata una sua decisione… Io sono qui e sono molto contento di esserci, la squadra è una buona squadra e la società è forte, i tifosi seguono la squadra, i giocatori e l’allenatore. Sono molto contento e non mi piace parlare tanto di questo argomento. Penso che lui parla da fuori, è meglio invece per noi essere concentrati solo sul lavoro che dobbiamo fare per l’Inter.
A proposito di conferme venerdì c’è da giocare una partita importante, la finale di Supercoppa con l’Atletico Madrid a Montecarlo, e l’Atletico secondo Benitez non è un avversario da sottovalutare.
Hanno una mentalità che punta al contropiede, giocano molto bene, Forlan è sempre pericoloso, è intelligente, gioca tra le linee, e Aguero è sempre pronto e svelto a giocare alle spalle dei difensori. Sarà difficile, loro sono una squadra che lavorano molto bene tatticamente tutti insieme, e poi sono molto veloci, anche sulle corsie esterne. Nella partita secca sanno essere molto molto pericolosi.
Rapporti freddissimi tra Juventus ed Inter. John Elkann ed Andrea Agnelli non hanno gradito la velenosa battuta pronunciata ieri da Massimo Moratti in un’intervista al Tg1. Il presidente dell’Inter, interrogato sulla crisi del calcio italiano, sempre più multietnico e sempre meno competitivo nelle rappresentative azzurre, si è molto seccato quando il suo interlocutore ha ipotizzato una responsabilità anche da parte dei nerazzurri, che dominano negli ultimi anni, e che lo fanno senza mai prendere in considerazione il Made in Italy.
Nella sua risposta, Moratti prima ha escluso categoricamente responsabilità da parte dell’Inter e poi ha cercato di spostare l’attenzione su altri aspetti: “Non può essere. Questo non c’entra assolutamente. Sarei più fiero di questa possibilità che l’Inter ha dato al paese di essere prima in classifica in tutto. Bisogna trovare un difetto a chi vince, meglio essere multietnici che comprare le partite“. Chiaro il riferimento alla Juventus ed alle vicende di Calciopoli. La replica della famiglia Elkann-Agnelli non s’è lasciata attendere.
Continua a leggere: Lite Juventus - Inter, Elkann e Agnelli irritati da Moratti