
Hiddink fa parte di quella schiera di allenatori girovaghi (che annovera a risultati alterni anche il santone Bora Milutinovic) capaci di lasciare il segno in molte squadre e ad ogni latitudine. A livello di club l’olandese ha allenato in Olanda, Turchia e Spagna (sua fu anche la panchina del Real Madrid nella stagione 1998/99), mentre l’attuale squadra diretta da Hiddink, la Russia, rappresenta la quarta nazionale allenata della sua carriera (le altre tre furono l’Olanda, la Corea del Sud e l’Australia).
Il risultato migliore per Hiddink fu senza dubbio il mondiale del 2002 che suggellò un incredibile quarto posto per la Corea del Sud. I coreani eliminarono (tra i sospetti) Italia e Spagna negli ottavi di finale e nei quarti di finale. Non andò male nemmeno con la sorprendente Australia ai mondiali tedeschi: fu solamente un rigore di Totti all’ultimo secondo ad eliminare la squadra di Hiddink. La nuova sfida del 60enne olandese si chiama Russia: dall’estate 2006 è il commissario tecnico della nazionale russa ed ha letteralmente cambiato il volto della squadra operando un ringiovanimento totale. (foto nazionale russa)
La Russia è la squadra con l’età media più bassa del torneo (26,12), seguita dalla Spagna (26,4). Ed è sicuramente la difesa il reparto più affidabile della squadra: solo sette reti subite nel girone di qualificazione che includeva anche la sciagurata Inghilterra e la Croazia.
Continua a leggere: Speciale Euro2008: per Guus Hiddink ora la missione si chiama Russia
Ci prova ancora la Spagna. Il leit motiv che vede le Furie Rosse arrivare alle grandi competizioni fra le favorite, magari anche partire bene, per poi capitolare clamorosamente prima di entrare nel vivo delle fasi finali è un incubo costante per i tifosi spagnoli. Un quarto posto nel 1950 al Mondiale e l’unico successo nell’Europeo del 1964, questo è tutto il palmares di una nazionale che rappresenta un popolo “matto” non meno di quello italiano o di quello inglese.
Luis Aragones, il tecnico della Spagna, è in sella sin dal 2004 e si gioca con tutta probabilità l’ultima chance di entrare nella storia. Ancora una volta, probabilmente più delle altre, la Selección arriva al grande appuntamento con grandi aspettative. L’ultimo anno è stato segnato da ottimi risultati, la qualificazione è arrivata con sostanziale facilità grazie ad una ripresa nel gioco e nella convinzione del gruppo che a fine 2006 era in piena crisi, ancora stordito dall’eliminazione agli ottavi di finale del Mondiale tedesco.
Questo Europeo 2008 sarà il primo senza Raúl, storico capitano e simbolo del Real Madrid che, dopo 44 gol in 102 presenze, non è stato convocato da Aragones. Coerenza con la scelta che vede la sua esclusione dai convocati sin dal 6 settembre del 2006, ma comunque una scelta molto coraggiosa dopo l’ottima stagione vissuta in Liga, vinta per la seconda volta consecutiva dal Real anche grazie ai 18 gol del suo capitano. Il girone nel quale è inserita la Spagna non sembra essere dei più semplici, al contrario, ma l’obiettivo dichiarato delle Furie Rosse è quello di arrivare almeno alla semifinale. Anche stavolta si punta in alto. (Fotogallery)
Continua a leggere: Speciale Euro2008: La Spagna degli eterni perdenti stavolta ci vuole credere

Se si considerano i risultati alquanto deludenti conseguiti dagli scandinavi in questa competizione (eccetto le semifinali raggiunte in casa nel 1992 e i quarti di finale del 2004 ottenuti a spese dell’Italia dopo il famoso 2-2 con la Danimarca) e li si compara con i buoni piazzamenti ottenuti in alcune edizioni del mondiale, si può reputare la Svezia come una nazionale afflitta da “mal di Europeo“. Basti pensare che la prima edizione della competizione continentale che ha annoverato la nazionale svedese tra le partecipanti è stata proprio l’Europeo organizzato come paese ospitante nel 1992… (foto nazionale svedese)
La squadra allenata da Lars Lagerbäck ha ottenuto il quinto visto consecutivo per gli europei piazzandosi al secondo posto nel girone F primeggiato dalla Spagna. La stella dei gialloblu è quel Zlatan Ibrahimovic che in nazionale non ha quasi mai brillato. L’interista steccò completamente i mondiali del 2006, rimanendo a quota 0 nella classifica marcatori.
Ibrahimovic è a secco da 12 partite in nazionale e a pochi giorni dall’esordio contro la Grecia ha dichiarato: “Presto o tardi i gol arriveranno. Ci provo ogni volta, così come provo a far segnare i miei compagni. Il gol è importante per un attaccante, ma se segna qualcun altro sono comunque felice. Come squadra dovremo essere compatti e giocare con il cuore”. La Svezia è inserita nel gruppo D insieme a Spagna, Russia e Grecia. Il secondo posto è ampiamente alla portata degli scandinavi.
Continua a leggere: Speciale Euro 2008: Svezia, tutti ai piedi di Zlatan Ibrahimovic
La sconfitta mondiale ancora brucia negli occhi e nei cuori francesi e soprattutto in quelli del ct transalpino Raymond Domenech. Persona di grande carattere, sicuro di se, tanto da essersi conquistato antipatie dentro e fuori la sua natia patria. Era un arcigno difensore del Lione e per caricarsi aveva uno strano rituale: “Quando giocavo con il Lione il derby con l’AS Saint-Etienne, mi piaceva riscaldarmi da solo vicino ai tifosi che mi fischiavano. Mi avvicinavo ai cartelloni pubblicitari e loro mi fischiavano semrpe di più. Ne avevo bisogno”. Forse questo spiega molte cose. Le convocazioni non sono state scontate: a Mexes è stato preferito Boumsong e a David Trezeguet è stato preferito Gomis, per non parlare di Flamini che è nel gruppo ma solo per le paure riguardo la salute di Vieira.
La strada verso l’europeo svizzero-austriaco è stata un po movimentata a causa delle due sconfitte rimediate con la nazionale scozzese, così i galletti hanno concluso al secondo posto dietro i campioni del mondo dell’Italia. La Francia ha partecipato a tutti i campionati continentali finora disputati ospitando addirittura il primo, a quattro squadre, nel 1960. I blues hanno vinto due volte l’europeo, nel 1984, al Parco dei Principi e nel 2000 in Olanda proprio contro i nostri azzurri. La nazionale è nutrita ancora da alcuni pezzi del double mondiale-europeo di fine millennio ma ha saputo ringiovanirsi con le nuove stelle, fenomeni che tutti i grandi club hanno e vorrebbero avere, parliamo di Ribery, Nasri e Benzema. (Fotogallery)
Continua a leggere: Speciale Euro2008: Francia, il dente avvelenato cerca la vittoria continentale
Si tratta probabilmente di un caso unico, come unico fu il successo di Euro 2004, ma alla vigilia di questo Europeo di Austria e Svizzera di una squadra si parla davvero poco: la nazionale campione in carica. Stiamo parlando, ovviamente, della Grecia guidata dal tedesco Otto Rehhagel, l’eccentrico CT tedesco che 4 anni fa in Portogallo portò i suoi poco quotati 23 giocatori allo storico trionfo nella finale giocata allo Estádio da Luz di Lisbona contro i padroni di casa, organizzatori del torneo.
L’effetto dirompente di quel successo, arrivato dopo sole tre partecipazioni all’Europeo ed una sola (ad USA 94) ai Mondiali, fece parlare di “Miracolo Grecia”: una squadra composta esclusivamente da “gregari” che arrivò sul tetto d’Europa applicando con ferrea determinazione il gioco tutto organizzazione tattica e corsa imposto da Rehhagel. Inutile negarlo, soprattutto a distanza di tempo, un pizzico di fortuna aiutò quella squadra, ma il vincere (seppur sempre con l’identico risultato di 1 a 0) contro avversari come Francia, Repubblica Ceca e il già citato Portogallo in finale non può essere considerato del tutto casuale.
L’entusiasmo della vittoria in Portogallo non portò i frutti sperati quando la Grecia fallì la qualificazione, a suo modo ritenuta scontata dalla appasionati ellenici, ai Mondiali di Germania 2006. La Federcalcio Greca non ha comunque voluto esonerare Rehhagel ed è stata ricompensata con una folgorante qualificazione per gli Europei del 2008 ottenuta da prima classificata nel suo Girone (composto fra le altre da Turchia, Norvegia e Bosnia-Erzegovina) con 31 punti sui 36 disponibili. (Fotogallery)
Era il 1988, in maglia orange numero 12 c’era il centravanti più forte del mondo, Marco Van Basten che in finale contro la Russia siglò uno dei gol più belli di sempre sancendo la meritata vittoria della nazionale Olandese. Sono passati 20 anni e il cigno di Utrecht ora siede in panchina per guidare un gruppo di ragazzi alla vittoria finale. Ha sdoganato lo storico 4-3-3 del calcio totale per adottare un più solido 4-4-2, lo stesso modulo che il ct Michels tirò fuori nell’88 dopo la prima partita persa.
I tulipani nella loro storia hanno vinto il trofeo una sola volta ma hanno disputato quattro semifinali nel 2004, 2000, 1992, 1976 e un altro quarto di finale nel 1996, non hanno partecipato solo all’edizione del 1960. Fino al termine delle qualificazioni per Euro 2008, l’Olanda ha giocato 117 partite nei Campionati Europei, di queste ne ha vinte 72, pareggiate 22 e perse 23, con 241 gol realizzati e 91 subiti. Dopo l’edizione del 2004, usciti in semifinale contro il Portogallo, Dick Advocaat lascia la panchina a Marco Van Basten che fino ad allora aveva allenato solo le giovanili dell’Ajax, molti si lamentano ma la squadra colleziona 15 vittorie consecutive, filotto interrotto dall’Italia di Lippi nel 2005, 3-1 ad Amsterdam.
La strada per arrivare a Euro 2008 è stata agevole, qualificati con un turno di anticipo e purtroppo finiti secondi alle spalle della Romania a causa dell’ultima partita persa contro la Bielorussia. La squadra è giovane e ha nel suo organico molti dei campioni europei under 21 del 2006 e 2007, una politica ben precisa per mister Van Basten: “abbiamo molti giocatori con grandi qualità offensive ed è un lusso, ma la maggior parte di loro è giovane e deve maturare. Con più esperienza, potremo conquistare uno dei trofei maggiori”. (Fotogallery)
Continua a leggere: Speciale Euro2008: Olanda, con Van Basten per ripetere la magia del 1988
Victor Piţurcă è tornato sulla panchina della Romania e la sua squadra ha risposto qualificandosi agli europei, vincendo per giunta il girone davanti all’Olanda che ritroverà durante la manifestazione. Il commissario tecnico ha tanti buoni motivi per fare bene, uno di questi è la voglia di rivalsa. Ha seduto su questa panchina la prima volta nel 1998, ha portato la squadra a Euro 2000 ma è stato esonerato prima di cominciare il torneo a causa di alcuni dissidi con i senatori dello spogliatoio. E’ stato poi richiamato nel dicembre 2004, ha mancato il mondiale tedesco ma ora è determinato a lasciare il segno.
La Romania appartiene al ristrettissimo club di nazionali che hanno partecipato a tutte e tre le prime edizioni dei mondiali di calcio, esibisce questo primato in compagnia di Brasile, Francia e Belgio. Nonostante questo le prime soddisfazioni sportive sono arrivate solo di recente, dalla fine degli anni ‘80 in poi. C’era la Steaua di Bucarest che andava forte in campo continentale e di riflesso anche la nazionale riusciva a essere competitiva. Nelle tre edizioni mondiali degli anni ‘90 (Italia, USA e Francia) ha sempre superato il primo turno riuscendo a far vedere anche un buon calcio. L’unica grande delusione per i tifosi rumeni sono stati gli europei del 1996 in cui la squadra fu eliminata al primo turno senza mai vincere. L’ultima apparizione in una fase finale risale al 2000: i rumeni uscirono ai quarti di finale proprio contro l’Italia, poi finalista. Vediamo chi sono i 23 convocati per questo torneo.
Pazza idea: l’Italia in questi giorni è a Baden, in Austria, e non si nasconde. L’exploit tedesco di due anni fa, il quarto titolo mondiale vinto nonostante il putiferio di calciopoli in patria, è un ricordo ancora fresco ma la truppa azzurra, per molti versi la stessa del 2006, non fa mistero e cercherà di ripetersi in questi Europei. D’altra parte non vince il titolo continentale dal ‘68, unica e ultima volta, quando batté la Yugoslavia per 2-0; e sono ancora fresche le recenti e brucianti sconfitte agli Europei scorsi: nel 2000 un secondo posto che seppe di beffa dopo il golden gol di Trezeguet nella finale, quattro anni dopo 2 pareggi e una vittoria ma eliminazione per il famoso biscotto scandinavo (2-2 tra Svezia e Danimarca).
Condottiero della spedizione azzurra Roberto Donadoni, volto nuovo delle panchine italiche dopo le esperienze con Livorno e Genoa come allenatore di club: a lui toccava dare le motivazioni a un gruppo che poteva sembrare appagato, a lui l’onere e l’onore di guidare i campioni del mondo. Dopo un avvio stentato nel girone di qualificazione, il biglietto per la Svizzera e l’Austria, l’Italia l’ha staccato in Scozia, dove ha vinto la partita decisiva che è valsa l’accesso alla fase finale dell’Europeo. Peccato che l’ex Pallone d’Oro e capitano di questa squadra, il madrileno Fabio Cannavaro, ha dovuto abbandonare il gruppo: botta alla caviglia in allenamento e chiamata in extremis per Alessandro Gamberini. Grave perdita, è vero, ma i 23 azzurri non si faranno distrarre da questo brutto e spiacevole imprevisto (Fotogallery).
Continua a leggere: Speciale Euro2008: l'Italia cerca il double a 2 anni dal trionfo mondiale
Leo Beenhakker ha definito la qualificazione con la Polonia a Euro 2008 uno dei più grandi successi della sua carriera e considerando che l’olandese ha esordito su una panchina nel lontano 1967 si intuisce che l’impresa è stata davvero notevole. In effetti è la prima volta in assoluto che la Polonia riesce a qualificarsi per la fase finale degli Europei di calcio, obbiettivo raggiunto grazie ad un girone di qualificazione impeccabile, eccezion fatta per la sconfitta con la Finlandia nella partita d’esordio, durante il quale sono riusciti a mettere dietro Portogallo, Serbia e gli stessi scandinavi.
La storia di questa nazionale non è ricca di successi ma tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio del decennio successivo è riuscita a togliersi qualche soddisfazione. Oltre ad un oro (Monaco 1972) e due argenti (Montreal 1976 e Barcellona 1992) alle olimpiadi può anche fregiarsi di due ottime prestazioni mondiali: due terzi posti. Nel 1974 in Germania dovette arrendersi soltanto ai padroni di casa, si narra che i tedeschi come contromisura alla velocità della squadra polacca innaffiarono il campo prima della partita. Otto anni più tardi in Spagna dovette arrendersi ai futuri campioni del mondo italiani, riuscendo però a battere la Francia nella finalina di consolazione. Memorabile anche la prima partita in assoluto di questa squadra in un Mondiale: nel 1938 in Francia affrontò il Brasile e dopo 90 minuti di battaglia dovette arrendersi al 6-5 finale essendo riuscita però a pareggiare per ben cinque volte.
La squadra di Beenhakker arriva a questi europei sperando in un risultato migliore di quello di quattro anni fa ma le ultime amichevoli hanno sollevato qualche perplessità tra i tifosi. Due pareggi contro Macedonia e Danimarca e una vittoria di misura contro l’Albania non rappresentano un segnale incoraggiante, ma il commissario tecnico è sicuro del fatto suo e anche la federazione è contenta dell’operato tant’è che gli è già stato rinnovato il contratto fino alla fine delle qualificazioni per i mondiali 2010. Tra i convocati ci sono due assenti non previsti, a sorpresa infatti mancano Radosław Matusiak e Grzegorz Bronowicki, il primo soprattutto ha molto brillato durante le qualificazioni realizzando tre reti in sette partite. Ma vediamo chi sono i 23 prescelti per difendere i colori polacchi (Fotogallery).
Joachim “Jogi” Löw è molto apprezzato in patria: da vice di Klinsmann a selezionatore della nazionale tedesca, il passo è sembrato naturale a Theo Zwanziger, numero 1 della Federcalcio teutonica, che lo ha già confermato anche per i mondiali sudafricani. Fervente credente nel 4-4-2 e nei giovani, in realtà non ha apportato sostanziali modifiche alla squadra che dunque cercherà, pochi chilometri più a sud da casa, di ripetere il buon Mondiale casalingo. Il terzo posto di due anni fa, tuttavia, brucia ancora, e l’obiettivo imprescindibile è vincere la competizione, un torneo già fatto proprio nel ‘72, nell’80 e nel ‘96, l’unico da Germania unita. In Inghilterra, la Germania eliminò l’Italia nel girone, quindi la Croazia, i padroni di casa e la Repubblica Ceca in finale, 2-1 con doppietta di Bierhoff.
Nelle ultime due edizioni, però, la squadra è sempre stata eliminata al primo turno, non vincendo una partita proprio da quella finale londinese. In Portogallo, 4 anni fa, Olanda e Lettonia la costrinsero al pari, mentre i cechi addirittura li batterono per 2-1. A maggior ragione la voglia di riscatto è grande, dimostrata anche dal fatto che la Germania è stata la prima Nazionale a qualificarsi per questi Europei: memorabile lo 0-13 a San Marino, ma ottima anche la vittoria a Praga grazie alla doppietta di Kuranyi. Tre volte campioni del Mondo, anche grazie a un sorteggio abbastanza fortunato la Germania è sbarcata in Austria da gran favorita: vediamo chi saranno i 23 calciatori che tenteranno di portare a casa il titolo (Fotogallery).