Video Serie A: Milan - Lecce 4-0 - 29 Agosto 2010 - Highlights HD
Nell’intervallo il pubblico di San Siro si è deliziato con la presentazione di Zlatan Ibrahimovic, il colpo di mercato di quest’estate rossonera, nel frattempo chi era sceso in campo aveva già liquidato la pratica Lecce. Sono bastati 45 minuti al Milan di Massimiliano Allegri per chiudere la partita contro i salentini grazie alla doppietta di Alexandre Pato e al gol del suo connazionale Thiago Silva. Nell’attesa che anche lo svedese possa dare il suo contributo, il popolo rossonero può gioire, ora c’è la sosta ma il Milan ha già fatto capire che quest’anno può dire la sua fino alla fine. È soltanto una partita, l’inizio però è sicuramente confortante.
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Nell’intervallo il pubblico di San Siro si è deliziato con la presentazione di Zlatan Ibrahimovic, il colpo di mercato di quest’estate rossonera, nel frattempo chi era sceso in campo aveva già liquidato la pratica Lecce. Sono bastati 45 minuti al Milan di Massimiliano Allegri per chiudere la partita contro i salentini grazie alla doppietta di Alexandre Pato e al gol del suo connazionale Thiago Silva. Nell’attesa che anche lo svedese possa dare il suo contributo, il popolo rossonero può gioire, ora c’è la sosta ma il Milan ha già fatto capire che quest’anno può dire la sua fino alla fine. È soltanto una partita, l’inizio però è sicuramente confortante.
Luigi De Canio aveva promessa battaglia e in effetti il suo Lecce scende in campo senza timori reverenziali, è dei pugliesi la prima conclusione ma Abbiati non ha problemi a bloccare.Poi inizia a crescere il Milan e per i giallorossi iniziano i dolori, le occasioni iniziano a fioccare, ci provano Seedorf e Borriello, poi Thiago Silva si vede deviare in angolo un’ottima conclusione da Rosati. Il vantaggio arriva al 16′, l’assist è di Ambrosini, il rasoterra decisivo di Pato e i rossoneri sono in vantaggio. Per il raddoppio si devono attendere solo sei minuti quando Thiago Silva risolve una mischia in area e realizza il gol della sicurezza.
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Forse non tutti sanno che al Lecce manca un vero direttore sportivo e che, fin dall’anno scorso in Serie B, a dirigere le operazioni di mercato ci pensa l’allenatore Luigi De Canio; ovvio, viene affiancato da presidente e collaboratori, ma il tecnico materano è uno dei pochissimi casi nella nostra penisola di manager all’inglese. Vinto il campionato di seconda serie la scorsa stagione, l’obiettivo dei salentini per la prossima è di ottenere la salvezza in Serie A, meglio se tranquilla. In questo primo mese vero di mercato, però, le difficoltà incontrate dai giallorossi non sono state poche, con tanti grattacapi che ancora fanno dormire sonni tutt’altro che tranquilli a De Canio.
Il neo-presidente leccese Pierandrea Semeraro così commenta questa impasse, che pure sta scrollandosi per via di varie trattative andate in porto negli ultimi giorni: “Secondo me le sessioni di calciomercato sono sempre state più o meno come questa che stiamo vivendo. Nella fase iniziale le società alle quali ti rivolgi per chiedere dei calciatori vogliono ricavare il massimo; anche lo scorso anno è stato così, ma noi stiamo lavorando e sono fiducioso” il pensiero del numero uno del club pugliese. E allora vediamo come si è mosso fino ad ora il Lecce e quali tasselli, fondamentali, ancora mancano.
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Presentate la nuove maglie del Lecce griffate Asics. La prima maglia giallorossa è realizzata con strisce molto larghe, in modo particolare quella centrale rossa divisa dallo scollo a “v”. Seconda maglia bianca a tinta unita con colletto giallo e simbolo sociale posto al centro del petto, identica nello stile alla terza divisa nera. La particolarità delle divise di “scorta” è il disegno della testa del lupo sotto la spalla sinistra, con strisce giallorosse sullo stesso fianco.




Il Parma ha raggiunto l’accordo con il Manchester City per l’acquisizione a titolo definitivo di Valeri Bojinov, che l’anno scorso ha giocato nella società emiliana in prestito. Mercoledì nella sala stampa dello stadio Tardini ci sarà la conferenza stampa in cui Ghirardi e Bojinov spiegheranno i dettagli dell’operazione. Marco Motta passa ufficialmente alla Juventus. Lo annuncia la società bianconera con un comunicato sul proprio sito ufficiale:
“Marco Motta è un giocatore della Juventus Da sabato si allena regolarmente con i nuovi compagni nel ritiro di Pinzolo. Ma da oggi, Marco Motta è ufficialmente un giocatore della Juventus. La società bianconera ha perfezionato l’accordo con l’Udinese per l’acquisto a titolo temporaneo. Il contratto prevede la facoltà della Juventus di esercitare, al termine della stagione, il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo“. Altre notizie ufficiali di calciomercato per i club di serie A: il Brescia ha annunciato l’ingaggio del portiere Matteo Sereni. Sereni, che nelle ultime tre stagioni ha giocato nel Torino, ha firmato un contratto biennale con opzione per il terzo anno. Aveva già vestito la maglia del Brescia nella stagione 2002-’03.

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Sta per partire la nuova stagione della Serie A 2010/2011 con le venti squadre che tra il 3 e il 20 luglio inizieranno la preparazione precampionato. A partire per prima sarà la Juventus di Gigi Delneri che andrà in ritiro il 3 luglio come di consueto a Pinzolo per prepararsi per il preliminare di Europa League, mentre il Milan di Allegri sarà l’ultima squadra ad iniziare ad allenarsi e lo farà il 20 luglio a Milanello dove resterà in ritiro come consuetudine senza spostarsi in nessuna località di montagna. (Clicca qui per leggere la lista completa)
I Campioni di Italia dell’Inter si raduneranno il 12 luglio ad Appiano Gentile agli ordini di mister Benitez e vi resteranno fino al 25, per partire poi per la tournée americana che li impegnerà fino al 7 agosto. Raduno fissato per il 15 luglio a Riscone di Brunico per la Roma di Claudio Ranieri, mentre la Sampdoria in virtù dell’impegno nel preliminare di Champions League aprirà la sua stagione poco dopo la Juventus, il 6 luglio a Bugliasco.




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L’Inter ha ufficializzato l’acquisto di McDonand Mariga, centrocampista keniano proveniente dal Parma. Il giocatore, 22 anni, è stato acquistato dal club nerazzurro con la formula della comproprietà (5 milioni di euro). Mariga ha firmato con l’Inter fino al 30 giugno 2014 e vestirà la maglia n.17. L’Inter ha inoltre ceduto al Parma, sempre in comproprietà, l’attaccante Jonathan Ludovic Biabiany, classe 1988, già al club emiliano con la formula del prestito con diritto di riscatto della compartecipazione, esercitato nell’occasione. Rientrato dal prestito al West Ham, passa al Parma, con la stessa formula temporanea, il centrocampista Luis Antonio Jimenez.
Scambio di portieri tra Palermo e Livorno: In amaranto sbarca Rubinho, mentre approda in Sicilia Benussi. La formula e’ quella del prestito secco fino a giugno. Rubinho contendera’ la maglia di titolare a De Lucia. Spinelli ha respinto l’assalto all’attaccante Tavano da parte di Fiorentina e Brescia. Il Chievo Verona ha ufficializzato l’arrivo dal Piacenza del centrocampista classe ‘88 Tommaso Bianchi. Il giocatore arriva alla corte di Mimmo Di Carlo con la formula del prestito con diritto di riscatto per la metà del cartellino.

Mancano ancora un paio di ore alla chiusura della finestra invernale di calciomercato: non c’erano in canna botti clamorosi, eppure il Milan ha piazzato un colpo controverso che farà discutere. Dall’Inter arriva in prestito, con diritto di riscatto della comproprietà fissato a 6 milioni di euro, il brasiliano Amantino Mancini. L’ex romanista non ha mai convinto con la casacca nerazzurra, vedremo cosa combinerà da quest’altra parte dei Navigli. Rifiuta il passaggio ai cugini Marek Jankulovski: chiamato ieri anche da Mourinho, il laterale ceco non se l’è sentito di tradire i tifosi. Lotito cerca di accontentare mister Ballardini: dopo i colpi di ieri, alla Lazio arriva Biava dal Genoa. Il difensore inspiegabilmente non rientrava più nei piani della società ligure.
Saluta l’Italia Martin Jorgensen, la Fiorentina accontenta il danese che da qualche giorno chiedeva di tornare in patria. S’accasa all’Aarhus, club da cui fu acquistato dall’Udinese: in Serie A ben 44 marcature. Sfumato Ledesma, l’Inter sembra sia alle strette finali per McDonald Mariga, centrocampista del Parma che sembrava promesso sposo del Manchester City. I ducali, dal canto loro, dopo Valiani sono a un passo da Jimenez, ex interista già ai ferri corti col West Ham. Come confermato in diretta tv ieri pomeriggio da Spinelli, scambio di portieri tra Livorno e Palermo: in Sicilia se ne va Benussi, Rubinho invece vestirà amaranto. Il portiere brasiliano ha voluto ringraziare comunque Palermo e i suoi tifosi.

Zdenek Zeman protagonista al Processo di Napoli su Calciopoli. Partiamo dalla parte meno interessante, quella per la quale era stato invitato dai Pm a testimoniare: Zeman non porta nessun elemento concreto a sostegno della tesi accusatoria contro Moggi e la Cupola. L’ex allenatore parla genericamente di “partite strane” a fine stagione, di quel famoso Lecce - Parma (arbitro De Santis) nel quale lui si mise “spalle al campo” per non guardare quello spettacolo e di un Lecce - Milan in cui Adriano Galliani si dovette alzare dalla tribuna d’onore per evitare reazioni del pubblico imbufalito con l’arbitro. Tutto qua? Su questo versante sì.
In realtà l’interrogatorio del boemo è un atto d’accusa nei confronti di Luciano Moggi, colpevole di aver stroncato la sua carriera da allenatore. Le prove? Tutto ruota attorno all’ingaggio da parte del Napoli nel 2000. Zeman si siede sulla panchina della società allora diretta da Ferlaino e vi resta per 6 giornate. Raccoglie solo 2 punti e viene esonerato, un film già visto e che ritornerà spesso nella carriera di Zeman.
Dietro a questo ingaggio ci sarebbe però una sorta di “trappola moggiana“, il mefistofelico direttore generale della Juventus aveva indicato a Ferlaino proprio Zeman per costringere l’allenatore a firmare un ricco contratto con una squadra inadeguata dalla quale sarebbe stato inevitabilmente esonerato decretando così la fine della sua carriera da tecnico. Quando gli avvocati di Moggi gli fanno notare che per fare questo aveva incassato 2.5 mld di lire (percepiti fino al suo passaggio alla Salernitana) la risposta di Zeman è semplicemente meravigliosa: “Sono sempre troppo pochi per la mia bravura, io in quegli anni ero uno dei più forti allenatori d’Europa. Eppure in Italia smisi di allenare“.

Partita divertente quella giocata ieri sera all’Olimpico di Torino: da un lato i granata padroni di casa allenati da Stefano Colantuono, dall’alto il Lecce di Gigi De Canio supportati da ben un migliaio di tifosi salentini saliti fino in Piemonte. Posticipo della 13esima giornata, match ad alta quota, le due squadre hanno giocato per i tre punti e per la vetta: alla fine ne è uscito un 2-2 che tutto sommato è stato giusto così, un pari scaturito nel finale in cui i tanti spettatori hanno potuto mettere a dura prova l’efficienza delle proprie coronarie. Si diceva, partita bella ma anche strana; se i giallorossi hanno avuto il merito di mostrare il miglior calcio, il Toro ha avuto però le migliori occasioni.
Il gioco proposto dai padroni di casa fa ancora fatica a risultare oleato in tutte le sue componenti, ottima invece la manovra dei pugliesi anche se, di contro, sotto porta il Toro ci arriva di più, salvo poi mostrarsi impreciso. E’ così che va nella prima frazione: Di Michele e Bianchi sfiorano il vantaggio a più riprese, anche se con lampi sparuti, il Lecce passa; Belingheri rinvia alla meno peggio, raccoglie Angelo che crossa, Corvia anticipa tutti e batte Sereni. Nella ripresa Colantuono allora inserisce Leon, i granata avanzano il baricentro e il Lecce ha il demerito di preoccuparsi troppo della fase difensiva. Il pari di Bianchi, così, appare scontato: Di Michele viene atterrato da Rosati in area, giallo per il portiere leccese e rigore che Bianchi segna con potenza.
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