In piedi su un palco allestito al Palazzo della Cultura popolare, per oltre sei ore, insultati e costretti a subire un processo ideologico davanti ad una folla di 400 persone. E’ la punizione inflitta alla nazionale nordcoreana subito dopo l’eliminazione dal mondiale sudafricano. Secondo “Radio Free Asia” lo scorso 2 luglio la squadra (tranne Jong Tae-se e An Yong-hak, rientrati direttamente in Giappone, dove sono nati), ha subito l’umiliazione pubblica per aver tradito la fiducia del “Caro Leader” Kim-Jong-il.
A far scatenare l’ira del governo sembra sia stato il 7-0 subito dal Portogallo (gli asiatici, però, non sfigurarono per niente contro il Brasile). Il ct Kim Jong-hun, probabilmente ritenuto il maggiore responsabile, sarebbe, secondo il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, stato mandato a lavorare in un cantiere edile a Pyongyang.

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JO’BULANI, il pallone adidas utilizzato nella finale della FIFA World Cup™ 2010 tra Olanda e Spagna, è diventato uno dei cimeli più costosi del storia dei mondiali del calcio, essendo stato venduto per 48.200 sterline. Il pallone, creato appositamente per la finale, è stato venduto all’asta su eBay ad un gruppo di tifosi spagnoli che hanno presentato l’offerta più alta. Tutti i proventi saranno devoluti all’associazione 46664 di Nelson Mandela. Prima dell’assegnazione all’offerente più alto le offerte per il pallone di Spagna-Olanda hanno raggiunto quota 133 da 55 offerenti internazionali.
Il pallone adidas, nonostante le polemiche, entra così nella storia, chiudendo con successo l’asta con un’offerta di £48.200, una delle offerte più alte per il calcio su eBay. Il pallone adidas Roteiro utilizzato da David Beckham durante i quarti di finale di UEFA Euro 2004™, ad esempio, è stato venduto per €28.050.



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Paul Vlaar, il sacerdote olandese che alla vigilia della finale fra Olanda e Spagna aveva organizzato una speciale celebrazione eucaristica in sostegno della nazionale orange è stato sospeso dall’incarico. Il vescovo della diocesi di Haarlem-Amsterdam, Jozef Punt, ha ritenuto inaccettabile che si celebri la cena del signore per propiziare il successo nel paganissimo rito sportivo di una partita di calcio.
C’è da dire che Vlaar aveva fatto le cose in grande bardando la sua chiesa di vessilli, candele, addirittura il suo abito con il tradizionale colore della Nazionale. Una fila di fedeli con le magliette di Robben, Sneijder e compagni, signore di mezza età con la sciarpa arancione, uno spettacolo decisamente folcloristico condito da una porta e da un pallone piazzati sull’altare.




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Una gara difficilissima da gestire e, secondo Blatter, una finale troppo violenta. Howard Webb, arbitro della finalissima, ha scontentato sia olandesi che spagnoli e, anche se non lo ammette pubblicamente, forse in cuor suo lo sa: “Sono state le due ore piu’ difficili della mia carriera -dice Webb come riporta il tabloid The Sun-. Sono fisicamente e mentalmente provato. Ma la Fifa ha garantito un sostegno costante, non solo per la finale per tutto il torneo”.
Poi prova a giudicare la direzione globale dei suoi colleghi nella finale: “Possiamo comunque essere soddisfatti del nostro arbitraggio - ha detto Webb, parlando anche a nome degli assistenti Darren Cann e Michael Mullarkey -. Tenendo conto delle condizioni abbiamo fatto il meglio che potevamo. E’ stata una delle nostre partite più difficili - ha detto ancora il direttore di gara inglese -, molto dura da gestire, ma lo sarebbe stato per qualsiasi arbitro“.




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A Madrid è festa senza fine: a bordo di un ”double decker” scoperchiato le Furie Rosse hanno sfilato per le strade della capitale. Più di un milione di tifosi in delirio ha salutato i primi campioni del mondo della Spagna. Prima della sfilata la squadra è stata ricevuta da re Juan Carlos e famiglia e dal premier Zapatero. “Siete un esempio di sportività, nobiltà e di squadra” ha detto il sovrano, che sembrava in realtà un ragazzo nella sua emozione, dice grazie “per aver fatto vibrare tutta la Spagna e aver realizzato uno dei nostri sogni“, ha detto il re. “Sono la forza unita di tutta la Spagna“, ha affermato invece Zapatero.



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Si ritira da vero vincitore, all’apice della carriera. Meriterebbe un giro di campo (di acquario…) con i fans ad ammirarlo per l’ultimo saluto. 8 pronostici su 8 indovinati in questi campionati mondiali sudafricani, compresa quello più difficile, la partita persa dai tedeschi contro la Serbia. Molte persone hanno approfittato delle sue previsioni scommettendo svariati soldi sulla Spagna nelle ultime due gare. Un personaggio di questo mondiale che ha attirato le attenzioni di tutto il mondo.
Coincidenze e fortuna a parte, nessuno avrebbe immaginato che un cefalopode potesse rubare la scena a calciatori e opinioni di giornalisti. “Si ritira e dice grazie a tutto il mondo. Sono stati grandi Mondiali” - ha spiegato Tanja Munzig, portavoce dell’acquario di Oberhausen che ospita l’animale. Nel frattempo, un gruppo di uomini di affari spagnoli ha offerto 30.000 euro per acquistare Paul, il polpo che in realtà è stato catturato in Toscana prima di essere “trasferito” in Germania. Da Oberhausen fanno sapere che non se ne parla nemmeno: “No grazie, Paul non è in vendita”.
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Tutta la Spagna si ubriacherà titolava qualche giorno fa Marca. E così è stato, perché la festa collettiva ha coinvolto tutti ed ha unito la Spagna. Il goal di Iniesta (giocatore del Barcellona nato in Castiglia e non catalano, come qualche commentatore lo ha erroneamente definito) ha liberato la gioia degli spagnoli che attendevano da sempre una vittoria del genere, mai arrivata in 80 anni di storia della Federazione. Il blocco vincente del Barcellona farà forse dimenticare, per qualche periodo, le ataviche divisioni interne del paese. La tipica inclinazione degli spagnoli alla fiesta, alla movida, si abbina alla perfezione alla gioia estemporanea e incontrollata per la conquista della Coppa del Mondo. Un delirio collettivo che probabilmente durerà ancora per molti giorni.









E arrivò l’ora della Spagna. Come successe per l’Italia nel 2006 quasi tutte le agenzie di stampa del mondo dedicano l’home page alla nazionale iberica, al suo primo trionfo nella competizione mondiale. Apoteosi incontenibile nelle redazioni spagnole: Marca titola con un gigantesco ¡¡¡Campeones, campeones!!!, As è sulla stessa linea con un semplice ¡¡Campeones, El Pais con España en la luna, ABC sceglie il classico Campeones del mundo, El Mundo con un onirico Campeones… y no es un sueño e poi con España, España, España!. Qui la ricca fotogallery con quasi 60 scatti di titoli delle redazioni di tutto il mondo.






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Nell’intervista di rito dopo la conquista della Coppa del Mondo, il capitano della Spagna Iker Casillas non ce l’ha fatta a contenere il suo entusiasmo ed ha baciato in diretta la giornalista Sara Carbonero. Come noto i due sono fidanzati ed in questo mondiale è capitato spesso che la giovane giornalista, vicedirettore della sezione sport di Telecinco, lo intervistasse. Fino ad oggi, però, tutto si era sempre svolto in maniera molto professionale, solo in quest’ultimo atto Casillas ha ceduto e si è lasciato andare con l’imbarazzatissima Sara che non ha potuto fare altro che “subire” il bacio del neo campione del mondo.












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Un Mondiale di grandi soddisfazioni per Thomas Mueller. Il giovanissimo attaccante tedesco, quello accanto al quale Maradona non voleva sedersi appena cinque mesi perché “non lo conosceva”, è stato eletto miglior giovane del torneo e capocannoniere. Nonostante abbia segnato 5 reti esattamente come Villa, Sneijder e Forlan è lui il giocatore più prolifico grazie ai tre assist per i suoi compagni. Gli altri più quotati ne hanno accumulati soltanto uno a testa, così l’attaccante del Bayern Monaco può fregiarsi del prestigioso titolo.
L’Uruguayano Forlan può consolarsi con il pallone d’oro dei Mondiali, Villa con la Coppa del Mondo conquistata, Sneijder è l’unico a rimanere a bocca asciutta nonostante lo straordinario torneo disputato da leader olandese. Non il solo per lui, eletto anche miglior giovane, che può incorniciare la splendida stagione che l’ha visto prima esordire fra i professionisti, poi imporsi nel Bayern di Van Gaal, infine mettersi in luce al Mondiale con la sua nazionale. Un trionfo per lui che ha saltato, per squalifica, proprio la partita che ha condannato la Germania a giocarsi per la seconda volta consecutiva una finale fra terzo e quarto posto invece che la finalissima.







