Ronaldinho, con quei due dentoni da Bugs Bunny, non è propriamente un “bell’uomo“; ma è uno col sorriso sempre pronto e il fascino da calciatore e se si spulcia sul suo passato sentimentale si nota come le sue storie hanno sempre avuto come protagoniste ragazze più che appetitose. Alexandra Paressant, ad esempio, modella francese che ai tempi dei mondiali tedeschi rivelò pure d’aver fatto sesso col fuoriclasse verdeoro nonostante i divieti di Parreira; poi fu il turno di Mariana de Melo, argentina mozzafiato conosciuta in internet e la cui liason finì per qualche chilo di troppo del neo-rossonero, evidentemente non gradito alla sua fiamma.
Un anno fa qualcuno vociferava che a far battere il cuore del 28enne brasiliano fosse la figlia del suo ex allenatore: Lindsay Rijkaard era forse più che un’amica speciale, fatto sta che i tabloid spagnoli scrissero non poco sulla loro presunta relazione. Dopo i giochi di Pechino 2008 tocca alla stampa svedese parlare di Ronaldinho, vittima di un due di picche clamoroso con una bella calciatrice della Svezia, Johanna Almgren (Fotogallery), a quanto pare grande fan del brasiliano. Questo, abbagliato dal suo fascino nell’albergo dove i due alloggiavano (le due nazionali risiedevano nella stessa struttura), non ha esitato a farle la corte, come la stessa Almgren ha poi dichiarato:
Continua a leggere: Ronaldinho stregato dalla svedese Almgren

L’Argentina è riuscita a confermare l’oro di quattro anni fa ad Atene ed è ancora sul gradino più alto del podio dopo aver battuto in finale la Nigeria grazie ad un gol del promettente esterno del Benfica Di Maria, nella precedente edizione era stato invece di Tevez il gol partita. La vittoria serve anche da rivincita per la sconfitta subita alle olimpiadi di Atlanta sempre contro gli africani che in quella occasione si imposero per 3-2.
Lo stadio di Pechino per l’occasione è una fornace, si segnalano 32 gradi con il 35% di umidità, ma all’interno dell’impianto probabilmente la temperatura è ancora più elevata. Forse è per questo che la partita fin dall’inizio non ha offerto ritmi indiavolati. La Nigeria sembra sopportare meglio il calore è attacca con più continuità ma i sudamericani riescono ad opporsi bene grazie ad un’attenta tattica del fuorigioco.
Continua a leggere: L'Argentina è di nuovo d'oro: è lei la regina delle olimpiadi

Mai una medaglia olimpica è considerata di minor valore dai tifosi, quanto il “bronzo” nel Torneo di Calcio Olimpico per i brasiliani. Il metallo meno pregiato è il minimo sindacale quando ti chiami Brasile e indossi la maglia verde-oro. I sudamericani, umiliati dai rivali storici dell’Argentina in semifinale, hanno svolto il compitino, vincendo con un netto 3-0 la finale per il terzo posto olimpico, contro i giustizieri dell’Italia, il Belgio.
Il CT Dunga questa volta, pur confermando la bocciatura di Pato, non gli preferisce, come nell’ultima occasione, Rafael Sobis al fianco di Ronaldinho, bensì Jo, attaccante del Manchester City. Mossa azzeccata perchè quest’ultimo sarà autore di una doppietta. Ma ad aprire le marcature è stato il contesissimo (da club e Nazionale) Diego del Werder Brema, al 27esimo.
Partita tutt’altro che spettacolare, giocata a ritmi bassi, che ha visto la stella Dinho espreimersi a corrente alternata fino quasi a scomparire nella ripresa. Il raddoppio di Jo in chiusura di tempo ha, non solo chiuso la partita ma anche generato una melina brasiliana fischiata dal pubblico presente, poco propenso ad assecondare atteggiamenti nemici dello spettacolo.
Continua a leggere: Olimpiadi, Medaglia di Bronzo per il Brasile: 3-0 al Belgio

Non bastava l’umiliazione dei colleghi di sesso maschile, schiacciati miserevolmente 3-0 in semifinale dall’Argentina: oggi hanno fatto disperare una nazione intera, appassionata com’è di calcio, anche le donne verdeoro che non sono riuscite ad imporsi contro gli Stati Uniti. Se nelle competizioni FIFA il Brasile è pentacampeão, nella più che centenaria storia delle Olimpiadi moderne non è mai riuscita a conquistare un oro, sia nel calcio maschile che in quello femminile. Con l’ultimo atto consumatosi oggi.
Dopo una partita particolarmente intensa ma finita nei 90 minuti a reti inviolate, nei tempi supplementari il risultato s’è sbloccato grazie alla rete della statunitense Carli Lloyd. E’ bastata questa marcatura per consegnare alle brasiliane un “misero” argento, con le calciatrici americane ancora sul gradino più alto del podio dopo l’oro conquistato ad Atene. Al fischio finale una valle di lacrime, con le atlete in singhiozzi per diversi minuti, finanche sul podio olimpico. La scena, pare, ha intenerito persino Joseph Blatter.
Continua a leggere: Olimpiadi, calcio femminile: Usa d'oro, continua la maledizione brasiliana

Per molti, se non per tutti, la semifinale di ieri tra Argentina e Brasile, è stata la vera finale anticipata, quasi una macchia nell’organizzazione del Torneo Olimpico che avrebbe dovuto prevedere (e qualcuno dice “pilotare”) il tabellone in quest’ottica. Ma sfortunatamente o fortunatamente, non è andata così e così, Sabato saremo spettatori di un’inaspettata finale olimpica Argentina-Nigeria.
Prima dello scontro tra titani di ieri infatti, gli africani avevano martellato la malcapitata nazionale belga, nella semifinale in cui avremmo potuto e dovuto esserci noi, imponendosi con un inequivocabile 4-1 firmato Adefemi al 17esimo, Obasi, doppietta al 59esimo e al 72esimo e Okonkwo al 78esimo. Goal della bandiera per il Belgio di Ciman a due minuti dalla fine.
Non è una sfida inedita quella tra Argentina e Nigeria ai Giochi Olimpici: già nel 1996 ad Atlanta, le due formazioni si contesero la medaglia d’oro (dopo il salto il video) in un’edizione memorabile che mise in mostra talenti del calibro di Ronaldo, Zanetti, Ortega, Crespo, Kanu, Roberto Carlos, Okacha, Bebeto, solo per citare alcuni tra quelli che salirono sul podio.
Vittoria schiacciante per l’Argentina nell’attesissima semifinale olimpica contro il Brasile, considerata da tutti una finale anticipata. La nazionale albiceleste travolge gli uomini di Dunga per 3-0 e prenota la medaglia d’oro, dalla quale la divide soltanto un ultimo ostacolo, quella Nigeria che nel 1996 riuscì a sorpesa a strapparle il successo ad Atlanta, e che si è qualificata alla finale battendo il Belgio, giustiziere degli Azzurri ai quarti.
Messi e compagni, dopo un primo tempo equilibrato, chiudono il discorso in meno di mezz’ora, sfruttando al meglio tutte le occasioni a loro disposizione, contro un Brasile sprecone ed anche un po’ sfortunato. Grande protagonista dell’incontro El Kun Aguero, in ombra nei precedenti incontri del torneo, ma devastante oggi con una doppietta (il terzo gol arriva ad opera di Riquelme su rigore). Nel Brasile, discreta prestazione di Ronaldinho, che coglie anche un palo e regala alcune giocate di classe, non concretizzate però dal mediocre Sobis.
Continua a leggere: Olimpiadi: lezione di calcio dell'Argentina al Brasile, finisce 3-0

Avrete sicuramente sentito della polemica a distanza che ha coinvolto il mondo del calcio, ieri, a Pechino. Gli Azzurrini, guidati da Pierluigi Casiraghi, mesti mesti, con le orecchie basse e le pive nel sacco, si trovavano all’aereoporto cinese, pronti ad imbarcarsi per il volo di rientro in Italia quando, al check-in, faceva il loro ingresso la squadra femminile di scherma, fresca vincitrice di tre medaglie.
Sarebbe potuta nascere un’interessante conversazione tra sportivi di due mondi così diversi. Gli atleti avrebbero potuto scambiarsi sensazioni, emozioni sull’Olimpiadi in corso e magari formare nuove amicizie. Invece, quell’incontro così originale ha dato origine ad una diatriba significativa sulla diversità di trattamento tra sport e atleti e, sulla differente influenza delle Federazioni.
Le fiorettiste infatti, stavano per imbarcarsi con il loro biglietto in economy class (quello che prende la maggioranza di noi comuni mortali per intenderci, con i sedili un po’ troppo vicini alla fila davanti e con la cena di quart’ordine), quando si accorgono dell’imbarco in business class riservato ai calciatori.
Continua a leggere: Olimpiadi: "Stoccata" al Calcio dalla Scherma

Argentina e Brasile, le due strafavorite per il Torneo Olimpico di calcio, approdano in semifinale come da copione. Ciò che forse non era da copione, è la fatica e l’affanno, con le quali le due formazioni sudamericane hanno superato i Quarti di Finale. Certo, almeno loro li hanno passati, a differenza degli Azzurri, ma non senza brividi.
Entrambe hanno dovuto sudare per 120 minuti prima di avere la meglio sulle avversarie: Olanda per la squadra di Lionel Messi, Camerun per l’undici capitanato dal neo-rossonero Ronaldinho. I biancocelsti, oro ad Atene nel 2004, dove ci massacrarono in semifinale (3-0) superano la squadra orange per 2-1 grazie alle marcature dell’asso del Barcellona e il goal vincente di Di Maria al minuto 105, dopo che Bakkal aveva riportato la situazione in parità.
La Pulce incanta davanti agli occhi del suo pigmalione, quel Diego Armando Maradona che tanto ricorda, seduto in tribuna. E ci vuole il miglior Messi per aver la meglio di un’ottima Olanda, che in alcune occasioni va vicina al KO ma, in altre, sembra poter fare lo scherzetto ai campioni olimpici in carica.