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Opinioni

Real Madrid, Marcelo è il migliore terzino sinistro del mondo?

pubblicato da vieni_127 in: Personaggi Opinioni Liga Spagnola


Quest’anno José Mourinho spesso lo fa partire dalla panchina, ma quando entra in campo Marcelo risulta quasi sempre decisivo: così è stato anche martedì scorso quando sul campo dell’Apoel Nicosia il laterale brasiliano, subentrato a gara in corso sullo 0-0, ha dato il là per il gol dello 0-1 di Karim Benzema fornendo poi l’assist a Ricardo Kakà per lo 0-2 (il Real Madrid vincerà 0-3 con doppietta di Benzema). L’ennesima bella prestazione del terzino sinistro delle merengues, numero 12 appiccicato sulle spalle e capelli da ridere, ha riportato in auge un dibattito che in Spagna pare essere comune: Marcelo è ad oggi il miglior terzino (sinistro) del mondo? A vedere i numeri, gli attestati di stima e la concorrenza non certo agguerrita, secondo Marca pare proprio di sì.

Partiamo dunque dall’inizio della sua storia in blanco, arrivato nella capitale spagnola dalla Fluminense a soli 18 anni (era il gennaio del 2007) per 6 milioni di euro; il presidente di allora Ramon Calderon così commentò l’acquisizione del giovane giocatore: “Si tratta di un acquisto importante: è giovane e porterà una ventata di freschezza, risultando funzionale al nostro piano di immettere giocatori giovani in rosa. Siamo felici, inoltre, perché è un autentico gioiello conteso da mezza Europa“. Insomma a sentire Calderon, già all’epoca la dirigenza madridista era consapevole di aver fatto una spesa azzeccata. Con la camiseta blanca, nel frattempo, Marcelo ha macinato chilometri sulla sinistra totalizzando 199 presenze impreziosiste da 16 gol e 17 assist.

Si tratta di un giocatore molto propositivo e che riesce molto bene nella fase offensiva grazie alla sua tecnica, una buona visione di gioco e tanta velocità, non disdegnando però la fase difensiva. In Spagna si sottolinea come la dote principale di Marcelo sia quella di saper sfruttare a perfezione i piccoli spazi grazie alla rapidità di esecuzione, caratteristiche rivelatesi poi indispensabili anche contro i ciprioti due giorni fa: catenaccio e organizzazione, l’entrata in campo sua e di Kakà ha leso in maniera decisiva la solidità della squadra di Nicosia. Così ci riponiamo la domanda: può considerarsi, attualmente, il terzino (diciamo sinistro) più forte del globo? Le referenze non gli mancano e sono pure prestigiose.

Per esempio Diego Armando Maradona nel febbraio 2011 dichiarò che “esclusi Messi e Cristiano Ronaldo, Marcelo ad oggi è il miglior giocatore della Liga“, mentre Paolo Maldini, uno che di fascia sinistra se ne intende, nel commentare le prestazioni di Gareth Bale lo scorso dicembre (”è bravo solo nella fase offensiva“) aggiunse: “La regola è che se non ce la fai a tornare, allora non puoi spingerti in avanti. Oggigiorno c’è solo un giocatore capace di fare bene entrambi le fasi, e cioè Marcelo“. C’è poi Roberto Carlos, il predecessore di Marcelo sull’out sinistro del Santiago Bernabeu: secondo il brasiliano stanziatosi in Russia da alcuni anni, il connazionale ed erede è senza ombra di dubbi il migliore nel suo ruolo, citando i vari Bale, Evra, Ashley Cole, Jordi Alba, Coentrão, Bastos, Clychy, Kolarov e Criscito, tutti bravi ma non al livello di Marcelo.

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L'Europa League non funziona, la Champions League rende il calcio monotono?

pubblicato da Panda in: Notizie Opinioni Europa League 2011/12

La foto della coppa dalle grandi orecchie

L’Europa League non funziona, almeno “in Italia”. Non solo vi partecipano squadre con scarso appeal, ma oltretutto viene ignorata sistematicamente dalle squadre italiane che la giocano mal volentieri concentrando sempre i propri sforzi prima sul campionato. Anche il pubblico continua a non apprezzare l’ex Coppa Uefa che invece aveva un richiamo molto alto fino all’inizio degli anni 2000. Tutto è cambiato nel 1999 quando la Uefa decise di rinnovare la Champions League per creare una vetrina di primo livello per i club europei più blasonati, facendo partecipare di conseguenza molte più squadre.

La prima riforma c’era già stata due anni prima permettendo la partecipazione anche a squadre che non avevano vinto il proprio campionato, ma che almeno erano arrivate seconde. Da quando la Champions League si è “accaparrata” tutte le migliori squadre dei campionato europei, la Coppa Uefa, da tre anni Europa League, è diventata una competizione minore, quasi un fastidio per i grandi club quando ci finiscono “per caso” dopo una stagione sciagurata.

Purtroppo è tutta una questione di soldi. Con le squadre più importanti impegnate a giocare in Champions, il valore dei diritti televisivi delle altre Coppe Europee è crollato, comportando anche la cancellazione della Coppa delle Coppe nel 1998-99 per la quale non c’era neanche più spazio in calendario. Con l’interesse in netto calo anche Mediaset, dopo l’eliminazione dell’Udinese negli ottavi di finale contro l’Az, ha deciso di spostare la diretta della partita di Europa League prevista in chiaro, su un canale secondario del digitale come Italia Due. Sempre lì verrà trasmesso anche il programma che faceva vedere gli highlights di tutte le partite, che già era stato declassato passando da Italia Uno a Rete Quattro.

Le moderne coppe europee piaceranno anche moltissimo ai club più importanti che hanno accentrato gli interessi economici, ma sono diventate contestualmente molto meno divertenti ed imprevedibili per i tifosi. La Coppa delle Coppe, per esempio, era una competizione estremamente affascinante che nessun club è mai riuscito a vincere due volte di seguito, proprio perché per parteciparvi bisognava prima aggiudicarsi la coppa nazionale. La cancellazione di questa competizione ha fatto perdere di conseguenza interesse, in molti paesi, per le stesse coppe nazionali, che fino a 15 anni fa erano tenute in grandissima considerazione da parte dei club.

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Paolo De Ceglie e la Juventus insieme fino al 2017: "Sono molto felice, per me è il massimo"

pubblicato da Panda in: Juventus Notizie Opinioni

Il terzino ha rinnovato con la Juventus fino al 2012

Due giorni da ricordare per Paolo De Ceglie. Ieri ha conquistato la finale di Coppa Italia battendo il Milan con la sua Juventus nei tempi supplementari, ed oggi ha firmato il rinnovo del contratto con i bianconeri fino al 2017. Il precedente accordo era in scadenza nel 2013 e sul futuro del giocatore da qualche tempo circolavano insistemente voci di un possibile interessamento della “nuova” Roma che punta sui giovani. Il terzino non è un titolare inamovibile di Conte, ma lui ha sempre dichiarato di voler continuare con la Juventus, squadra per la quale ha sempre tifato, nella quale è cresciuto conferma dopo conferma nel settore giovanile:

“Una giornata importantissima, sono molto felice, ho firmato un contratto che mi legherà fino al 2017 alla Juve, che per me rappresenta il massimo e, quindi, sono veramente contento di questo. Per me vuol dire tanto, perché oggi nel calcio ci sono, forse, pochi giocatori che riescono a mantenersi nella stessa squadra per molto tempo e, soprattutto, ho sempre tifato Juve e per me ha sempre rappresentato il massimo del calcio. Come in tutte le cose, c’è sempre una fase di contrattazione. Poi, quando c’è la volontà, l’accordo si trova sempre.”

Ieri sera c’è stata la grande emozione per la finale di Coppa Italia contro il Milan. De Ceglie è stato uno dei migliori in campo per la Juve non mollando fino alla fine dei tempi supplementari. Dopo la partita il giocatore ha fatto fatica ad addormentarsi con tutte le emozioni vissute in campo ed ora è convinto che questa vittoria possa fare da trampolino anche per rimontare in campionato:

“Un po’ di fatica a dormire perché, comunque, è rimasta l’adrenalina della partita, per la soddisfazione di aver raggiunto una finale importante, perché la Coppa Italia è sempre una coppa molto importante. Vincere una semifinale contro il Milan, che guida il campionato è,
sicuramente, un innesto di fiducia… c’è il campionato, ci sono ancora un sacco di partite e un sacco di punti. Bisognerà affrontarle tutte come fossero delle finali.”

Foto | © TMNews

Il dubbio di Massimo Moratti è quello dei tifosi: questa Inter è da rifondare?

pubblicato da Cesare Rinaldi in: Inter Opinioni Interviste

massimo moratti

All’indomani dell’inaspettata quanto dolorosa eliminazione dalla Champions League in casa Inter è tempo di riflessioni. I nerazzurri sono senza obbiettivi e si apprestano a chiudere per la prima volta dopo tanto tempo una stagione senza mettere in bacheca nemmeno un trofeo, c’è ancora l’obbiettivo terzo posto da inseguire, ma anche in quel caso la concorrenza è tanta e non sarà per niente facile raggiungerlo. Massimo Moratti ieri sera si è intrattenuto a lungo nello spogliatoio, magari avrà voluto dire qualcosa ai suoi, più semplicemente avrà sentito la necessità di tastare il polso di un gruppo che sembra essere irrimediabilmente arrivato al suo capolinea sportivo.

Siamo ancora a marzo ma è già tempo di pensare al futuro, a partire dalla panchina. Il patron interista non ha dato nessuna colpa a Claudio Ranieri, almeno non dopo la partita di ieri sera: “Non posso rimproverargli nulla, siamo stati sfortunati. Se avessimo perso 4-0 sarebbe stato un altro discorso. No, Ranieri non merita di essere messo in discussione dopo una partita simile”. È chiaro però che la prima riflessione seria dovrò vertere proprio sul suo successore dal momento che pare abbastanza improbabile che il romano si vedrà ancora dalle parti della Pinetina l’anno prossimo. I nomi caldi sono sempre gli stessi, piace Villas Boas anche se la rovinosa esperienza con il Chelsea ha fatto sorgere più di qualche perplessità sul suo conto, dubbi alimentati, sembra, anche da José Mourinho che sembra aver scaricato il suo allievo. L’altro nome caldo è quello di Marcelo Bielsa, inseguito già questa estate, nonostante la sua fama di “loco” sta facendo grandi cose in quel di Bilbao.

Ma sotto la lente di ingrandimento è finita tutta la rosa, apparsa vecchia e demotivata, zeppa di giocatori non all’altezza di una squadra che ha vinto tutto in questi ultimi anni. Ma l’Inter dovrà ritrovare sé stessa anche a livello dirigenziale: le ultime campagne acquisti hanno portato alla memoria i fallimenti degli anni ‘90, Forlan e Zarate non si sono dimostrati capaci di non far rimpiangere Eto’o, i vari Castaignos, Jonathan, Palombo non hanno saputo soddisfare le aspettative che su di loro erano state riversate. Massimo Moratti sa che in questo momento serve il coraggio per cambiare, pur essendo cosciente che una rivoluzione non è mai semplice e spesso dolorosa all’inizio:

“Un’idea saggia potrebbe essere partire pensando al futuro non in termini immediati, costruendo con una squadra essenzialmente giovane. Il problema è che se dopo tre partite non va tutto bene cominci a pentirti… Un progetto come quello della Roma? Dipende dalle realistiche ambizioni e abitudini che si vuole avere. Sarebbe saggio ricostruire dalle basi con l’idea di non ottenere subito dei risultati importanti e sperando di indovinare tutti gli acquisti”.

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Rigore ed espulsione: Nicchi boccia la regola, ma c'è chi la difende

pubblicato da vieni_127 in: Notizie Opinioni Serie A 2011/2012


Il derby della capitale di ieri pomeriggio è stato contraddistinto, senza ombra di dubbio, dall’espulsione decisa dall’arbitro Bergonzi ai danni del portiere della Roma Marteen Stekelenburg: anche Edy Reja, allenatore della Lazio, ha ammesso che aver giocato quasi tutta la gara in undici contro dieci ha dato una bella mano ai biancocelesti. Il portiere olandese dei giallorossi ha atterrato Miroslav Klose in area di rigore, dovendo dunque abbandonare il terreno di gioco dopo pochissimi minuti dall’inizio della stracittadina, visto il cartellino rosso inevitabile a rigor di regolamento che il direttore di gara ha dovuto sventolargli in faccia. E torna d’attualità il vecchio dibattito centrato su questa discussa regola: è giusto infliggere a una squadra una pena così severa? A conti fatti è una tripla sanzione in un sol botto, contemporaneamente si assegna contro una squadra un rigore, la si fa rimanere con un uomo in meno e la si priva del portiere titolare.

Secondo il numero dell’Associazione Italiana Arbitri Marcello Nicchi questa regola andrebbe rivista, per non dire messa al bando:

“La regola del rigore e dell’espulsione per il fallo da ultimo uomo è assurda, perché così si rovinano le partite. In questo caso l’arbitro Bergonzi si è comportato bene perché ha solo applicato il regolamento. Ma è la regola che va rivista. Non si può confondere il fallo per cui è già previsto il rigore con una penalizzazione in tre tempi. Non è nello spirito del gioco”.

Pierluigi Collina, però, non se la sente di esporsi così tanto; l’ex fischietto di Viareggio, ora designatore Uefa, ha spiegato come stanno le cose:

“Le decisioni dell’Ifab che è il massimo organo giudicante in termini di cambiamento di regole del calcio, non devono essere commentate. C’è stato un dibattito prima, una serie di valutazioni fatte all’interno della commissione tecnica e dalla task force Fifa, e si è deciso di mantenere la regola come è scritta. Le regole vanno accettate e applicate, magari in futuro ci sarà ulteriore spazio per altre discussioni. Io avevo detto, in un tempo ormai lontano, che la vedevo come una regola troppo penalizzante per i giocatori, ma gli arbitri applicano regole decise dall’Ifab. Usare il buon senso? Ha poco a che fare con le regole del gioco, viene invocato, ma va bene fino a che non lede i diritti di una delle due parti. Ma sulla tripla sanzione vale la pena continuare a discutere”.

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Petrucci replica al pm di Cremona: "Amnistia ipotesi irrealizzabile"

pubblicato da Celephais in: Notizie Opinioni


La provocazione lanciata ieri da Roberto Di Martini, il pubblico ministero di Cremona che indaga sullo scandalo calcioscommesse, secondo il quale, visto l’enorme numero di atleti coinvolti in Italia e in Europa, si dovrebbe prendere in considerazione una possibile amnistia, non convince il presidente del Coni, Gianni Petrucci. Il massimo rappresentate della più importante organizzazione sportiva nazionale è stato infatti piuttosto netto, dichiarando l’ipotesi irrealizzabile, soprattutto dopo il varo del nuovo codice etico per il rispetto dei principi di realtà e correttezza sportiva:

“Rispetto l’opera dei magistrati e dunque ringrazio Di Martino per il lavoro che sta facendo. Ma ho sentito anche il presidente della Figc, Abete, e quella dell’ amnistia sportiva è un’ipotesi irrealizzabile. Proprio il Coni, in osservanza al Cio, ha recentemente varato un codice etico per il rispetto dei principi di lealtà e correttezza sportiva, è evidente che non possiamo essere favorevoli all’amnistia. Nel momento in cui vengono alla luce certi episodi, il nostro discorso deve essere chiaro dall’inizio e non dare adito a dubbi o interpretazioni diverse”.

La posizione di Petrucci è stata ribadita anche dal direttore generale della Figc, Antonello Valentini, che ha aggiunto: “L’amnistia non è stata percorribile. Il presidente Abete e Petrucci si sono sentiti stamani, noi abbiamo già nei nostri codici forme premiali per chi collabora e sono state utilizzate anche la scorsa estate, nel primo processo per il calcio scommesse. Certo, è un momento difficile per il calcio italiano e questa inchiesta giudiziaria rischia di farci perdere credibilità. Proprio per questo credo che i protagonisti debbano darci una mano.”

Foto | © TMNews

Nicchi attacca la stampa e Buffon e poi minaccia: "Da ora tolleranza zero"

pubblicato da Celephais in: Notizie Opinioni


Non accennano a placarsi le polemiche sugli errori di Tagliavento e dei suoi collaboratori nel corso del big match Milan-Juventus di sabato sera, terminato con il punteggio di 1-1. Questa volta è il turno del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Marcello Nicchi, che in un’intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica Radio Anch’io Sport, se l’è presa soprattutto con la stampa, accusata di un gioco al massacro nei confronti dei tesserati della propria associazione. Parole dure però anche nei confronti dell’estremo difensore dei bianconeri e della Nazionale, Gianluigi Buffon, reo di aver ammesso candidamente, nelle interviste del dopo partita, che anche nel caso in cui fosse accorto del superamento della linea di porta da parte del pallone, non avrebbe avvisato il direttore di gara. Queste le sue dichiarazioni in proposito:

“Gli arbitri devono rimanere fuori dal gioco al massacro, ma sabato è stata certificato il fatto che nessuno intende auitarci. Le tv fanno le telecornaca sugli arbitri, succede di tutto e di più in campo. E perfino il “mio” portiere, voglio dire il capitano della mia nazionale dice delle cose che si poteva risparmiare perché diseducative per i giovani. Si sentono fare commenti a ogni azione, la partita degli arbitri viene sezionata in diretta e con l’ausilio di tecnologia. La partita arbitrata in tv è una cosa, quella in campo è un’altra. La tv ci batte ogni domenica, ma il commentatore non si può sostuire all’arbitro e metterlo in continuazione in cattiva luce, anche perché negli stadi si sa tutti in tempo reale quello che dicono le tv. Hanno detto, per esempio, che il fuorigioco della Fiorentina era dubbia, ma invece era netto e punibile. Hanno detto che il fallo da rigore su Di Natale era avvenuto fuori area, quando invece ha i piedi sulla linea che è area di rigore. Il fallo da ultimo uomo fischiato contro il Palermo era sacrosanto”.

Questo invece il parere del numero uno degli arbitri italiani sulla direzione di gara dello scontro scudetto, in merito alla quale ammette i gravi errori dei suoi tesserati:

“Sabato ero presente e sono stati compiuti errori gravi. E tutt’oggi non riesco a comprendere come questo sia successo, avevamo garantito il massimo in fatto di designazione: il numero 1 e 2 degli arbitri e il numero 1 e 2 degli assistenti. Il dio del calcio, purtroppo, non ci ha dato una mano. Tagliavento ha sbagliato l’approccio, perché non mi limito solo al fatto del gol travisato, ma all’atteggiamento complessivo del direttore di gara che è arrivato alla partita in modo sbagliato, probabilmente condizionato dalle tensioni della settimana. Invece che carichi, sono i direttori di gara sono arrivati a San Siro già scarichi, pensando forse che tutto fosse tranquillo e filasse liscio. Sul gol, poi, Tagliavento avrebbe potuto intervenire, perché era di sua competenza e non aspettare la decisione di Romagnoli: questa comunque è una situazione che verrà analizzata dal designatore che farà un po’ di scuola su questo. E, in ogni caso, riconosciuti i nostri gravi errori, vorrei fare un ringraziamento al civilissimo pubblico di San Siro: tutti hanno capito il nostro dramma e non ci sono state reazioni gravi da parte del pubblico. Come stanno Tagliavento e Romagnoli? Ho evitato di parlare con Romagnoli e i colleghi per far loro riacquisire la serenità, che oggi gli viene tolta”.

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Platini contrario alla moviola in campo: "Meglio gli arbitri di porta"

pubblicato da Celephais in: Notizie Opinioni I Sondaggi di CalcioBlog


Parere negativo da parte del presidente dell’Uefa, Michel Platini, sulla moviola in campo, tornata d’attualità dopo il discusso episodio del gol fantasma nello scontro scudetto tra Milan e Juventus. Al contrario dei vertici della Fifa, che per iniziativa del numero uno Joseph Blatter, dopo molti anni di tentennamenti vorrebbero introdurre delle telecamere per controllare i gol, il francese ritiene infatti più adeguato l’utilizzo degli arbitri di porta, come già avviene da alcune stagioni con buoni risultati nelle coppe europee. Questo il parere dell’ex fantasista bianconero a proposito:

“Lo sport più amato del mondo perché ha regole semplici che funzionano ovunque, penso sia assurdo cambiarle. Se metto una telecamera per controllare i gol allora ne devo mettere un’altra per controllare i fuorigioco perché di fuorigioco ce ne sono dieci volte per partita. Ma un gol come quello dell’ Inghilterra contro la Germania ai mondiali 2010, che erroneamente non fu riconosciuto, capita solo ogni paio di anni. Siamo molto contenti degli arbitri di porta. E’ sempre meglio impiegare uomini in grado di gestire le situazioni che installare tecnologie complicate. Sto facendo del mio meglio per cercare di convincere la gente, incluso Blatter: ma con lui ho poca speranza, per fortuna non decide lui da solo ma l’International Football Association Board”.

Scarso entuasiasmo anche per il progetto, sempre presentato da Blatter, di rendere tutti gli arbitri dei professionisti in vista del Mondiale del 2014, in programma in Brasile:

“Non è questione di arbitri professionisti o amatori, conta se è bravo. Comunque penso sia una cattiva idea permettere agli arbitri di svolgere la loro attività come mestiere principale, perché allora potrebbero essere impiegati più frequentemente, forse anche all’estero: perché un arbitro tedesco non dovrebbe fischiare sabato nella Bundesliega e mercoledì a una partita di coppa a Cipro?”

E voi cosa ne pensate?

Zeman attacca la Juve: "Contro il Parma, c'era solo il rigore su Giovinco"

pubblicato da Panda in: Juventus Notizie Opinioni Interviste


E’ arrivato l’ennesimo commento allo sfogo di Antonio Conte di mercoledì sera. Il protagonista questa volta è Zdenek Zeman, noto nemico della Juventus. Il tecnico boemo non poteva farsi sfuggire l’occasione di buttare altra benzina sul fuoco durante la conferenza stampa indetta alla vigilia della partita del suo Pescara contro l’Albinoleffe. In buona sostanza secondo Zeman, Antonio Conte avrebbe fatto meglio a non protestare perché la squadra svantaggiata in Parma - Juventus non è stata quella bianconera.

“Si lamentano tutti, ma, secondo me, in quella gara l’unico rigore chiaro era quello in favore del Parma per il fallo su Giovinco. Siete voi giornalisti che le chiamate grandi e fate delle distinzioni che io invece non faccio. Rispetto a prima, oggi a certe squadre non danno 20 rigori a stagione come nel passato”.

Un parere quello di Zeman, chiaramente inquinato dal suo storico rancore nei confronti della Juve. Sostenere che non c’erano gli estremi per assegnare un calcio rigore per l’intervento di Biabiany su Giaccherini o per la ginocchiata di Santacroce sull’osso sacro a Pirlo, è quantomeno risibile. Un conto è affermare che andava assegnato un rigore al Parma per l’intervento di Barzagli su Giovinco, un altro è dire che la Juve non aveva alcun motivo per lamentarsi dell’operato di Mazzoleni e che anzi avrebbe fatto quasi meglio a “ringraziarlo”. Evidentemente il rancore di Zeman nei confronti dei bianconeri ha superato ormai la ragione.

Tutti contro Antonio Conte: "La Juve non viene danneggiata, dichiarazioni fuori luogo"

pubblicato da Panda in: Juventus Notizie Opinioni


Dopo lo sfogo di Antonio Conte ieri sera al termine di Juventus - Parma, in molti tra dirigenti e giornalisti hanno “risposto” all’allenatore salentino giudicando le sue dichiarazioni fuori luogo. Gli unici che invece non hanno replicato sono i vertici dell’Aia e della Figc che fino a questo momento non hanno ancora commentato in alcun modo le insinuazioni di Conte, che ieri ha chiesto parità di trattamento per la sua squadra come per tutte le altre 19 partecipanti alla Serie A. Il primo ad attaccare Conte e la Juve è stato Mario Sconcerti dalle colonne del Corriere della Sera:

“La denuncia di Conte è ingiustificata. Da osservatore del campionato non ho visto una Juventus penalizzata, altrimenti non so cosa dovrebbero dire altre squadre. Non posso sentire una lamentela del genere, anche perchè ci sono interventi al limite e l’arbitro deve giudicare in quel momento. Io non parlo mai dell’arbitro ma bisogna capire se Conte parla di malafede o meno. A volte ci sono episodi a favore, come contro il Cagliari ad esempio, e altre volte l’arbitro può decidere in un altro modo. Ma è nel complesso che non vedo una Juventus vittima degli arbitri, come dice Conte. La Juventus è diventata squadra. Con il collettivo può colmare il divario tecnico che c’è con il Milan. In questo momento credo che si sia capito che mancano i gol degli attaccanti, in particolare di Vucinic. Se i rossoneri decidono le gare con le invenzioni dei singoli, i bianconeri devono sempre giocare al massimo. Io preferisco parlare di questi argomenti, piuttosto che dell’arbitro”.

Dopo è stato il turno dell’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco:

“Conte di professione fa l’allenatore e non certo il dirigente. Sono dichiarazioni fuori luogo e che non hanno motivo di esistere soprattutto se si impersona un ruolo che non hai. Noi dirigenti dovremmo avere comportamenti che non aizzano gli animi di chi segue questo nostro mondo un po’ sbrindellato. Io credo che le decisioni arbitrali vanno accettate così come sono. Fino a una settimana fa si parlava di una classe arbitrale buona e improvvisamente per una decisione opinabile si tirano fuori tutte queste storie? Non c’è né Calciopoli né altro. Conte doveva evitare uno sfogo del genere”.

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