Storica e umiliante debacle del Portogallo in Brasile. I sudamericani vincono 6-2 (tripletta di Luis Fabiano, 1 goal per Maicon, Elano ed Adriano) e mettono seriamente a repentaglio il futuro di Carlos Queiroz sulla panchina lusitana. Affranti e storditi dalle sei sberle, ma anche imbufaliti con il tecnico portoghese sono i tifosi e i giornalisti della squadra di Cristiano Ronaldo: l’amichevole persa in questo modo è la punta di un iceberg di una crisi manifestata già nel girone eliminatorio di qualificazione ai mondiali (il Portogallo è terzo dietro Danimarca e Ungheria e in casa ha perso contro i danesi e pareggiato con l’Albania). (tutti i risultati delle amichevoli)
Continuano i benefici della cura Capello per l’Inghilterra che sbanca anche Berlino e infligge, nel finale grazie a Terry, un 2-1 ai rivali di sempre, i tedeschi. L’Olanda supera agevolmente la Svezia (3-1), così come la Spagna il Cile (3-0). La Francia annoia anche stavolta i propri tifosi e non va oltre lo 0-0 casalingo contro l’Uruguay. Da segnalare, oltre alle segnature di Maicon e Adriano, anche altri goal “italiani”: doppietta di Hamsik in Slovacchia-Liechtenstein, goal vittoria di Ziegler in Svizzera-Finlandia, rigore siglato da Jovetic in Montenegro-Macedonia e goal di Kharja in Marocco-Zambia.

La Polonia, come al mondiale, non si smentisce mai. Si qualifica alle competizioni disputando ottimi gironi e puntualmente delude quando c’è da fare sul serio. Torna a casa mestamente mostrando una pochezza tecnica disarmante. Beenhakker ci ha provato a compiere il miracolo ma quando manca la materia prima c’è poco da fare. La Croazia, dal canto suo, comincia seriamente a far paura. Bilic schiera una formazione rivoluzionata (cambia nove titolari) e ottiene ugualmente i tre punti chiudendo in testa al girone, davanti ai panzer tedeschi. (Fotogallery - Video)
Il primo tempo è stato fin troppo tranquillo per la Croazia e decisamente negativo per la Polonia, costretta a vincere e a sperare nella contemporanea sconfitta della Germania. Anzi, è Boruc il migliore in campo per i polacchi, mentre dall’altra parte l’attaccante del Werder Brema, Klasnic, comincia a prendere la mira. Si va al riposo sullo 0-0 senza alcun sussulto degno di nota per la Polonia.

Un pareggio che rischia di diventare il punto della bandiera per due squadre. Questo risultato lancia la strabiliante Croazia ai quarti di finale mentre l’Austria avrà il difficilissimo compito di battere la Germania. La Polonia, dal canto suo, dovrà ad ogni costo superare i croati e sperare in un improbabile passo falso dei tedeschi. Il primo quarto d’ora di Austria-Croazia è un infruttuoso assalto a Fort Apache dei padroni di casa: 3 conclusioni sprecate a tu per tu con l’ottimo Boruc. La prima con Harnik deviata dal portiere, poi è la volta di Kinz ed è ancora Boruc a deviare in angolo, quindi è Leitgeb a sciupare. (Fotogallery - Video)
C’è ancora il tempo per una mezza occasione austriaca ma come al solito chi sbaglia paga e al 30esimo la Polonia passa: Saganowski sulla fascia destra si accentra in area di rigore e lascia partire un tiro che cambia leggermente direzione dopo il tocco del portiere austriaco e finisce a due metri dalla porta, sui piedi di Guerreiro (in dubbia posizione di fuorigioco). E’ l’1-0 immeritato per la Polonia anche se a onor del vero l’Austria ci ha messo del suo con un’infinità di errori sotto porta.

Un tedesco di origini polacche stende la Polonia e trascina la Germania al primo posto del girone B. La partita è stata preceduta dalle solite frecciate lanciate dalla stampa dei due paesi (stavolta sono stati i polacchi a cominciare) ma in campo, se si eccettua un paio di fallacci, non si sono viste scaramucce poco lecite. Stesso discorso per le due tifoserie, divise equamente a livello numerico, che allo stadio sono state corrette, colorate e solo rumorose. A vigilare l’ordine pubblico della città di Klagenfurt, capoluogo della Carinzia, c’erano circa 2000 agenti che prima della partita hanno dovuto sedare un paio di risse tra sostenitori tedeschi e polacchi fermando 17 persone e hanno arrestato oltre 100 tifosi tedeschi per cori nazisti e offese razziste verso i polacchi.
Il match: dopo 4 minuti l’attaccante tedesco di origini spagnole Mario Gomez non arriva per un soffio a depositare il pallone in rete dopo l’assist di Klose. I polacchi, allenati dal vecchio volpone Leo Beenhakker non demeritano per organizzazione di gioco e fraseggi ma dimostrano carenze in fatto di tattica del fuorigioco. Ed è proprio un’avanzata della difesa venuta male al 19esimo minuto (ad onor del vero sembra fuorigioco millimetrico) a liberare Klose che serve un liberissimo Podolski che a porta vuota insacca. (Fotogallery - Video)
La Polonia non sembra affranta a prova a riorganizzarsi. Al 35esimo Zurawski, servito al al limite dell’area di rigore mette i brividi ai tedeschi spedendo un rasoterra di poco a lato della porta difesa da Lehmann. Risponde la Germania con Gomez imbeccato da Fritz che spara fuori. E’ ancora la Polonia a farsi vedere dalle parti di Lehmann con un tiro da fuori di Lewandowski. Al 39esimo viene ammonito Smolarek per fallo da dietro, non succede più nulla e si va al riposo.
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La storia ha messo di fronte Germania e Polonia molte volte e sono state scritte pagine molto tristi sui rapporti tra questi due paesi. Per fortuna quegli anni sono lontani, ma in attesa della sfida di domenica che segnerà l’esordio di queste due nazionali ai campionati europei di calcio, la stampa ha deciso di far montare nuovamente la rivalità. In verità le provocazioni sono più di matrice polacca che tedesca, sta di fatto in questi giorni si sono accese molte polemiche.
La scintilla è stata una pubblicità per gli Europei in onda sulle televisioni tedesche. Ci sono dei tifosi tedeschi che si fermano in un area di sosta per poter espletare le loro funzionai fisiologiche e nel mentre vedono rubarsi il pulmino. Dal mezzo che si allontana a tutto gas si vede spuntare una bandiera polacca. Sono seguite richieste ufficiali di scuse da parte del governo polacco e la reazione velenosa dei tabloid che si sono scatenati con copertine truci.
“Super Express” ha puntato su un inferocito Beenhakker che fra le mani portava gli scalpi di Ballack e Low, il titolo non poteva essere più eloquente: “Leo, riportaci le loro teste“. Ma l’allenatore olandese è anche protagonista delle provocazioni dell’altro tabloid, il “Fakt“, che ha anche gli stessi editori del corrispettivo tedesco, la “Bild“. Nelle sue vignette vediamo prima Beenhakker impugnare una spada pronta a decapitare il povero capitano Ballack, vestito con una divisa da prima guerra mondiale; nella seconda il ct invece è seduto sul tetto di un Trabant tenuta con le briglie, alla sua guida ovviamente c’è sempre il solito giocatore tedesco, simbolo metaforico del nemico occidentale (Fotogallery).
Leo Beenhakker ha definito la qualificazione con la Polonia a Euro 2008 uno dei più grandi successi della sua carriera e considerando che l’olandese ha esordito su una panchina nel lontano 1967 si intuisce che l’impresa è stata davvero notevole. In effetti è la prima volta in assoluto che la Polonia riesce a qualificarsi per la fase finale degli Europei di calcio, obbiettivo raggiunto grazie ad un girone di qualificazione impeccabile, eccezion fatta per la sconfitta con la Finlandia nella partita d’esordio, durante il quale sono riusciti a mettere dietro Portogallo, Serbia e gli stessi scandinavi.
La storia di questa nazionale non è ricca di successi ma tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio del decennio successivo è riuscita a togliersi qualche soddisfazione. Oltre ad un oro (Monaco 1972) e due argenti (Montreal 1976 e Barcellona 1992) alle olimpiadi può anche fregiarsi di due ottime prestazioni mondiali: due terzi posti. Nel 1974 in Germania dovette arrendersi soltanto ai padroni di casa, si narra che i tedeschi come contromisura alla velocità della squadra polacca innaffiarono il campo prima della partita. Otto anni più tardi in Spagna dovette arrendersi ai futuri campioni del mondo italiani, riuscendo però a battere la Francia nella finalina di consolazione. Memorabile anche la prima partita in assoluto di questa squadra in un Mondiale: nel 1938 in Francia affrontò il Brasile e dopo 90 minuti di battaglia dovette arrendersi al 6-5 finale essendo riuscita però a pareggiare per ben cinque volte.
La squadra di Beenhakker arriva a questi europei sperando in un risultato migliore di quello di quattro anni fa ma le ultime amichevoli hanno sollevato qualche perplessità tra i tifosi. Due pareggi contro Macedonia e Danimarca e una vittoria di misura contro l’Albania non rappresentano un segnale incoraggiante, ma il commissario tecnico è sicuro del fatto suo e anche la federazione è contenta dell’operato tant’è che gli è già stato rinnovato il contratto fino alla fine delle qualificazioni per i mondiali 2010. Tra i convocati ci sono due assenti non previsti, a sorpresa infatti mancano Radosław Matusiak e Grzegorz Bronowicki, il primo soprattutto ha molto brillato durante le qualificazioni realizzando tre reti in sette partite. Ma vediamo chi sono i 23 prescelti per difendere i colori polacchi (Fotogallery).

Tra qualche giorno tutte le squadre (tranne la Spagna che ha già stilato la lista definitiva) scremeranno la loro lista di convocati. C’è chi ha scelto di chiamare 24 giocatori come l’Italia, chi 26, chi addirittura 30. Questa è la lista che riguarda le squadre dei primi due gironi che comprendono le nazioni ospitanti, Svizzera e Austria. Inutile dire che Portogallo e Germania partono con tutti i favori del pronostico nei loro rispettivi gruppi.
Girone A
Svizzera (all. Koebi)
Portieri: Diego Benaglio (Wolfsburg), Pascal Zuberbuehler (Neuchatel Xamax), Fabio Coltorti (Racing Santander);
Difensori: Philipp Degen (Borussia Dortmund), Johannes Djourou (Arsenal), Mario Eggimann (Karlsruhe), Stephane Grichting (Auxerre), Stephan Lichtsteiner (Lille), Ludovic Magnin (Stoccarda), Patrick Mueller (Olympique Lione), Philippe Senderos (Arsenal), Christoph Spycher (Eintracht Francoforte), Steve von Bergen (Hertha Berlino);
Centrocampisti: Tranquillo Barnetta (Bayer Leverkusen), Valon Behrami (Lazio), Ricardo Cabanas (Grasshoppers), Gelson Fernandes (Manchester City), Daniel Gygax (Metz), Benjamin Huggel (Basilea), Gokhan Inler (Udinese), Johan Vonlanthen (Salisburgo), Hakan Yakin (Young Boys);
Attaccanti: Eren Derdiyok (Basilea), Alexander Frei (Borussia Dortmund), Blaise Nkufo (Twente Enschede), Marco Streller (Basilea).
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