Calciopoli e quelle Informative che non dicevano tutto

pubblicato da Gabriele Capasso


Parlare oggi di “Calciopoli“, almeno dal punto di vista sportivo, significa fare un tuffo in un passato che appare sempre più remoto. Sono trascorsi 4 anni da quell’estate del 2006 che cambiò totalmente il calcio italiano ed equilibri che sembravano ampiamente consolidati. Lo “tsunami”, come è stato più volte definito, rovesciò tutto e non è nostro interesse dire se fu giusto o sbagliato. Non ha alcun senso, non con un processo penale ancora in corso e lontano dalla sua conclusione.

Però, c’è un però, possiamo parlare delle indagini, di quel materiale d’indagine che è servito (ritenuto sufficiente dai media e dall’opinione pubblica) a determinare quegli eventi le cui conseguenze hanno costruito il nostro presente, la più stretta attualità. Non si tratta di essere innocentisti o colpevolisti, si tratta di avere voglia di capire quali riscontri avevano le prove presentate dal Team del Tenente Colonnello Auricchio, ora che le difese hanno avuto la possibilità di replicare, di indagare, di fornire anche le prove a discapito.

Si tratta di prove che la pubblica accusa avrebbe avuto il dovere di portare alla luce e che nella migliore delle ipotesi non fu capace a trovare. Se 4 anni fa i quotidiani sportivi erano stracolmi di paginate di informative, pubblicate integralmente ed acriticamente senza sentire il bisogno di avviare nessun contraddittorio con gli accusati, trattati come appestati senza speranza, ora tocca in genere a pochi siti internet (la gran parte di ispirazione “juventina”) cercare di dar conto, con incredibile ritardo, di quanto emerge a distanza di anni.

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condividi condividi 19 commenti martedì 20 luglio 2010

Calciopoli 2 - Intercettazione Bertini - Bergamo: "Facchetti è imbarazzante"

pubblicato da Panda


Nella puntata di Matrix del 4 Maggio 2010 fu fatta ascoltare una “nuova” intercettazione dell’11 Maggio 2005 tra Giacinto Facchetti e Paolo Bergamo registrata il giorno prima della semifinale d’andata di Coppa Italia tra Cagliari e Inter. Facchetti comunicava a Bergamo di aver controllato lo score annuale di vittorie, pareggi e sconfitte dell’arbitro Bertini di Arezzo con l’Inter, e chiedeva al designatore di parlargli perché la partita del giorno dopo era “determinante”. Il designatore si premurava di rassicurarlo (“viene bene, vedrai, perché è un ragazzo intelligente e ha capito ora come si cammina. C’è voluto un po’ per capire, ma insomma, meglio tardi che mai“) e si augurava che Bertini potesse “smuovere quella che comincia per “V””.

La partita alla fine terminò 1-1. Oggi è stata resa nota una telefonata tra lo stesso Bergamo e Bertini. L’ex arbitro chiama l’ex designatore per riferirgli come sia andata la direzione di gara. Dopo aver commentato un paio di episodi della partita, la mancata espulsione di Carini per aver fermato la palla fuori dall’area di rigore e lo stop di mano di Cambiasso in occasione gol del pareggio, Bertini si è lamentato delle proteste dei nerazzurri durante il match ed ha raccontato la visita negli spogliatoi prima della partita del presidente Facchetti.

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condividi condividi 22 commenti mercoledì 26 maggio 2010
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Calciopoli - Moggi contro Ancelotti, Giraudo querela Meani e MilanChannel

pubblicato da Panda


Nel giorno dell’audizione sul banco dei testimoni di Roberto Mancini al processo di Napoli su Calciopoli, Luciano Moggi ha rilasciato una dichiarazione spontanea per rispondere a Carlo Ancelotti che, nell’udienza precedente, aveva affermato di essersi sentito defraudato dall’ex direttore generale della Juventus:

«Ancelotti ha detto che Meani non era un dirigente del Milan. Io so che quando si porta una lista all’arbitro c’è scritto chi è l’addetto e c’è il nome di Meani. I dirigenti venno nello spogliatoio solo prima e dopo la gara e possono parlare con l’arbitro quanto vogliono. Ancelotti ha anche detto di essersi sentito defraudato e i giornali ci hanno fatto i titoli. Ma sentendo la testimonianza di Ancelotti, dico che probabilmente i defraudati siamo stati noi. Siccome in questo mondo si dicono solo le cose che interessano, citerò, in quel campionato, in cui il Milan è stato favorito: Parma-Milan, vince il Milan 2 a 1, arbitro Pieri. Per la moviola è dubbio un intervento di Cafù su Gilardino; se questo fosse un sodale dell’associazione, quale migliore occasione per far perdere il Milan? Reggina-Milan. arbitro Racalbuto, altro arbitro della cupola: commento dei giornali: “La Reggina ha un paio di cose da dire all’arbitro, fallo di Nesta su un giocatore della Reggina ma manca il rosso”. Se Racalbuto era veramente uno che parteggiava per l’associazione poteva, applicando la regola, espellere Nesta. Atalanta-Milan, arbitro Bertini: per la moviola Bertini, altro arbitro dell’associazione, non concede la punizione per fallo di Nesta e non lo espelle».

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Calciopoli: Mancini interrogato come testimone al processo di Napoli

pubblicato da Celephais


L’ex allenatore dell’Inter, ora alla guida del Manchester City, Roberto Mancini, ha testimoniato questa mattina al processo di Napoli in merito alle vicende di Calciopoli. Nella deposizione, durata poco più di dieci minuti e terminata circa un’ora fa, il tecnico marchigiano ha interloquito soprattutto con il pm Capuano, che si è soffermato in particolare sulle sue dichiarazioni relative a Roma-Inter 3-3 della stagione 2004-2005. Lo jesino ha affermato a questo proposito:

Io spesso ho avuto episodi di liti con arbitri ma a fine gara, presi dalla foga, se ne dicono tante. Nella foga della partita a Rosetti ho detto “pagherete tutto, tu e i tuoi amici di Torino” e alludevo a Moggi, perché pensavo che, essendo Rosetti di Torino, avesse a che fare con quelli della sua città. Ma non so niente di particolare a riguardo. Ho fatto un collegamento facile perché pensavo fossero amici. Conosco Moggi da sempre, ma nello specifico il collegamento con Rosetti era dovuto al fatto che l’arbitro è di Torino

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Oriali: "La Juve rivuole lo scudetto 2006? Pensi a chi l'ha ridotta così..."

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Non solo festa, cori, scherzi e coriandoli nelle celebrazioni dello scudetto nerazzurro. C’è spazio anche per una polemica a distanza, mai sopita, con la Juventus. Si tratta dell’argomento principe che ormai divide irreparabilmente tifo e società interiste e juventine: lo scudetto del 2006, quello assegnato a tavolino all’Inter e tolto alla Juventus. Gabriele Oriali rimanda al mittente la controrichiesta della Juve sul titolo più discusso della storia del calcio italiano: “La Juventus rivuole lo scudetto del 2006? Secondo me dovrebbero pensare a qualcosa d’altro - spiega il dirigente nerazzurro a ‘TuttoSport’ - ovvero a tornare competitivi. Inoltre dovrebbero prendersela con chi li ha ridotti in questo stato…“.

Gli sfottò interisti a Siena, in strada e sul web
Gli striscioni e le frasi di sfottò dei nerazzurri in piazza e sul webGli striscioni e le frasi di sfottò dei nerazzurri in piazza e sul webGli striscioni e le frasi di sfottò dei nerazzurri in piazza e sul webGli striscioni e le frasi di sfottò dei nerazzurri in piazza e sul web
Le foto della premiazione a Siena
Le Foto della festa e della premiazione dell'InterLe Foto della festa e della premiazione dell'InterLe Foto della festa e della premiazione dell'InterLe Foto della festa e della premiazione dell'Inter
Le lacrime di Mourinho…
Le Lacrime di MourinhoLe Lacrime di MourinhoLe Lacrime di MourinhoLe Lacrime di Mourinho

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Nicola Penta: Al Processo di Napoli anche Moratti fra i testi della difesa

pubblicato da Gabriele Capasso

Riportiamo questa intervista realizzata da Mimmo Celsi a Nicola Penta, il consulente della difesa di Luciano Moggi che ha materialmente scovato le intercettazioni mai trascritte che coinvolgono l’Inter nella consuetudine di comunicare con designatori ed arbitri in attività. Molto interessante il punto di vista di Penta che preannuncia una seconda fase del Processo di Napoli ancora più infuocata della prima grazie agli eccellenti testimoni della difesa. Fra questi, secondo Penta, ci potrebbe essere anche Massimo Moratti.

D. Come esperto di Comunicazione oltre che di Marketing, quanto ha pesato secondo lei l’effetto mediatico su questa storia

P. ”Direi che è stata basata soprattutto su quello. Negli ultimi anni, i processi mediatici influiscono dove, non essendoci le prove, si cerca di coinvolgere emotivamente le persone attraverso i media che tengono la parte dell’accusa, condizionando le menti con gli indizi, che ricordiamolo non sono prove ma ipotesi investigative”

D. Il processo di Napoli era iniziato sotto una luce funesta sembrava che avessero in mano la verità. Ma fin da subito si è capito che qualcosa non quadrava.

P. ”Pensi che Nucini, l’arbitro spia utilizzato dal Presidente dell’Inter disse di aver ricevuto una sim nel presunto incontro segreto con Moggi a Torino.. Bene, di segreto non c’era nulla perché l’Hotel Concorde, luogo dell’incontro, era la sede del ritiro di tutte le partite casalinghe della Juventus, oltre ad essere utilizzato dagli arbitri quando giocava il Torino in casa, e la presunta scheda, disse di averla gettata dal finestrino della sua auto mentre tornava a casa..queste erano alcune delle prove che non quadravano”

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Calciopoli 2 - Se la novità fossero le dimissioni di Collina?

pubblicato da Gabriele Capasso


Pierluigi Collina, designatore unico nell’era post Calciopoli, dimissionario? Tutti aspettano l’apertura del procedimento che dovrebbe coinvolgere l’Inter, un procedimento che non potrà vedere la luce almeno fino al 20 luglio prossimo, data fissata dal Tribunale di Napoli per le trascrizioni “ufficiali” delle nuove telefonate. I maligni addirittura ipotizzano che non succederà un bel nulla alla società di Massimo Moratti, e allora chissà, potrebbero essere le dimissioni di Collina la più clamorosa scossa tellurica legata alla rivelazione delle intercettazioni scovate dal consulente Nicola Penta e dalla difesa di Luciano Moggi.

Il più celebrato arbitro della storia recente del calcio, almeno agli occhi dei più smaliziati, era apparso già pesantemente compromesso grazie alle conversazioni, rese note nel 2006, con Leonardo Meani, l’intraprendente co.co.co. che, secondo la giustizia sportiva, intrallazzava per nome e per conto del Milan senza avvertire nessuno. Un po’ come il costruttore Anemone che compra la casa all’ex ministro Scajola “a sua insaputa“, per intenderci.

Ne avevamo parlato un paio di settimane fa, tornando su un aspetto trascurato in questi anni dai media, troppo impegnati ad azzannare il boss della Cupola Luciano Moggi con la bava alla bocca. Ci sono prove, indiscutibili, di contatti diretti fra Adriano Galliani (non un intraprendente Co.co.co, ma l’amministratore delegato della società rossonera) e l’allora arbitro in attività Pierluigi Collina. Le loro conversazioni non le ascolteremo mai: pare che i due non fossero intercettati dai solerti uomini del Tenente Auricchio, avvolti come erano (e sono), da un’aurea di mistica santità.

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Calciopoli 2 - Guido Rossi: "Non l'ho dato io lo Scudetto all'Inter"

pubblicato da Gabriele Capasso


Aggiornamento: In serata è arrivata una nuova dichiarazione di Guido Rossi, evidentemente consapevole di aver commesso una mezza gaffe affidando ai cronisti quelle poche parole nel pomeriggio. Eccola:

Non l’ho assegnato io lo scudetto del 2006, lo ha assegnato Moggi con i suoi comportamenti. E adesso aggiungo anche Carraro che era presidente della federazione quando questa è stata colpita dal più grande scandalo di sempre nella storia dello sport mondiale. Oggi tutto sembra dimenticato ma allora anche Carraro si era assunto le sue responsabilità. Rifarei tutto quello che ho fatto, si dimentica troppo in fretta e si capovolge facilmente la realtà, ma quando si opera correttamente non bisogna preoccuparsi.

Insomma, era stato Moggi, sempre lui, ad assegnare lo scudetto all’Inter dopo quelli che “aveva assegnato” alla Juventus. Deus ex machina impenitente.

Chi ha assegnato lo Scudetto 2006 all’Inter? Non si sa. Ormai lo “Scudetto dell’Onestà” è senza padri e madri. Dopo la richiesta di revoca avanzata della Juventus di Andrea Agnelli (che ha chiesto anche ufficialmente il deferimento dei soggetti e delle società coinvolte nelle nuove intercettazioni, leggi “Inter”) si sfila anche Guido Rossi. L’ex componente del consiglio d’amministrazione dell’Inter, poi in Telecom, ora consulente per Fiat/Exor e nell’estate 2006 incidentalmente commissario della Federcalcio, non ritiene di essere stato lui a consegnare lo scudetto revocato alla Juventus di Moggi:

Lo scudetto 2006 non l’ho assegnato io, devono smetterla di dire queste cose. Io non intervengo mai, ma c’è molta gente che farebbe bene a tacere.

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Zanetti sulla revoca dello Scudetto del 2006: "Non ci interessa cosa fa la Juventus"

pubblicato da Panda


Il capitano dell’Inter Javier Zanetti ha risposto a distanza al comunicato della Juventus che ha annunciato di aver deliberato l’invio di un esposto ai presidenti di Coni e Figc, alla Procura Federale e al Procuratore Federale Capo nel quale si richiede la revoca dello scudetto 2005-2006. A margine della serata di gala per la consegna del “Gentleman San Siro“, interrogato sull’argomento, Zanetti ha cercato di mostrare indifferenza rispetto alla notizia non riuscendo però a mascherare un certo fastidio.

«Non ci interessa cosa fa la Juventus, pensiamo solo al campionato che possiamo vincere domenica. Mi hanno dato fastidio tante cose del passato, è inutile elencarle»

Juventus e Calciopoli ma non solo visto che i temi caldi per l’Inter sono anche e soprattutto altri; lo scudetto, la finale di Champions e il futuro di José Mourinho: «Ha fatto un grande lavoro (Mourinho ndr.) in questi due anni: quando finirà la stagione ci saranno i presupposti per parlare con il presidente. Vediamo cosa accadrà dopo la finale di Champions, se il tecnico rimarrà saremo contenti. Il suo destino non dipenderà dai traguardi che raggiungeremo, perché la nostra stagione è già molto positiva così. Un sogno, un traguardo importante (la Champions ndr.): vincerla significherebbe entrare nella storia dell’Inter e io che sono qua da tanto tempo farò di tutto per riuscirci. Per lo Scudetto sapevamo che sarebbe stata dura e bisogna lottare fino alla fine e ora speriamo di festeggiare a Siena».

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Calciopoli 2: salgono a 200 le telefonate inedite e ora tocca a Palazzi

pubblicato da Gabriele Capasso


La Juventus ha chiesto la revoca dello Scudetto 2005/06 assegnato all’Inter dall’allora presidente federale Guido Rossi dopo lo scandalo di Calciopoli. Ora è tutto nelle mani del Procuratore Federale Palazzi che ha chiesto l’acquisizione delle nuove telefonate, mai trascritte fino ad ora, scovate dalla difesa di Luciano Moggi, ma non ha ancora intrapreso passi ufficiali per una revisione o riapertura dei processi sportivi.

Il lavoro di Palazzi sarà ancora più gravoso di quello che si immaginava visto che le famose 75 telefonate hanno superato quota 200. Con tutta probabilità domani, nella nuova udienza del Processo penale, gli avvocati Prioreschi e Trofino ne chiederanno la trascrizione. Queste continue evoluzioni consigliano prudenza al Procuratore che insieme ad un pool di collaboratori sarà impegnato nella valutazione di chiamate fra dirigenti dell’Inter, segnatamente l’allora Presidente Facchetti e lo stesso Massimo Moratti, designatori e arbitri in attività come De Santis.

Per questo il “processo all’Inter” non sarà veloce come quello subito da Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina nel 2006 e potrebbe non essersi concluso in tempo per l’inizio della prossima stagione. C’è il pericolo, piuttosto concreto, che i nerazzurri siano costretti ad aggiornare il loro albo d’oro due volte in pochi mesi: la prima aggiungendo un titolo settimana prossima, la seconda escludendone uno, proprio il contestato tricolore numero 14, quello della stagione 2005/06.

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