
Non arresta la sua corsa la Spagna, a punteggio pieno nel gruppo 5. Gli iberici regolano anche la Turchia (superata in classifica dalla Bosnia vittoriosa in Belgio) con un goal di Pique. Continua la crisi del Portogallo che non va oltre lo 0-0 casalingo contro la Svezia: situazione difficile per i lusitani nel gruppo 1, distanti 4 punti dal duo di testa formato da Danimarca e Ungheria. Nel gruppo 2 la Svizzera approfitta del mezzo passo falso della Grecia in Israele e raggiunge gli ellenici in vetta. Nel gruppo 3 c’è la vera sorpresa di questi gironi: è l’Irlanda del Nord al comando davanti alla Slovacchia.
Nel gruppo 4 la Germania strapazza il Liechtenstein e mantiene la testa del girone davanti alla Russia. Il gruppo 6 ha osservato un turno di riposo; nel frattempo l’Inghilterra di Capello, dominatrice del girone, ha travolto la Slovacchia in amichevole (4-0). Nel gruppo 7 la Serbia vice in Romania e resta al comando, ma la Francia, in crisi dopo le prime giornate, batte a domicilio la Lituania e si avvicina al secondo posto. Nel gruppo dell’Italia (vittoriosa in Montenegro) Cipro si toglie la soddisfazione di battere la Georgia, mentre l’Irlanda non va oltre l’1-1 contro la Bulgaria e perde il primo posto. Nel gruppo 9 l’Olanda vince facilmente contro la Scozia e continua la sua marcia trionfale.
Nel girone sudamericano l’Argentina travolge il malcapitato Venezuela e si avvicina alla vetta occupata dal Paraguay (sconfitto in Uruguay). Vince anche la Colombia (2-0 alla Bolivia) e rimane in lotta per la qualificazione. Sono cominciati anche i gironi eliminatori africani, mentre nei due gruppi asiatici Giappone Corea del Nord comandano i rispettivi gruppi.
Storica e umiliante debacle del Portogallo in Brasile. I sudamericani vincono 6-2 (tripletta di Luis Fabiano, 1 goal per Maicon, Elano ed Adriano) e mettono seriamente a repentaglio il futuro di Carlos Queiroz sulla panchina lusitana. Affranti e storditi dalle sei sberle, ma anche imbufaliti con il tecnico portoghese sono i tifosi e i giornalisti della squadra di Cristiano Ronaldo: l’amichevole persa in questo modo è la punta di un iceberg di una crisi manifestata già nel girone eliminatorio di qualificazione ai mondiali (il Portogallo è terzo dietro Danimarca e Ungheria e in casa ha perso contro i danesi e pareggiato con l’Albania). (tutti i risultati delle amichevoli)
Continuano i benefici della cura Capello per l’Inghilterra che sbanca anche Berlino e infligge, nel finale grazie a Terry, un 2-1 ai rivali di sempre, i tedeschi. L’Olanda supera agevolmente la Svezia (3-1), così come la Spagna il Cile (3-0). La Francia annoia anche stavolta i propri tifosi e non va oltre lo 0-0 casalingo contro l’Uruguay. Da segnalare, oltre alle segnature di Maicon e Adriano, anche altri goal “italiani”: doppietta di Hamsik in Slovacchia-Liechtenstein, goal vittoria di Ziegler in Svizzera-Finlandia, rigore siglato da Jovetic in Montenegro-Macedonia e goal di Kharja in Marocco-Zambia.
Per descrivere la prima partita da allenatore dell’Argentina di Diego Armando Maradona bisogna partire dalla vigilia. Martedì 18 novembre, Hampden Park di Galsgow: il Pibe de Oro, pensieroso per la figlia Giannina ricoverata a Madrid per alcuni malanni connessi alla gravidanza, conduce il primo allenamento della “sua” Seleccion. E’ un Maradona sorridente, fischietto in bocca, ordini qua e là, un secondo dopo accigliato, col telefonino all’orecchio; e ancora, prende in braccio un giovane raccattapalle, presenzia alla conferenza stampa con un buon piglio: insomma, è un Maradona in forma. E poi l’esordio, ore 12, mercoledì (Fotogallery).
Con gli esordi non è mai stato fortunatissimo: col Napoli perse a Verona, col Barcellona e il Siviglia idem, sconfitta alla prima. Ma col Boca e con la sua Argentina non steccò il debutto: il primo gol con la maglia albiceleste arrivò proprio contro la Scozia, un segno del destino. Lo stadio è gremito, gli occhi sono tutti puntati su di lui; nessuna giacca d’ordinanza, look sportivo con tanto di tuta. Suo genero, Sergio Aguero, è dalla compagna, Giannina Maradona. Così in attacco ecco il duo leggero formato da Lavezzi e Tevez. Il ct dell’Argentina segue la partita da seduto e all’ottavo già può sorridere: scambio stretto tra Gutierrez e Tevez e gol di Maxi Rodriguez.
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La sportività, il Fair Play, il grande calore ed entusiasmo del pubblico scozzese non si nega. Diciamolo: un pizzico d’invidia nei fronti del tifo sentito, impregnato di folklore, lo abbiamo provato nel guardare dalla tv Scozia - Italia (Clicca qui per le foto), soprattutto alla luce dei tanti brutti cori che si sentono nei nostri stadi, delle violenze, della questione Ultras che affligge il nostro calcio. Questo nulla toglie alla solite, ma ancora una volta valida, affermazioni del genere “ognuno porta l’acqua al suo mulino” e “tutto il mondo è paese“.
La partita di ieri sera ad Hampden Park è stata una grande emozione, una sfida a tratti rude ma scandita da una grande correttezza fra i 22 in campo e da poche ma sempre garbate proteste nei confronti dell’arbitro. Le occasioni per lamentarsi, in realtà, non sarebbero mancate soprattutto per la nostra Italia: un gol annullato a Di Natale per fuorigioco inesistente (0-2 potenziale al 30° e tutti a casa) e la rete del pareggio scozzese di Barry Ferguson convalidata nonostante la posizione di offside sempre dallo stesso guardalinee.
Beh, secondo gli scozzesi non è andata esattamente così, anzi alcuni media si sono scagliati contro l’arbitraggio parlando di “furto” senza mezzi termini, come nel titolo del Sunday Mail che proprio così recita. Oggetto del contendere la punizione fischiata per fallo su Chiellini che ha generato la rete del 2 a 1 di Panucci, ma non solo.
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La partita più temuta vinta in trasferta, la paura di ricascare l’incubo che ci tenne fuori dall’Europeo dopo la vittoria nel Mondiale dell’82 scacciata con una bella prestazione in uno stadio più ostile che mai, sotto una pioggia battente che rendeva il campo pesante e nonostante gli errori dei guardalinee ai nostri danni. Qualificati per Austria-Svizzera 2008 e, con la prevedibile vittoria contro le Far Oer, come primi classificati nel Gruppo B davanti agli eterni rivali della Francia che devono ringraziare anche noi per essere riusciti a superare il turno tenuto conto della loro doppia sconfitta con la Scozia. (Clicca qui per la Gallery Fotografica della Partita, Clicca qui per il Video con i gol)
Donadoni non riserva sorprese e schiera la formazione abbondantemente prevista alla vigilia: la difesa a 4 con Panucci, Cannavaro, Barzagli e Zambrotta, centrocampo tutto rossonero con il trio Ambrosini, Pirlo, Gattuso, Luca Toni unica punta supportato dai due esterni alti Camoranesi e Di Natale nel ruolo di attaccanti aggiunti. Bastano poco più di 60 secondi all’Italia per andare in vantaggio, proprio sull’asse Di Natale - Toni: la difesa scozzese non è ancora entrata in campo mentalmente, il Capitano dell’Udinese può stoppare il pallone in area praticamente indisturbato dopo la rimessa laterale di Zambrotta e piazzare un comodo cross rasoterra sul quale l’attaccante del Bayern anticipa sul primo palo il diretto marcatore in maniera efficace, 1 a 0 per gli azzurri.
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Gigi Buffon (clicca qui per la Gallery Fotografica) ne ha giocate di partite importanti: con la maglia del Parma, con quella della Juve, con la casacca azzurra della Nazionale. Non ha bisogno di qualcuno che lo stimoli, lui è abituato a spronare gli altri. E’ un leader, dentro e fuori dal campo: l’Italia stamani è volata verso Glasgow decisa e determinata. Esattamente come il suo portiere che sa di non poter sottovalutare l’avversario, sa che è una delle due o tre partite più importanti che giocherà con l’azzurro italico, sa che Hampden Park è sì un tabù ma che un anno e mezzo fa fu il crocevia per assicurarsi l’accesso ai mondiali tedeschi (ricordate l’1-1 con gol di Grosso?).
Ieri l’estremo difensore, sagace e intelligente come pochi, ha “deliziato” i cronisti. Domande prioritarie, ovviamente, quelle inerenti alla super partita di sabato pomeriggio, ore 18 italiane.
“Serve una partita con lo spirito del mondiale” ha esordito spronante. Ha poi analizzato lucidamente la situazione.
“Abbiamo perso una sola volta in tutto il girone, contro la Francia, poi due pareggi e sette successi: uscire dopo un percorso del genere sarebbe una beffa. Abbiamo sbagliato le prime due gare, un anno e mezzo fa, eravamo ancora reduci dalla sbornia del mondiale. Poi abbiamo ritrovato umiltà, gruppo, capacità di soffrire, tutte qualità che ci avevano reso grandi e che ci hanno rimesso in corsa. E’ con questo spirito che ci troveranno gli scozzesi.“
Avversario avvisato.
Per gli scozzesi si sta per avvicinare la partita della verità, quella da dentro o fuori, e nonostante la difficoltà dell’impegno tutti si dicono sicuri di potercela fare.
McLeish, commissario tecnico della nazionale, ha già dimenticato la sconfitta in Georgia. A suo giudizio l’assenza di quattro giocatori ha influenzato il rendimento della sua squadra, malgrado tutto però non sente di dover rivolgere critiche a chi era in campo, è stata semplicemente una partita storta su un campo che ha creato problemi a tutti.
Il rispetto per gli azzurri è massimo ma invita a non sottovalutare il peso psicologico sulle spalle dei giocatori italiani:
“C’è molta pressione su di loro, hanno addosso l’aspettativa di tutta la nazione. La Scozia non ha nulla da perdere. Se dovessimo batterli, non sarebbero dei “coniglietti felici”. Non c’è dubbio che l’Italia sia fortissima, ma i giocatori sono solo uomini e sono in apprensione per dover venire a giocare a Glasgow. La gente si aspetta non solo che l’Italia si qualifichi, ma anche che vinca il torneo. Invece, i nostri giocatori saranno visti come eroi, qualsiasi cosa accada.”
Anche il suo assistente, Roy Aitken, vede è più o meno della stessa opinione, l’Hampden Park è il loro punto di forza maggiore:
“Abbiamo già battuto la Francia in casa e in trasferta, abbiamo vinto otto partite e abbiamo bisogno che la prossima sia la nona. Sappiamo che non sarà semplice ma non c’è niente che non sia alla nostra portata. Saremo aiutati dai tifosi, la passione e l’orgoglio di 50.000 persone sosterrà la squadra. Sarà un fattore determinante.”
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Sotto sotto Donadoni ci sperava, ma sembrava davvero difficile che la Georgia vista in campo a Genova potesse fermare la Scozia di Alex McLeish, invece il risultato che viene fuori dal campo di Tbilisi è un perentorio 2 a 0 per i padroni di casa. Ora per gli Azzurri anche un pareggio in Scozia il 17 Novembre può dare la certezza della qualificazione, non serve una vittoria a tutti i costi per l’Italia, la speranza è che questo elemento non si riveli controproducente.
Ancora privo dei due migliori calciatori della Georgia, Kakhaber Kaladze e Levan Kobiashvili, il tecnico tedesco Klaus Toppmöller non intende dare strada agli scozzesi e schiera una formazione più offensiva rispetto alla sfida con l’Italia. Dentro dal primo minuto il giovanissimo Levan Mchedlidze, primavera dell’Empoli, insieme ad altri giovanissimi evidentemente motivati dalla vetrina internazionale.
Proprio il 17enne “italiano” trova un gol davvero notevole su calcio d’angolo al 16esimo del primo tempo, una rete che rovina i piani scozzesi e motiva i georgiani spinti in verità da un pubblico non numerosissimo, soprattutto tenendo conto della grande rappresentanza di tifosi della Scozia in trasferta per sostenere gli eroi di Hampden Park.
Gli ospiti abbozzano una reazione, ma non possono godere dei favori del portiere Lomaia, escluso in favore di Makaridze dopo la figuraccia di Marassi. La riserva non fa rimpiangere il titolare, ma in generale è tutta la Georgia ad opporsi con grande aggressività alla Scozia in fase difensiva e a ripartire imbastendo buone trame in contropiede. A pochi minuti dal termine della prima frazione ci sarebbe in verità l’episodio in grado di cambiare la gara, McFadden finisce a terra sgambettato al momento di entrare in area, ma l’arbitro tedesco Kircher fa ampi gesti in direzione dell’attaccante invitandolo a rialzarsi.
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Non arrivano buone notizie delle prestazioni dei nostri avversari nel Gruppo B di qualificazione a Euro 2008, l’Italia è sempre più obbligata a vincere.
Nel pomeriggio la Francia travolge, come nelle previsioni, le Far Oer fuori casa. 0 a 6, la pioggia di gol che arriva contro l’avversario più modesto del Girone non sorprende, ma a Giugno non era riuscita però riuscita all’Italia. In caso di arrivo a pari punti con i francesi gli azzurri hanno contro tutti i fattori (scontri diretti, differenza reti e reti fatte). Nella partita le reti dei galletti sono di Anelka, Thierry Henry (al 41esimo gol con i Blues, come Platini) nel primo tempo. Nella seconda frazione arriva la doppietta di Karim Benzema (per lui 10 reti in 10 partite in Ligue 1), Rothen e il gol dell’altro giovane fenomeno del Lione Ben Arfa.
La Scozia era attesa da impresa molto più complessa contro l’Ucraina, ma non delude confermando una pericolosità non pronosticabile al momento dei sorteggi. Hampden Park è un fortino per gli scozzesi, che conquistano la quinta vittoria in cinque gare interne. Non basta il gol di Shevchenko al 24esimo del primo tempo: la Scozia godeva a quel punto già di un doppio vantaggio grazie alle reti di Kenny Miller al quarto minuto e McCulloch al decimo. Ci pensa McFadden a chiudere il discorso con il 3 a 1 definitivo al 23esimo della ripresa.
Con queste due vittorie la Scozia torna a guidare il girone con 24 punti seguita dalla Francia a 22. Per l’Italia la vittoria stasera a Genova contro la Georgia è vitale, condizione necessaria e sufficiente per andarsi a giocare tutto in Scozia il 17 Novembre in una partita che, salvo passi falsi degli scozzesi in Georgia fra 5 giorni, sarà il vero “dentro o fuori” per gli Azzurri di Donadoni.