
Diciotto gol in diciotto partite, media perfetta quella dell’attaccante del Grosseto, il cileno Mauricio Pinilla. Una storia strana la sua, fatta di alti e bassi nel giro di mezza stagione; ora può godersi lo stato di grazia e sognare insieme a tutto il Grosseto, terzo in classifica e voglioso come non mai di salire per la prima storica volta in Serie A. Può un giocatore passare dall’Apollon Limossol, prima serie cipriota, al calcio italiano divenendo da meteora nel mediteranneo a oggetto del desiderio di squadre del calibro di Fiorentina, Palermo e Roma?
Pinilla può. Contro il Modena ha ribadito la vetta nella classifica marcatori, ma soprattutto ha eguagliato un record del calcio italiano: dopo 15 anni Gabriel Omar Batistuta non è più solo, 11 partite consecutive in gol, superato Ezio Pascutti del Bologna. Quest’anno Matri aveva accarezzato il sogno di raggiungere questo obiettivo, ma si è fermato a otto partite. Va bene, è Serie B, ma andare in rete per undici sabati di fila è roba mica male: ora c’è la gara casalinga contro il Crotone, occasione ghiottissima per arrivare a quota 12.
Sono molte le novità presentate dalla Panini per il lancio del nuovo album calciatori 2009/10. Nelle bustine della raccolta Calciatori 2009-10, Panini metterà a disposizione dei collezionisti 600 figurine autografate da 12 calciatori di serie A (50 a testa) che saranno distribuite in maniera casuale tra tutte le bustine messe in commercio. I giocatori hanno interamente devoluto il loro compenso all’associazione ” AIC per la solidarietà Onlus”.
(Elenco dei 12 calciatori che hanno aderito all’iniziativa)
E’ stato inoltre “riparato” con una figurina speciale l‘errore relativo al numero di scudetti della Roma. La nuova collezione comprende 734 figurine adesive, di cui 678 in carta e 56 speciali glitterate, sui giocatori di serie A e B, I e II divisione di Lega Pro, serie D e Serie A femminile. Queste figurine potranno essere raccolte in un album di 128 pagine che costerà 2,5 euro, mentre ogni pacchetto costerà 60 centesimi con 6 figurine (contro le cinque del vecchio pacchetto dal costo di 50 centesimi).
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L’Uzbekistan è una Nazione che ci tiene, e non poco, al calcio: il Bunyodkor, squadra di Tashkent, ha Rivaldo e Scolari (come allenatore), avevano tentato di prendere Eto’o e la Federazione spera di far crescere, sempre di più, il calcio nazionale. Così ogni anno organizzano degli incontri tra i giovani calciatori uzbeki e un campione di fama internazionale: l’anno scorso fece una visita da quelle parti addirittura Lionel Messi, quest’anno altro super fenomeno del calcio mondiale, Cristiano Ronaldo. La stella di Real Madrid e Portogallo martedì è atterrato nella capitale uzbeka (nella foto con gli abiti tradizionali), visita alla sede della Federcalcio, quindi conferenza stampa insieme a Scolari.
L’ex ct di Brasile e Portogallo, nonché recente allenatore del Chelsea, è stato allenatore di Ronaldo proprio ai tempi della selezione portoghese (di recente Felipao è stato anche accostato alla Juve). Dopo l’incontro con la stampa, sull’agenda del già Pallone d’Oro era in programma la consegna di alcuni diplomi a giovani e promettenti calciatori dell’Uzbekistan. Detto fatto, quindi per la delizia degli occhi dei tanti presenti il lusitano ha strabiliato la folla con un paio di giochetti dei suoi. Ma un piccolo e bravissimo “collega” del numero 9 delle merengues lo ha messo in seria difficoltà: il classico caso dell’allievo che supera il maestro. Il video che segue è davvero niente male…

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La Panini, società di Modena che dal 1960 sforna l’album dei calciatori annualmente, ha sempre raffigurato uno o più giocatori sulla copertina dei propri raccoglitori (eccetto due anni fa, in cui erano presenti soltanto due gambe in bianco e nero e un pallone): ebbene, il record di “presenze” lo vanta Francesco Totti (sei le apparizioni per il Pupone), sintomo che la ditta emiliana non ha mai dimenticato Roma e il suo capitano. Niente da fare, è bastato un lapsus, un errore dei più banali, per far infuriare la polemica nella capitale: nella pagina dedicata alla società giallorossa, nel nuovo album dei calciatori 2009/10 (non ancora presentato ufficialmente ma già presente in molte edicole), gli scudetti assegnati sono due, e non tre.
Come è noto la Roma è stata Campione d’Italia in tre occasioni (1942, 1983, 2001), l’assenza di uno dei titoli ha scatenato il passaparola tra le radio locali, subissate di segnalazioni da parte dei supporters. Così la voce è arrivata sino a Antonio Allegra, direttore commerciale della Panini, che ha chiesto pubblicamente scusa: “È vero, abbiamo fatto le nostre scuse, che peraltro estendo a tutti i romanisti. È stato un deprecabile errore tipografico e ci cospargiamo il capo di cenere, ma la Panini è fatta di essere umani, e quindi anche noi possiamo sbagliare. Adesso stiamo studiando un modo per poter dare la possibilità a chi ha già comprato l’album di cambiarlo. Roma è una piazza per noi molto calda, con tanti collezionisti, quindi ci teniamo in modo particolare“.
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Toifilou Maoulida, attaccante francese del Lens, ha escogitato un ottimo metodo per dedicare un gol a qualcuno senza rischiare sanzioni a livello disciplinare. Quando indossava la maglietta del Olympique Marsiglia in una partita contro il Nizza del campionato 2005/2006 di Ligue 1, Maoulida ha dedicato un gol al suo allenatore Fernandez ma non l’ha fatto semplicemente indicandolo o abbracciandolo bensì srotolando un mini striscione di stoffa con la scritta “C’est pour vous coach Fernandez“.
Da quel momento in poi ha iniziato a farlo con continuità e per i motivi più diversi; per salutare una nascita, per fare auguri di compleanno, per lanciare un messaggio d’amore o anche per salutare pubblicamente la mamma da poco scomparsa. Davvero un ottima pensata quella di Maoulida che gli permette di evitare un’ammonizione stupida per mostrare una maglia “celebrativa”, ma consente di mandare comunque un messaggio chiaro alle persone che lui ama.




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Il fatto di essere stato pizzicato a farla fuori dal vaso non è proprio sceso giù a Jens Lehmann. La necessità di soddisfare i proprio bisogni fisiologici durante la partita contro l’Unirea in Champions League, ha scatenato l’ironia dei giornali e delle Tv tedesche. L’estremo difensore dello Stoccarda intervistato da Bild se l’è presa con le telecamere che a suo modo di vedere sono state troppo invadenti: “Quello che è successo è affar mio. Sarebbe bene che gli operatori televisivi evitassero di mostrare proprio tutto quello che succede. Mi succede raramente di essere nervoso in partita, ma l’altra sera lo ero“.




Lo Standard Liegi grazie ad un gol del portiere Sinan Bolat ha conquistato il terzo posto nel girone H di Champions League che gli permetterà di partecipare alla seconda fase di Europa League. Gli ospiti dell’Az Alkmaar erano andati in vantaggio grazie al gol di Jeremain Lens al 42’ del primo tempo ed erano molto vicini a portare a casa il successo fino a quando, nell’ultima azione all’arma bianca, anche Bolat si è spinto nell’area avversaria per sfruttare la sua stazza su un calcio piazzato. Proprio il portierone di origini turche è risultato essere l’uomo decisivo con un colpo di testa che ha beffato così al 95′ minuto di gioco i campioni d’Olanda dell’Az Alkmaar che hanno chiuso il girone al quarto posto.




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Nella puntata andata in onda ieri di Striscia la Notizia l’inviato Cristiano Militello, che cura la rubrica settimanale dedicata al calcio “Striscia lo striscione“, ha mostrato un filmato su un episodio sconcertante e paradossale di simulazione. Il fattaccio è accaduto nella semifinale tra Svizzera e Uruguay dei Campionato del Mondo di Beach Soccer che si sono giocati nel mese di Novembre a Dubai e sono stati vinti dal Brasile. I protagonisti sono il portiere elvetico Nico e l’attaccante uruguayano Oli che con un’interpretazione da Oscar si è reso ridicolo agli occhi di tutto il mondo.




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Simpatico episodio nella quattordicesima giornata di Premier League. Accade durante il derby di Liverpool tra l’Everton e i Reds e l’istantanea in questione è stata scattata da un fotografo della BBC. Un signore molto attempato, con indosso una sgargiante sciarpa del Liverpool in bella mostra, scende le scale del Goodison Park appoggiandosi alla spalle dei tifosi biancoblu, i cugini e rivali cittadini dell’Everton. Il vecchietto aveva presumibilmente acquistato un tagliando del settore riservato ai tifosi dell’Everton. Per la cronaca il derby è stato vinto dal Liverpool che ha battuto a domicilio l’Everton per 2-0 (reti di Mascherano e Kuyt).



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Mohamed Kallon non ha nessuna intenzione di smettere col “calcio che conta“. Il suo ritorno in Sierra Leone è funzionale soltanto a tenersi in forma, dare una mano al suo club e tentare poi dalla prossima finestra di mercato di strappare un nuovo contratto a qualche società più o meno prestigiosa. Ora però se ne sta a Freetown dove controlla che il Kallon FC (sì, proprio così) se la passa bene: è forse il primo caso di presidente-giocatore, e a 30 anni rimane ancora un dignitoso atleta. Nel 2002 acquistò per 30mila dollari (una inezia per lui) il Sierra Fisheries, formazione della massima serie locale con un passato discreto (tre scudetti): ne cambiò nome e iniziò a finanziarlo massicciamente, fino a farlo diventare di nuovo campione della Sierra Leone, nel 2006, e vincitore di una Coppa di Lega l’anno dopo.
Intanto lui se ne stava nel Principato di Monaco, a cercare di metterla dentro come aveva sempre, più o meno, fatto. A 15 anni era già titolare nel Tadamon Sour, squadra del Libano, a 16 se ne volò addirittura fino a Stoccolma per giocare con una sconosciuta squadra della capitale svedese, lo Spanga. E lì che l’Inter lo notò e se lo portò ad Appiano Gentile: in più di un lustro però ha girato in lungo e in largo l’Italia (con la parentesi a Lugano), da Reggio Calabria a Vicenza, da Bologna a Genova passando per Cagliari. Poi il ritorno alla base: nell’anno dello scudetto sfiorato (correva l’anno 2002), Kallon fu il secondo marcatore della squadra dietro Vieri, con 9 centri. Fu al termine di quella stagione che comprò il Fisheries e lo rinominò.
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