Esplode bomba carta in casa, grave un ultrà romanista

pubblicato da Panda


Ieri in una casa di Ponzano Romano, località a 60 km da Roma, un uomo di 28 anni è rimasto gravemente ferito ad una mano dopo l’esplosione di una bomba carta; nell’incidente ha perso tre dita di una mano e una falange del pollice. Si tratterebbe, secondo le indiscrezioni, di una persona più volte fermata dalle forze dell’ordine mentre era in compagnia di elementi appartenenti alla tifoseria romanista più “calda”, in alcuni casi anche di pregiudicati e sottoposti a Daspo.

L’uomo attualmente è ricoverato al policlinico Gemelli di Roma dopo aver subito un primo intervento chirurgico d’urgenza a Civita Castellana, la sua porta è piantonata dalle forze dell’ordine che lo hanno arrestato per detenzione illegale di materiale esplosivo. Secondo i carabinieri di Monterotondo, che stanno seguendo il caso, ci sarebbe stato anche un altro uomo presente nel momento dell’esplosione e sempre lo stesso lo avrebbe poi abbandonato all’ingresso dell’Ospedale di Civita Castellana allontanandosi per non essere identificato.


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Napoli sotto shock per la cessione di Quagliarella

pubblicato da Gabriele Capasso


I tifosi del Napoli stanno vivendo ore di smarrimento e di angoscia. La cessione di Fabio Quagliarella alla Juventus sta agitando non poco gli animi dei sostenitori azzurri. Incredulità, rabbia e l’inevitabile divisione fra quanti ritengono Quagliarella “un traditore” e quanti pensano sia tutta colpa della società, da De Laurentiis in giù. Nonostante l’arrivo di Cavani (e la cessione di Denis) Quagliarella era considerato un punto fermo dell’attacco della squadra di Mazzarri, ma già da qualche giornosi stava facendo strada il sospetto che con l’acquisto di Lucarelli fossero cambiate le gerarchie nel reparto avanzato del Napoli.

Il calciatore si è sentito improvvisamente escluso, dallo status di titolare a quarta scelta dopo Lavezzi e i due nuovi acquisti Cavani e Lucarelli. Nonostante questo in pochi potevano immaginare che di lì a poco il Napoli avrebbe accettato l’offerta della Juventus, proprio una delle rivali alla corsa al quarto posto che il presidente De Laurentiis considera il vero obiettivo per la sua squadra, al punto da snobbare l’Europa League.

C’erano elementi tecnici che sconsigliavano la cessione, ma anche elementi affettivi. Quagliarella non ha mai nascosto la sua napoletanità, la sua voglia di giocare per la squadra della sua città, da sempre la squadra del suo cuore. Gran parte dei tifosi, proprio per questo, credono che il giocatore sia stato ceduto dal Napoli forzando la mano. I cori degli oltre mille volati in Svezia per sostenere la squadra contro l’Elfsborg parlano chiaro.

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Odissea per l'Aek Atene senza stadio, sarà ospite dei rivali dell'Olympiacos

pubblicato da Skalka

aek atene

I greci dell’Aek Atene sono impegnati stasera nella gara di ritorno dei preliminari di Europa League, ospiteranno gli scozzesi del Dundee United e proveranno a difendere l’1-0 ottenuto nella gara d’andata in trasferta. L’organizzazione dell’incontro però è stata quanto meno avventurosa a causa delle difficoltà nel reperire uno stadio adatto ad ospitare l’evento. La Uefa aveva infatti bocciato l’impianto dove abitualmente gioca l’Aek, l’Olimpico di Atene, a causa delle pessime condizioni del manto erboso.

Il club giallonero si è dunque messo alla ricerca di una nuova sede. In un primo momento hanno pensato allo stadio Georgios Kamaras, casa dell’Apollon, anche in questo caso però la Uefa ha bocciato la soluzione, l’impianto infatti non riusce a soddisfare le norme dell’organismo continentale. Scartata questa prima soluzione si è pensato di provare con il Nea Smyrni, sempre nella capitale, la decisione ha però fatto infuriare i tifosi del Panionios che mai avrebbero permesso ad una squadra rivale di occupare il proprio stadio, per questo alcuni di loro hanno pensato bene di introdursi all’interno dell’impianto nella notte distruggendone le panchine e le porte e rovinando il terreno di gioco.

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Video scontri Ultras - Polizia, "tifosi" contro Maroni e la Tessera del Tifoso

pubblicato da Panda


Ecco le immagini degli incidenti causati da un gruppo di ultras dell’Atalanta alla ‘Berghem fest’ di Alzano lombardo, nel Bergamasco, alla quale era intervenuto il ministro Roberto Maroni. Il gruppo composto da circa 500 facinorosi si è presentato alla festa padana per protestare, in modo non molto civile, contro la tessera del tifoso. Un paio di feriti, quattro auto date alle fiamme e cinque arresti il triste bilancio della spedizione ultras.


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Tessera del tifoso: contestato Maroni a Bergamo, petardi e auto in fiamme

pubblicato da Gabriele Capasso


Mancano pochi giorni all’esordio del campionato, il primo con la famosa Tessera del Tifoso, la card nominale che diventerà l’unico strumento per poter accedere al settore ospiti con i tifosi della propria squadra in trasferta. Contestatissima dagli Ultras, che hanno le loro ragioni, nonostante i tanti anni fra annunci e rinvii continui sta ancora faticando a partire fra disorganizzazione e lungaggini burocratiche. Molti tifosi, che pure ne hanno fatto richiesta, non l’hanno ricevuta e potranno presentarsi agli ingressi degli stadi con la semplice “richiesta” della tessera.

Intanto continuano le proteste dei gruppi ultras. Quelli della Roma hanno annunciato che in occasione della prima partita, quella casalinga con il Cesena, hanno intenzione di inscenare una qualche forma di protesta. Diverse sono le ipotesi allo studio: isolare “fisicamente” quanti hanno richiesto la tessera in Curva o entrare solo per il secondo tempo. Intanto gli ultras dell’Atalanta hanno deciso di protestare in maniera decisamente meno “civile”.

Obiettivo il ministro Maroni, presente a Bergamo all’interno della festa della Lega Nord. Gli Ultras sono entrati nel luogo nel quale si svolgeva un dibattito, hanno cercato una mediazione per ottenere un dialogo con Maroni, fallita la “trattativa” con il volto coperto da sciarpe hanno lanciato petardi e bombe carte causando l’incendio di quattro auto e di alcune sterpaglie. Dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco serafico, e accolto con applausi, il commento di Maroni di fronte alla platea di simpatizzanti della Lega:

Questi non sono tifosi, io con i violenti non parlo. Parlo con i tifosi veri. Mi sforzo di capire le loro ragioni ma francamente non le capisco.

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Spari in aria per fermare la rissa tra viterbesi e pisani

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Ancora folli risse di calcio d’estate. Stavolta “tocca” agli ultras entrare in azione, dopo le performance da dimenticare delle zuffe tra giocatori in Cagliari-Bastia, Catania-Iraklis Salonicco e Brescia-Larissa. E’ di 22 fermati e 10 tra feriti e contusi il bilancio degli scontri avvenuti nel pomeriggio all’esterno dello stadio di Chiusi (Siena), tra tifosi del Pisa e della Viterbese, tutte formazioni di serie D (il Pisa è stato proprio oggi ripescato in Prima Divisione). I fermati sono tutti tifosi viterbesi, perché ancora non sono stati rintracciati i tifosi nerazzurri. Nell’impianto sportivo era in programma un incontro triangolare tra le due formazioni e l’Hinterreggio, tutte squadre di serie D.

Per sedare la rissa i poliziotti hanno dovuto sparare alcuni colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio. I feriti della rissa tra tifosi del Pisa e della Viterbese non sarebbero gravi. In base a quanto ricostruito dalla polizia, prima dell’inizio della partita, fra la tifoseria della Viterbese, che era fuori dallo stadio, e quella pisana, che era dentro, sono iniziati a volare insulti e grida. A quel punto, una ventina di ultrà nerazzurri è uscita dall’impianto sportivo, iniziando lo scontro con il gruppo dei supporter avversari, che erano una quindicina. Nella rissa, oltre a pugni e calci, sono state usate cinture e mazze e sono comparsi anche dei coltelli.


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condividi condividi 9 commenti mercoledì 04 agosto 2010

Maroni: "Presto toglieremo le barriere dagli stadi"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


E’ una proposta che ciclicamente torna al centro delle discussioni che riguardano la sicurezza negli stadi. Negli obsoleti impianti italiani transenne, barriere e reti di recinzione stazionano ancora in bella vista. Un pugno nell’occhio se si pensa ad altri stadi europei, anche se forse, prima di eliminare le barriere, sarebbe opportuno rimodernare gran parte dei brutti impianti calcistici italiani. “Il mio sogno è che nei prossimi tre anni, entro la fine della legislatura, vengano tolte tutte le barriere dagli stadi. Come accade in molti luoghi del mondo sono convinto che anche qui si possa arrivare a questo“, dice il ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Nel corso della presentazione del protocollo tra Viminale, Ferrovie e Autogrill sulla tessera del tifoso, Maroni ha dichiarato: “Oggi è una giornata importante perchè viene siglata una convenzione che rappresenta un punto di svolta su una questione portante come la tessera del tifoso, che ha destato molte polemiche, preoccupazioni e parole di troppo. Chi è contro o non ha capito o fa finta di non capire o pensa che la violenza sia una cosa lecita“.


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I tifosi della Juve contro chi non vuole partire, contestati Camoranesi e Grosso

pubblicato da Skalka

mauro german camoranesi

Chi pensava che l’arrivo di Andrea Agnelli sarebbe servito a risanare totalmente la frattura tra i tifosi juventini e il club si sbagliava. Certo rispetto ai mesi scorsi l’atmosfera è molto più tranquilla, ma il tifo organizzato della Vecchia Signora è ancora vigile sull’operato della società e sul futuro della squadra. In queste prime settimane della nuova stagione non è mancato il calore nei confronti di giocatori e staff tecnico, oggi però, seppur in un’atmosfera di festa, si è registrata la prima vera forma di contestazione.

L’obbiettivo principale dei tifosi sono quei giocatori che stanno ostacolando il processori rinnovamento in atto, tutti coloro che stanno rifiutando sistematicamente la cessione. Durante l’allenamento di ieri a Varese è stato esposto uno striscione duro ed eloquente firmato dai gruppi Viking, Tradizione e Bravi Ragazzi, il testo è chiaro e senza nessun giro di parole: “A chi se ne deve andare ma vuole restare, un anno d’inferno faremo passare”.

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Miccoli: "La tessera del tifoso? E' una pagliacciata"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Continuano ad arrivare pareri negativi sull’introduzione della tessera del tifoso . Oltre ai diretti interessati (ultras delle curve su tutti), anche i giocatori non lesinano critiche al nuovo strumento ideato dal Ministero dell’Interno per facilitare l’identificazione dei tifosi e per impedire preventivamente l’accesso agli impianti sportivi dei tifosi sottoposti a Daspo o a condanne per reati da stadio. Solo per citare due figure importanti più o meno contrarie alla tessera: un anno fa fu Marcello Lippi ad esprimere i suoi dubbi, mentre due mesi fa fu la volta di Daniele De Rossi, che con sarcasmo liquidò l’argomento con un “Ci vorrebbe anche la tessera del poliziotto“, prima di essere travolto dalle polemiche e costretto a scusarsi.

Adesso tocca a Fabrizio Miccoli. Il giocatore del Palermo, intervistato dall’emittente televisiva salentina Telerama, non nasconde il suo dissenso: “L’ho già detto tantissime volte: la Tessera del Tifoso è una pagliacciata. Fosse per me, tornerei al calcio di una volta, fatto di coreografie, striscioni e fumogeni. Fossi un tifoso e mi imponessero la Tessera, di sicuro non andrei più allo stadio“.


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Tessera del Tifoso, vertice degli ultras a Catania

pubblicato da Antonio D'Avanzo


A poco più di un mese dall’inizio del campionato e in concomitanza della campagna abbonamenti delle squadre di serie A, torna al centro dell’attenzione una questione che sta facendo discutere da mesi tifosi, dirigenti e politici italiani. Un vertice riservato con 400 rappresentanti di una sessantina di gruppi ultras sostenitori di club di calcio, comprese squadre di Serie A e di altre categorie, si è tenuto nei giorni scorsi a Catania per dire “no alla tessera del tifoso” e trovare una strategia per interventi di protesta comuni.

Secondo il quotidiano La Sicilia, che pubblica la notizia, a Catania si sarebbero incontrati anche gruppi storicamente rivali, ma uniti da obiettivi condivisi come “restare una parte attiva nel calcio” e continuare “a vivere senza sopravvivere“. Così insieme si sono seduti ultras del Catania e del Palermo, la cui rivalità costò la vita all’ispettore capo di polizia Filippo Raciti il 2 febbraio del 2007 al Massimino durante il derby, ma anche della Roma e della Lazio, della Juventus e del Napoli, del Milan e del Brescia, del Bari e del Lecce, del Cesena e di squadra di altre categorie come quelli dell’Atalanta (serie B).

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