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Sampdoria - Dura contestazione dei tifosi blucerchiati | Video

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Notizie Sampdoria Tifosi

La Sampdoria sprofonda in classifica e raccoglie i cocci di un’intera tifoseria imbufalita. Rischia di diventare un altro incubo la stagione dei doriani, dopo la retrocessione dalla Serie A alla B della scorsa stagione se non ci sarà una sterzata netta nelle prossime giornate. I tifosi stanno perdendo nuovamente la pazienza e dopo la sconfitta casalinga contro il Varese, la seconda consecutiva per una squadra che non vince dall’ormai lontanissimo 1° novembre (2-0 contro il Crotone), hanno pesantemente contestato la squadra fuori dallo stadio, davanti al settore dei Distinti, chiedendo un confronto con i giocatori e con la società.

Un gruppo di sostenitori ha aspettato il passaggio del bus dei blucerchiati a fine partita. Alle 19,30 circa il pullman è finalmente uscito e i pochi tifosi rimasti ad aspettare hanno comunque contestato la squadra. “Ai nostri tifosi dobbiamo chiedere scusa - ha detto Iachini al termine della partita - abbiamo sbagliato tanto e non voglio sentir parlare di scuse come il terreno di gioco oppure i tifosi. Ai tifosi non possiamo dire nulla, anche contro il Varese ci hanno sostenuto fino al 95° minuto: stanno dando grande dimostrazione di civiltà e di appoggio“. Parlando poi del match, Iachini ha detto che “bisogna ancora migliorare perché non si può rinunciare a giocare. Non possiamo sbagliare due passaggi semplici e perdere la fiducia, manca la serenità giusta e quindi bisogna lavorare anche su questo aspetto“.

La curva è entrata con 20′ di ritardo rispetto al fischio d’inizio in segno di protesta ed ha esposto una serie di striscioni di contestazione durante la partita. Al termine della gara è stato lanciato anche un petardo in tribuna in direzione del direttore sportivo, Pasquale Sensibile. “Qualcuno mi consiglia le dimissioni - ha dichiarato poi lo stesso ds blucerchiato -, io ascolto tutti ma decido di testa mia. Siamo inadeguati a quello che è il blasone della Sampdoria, dobbiamo salvare la dignità e riguadagnare il rispetto della tifoseria. La contestazione nei miei confronti è giusta perché il responsabile sono io“.

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Ajax-Az Alkmaar: portiere prende a calci l'invasore: espulso | Video

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Notizie Video Tifosi

Violenza e caos durante l’incontro tra Ajax e Az Alkmaar, valido per la coppa d’Olanda. Al 37′ del primo tempo, sull’1-0 per l’Ajax, uno scellerato tifoso dei lancieri invade il campo e punta dritto verso il portiere avversario, il costaricano Esteban Alvardo Brown, cercando di colpirlo alle spalle. La reazione dell’estremo difensore è furiosa e forse sopraffatto da una comprensibile paura, scalcia il tifoso una volta che quest’ultimo cade a terra. L’arbitro segue alla lettera il regolamento ed espelle il portiere suscitando la reazione veemente di tutti i compagni di squadra.

Il tecnico dell’Az, Veerbek, richiama i suoi giocatori negli spogliatoi ordinando di abbandonare la partita. “Capisco che si stesse difendendo, ma avrebbe potuto evitare di prendere a calci il tifoso“, ha giustificato così il rosso l’arbitro. Duro Toon Gerbrands, direttore generale dell’Az: “Siamo usciti perché i giocatori non si sentivano più al sicuro“. “I calciatori - ha raccontato Verbeek ai giornalisti - erano terrorizzati. Non se la sentivano proprio di tornare in campo”.

“Rispetteremo ogni decisione che l’Ufficio inchiesta della Federazione Olandese prenderà - ha fatto sapere oggi l’Az Alkmaar - ma la sicurezza dei nostri giocatori era ed è troppo importante”. L’Ajax rischia la sconfitta a tavolino ed una multa pesante; più probabile la ripetizione della gara forse anche a porte chiuse. L’invasore di campo invece è stato arrestato. Si tratta di un 19nne già noto alle forze dell’ordine.

L’Ajax ha intanto garantito che bandirà a vita l’invasore di campo dall’Amsterdam Arena, porgendo le proprie scuse all’Az Alkmaar attraverso il proprio sito ufficiale. Il sindacato dei calciatori ha chiesto il ritiro del cartellino rosso per Alvarado e la conseguente squalifica.

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Tessera del tifoso illegittima: accolto l'appello di Codacons e Federsupporter

pubblicato da Skalka in: Notizie Tifosi

tessera del tifoso

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello presentato da Codacons e Federsupporter contro la decisione del Tar del Lazio di respingere il ricorso contro la Tessera del Tifoso, lo comunica la stessa associazione dei consumatori attraverso il suo sito ufficiale. Secondo il Consiglio di Stato, così com’è concepita ora la tessera è illegittima poiché può rappresentare una pratica commerciale scorretta. In particolare le due associazioni contestavano il fatto che associata alla sottoscrizione della tessera, obbligatoria in alcuni casi per avere accesso all’acquisto di biglietti e abbonamenti, ci fosse anche la sottoscrizione di un contratto con un istituto bancario, poiché la stessa tessera funziona anche da carta di credito ricaricabile.

Proprio l’abbinamento di queste due cose ha portato alla decisione del Consiglio di Stato, nella motivazione ufficiale infatti si legge che “l’abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall’utente) tra il rilascio della tessera di tifoso (istituita per finalità di prevenzione generale in funzione di una maggiore sicurezza negli stadi) e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata potrebbe condizionare indebitamente (nella misura in cui si provi che l’uso della carta non sia funzionale ad assicurare le finalità proprie della tessera del tifoso) la libertà di scelta del tifoso-utente”. In pratica si contesta il fatto che la finalità per la quale era stata introdotta la tessera non appare assolutamente tale da giustificare la sottoscrizione congiunta di una carta di credito prepagata.

La mancata libertà concessa al tifoso sottoscrittore fa appunto prefigurare l’ipotesi di pratica commerciale scorretta: “Potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumo; in tal senso depone il fatto che, per il tifoso, l’ottenimento della tessera appare condicio sine qua per poter essere ammesso, nelle giornate di trasferta della propria squadra, nel reparto dello stadio riservato agli ospiti, di guisa che appare verosimile che l’acquisizione di tale utilità potrebbe indurlo a compiere un’operazione commerciale (sottoscrizione della carta prepagata) che non avrebbe altrimenti compiuto”. I tifosi vengono obbligati a “comprare” di ingiustificato e che non avrebbe mai pensato di acquistare se non costretto dalle circostanze introdotte dalla tessera del tifoso.

Il Consiglio di Stato obbliga quindi il Tar del Lazio a fissare una nuova udienza con Codacons e Federsupporter per poter discutere nuovamente il ricorso respinto alla luce dell’illegittimità della tessera emerso. È una piccola vittoria per i tifosi che fin dal primo giorno hanno sempre combattuto contro questa legge che dietro l’urgente bisogno di controllare meglio gli stadi italiani ha creato uno strumento che è anche un immenso tesoro per le società e per i loro sponsor: una banca dati immensa da poter sfruttare a fini commerciali. Al di là di considerazioni di questo tipo anche l’efficacia di uno strumento del genere è sempre apparsa dubbia, la tessera è obbligatoria per poter accedere al settore ospiti, i tifosi che non la possiedono sono costretti a comprare il biglietto in altri settori, mescolati ai tifosi di casa: questo non sembra proprio un buon sistema per prevenire gli incidenti.

Agguato degli ultras della Roma ai tifosi della Juventus dopo la partita, ed il silenzio dei Media

pubblicato da Panda in: Juventus Notizie Roma Tifosi


Nel silenzio generale ieri sera a Roma si è consumato l’ennesimo episodio di violenza del mondo ultras. Al termine della partita tra Roma e Juventus, come da triste consuetudine le forze dell’ordine hanno atteso il deflusso fuori dall’impianto del pubblico di casa e poi ha fatto salire i tifosi occupanti il settore ospiti, non arrivati allo stadio con mezzi propri, su alcuni bus di linea e li ha scortati fuori dalla “zona stadio” in modo da allontanarli dall’impianto fuori dal quale potevano esserci “tifosi” di casa ad aspettarli.

Alcuni pullman sono stati scortati fino alla stazione Tiburtina e proprio lì si era nascosto, dietro alcuni bus fermi nel deposito, un gruppo di ultras della Roma che ha tentato di aggredire i tifosi juventini provenienti dallo stadio. C’è voluto l’intervento della polizia, che forse avrebbe dovuto sorvegliare con maggiore attenzione il luogo dell’arrivo del convoglio, per riportare alla calma la situazione. Quattro tifosi bianconeri però, una volta arrivati alla stazione Tiburtina, sentendosi in pericolo per la presenza del gruppo di violenti ed esagitati ultras giallorossi, hanno cercato di allontanarsi a piedi lungo Via Lorenzo il Magnifico in direzione di Piazza Bologna.

Qui purtroppo per loro sono stati avvicinati da una macchina con due persone a bordo che dopo aver capito che si trattava di tifosi della Juventus, sono scesi dal veicolo, armati di cinture e coltelli, per linciarli. Fortunatamente dopo una breve colluttazione sono intervenuti alcuni poliziotti che stavano transitando in quella zona a bordo di un auto non d’ordinanza; gli agenti sono riusciti ad arrestare solo uno dei due ultras mentre l’altro è stato identificato nella notte e denunciato in stato di libertà. Ad entrambi sono stati contestati i reati di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

La Roma non verrà ritenuta responsabile in alcun modo del comportamento dei propri “tifosi”, perché questi fatti sono avvenuti lontano dalla “zona stadio” mentre se così non fosse stato ci sarebbero stati gli estremi per una squalifica del campo per un tot di giornate. Potrà essere doloroso per i tifosi romanisti per bene, come per tutti gli altri tifosi veri di calcio, ma questa norma andrebbe decisamente rivista perché è inconcepibile che alcuni soggetti, eludendo il sistema, continuino a fare quello che vogliono nell’indifferenza più totale spostando la propria sete di violenza a qualche chilometro di distanza dallo stadio. La cosa paradossale è che solo l’agenzia giornalistica ASCA ha riportato questi fatti, nella completa noncuranza del resto del mondo dell’informazione sportiva e non.

Argentina: arrestato il fratello di Lavezzi per rissa e possesso arma non registrata

pubblicato da Skalka in: Personaggi Campionato Argentino Tifosi

diego lavezzi

Il fratello di Ezequiel Lavezzi, Diego, si è cacciato nei guai: è stato infatti arrestato in Argentina in seguito ad una rissa con sparatoria tra tifosi, la notizia l’ha riportata il quotidiano di Rosario “La Capital“. Secondo la ricostruzione del giornale argentino nel corso della partita tra Coronel Aguirre, di cui il fratello del napoletano è presidente, e Oriental è scoppiata una gigantesca rissa tra i tifosi presenti sugli spalti, tanto da costringere l’arbitro a sospendere la gara al quattro minuti dal termine sul risultato di 4-0 per il Coronel. Gli scontri sono proseguiti fuori dalla struttura che ospitava la partita, ci sono stati alcuni feriti di cui almeno un paio colpiti da un’arma da fuoco.

Diego Lavezzi è stato fermato dalla polizia poiché torvato in possesso di una pistola 9 millimetri con la matrice abrasa. Non si sa ancora se è stata quella l’arma che ha sparato, gli inquirenti l’hanno sequestrata e sono in corso gli esami scientifici che serviranno a fare luce su quanto accaduto. Nel frattempo il fratello dell’attaccante argentino continua a subire lo stato di fermo, mentre si è saputo che le persone ricoverate in ospedale non hanno riportato ferite particolarmente gravi. Non mancano le polemiche a proposito della decisione di far disputare la partita che secondo la federazione Rosarina non doveva essere giocata proprio per l’alto rischio di incidenti.

Il Coronel, squadra di casa, ha spinto affinché le due squadre scendessero comunque in campo promettendo di lasciare chiusi i cancelli dello stadio. Così non è stato, anzi sugli spalti erano assiepati già molti sostenitori tempo prima dell’inizio del matrh contro l’Oriental. La partita è iniziata regolarmente ma, come detto prima, non si è conclusa a causa degli incidenti che si sono scatenati. La notizia dell’arresto di Diego Lavezzi è giunta al fratello Ezquiel questa mattina, non un bel risveglio per il Pocho dopo il pareggio di Novara. I due fratelli sono molto legati e insieme hanno fondato un’associazione no profit, la “Niños del Sur” di cui Diego è presidente, con sede a Villa Gobernador Gálvez, in provincia di Santa Fe.

Tifoso del City si fa tatuare la Champions League | Foto

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Notizie Foto del giorno Tifosi Champions League 2011/12


L’ottimismo è il sale della vita, direbbe qualcuno. Kirk Bradley, grande tifoso del Manchester City, si fece tatuare due anni fa una Champions League sotto il nome del club inglese. Bradley si spinse oltre azzardando addirittura l’anno in cui i Citizens avrebbero conquistato la coppa dalle grandi orecchie: il 2011. La previsione si rivelò errata perché lo scorso anno perché il City non partecipò alla Champions League. Kirk sperava in qualche possibilità in più in questa edizione della competizione in cui figurava anche la sua squadra del cuore e, se si fosse avverato l’evento, si sarebbe forse fatto modificare un solo numero sul suo tatuaggio. Ma non c’è stato niente da fare. Il City è stato eliminato e il tatuaggio rappresenta, per ora, un desiderio proibito. Questa è la sua intervista rilasciata a menmedia.co.uk due anni fa:

“Credo veramente che abbiamo la qualità e l’ambizione di conquistare il più grande trofeo e credo che lo faremo presto. Andiamo a sfidare tutta l’Europa. I miei amici che sono per lo più tifosi di Aston Villa e West Bromwich Albion pensano che io sia pazzo, ma non mi interessa. Stiamo per essere Campioni d’Europa e quando accadrà vedremo chi riderà. Sono stato spesso criticato perché vivo a Birmingham e tifo City, ma ora non credo che nessuno potrà più dubitare della mia fede.”

Il tatuatore, John Logan ha detto che si è trattato di una delle richieste più insolite mai pervenute: “E ’sicuramente stata una richiesta strana. Ho fatto molti tatuaggi ai tifosi di calcio che avevano i simboli della loro squadra tatuata, ma mai nulla di simile.


Tifoso del City si fa tatuare la Champions League | Foto

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La festa dei napoletani dopo Villareal-Napoli 0-2 | Video e Foto

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Notizie Video Napoli Tifosi

Già prima del fischio finale dell’arbitro norvegese Moen sono partiti i primi caroselli di macchine a Napoli. Fuochi d’artificio, caroselli e persino un bagno a temperature polari nelle fontana di alcune piazze. Al fischio finale, la gioia dei sostenitori azzurri è esplosa e i tradizionali fuochi d’artificio sono stati fatti brillare in diversi quartieri della città. Da piazza del Plebiscito sono partiti i caroselli di macchine e motorini che si sono snodati lungo le vie del lungomare e del centro cittadino. “Mi sono arrivati messaggini dagli amici, so che Napoli è già in festa: e chissà che succede quando arriviamo“, ha detto prima di partire alla volta dell’Italia il capitano azzurro Paolo Cannavaro.

Il Video di Villareal - Napoli 0-2

In realtà una volta giunta all’aeroporto di Capodichino il pullman del Napoli si è diretto a Castel Volturno passando attraverso un’uscita di servizio dell’aeroscalo deludendo le decine di tifosi azzurri accorsi per salutare la squadra. Nonostante ciò i tifosi hanno riservato ugualmente cori di apprezzamento alla squadra

La festa dei napoletani dopo Villareal-Napoli 0-2 | Foto
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Villareal-Napoli 0-2 | Le Foto

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Roma contestata da un piccolo gruppo di tifosi - Video

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Notizie Roma Video Tifosi

Tempi duri in casa Roma. I giallorossi tornano da Firenze con le ossa rotte e, come se non bastasse, a causa di infortuni e squalifiche, dovranno rinunciare a molte pedine in vista di un altro difficile incontro, quello contro la Juventus all’Olimpico. Luis Enrique è stato il più contestato da un gruppo di tifosi presenti alla stazione Termini, al momento dell’arrivo da Firenze. Secondo fonti giornalistiche della capitale il tecnico spagnolo starebbe pensando di rassegnare le dimissioni. Subito dopo la fine della partita l’allenatore ha commentato amaramente, ai microfoni di Sky, il momento nero dei giallorossi:

“Mi sento male come qualsiasi calciatore della Roma e come si sentirebbe qualsiasi allenatore nella situazione che c’è adesso. Le mie scelte? l’azione del primo gol, con quel rigore ha condizionato totalmente la partita. Fino a quel momento abbiamo provato a fare gol e a rimanere nella partita. Poi anche il secondo gol è arrivato su calcio piazzato e poi è stato difficile. Credo sia stato più merito di Gamberini che demerito di Heinze. Noi allenatori passiamo per queste situazioni, quando i risultati non arrivano cominciano ad esserci i dubbi e l’allenatore deve essere sempre pronto per lavorare e andare avanti. E’ ovvio che non è facile. Se sento la fiducia della società? Si”.

Il dg della Roma, Franco Baldini, difende Luis Enrique ai microfoni di ‘Stadio Sprint’:

“Ai tifosi dico, questo è un allenatore degnissimo e rappresenta bene l’idea di calcio con un impianto di gioco ben preciso. In certe occasioni si è visto la squadra giocare come l’allenatore diceva, non dobbiamo disperdere questo piccolo patrimonio acquisito. Tutto è migliorabile, questo allenatore ha l’obiettivo di creare un gruppo, e questo si crea attraverso certi valori e questo passa anche attraverso il rispetto delle regole. Lui ha cambiato spesso perchè non ha mai avuto la possibilità di schierare la sua formazione. Le sconfitte le avevamo messe in conto, ogni volta fanno sempre più male, non per il modo ma per gli effetti. Ma la squadra ha una sua identità ben precisa. Tifosi? I cori non fanno piacere, hanno tutta la legittimità, una partita così fa male”.

Video e Foto | Scontri e lacrimogeni in Genoa-Milan

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Milan Genoa Video Tifosi

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Genoa - Milan è stata sospesa al 16’ del primo tempo a causa dei lacrimogeni che hanno creato problemi al pubblico e ai giocatori in campo. Un poliziotto è rimasto ferito, centrato al volto da una sassata. Per sedare gli scontri sono stati lanciati dei lacrimogeni ed’ è arrivato lo stop di dieci minuti a causa del fumo che ha creato problemi al pubblico e ai giocatori.

All’arrivo dei tifosi milanisti gli ultras genoani hanno cominciato a lanciare pietre, bottiglie e spranghe verso di loro. I milanisti hanno cercato di reagire la polizia è intervenuta per evitare che le due tifoserie venissero a contatto. Non si sono registrati altri momenti di tensione subito dopo il fischio finale del match vinto dai rossoneri per 2-0. Il Secolo XIX ha riportato il racconto del poliziotto ferito:

“I tifosi del Milan hanno sfondato la recinzione della gabbia e hanno cercato il contatto con i genoani che andavano allo stadio all’altezza di via Canevari. A quel punto per disperdere i milanisti abbiamo lanciato i fumogeni che poi hanno procurato fastidio anche all’interno dello stadio.”


Foto | Scontri e lacrimogeni in Genoa-Milan

Foto | Scontri e lacrimogeni in Genoa-MilanFoto | Scontri e lacrimogeni in Genoa-MilanFoto | Scontri e lacrimogeni in Genoa-MilanFoto | Scontri e lacrimogeni in Genoa-Milan

Le Foto di Genoa - Milan 0-2
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Seguono in ogni stadio il Palermo entrando gratis con la divisa ufficiale

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Personaggi Notizie Palermo Tifosi

Gaspare Galasso e Antonino Massei, 18 e 19 anni, sono i “re dell’imbucata”. Hanno seguito il Palermo, la loro squadra del cuore, in molti stadi italiani e senza sborsare un euro per il biglietto. Il metodo è in teoria molto semplice: una tuta del Palermo, sfrontatezza e coraggio al momento dei controlli in prossimità degli ingressi sorvegliati dagli steward e ovviamente spacciarsi per giocatori del Palermo alla consueta domanda degli addetti alla sicurezza.

Il video è la prova del piano che attuano i due ragazzi siciliani ogni qualvolta decidono di entrare in uno stadio dove gioca il Palermo. Roma, Milano, Lecce, Cagliari, Parma e il nuovissimo Juventus Stadium di Torino gli stadi già vivisezionati gratis dai due ragazzi. Gaspare ha raccontato al Corriere l’ultima impresa a Torino dove a fine partita hanno addirittura rimediato una foto con Matri e Pirlo e due magliette in regalo:

“Abbiamo fatto tutto come al solito ci siamo presentati con le nostre tute all’entrata dicendo che eravamo con la squadra, giocatori della Primavera. Non c’è stato problema, ci hanno persino accompagnati e poi lasciati andare. Negli stadi italiani non troviamo ostacoli. Il segreto probabilmente sta nel fatto che nessuno ci chiede nulla, né tesserini né niente, forse perché sarebbero imbarazzati nel non riconoscere un giocatore.”

Su Facebook è nata la pagina “Gaspare Galasso Il re delle imbucate” e i due “portoghesi” progettano nuove incursioni oltreconfine. Si presume che sarà molto più difficile ora che sono diventati famosi, ma non si scoraggiano:

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