
Succede che il cittadino Luciano Moggi vada allo stadio a vedersi una partita di calcio, ed è subito notizia. L’ex dirigente di Torino, Napoli e Juve sabato pomeriggio se ne stava nella tribuna vip dell’Olimpico di Torino a vedere i granata contro il Frosinone: non vincevano da 50 giorni tra le mura amiche, la presenza dell’amuleto Moggi evidentemente ha portato fortuna. Tripletta di Rolando Bianchi e ciociari ko, con la zona A ora più vicina (grazie anche al successo di sette giorni prima contro il Padova). Il controverso direttore sportivo gran protagonista di Calciopoli era con amici e con alcuni rappresentati del quotidiano Libero, su cui scrive ormai puntualmente da qualche tempo.
Urbano Cairo, che due settimane fa annunciò che avrebbe voluto vendere il Toro, era poco distante e non ha battuto ciglio alla presenza dell’antico rivale juventino; anzi, c’è chi vocifera che Moggi fosse lì non a caso, ma perché interessato proprio alla squadra torinese. In ogni modo la presenza dell’ex dirigente toscano non è passata inosservata per il popolo torinista e così nella ripresa dalla Maratona si sono levati cori contro di lui, oltre che contro i cugini della Juve. Moggi ha poi lasciato l’Olimpico prima della fine, un po’ per evitare problemi al defluire di tutti i tifosi, un po’ per non perdersi il fischio d’inizio di Fiorentina - Juve (che avrebbe ovviamente visto in televisione).
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E’ un Urbano Cairo stanco, quasi commovente, quello che risponde alle domande impertinenti di Massimo Gramellini, giornalista de La Stampa. Il suo Torino non è mai decollato: subito una importantissima promozione nella massima serie nello spareggio contro il Mantova, poi tre campionati di Serie A: un 16°, un 15° e un 18° posto, quello della retrocessione. Ripartire dalla B, mica facile. E dopo un avvio più o meno promettente, ecco che il vecchio Toro si impantana nelle erbacce del centro classifica, una stanca corrida che sabato scorso lo ha visto infilzato dal torero meno in forma, il fanalino di coda Salernitana.
“Non voglio rimanere in paradiso a dispetto dei santi. Lo dico a malincuore, a grande grande malincuore: ho deciso di mettere in vendita il Toro. Una parte minoritaria ma rumorosa della tifoseria non mi vuole più e può creare problemi ambientali alla squadra. Basta, lascio. Se si è fatto avanti qualcuno? Giuro di no, su quanto ho di più caro. D’altronde, prima di questa intervista il Toro non era ancora in vendita. Sono rimasto zitto due mesi, ho lasciato che parlasse il campo. Ma dopo la sconfitta con la Salernitana sono ripartite le critiche, le campagne di stampa. E allora adesso torno a parlare io. Per dire che vendo” è l’amara confessione dell’editore.
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La Lazio deposita in extremis il contratto di Andrè Dias, difensore 31enne brasiliano del San Paolo, con cui ha vinto tre campionati brasiliani. Il costo dell’operazione si aggirerebbe intorno ai due milioni e mezzo di euro. Gilmar Rinaldi, manager del calciatore, afferma che il contratto firmato con il club del presidente Lotito è di tre anni e mezzo. Dias è nato a Sao Bernardo do Campo, in provincia di San Paolo, è alto 1,84 per un peso di 80 chili.
Fronte Fiorentina, comunicato ufficiale: “L’ACF Fiorentina comunica di aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive del centrocampista Martin Jorgensen alla società AGF Aarhus (Danimarca). Il Presidente, la proprietà e tutta l’ACF Fiorentina lo salutano con affetto, lo ringraziano per la professionalità dimostrata in questi cinque anni in viola e per i traguardi raggiunti insieme; un grosso “in bocca al lupo” a Martin per la sua nuova avventura”.
Fronte Verona, comunicato ufficiale: “Hellas Verona Football Club rende noto che nella giornata di lunedì è avvenuto il perfezionamento del trasferimento in gialloblù dal Napoli del calciatore Samuele Dalla Bona. Il centrocampista classe ‘81, che negli ultimi mesi ha militato nell’Iraklis (campionato greco), passa al club di Via Torricelli in prestito con diritto di riscatto”.
“Lasciar partire Thomas è stato difficile, ma rispettiamo la sua decisione e gli auguriamo la miglior fortuna con il suo nuovo club, ringraziandolo per la sua militanza nello Stoccarda“, recita il comunicato dello Stoccarda. Thomas è Hitzlsperger, centrocampista 27enne nazionale tedesco appena acquistato dalla Lazio che si congeda dal suo ex pubblico: “Saluto con affetto tifosi, compagni, staff e società , e tengo le dita incrociate per questa squadra, che mi ha dato tanto. Giocare in un grande campionato sarà un grande privilegio, e potrò portare avanti la bella tradizione dei calciatori tedeschi approdati in Italia“.
Il club di Claudio Lotito, in attesa di sviluppi per la vicenda Eguren (è stato giudicato non idoneo per un problema di pressione alta, ma il Villareal lo considera ceduto), ha acquistato anche un giovane israeliano. Si tratta del centrocampista Eyal Golasa, 18 anni, che giocherà nella Lazio per quattro stagioni e mezzo. Golasa ha chiesto ed ottenuto di indossare la maglia n.15. Difficile, invece, l’approdo a Roma del brasiliano Ederson dal Lione.

Come ovvio, gli ultimi giorni della finestra di mercato invernale sono pieni di colpi di scena. All’Ata Quark Hotel di Milano anche oggi roventi trattative, colpi di scena e transazioni andate in porto. Una delle più clamorose riguarda Hernan Crespo che dopo solo sei mesi lascia il Genoa e si accasa al Parma, squadra e città che lo videro protagonisti per quattro anni sul finire del millennio; Ghirardi piazza sicuramente un colpo niente male, ma rinuncia a Nicola Amoruso che invece passa all’Atalanta. Gli orobici sono molto attivi: vicini Marc André Zoro dal Benfica (molto gradito da Mutti che lo ebbe alle sue dipendenze a Messina) e Sergio Volpi dalla Reggina, a questo punto pare molto probabile un addio di Robert Acquafresca, infelice fino ad ora la sua esperienza a Bergamo.
La Fiorentina scandaglia il mercato delle punte, ha chiesto Rocchi alla Lazio e Tavano al Livorno. I labronici dal canto loro, pur non intenzionati a cedere il loro fantasista, si assicurano le prestazioni di Davide Di Gennaro in prestito dal Milan. E’ vivo anche il Siena del presidente Mezzaroma: dal Panathinaikos giunge nella città del Palio il greco Alexandros Tziolis, già difensore della Nazionale ellenica. Di contro ceduto in prestito Gael Genevier al Torino (e si tratta per Reginaldo). Attaccanti che fanno le valigie: Stefano Okaka lascia la Roma e si accasa al Fulham, anche se domenica farà la sua ultima apparizione in giallorosso (per questa stagione). E ancora il Bari, che manda in Serie B due sue punte: Rej Volpato va a finire al Gallipoli, Giuseppe Greco al Cesena.

Quattro punti in cinque partite, troppo pochi: il bottino raccolto da Mario Beretta nei 450 minuti trascorsi sulla panchina del Torino non erano quanto si aspettava Urbano Cairo. La squadra è una polveriera, l’ombra del calcio scommesse (sebbene la cosa sarebbe stata smentita finanche da Abete), l’agguato ad alcuni giocatori nel corso del compleanno di Di Michele, le dimissioni del ds Rino Foschi, sconfitte a raffica e un gioco che non c’è, dalle parti di Torino sono tempi cupi per entrambe le squadre cittadine. Come successo in passato, il caparbio editore e presidente del Toro Cairo, è ritornato sui suoi passi e ha richiamato il vecchio allenatore: lo fece con De Biasi e con Novellino, ora si ripete con Stefano Colantuono.
Il tecnico romano, esonerato all’indomani della sconfitta clamorosa in casa contro il Crotone, a conti fatti viaggiava con una media punti dignitosi non risultando poi così lontano dalle zone nobili della classifica (anzi, si trovava praticamente in zona playoff, a differenza di ora, a 4 punti dal sesto posto). Ma nulla è perduto e la soluzione Colantuono alla fine sembra la più saggia: conosce l’ambiente e i giocatori, non bisogna pagare un ulteriore stipendio, è un ragazzo caparbio e pieno di entusiasmo. La piazza non era certa andata in brodo di giuggiole sentendo i nomi dei possibili sostituti di Beretta: Antonino Asta, attuale trainer della Primavera granata, o addirittura Zdenek Zeman, ipotesi surreale che non aveva mai trovato reali conferme.

L’aggressione subita dai giocatori del Torino la sera del 6 gennaio potrebbe avere pesanti strascichi. I granata stanno pensando ad una clamorosa mossa, cioè quella di non giocare domani contro il Cittadella: troppo scioccati per scendere in campo, questa la motivazione. Intanto ieri si è tenuta una conferenza stampa attraverso la quale gli stessi calciatori, attraverso la voce di David Di Michele, hanno dato la loro versione dei fatti accaduti al ristorante torinese “I Cavalieri”.
I granata erano riuniti a cena per festeggiare il compleanno a sorpresa dello stesso di Michele, alla fine della serata Rolando Bianchi e Riccardo Colombo sono usciti dal locale per andare a prendere le auto quando sono stati attorniati da un gruppo di circa 25 tifosi a volto coperto e armati di cinture. I due sono stati colpiti con schiaffi e le loro automobili sono state prese a calci. Lo stesso gruppetto è poi entrato nel ristorante per attaccare gli altri giocatori, sono molti i granata coinvolti: Aimo Diana, Marco Pisano, Francesco Pratali, Massimo Loviso, Matteo Rubin, Paolo Zanetti, Angelo Ogbonna e David Di Michele.
Il presidente del Torino, Urbano Cairo, interviene in merito alle voci che collegherebbero l’increscioso episodio verificatosi nella serata di ieri, quando un gruppetto di circa una ventina di ultras granata, molti dei quali con le cinghie dei pantaloni in mano, hanno aggredito e minacciato di morte alcuni giocatori della squadra riunitisi per festeggiare il compleanno di un compagno, ad una presunta storia di scommesse relativa all’incontro perso dalla squadra contro il Crotone lo scorso 30 novembre 2009.
Il patron dei piemontesi, contestatissimo negli ultimi mesi a causa dei deludenti risultati ottenuti finora nel torneo cadetto, ha infatti dichiarato ai microfoni della stampa di aver parlato ieri sera con il direttore generale della Federcalcio, Antonello Valentini, il quale gli avrebbe confermato che non esiste alcuna inchiesta in corso contro la sua società . Cairo conclude quindi che potrebbe trattarsi di “voci messe in giro ad arte” per destabilizzare un ambiente già incandescente e costringerlo a mollare.
“Il Torino Football Club S.p.A. comunica di aver acquisito dal S.S.C. Napoli S.p.A., a titolo temporaneo con diritto di riscatto, il diritto alle prestazioni sportive del calciatore João Batista Inácio “Piá”. L’attaccante brasiliano, nato a Ibitinga il 22 marzo 1982 e cresciuto calcisticamente nell’Atalanta, sosterrà domani mattina la prima sessione di allenamento con i compagni di squadra, al termine della quale verrà presentato agli organi di stampa.” Con questa nota, apparsa sul sito ufficiale della società granata, il Torino ufficializza il trasferimento dell’attaccante brasiliano Ignacio Pià .
E’ ancora da definire, invece, il trasferimento di Francesco Modesto dal Genoa al Napoli. Il centrocampista calabrese è stato ufficialmente contemplato come “ceduto” dal sito ufficiale del Genoa. Qualche ora dopo è arrivata la smentita dell’agente del calciatore, anche se l’impressione è che manchino solo alcuni dettagli per la conclusione dell’operazione. Tre giorni fa la Gazzetta anticipava alcune cifre: il trasferimento potrebbe chiudersi con un prestito con diritto di riscatto in favore degli azzurri fissato a 3,5 milioni di euro.
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Al grido di “Te ne vai o no, te ne vai sì o no!” e “Un presidente, vogliamo un presidente!” circa un centinaio di tifosi granata ha inscenato una pesante contestazione nei confronti della presidenzadel Torino. Alla Sisport, dove la squadra ha ripreso ad allenarsi dopo la sosta per il Natale, Urbano Cairo stava presentando alla stampa il nuovo consulente di mercato, Gianluca Petrachi, quando è sopraggiunto il gruppo di ultras che ha interrotto con cori, fumogeni e grossi petardi la conferenza stampa. (Classifica serie B)
Il container nel quale erano presenti i dirigenti del Torino è stato accerchiato e preso a pugni dagli ultras. Terrorizzati, oltre al presidente Cairo, anche il ds Rino Foschi, il neo dirigente Petrachi e i giornalisti presenti, che hanno dovuto attendere alcuni minuti prima di poter uscire dalla struttura. La contestazione non ha risparmiato neppure i giocatori, bersagliati anche loro dai cori dei tifosi. I deludenti risultati della squadra, retrocessa in serie B la scorsa stagione, rappresentano motivo di malcontento per la tifoseria granata.
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