Napoli: Cavani, Hamsik e Insigne, 26 gol su 29 da loro. Troppo poco dagli altri.

Un dato su tutti deve far riflettere Walter Mazzarri: nel 90% delle reti realizzate dal suo Napoli in questa Serie A c'è lo zampino di almeno uno tra Cavani, Hamsik e Insigne. Un'analisi che deve necessariamente andar oltre la certificata qualità di questo trio, visto che le avversarie più attrezzate non vengono più punite, come accadeva nei 3 anni passati, dal fattore sorpresa: il Napoli ha un modo solo di giocare, talvolta bello, spesso efficace, ma non quanto basta per sfidare davvero lo squadrone di turno e, tanto meno, i colossi europei.

Tatticamente, si tratta per i "nemici" di disinnescare le combinazioni in avanti dei partenopei, soprattutto quelle in ripartenza verticale, e il grosso del gioco è fatto. Troppo labili le soluzioni alternative, troppa la dipendenza dagli stati di forma reali dei big là davanti: la verità è che il Napoli resta una delle dimensioni più apprezzate e apprezzabili del calcio italiano, ma resta una squadra, per l'appunto, tipicamente all'italiana. Nel frattempo, però, il mondo è cambiato velocemente come saltuariamente accade nel calcio.

Le rivoluzioni tecniche e culturali posso anche avere pause decennali, ma inderogabilmente arrivano e possono rendere vecchio ciò che fino a sei mesi prima pareva attuale, o addirittura pareva una certezza consolidata.

Oggi gli azzurri si giocano nuovamente l'accesso alla Champions, difficile parlare di qualcosa di più. Anche se parrebbe logico nella stagione che porterà all'addio a Mazzarri (i suoi fedelissimo già lo sanno, vedi operazione Campagnaro-Inter) cercare di far chiudere il cerchio nel miglior modo, con una vera corsa Scudetto, a un'epoca che sotto il Vesuvio resterà negli annali.

Serve, però, una presa di coscienza a sfida in corso: cambiare l'atteggiamento, attaccare con qualche uomo in più e organicamente (il forcing di San Siro è solo un'estemporanea), crederci tutti e non solo affidarsi ai tre Maradonini di turno. I tempi son cambiai, le partite si vincono e si perdono in dodici... e Mazzarri sta iniziando ad impararlo in vista di un futuro all'estero o, comunque, in una big dalle grandissime pretese.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail