
E’ sufficiente porsi con un minimo di spirito critico nei confronti delle imprese della Nazionale, per osservare con grande fastidio l’assoluta inadeguatezza del 95% (approssimando per difetto) di cronisti e giornalisti al seguito della squadra azzurra; si tratta purtroppo di un virus che fa capolino già nei mercoledì (martedì, giovedì…) di coppa ma che esplode in tutta la sua devastante potenza in occasione delle partite dell’Italia soprattutto quando si arriva a importanti avvenimenti come Europei o Mondiali. In questi frangenti i nostri cari telecronisti, obbligati a non poter muovere un muscolo durante l’intero campionato per non rischiare di essere additati come tifosi juventini, milanisti, romanisti, interisti, laziali… abbandonano ogni freno inibitore e si trasformano nei peggiori, faziosissimi ultras che tanto condannano per tutta la stagione.
Le telecronache di Marco Civoli, per esempio, sono qualcosa di aberrante per incompetenza, pressappochismo, faziosità e inadeguatezza, tanto da far rimpiangere il buon Bruno Pizzul che non era certo un mostro di imparzialità né di verve, ma almeno parlava un discreto italiano e non faceva una telecronaca da avventore di bar (ma che frase è “Hiddink, questa volta non ci hai fregato?”), ma da giornalista, se questa parola ha ancora un significato. Caliamo un velo pietoso su Sandro Mazzola, riesumato non si da chi e non si sa perché, a riempire le casse degli home theatre di baggianate e banalità storiche, infarcite del solito buonismo azzurroide per cui i nostri sono bravi e belli e gli altri dei cattivoni che non si devono permettere ché noi siamo l’Italia… Dio solo sa quando gli sarà costata quell’ammissione a denti stretti (“Sì, questa volta ha sbagliato”) nel commentare una punizione di Pirlo direttamente in curva nella gara con l’Ucraina: più facile che Fonzie riuscisse finalmente a dire “ho sbagliato”. Gente che riesce a parlare di rigore sacrosanto su Grosso (?), evitando anche solo di commentare il precedente mani di Zambrotta in area italiana. Forse era rigore, forse no, ma se mandano il replay perché non lo commenti, invece di parlare d’altro, che diamine!
Non che la situazione in studio sia migliore: tra Mazzocchi, Galeazzi e i presunti (?) esperti Tombolini, Dossena, Signori, Collovati, Tardelli, si può invece parlare di tragicommedia, che tocca vette di comicità involontaria quando, in assenza di partite, debbono riempire quell’ora e mezza di trasmissione con qualcosa di simile alle “chiacchiere del pensionato”. Dal punto di vista scenografico direi che sul tavolo mancano solo la bottiglia di rosso e le carte da briscola, per rendere al meglio la situazione. Con il buon Mazzocchi che si divide tra il clown (che peraltro non è simpatico a nessuno) e l’ultrà che sono in lui; che fa vedere la manata di Frings da tutte le angolazioni possibili, salvo poi fare la verginella (“Noi non abbiamo chiesto niente alla Fifa…”) e dire che in una semifinale mondiale vale tutto. Davvero? Bravo! Perché non mettere una bomba sotto al pullman dei tedeschi, allora? Così arriviamo più freschi e rilassati in finale.
Vorrei poi sorvolare su Vincenzo D’Amico (magari chiedendo chi permette a questo signore di apparire in video percependo uno stipendio pubblico), uno non facile da trovare perché, pur non essendo giornalista, riassume in sé tutta la faziosità, la cialtroneria, l’arroganza di cui sono capaci certi settori della stampa sportiva italiana. Un altro per cui il mondo sportivo si divide in tre: gli italiani (bravi, buoni, belli, sempre perfetti, ma vessati da un mondo ostile); gli stranieri che giocano in Italia (con cui bisogna andar piano perché magari qualcuno riferisce…); gli altri (cioè elementi del terzo mondo calcistico da insultare e sputtanare allegramente). Piacerebbe chiedere a questo signore cosa pensa ora del Portogallo che ha fatto fuori Olanda e Inghilterra dopo le sue insopportabili prese per i fondelli dell’esordio con l’Angola (non che agli africani fosse andata meglio, intendiamoci); piacerebbe sapere cosa pensa Michael Ballack di Vincenzo D’Amico (di cui, beato lui, in realtà ignora l’esistenza) dal momento che secondo costui il talento tedesco è un orpello inutile che è bene avere contro; una cosa che, eventualmente, potranno dire Pelé e Cruijff, non certo D’Amico.
Purtroppo non seguo Sky, ma mi si dice che da quelle parti non vada un granché meglio: Fabio Caressa era un bel talento (a parte i suoi tè caldi…) ma pare si sia perso nella celebrazione di se stesso e nell’autoreferenzialità, nonostante il buon contributo di Beppe Bergomi, l’unico commentatore ex giocatore che sa essere efficace e incisivo in telecronaca.
Si dirà che la situazione di giornalisti e telecronisti è una cosa normale in tutti i Paesi (ma infatti anche lo stucchevole “goooooooooooooooool do Brasil” dei tanto celebrati telecronisti brasiliani ha ormai fracassato i santissimi, dato che ce lo becchiamo in differita a ogni Mondiale), ma se anche fosse così poco importa: potremmo essere noi per una volta a dare il buon esempio, ascoltando finalmente telecronache obiettive e non discorsi da ultras, per i quali preferisco di gran lunga la versione originale allo stadio.
Ma è possibile, mi chiedo, che tra i giornalisti e i telecronisti di calcio non riesca a emergere una figura competente, preparata, dotata di proprietà di linguaggio, che supporti i colori azzurri senza diventare una macchietta, che anteponga i doveri di cronista alle reazioni da tifoso? In due parole, perché nel calcio non c’è un serio professionista? Penso a un Rino Tommasi, a un Bruno Gattai (quando non scendeva Tomba), ma soprattutto al grande Franco Bragagna, commentatore di discipline cosiddette minori, vero protagonista di Torino 2006 e di tutti i grandi appuntamenti di atletica leggera. Una persona colta, in grado di pronunciare perfettamente i nomi degli atleti stranieri, in grado di raccontare le emozioni di una gara con dovizia di particolari, frutto della grande competenza e della costante preparazione sulle sue materie. Un tifoso che si appassiona giustamente alle gesta di Giorgio Di Centa (sì alle Olimpiadi si fece prendere un po’ la mano nell’ultimo chilometro…) o Fabrizio Mori, ma anche uno sportivo che si entusiasma per Asafa Powell o Bjorn Daehlie e soprattutto un cronista che racconta un evento sportivo con puntualità e precisione.
Nel calcio non c’è niente di tutto ciò: si va dalle volée alle sciabolate morbide, dal commentatore tifoso a quello ignorante e spesso le due cose insieme. Forse l’unica speranza viene da Gianni Cerqueti (peccato abbia smesso la buona abitudine di chiedere ai colleghi le pronunce corrette dei nomi stranieri) che è bravo, parla un buon italiano e capisce abbastanza di calcio. Non si capisce, invece, come mai sia stato scavalcato prima da Stefano Bizzotto e poi da Marco Civoli, ma almeno gli è servito per restare incontaminato dal virus della Nazionale italiana e può ancora girare per Saxa Rubra a testa alta.
claudio
04 lug 2006 - 16:53 - #1Condivido in toto.
E’ uno degli argomenti che più ho discusso in questi mondiali.
Seguire le partite alla RAI è un’impresa! I telecronisti sono fastidiosi, incompetenti e faziosi. D’Amico è il nonplusultra dello schifo.
Avevo deciso che avrei abbandonato SKY già prima del prossimo campionato, ma Caressa e Bergomi sono due commentatori professionalissimi al confronto.
Vorrei un Guido Meda anche per il calcio!
vieni_127
04 lug 2006 - 17:08 - #2Sono d’accordo su molte cose ma, caro Mattia, dimmi che vuoi ma a me Civoli piace… non si incarta, è sempre lucido, non proprio di parte come tu lo dipingi, buona dialettica e buon pathos. Ripeto, dimmi che vuoi ma lo preferisco a Caressa e Cequeti. Che poi il commento tecnico di Mazzola e le macchiette di Dossena, Collovati e Mazzocchi facciano pena, penso di essere d’accordo. D’Amico è un deficiente.
omino
04 lug 2006 - 17:15 - #3Di tutti quelli citati, ne salverei uno: Bizzotto.
Mi sembra ferrato, attento e distaccato.
Le sue sono telecronache poco spettacolari ma utili, ricche di notizie che diversamente non avresti, a differenza degli altri, che non parlano d’altro che del gossip dei soliti noti.
Pande
04 lug 2006 - 17:15 - #4Io ho Sky, e per fortuna posso evitare il commento dei telecronisti rai.. Caressa è molto meglio e la Gialappa’s è divertente nelle partite “minori”..
Ma vorrei dire che anche nella F1 il commento della rai è decisamente SCARSO! Lì sono costretto a togliere il volume…
barbùn
04 lug 2006 - 17:55 - #5concordo con claudio, sarebbe bello che ci vosse uno come Guido Meda anche nel calcio.
Però c’è da dire una cosa: Il dopo partita sky con Ilaria D’Amico non è assolutamente male.
a proposito di commentatori, Piccinini come lo vedete?
Ajeje Brazorf
04 lug 2006 - 17:56 - #6Completamente daccordo.
Tieni però conto del fatto che Bragagna ha dimostrato di essere bravo fuori dal calcio. Un brutto mondo, come dimostrato dalle inchieste in atto, dove le raccomandazioni e le “amicizie interessate” fra giornalisti e società sono all’ordine del giorno.
Purtroppo in questi anni alcuni giornalisti e commentatori particolarmente “fedeli” hanno potuto fare carriera, alla faccia della meritocrazia.
Tra quelli che ci sono in giro adesso, l’unico che mi sembra abbastanza obiettivo e coinvolgente mi sembra Piccinini, anche se rischia di fare la fine di Caressa, che era il migliore qualche anno fa.
Major Tom
04 lug 2006 - 18:13 - #7Quoto tutto, ma salvo alla grande il mitico Bizzotto, professionale, attento e soprattutto giornalista serio ed appassionato, al contrario di molti altri.
Bragagna è Il Telecronista Sportivo, assolutamente ineguagliabile nella sua continua umiltà ed ammirazione per la prestazione sortiva.
Ma su Meda, cari miei, avete preso il più grosso abbaglio che potevate, perchè se criticate questi per faziosità Meda ne è il non-plus-ultra, di parte in modo vergognoso, Rossi-dipendente, venditore del fenomeno moto-gp per la massa ignorante, vede solo italiano e gli stranieri li cita solo per dovere di cronaca (e mica sempre), mi spiace essere così duro ma è diventato di un “appiccicoso” al fenomeno Valentino che non riesce più a staccarsene, compromettendo irreversibilmente la qualità del suo servizio (giornalistico? Mahhh!!!).
Stig
04 lug 2006 - 18:56 - #8Io vedo bene Callegari di Sportitalia.E’ giovane e nelle telecronache delle partite sudamericame mi fa impazzire!
barbùn
04 lug 2006 - 19:15 - #9@Major Tom
Su Meda non la penso così, sarò di parte perchè mi sta simpatico ma secondo me non è rossi-dipendente, tempo fa dichiarò di tifare x Max Biaggi ma a parte questo è ovvio che con un fenomeno come Rossi non si può rimanere indifferenti.
E’ normale anche che abbia maggior riguardo per gli Italiani… cavolo siamo in Italia, abbiamo piloti fortissimi che ogni domenica salgono sul podio.
Certo non si può dire che è il massimo dell’ imparzialità ma non scredita mai gli stranieri, anzi…
zand
05 lug 2006 - 08:33 - #10Meda urla decisamente troppo, comincia a stancare anche lui, Bizzotto non sa più che storielle raccontare (quella di Klose che da giovane faceva il ginnasta ormai esce dalla orecchie), su tutti gli altri sono d’accordo. Stendendo un velo pietoso su D’Amico, vorrei ricordare che Mazzola alla prima giornata del mondiale per venti minuti ha confuso il Costa Rica chiamandolo Paraguay…
Quando poi sbagliano la pronuncia anche degli stranieri che giocano in Italia viene a galla tutta l’incompetenza, senza contare che in Argentina-Olanda nessuno (neanche da studio nell’intervallo) ha corretto il commentatore che ha pronunciato “Macerano” per tutta la partita, anche quando lo inquadravano da vicino e si leggeva “Mascherano” sulla maglia.
A conti fatti, se una radio trasmettesse solo i rumori dello stadio, senza cronaca, quasi quasi avrebbe buone possibilità di fare ascolti.
lele
05 lug 2006 - 09:49 - #11ma..sara’ quella di “mascherano” io ho sentito il commentatore che diceva di usare la pronuncia “italiana” per cosi’ dire quindi nel bene o nel male aveva avvertito il pubblico televisivo..Poi per i commentatori sinceramente meda per le moto e piccinini per il calcio i migliori gli altri un po’ cosi’niente di eccezionale.E comunque sia preferisco sempre un commentatore che mi esalti ad uno serio e professionale come si diceva prima..Ma chissenefrega che non pronuncia bene i nomi stranieri o non e’ imparziale..basta che mi fa divertire salire l’ansia o l’angoscia e mi esalti da paura appena facciamo gool!!! baci e abbracci
Mattia
05 lug 2006 - 14:12 - #12Zand, ma la pronuncia corretta è proprio “maceràno”. Gli argentini non pronunciano la “s” a inizio sillaba davanti a un’altra consonante o al massimo la aspirano. Infatti si dovrebbe pronunciare “Crepo” e “Batituta”…
Poi si può discutere una vita se, essendo un cognome di origine italiana, sia giusto pronuciarlo all’italiana o all’argentina, ma in ogni caso non è certo un errore.
luka
05 lug 2006 - 16:12 - #13Mah, trovo quest’articolo arrogante rispetto a tutto e tutti. I giocatori che mutano in giornalisti non mi sono mai piaciuti, certo, ma quanto meno possono parlare di calcio perche’ sono stati anch’essi calciatori, nonche’ cacampioni del mondo.
Se vuoi le telecronache con citazioni in latino, beh, sarebbe esagerato, decisamente; Civoli e’ un passionale e fa emozionare quelli come me che GUARDANO ed ASCOLTANO una partita col sorriso sulle labbra, non chi sta con la matita rossa e il registro delle persenze in mano.
Mazzocchi e’ simpaticissimo.
Ripeto, sei fuori luogo … o rosichi ? problemi tuoi comunque.
FORZA AZZURRI
billy
05 lug 2006 - 18:02 - #14Secondo me Civoli è il migliore tra quelli della RAI, certo che sento molto la mancanza del grande Bruno Pizzul. Caressa mi piace molto e anche Piccinini lo vedrei molto bene. Gli altri non mi piacciono, D’ Amico lo radierei da tutte le televisioni, Bizzotto lo trovo noioso, ma preparato e Mazzocchi devo dire che mi sta simpatico. E Galeazzi mi fa morire più che per la competenza(???) per come parla, mi fa troppo ridere.
Ma per favore Guido Meda no! No!!!!!! Fazioso fino al midollo, ultrà scatenato di Rossi e denigratore (insieme a quel pagliaccio di Reggiani) di Max Biaggi. Vergogna Meda-Reggiani!
GIOVANNI VOLPE
31 ago 2007 - 12:36 - #15sante parole su tutto e tutti, questo post è come se fosse stato scritto da me…
Ma ammetterai che certe volte anche la saccenteria del Bragagna è fastidiosa, quel suo puntualizzare sulle pronunce corrette, quel suo continuo sfoggiare conoscenze geografiche e storiche m’irrita non poco.
boldwing
04 set 2007 - 17:51 - #16credo che se nel calcio ci fossero tanti bragagna guardare le partite sarebbe ancor di piu uno spettacolo le emozioni che ho vissuto nell atletica vedi i 200 metri di michael jhonson ad atlanta raccontate da bragagna mi sono rimaste nel cuore nonostante non fosse un atleta italiano questo significa competenza e sportivita cosa che molti telecronosti non possiedono ecco il video a voi la pelle d’oca ….. http://it.youtube.com/watch?v=K2Ie7CUGrWU
tony74
10 giu 2008 - 17:15 - #17condivido tutto!! purtroppo un commento cosi ben scritto non si lege in nessun giornale italiano. i cronisti sono dei buonisti che la parola giornalismo serio neanche l’hano mai sentita, noiosi e incapci, sempre la stessa lagna simao i piu forti e’ colpa dell arbitro… del dopopartita neanche parlarne. una banda di incompetenti ignoranti…. cose da doposanremo ma non per una trasmissione di analisi… almeno facessero ridere ma niente…. il piu antip[atico galeazzi…. ieri cuando gli hanno detto i titoli dei giornali stranieri che usanno tutti la parola “umiliati” ha solo sbafeggiato, come dire ma quei burini c’e’ l’hanno sempre con noi….
hai proprio raigione. ma chi li paga? si puo essere un po tifosi anche come cronisti ma serieta en un po piu di imparzialita e preparazione ci vuole… se no poss anche andare al bar come dici giustamente e almeno li qualche risata la facio….
devono prendersi un esempio dalla televisione della svizzera italiana TSI. si vede in nord italia. ecellenit cronisiti e professionisti. nel dopopartita analisi chiara e non solo chiachiere con esperti che capiscono qualcosa e ch non solo vivono del loro pasato come quelli della rai….. imparziali e ben preparati.
FEDEX72
24 ago 2008 - 00:49 - #18Tutto vero, i giornalisti sportivi sono di serie C, gli altri di serie B perchè omettono tante scomode verità.
Chi ci rimette siamo sempre noi. Non pretendo che un gioralista sia il verbo assoluto o l’ultima verità in fatto di eventi accaduti, ma almeno non se non ha una grande elevazione si astenga da fare commenti di qualsiasi tipo che offendono le persone che ascoltano il più delle volte.
Non ho letto nulla del grande The Voice FABIO TRANQUILLO commentatore di basket NBA su Sky e del campionato di Lega A di basket italiano, io una lancia in suo favore la spezzerei subito e molto volentieri. Concilia molto con il basket ogni suo commento illuminato e ben equilibrato.