Is Arenas: Cagliari - Juventus a rischio, ora è il Comune di Quartu a voler bloccare tutto

La telenovela dello Stadio Is Arenas prosegue. La travagliata avventura della struttura costruita a tempo di record dal Cagliari di Cellino adeguando il campo sportivo del comune di Quartu Sant'Elena non riesce a chiudersi e stavolta a rischio potrebbe esserci anche lo svolgimento di Cagliari - Juventus. La partita prevista in anticipo per venerdì 21 dicembre, attesissima da tutti i tifosi sardi (anche quelli di fede bianconera), dovrebbe realizzare l'ovvio sold out dei circa 17 mila posti a disposizione, ma ora lo scontro fra la società e il Comune di Quartu potrebbe bloccare tutto.

Come ricorderete il Cagliari ha dovuto giocare diverse partite a porte chiuse, la questione si propose in maniera drammatica alla vigilia di Cagliari - Roma con la Prefettura decisa a far giocare senza pubblico e l'appello del presidente Cellino ai tifosi di recarsi allo stadio che fece propendere per un rinvio forzato costato la sconfitta a tavolino per i sardi e i tre punti ai giallorossi.

Da allora sembravano essersi fatti significativi passi in avanti: l'agibilità è stata progressivamente estesa a tutto lo stadio, contro il Napoli c'è stato il primo sold out. Problema risolto? Niente affatto. Si trattava di autorizzazioni "provvisorie" che erano culminate con l'ennesimo ultimatum. La Prefettura aveva stabilito che entro 30 giorni, quindi dopo le festività natalizie, la società avrebbe dovuto provvedere ai decisivi lavori di adeguamento (in particolare all'esterno dello stadio) per avere il via libera definitivo.

Sembrava dunque tutto tranquillo nell'ottica di Cagliari - Juventus, prevendita biglietti avviata e vendite a gonfie, ma a mettere nuovamente i bastoni fra le ruote stavolta è il comune di Quartu Sant'Elena che ospita la struttura sul suo territorio.

La richiesta è quella di ultimare i lavori prima di venerdì, pena la chiusura della struttura. Un pasticcio a metà fra la soffocante burocrazia italiana ed un'operazione condotta con troppa fretta e metodi che mal si confanno alle modalità "italiana" di gestire i rapporti istituzionali nel momento in cui si realizza un'opera del genere. Nel braccio di ferro fra Cellino e le autorità gli unici danneggiati sono, al solito, i tifosi.

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