Vladimir Petkovic, è lui l'allenatore rivelazione della Serie A

Conte non fa più notizia. A ruota i vari Montella, Maran e, viste le ultime felici uscite, anche Corini. Una lista interessante di nomi nuovi, ancora in crescita, sulle panchine del grande calcio italiano. Ma a onor del vero la palma di allenatore-rivelazione di questa prima parte di stagione appena prima della sosta per le festività va di diritto a Vladimir Petkovic, che alla Lazio ha tenuto a galla aspettative mai troppo reclamizzate e la non semplice eredità del lavoro, spesso sottovalutato, fatto a Roma da Edy Reja.

Certo, prima di tutto parlano i punti e la posizione in classifica. Solo secondariamente il gioco, spettacolare solo a tratti, pragmatico sempre, efficace spesso e volentieri. Non senza esser passato dalle prima esaltazioni mediatiche che lo presentavano (erroneamente) come un tecnico futurista e dalle feroci critiche, e diffidenze, dei primi inevitabili passaggi a vuoto.

Finora, ha vinto Petkovic su tutta la linea. Nella sincerità e severità delle conferemze stampa, nella gestione di un gruppo che tra le altre cose si portava dietro il retaggio di un mercato sottotono e le spinosissime vicende riguardanti Mauri e Zarate. Ha vinto perché ha vinto il derby, perché ha superato le prime inevitabili imbarcate, perché ha già cancellato il ricordo della sottovalutata gestione di Edy Reja, perché ha mostrato quasi pubblica vergogna dopo lo 0-0 strappato allo Juventus Stadium.

La ricetta dell'allenatore bosniaco (in Svizzera da 20 anni) sta nel carisma e nella leadership più che nelle idee, visto che fa strettamente ciò che serve per tenere la sua Lazio lì, nella zona che conta. Un calcio all'italiana, un calcio alle critiche, un calcio alla paura.

Ex centrocampista di qualità a dispetto del suo metro e novanta (che in quanto a leadership e carisma aiuta...), dalla sua squadra chiede e ottiene sostanza. Tanto per intenderci, tutto ciò che manca ai cugini al momento sotto la gestione Zeman e che già fu il tallone d'Achille del più filosofico Luis Enrique.

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