Chievo, tre vittore di fila e soddisfazione Campedelli: "Solo passione, non guadagno un euro"

Quando si parla di Chievo Verona, squadra sconosciuta all'estero ma ben nota alle nostre latitudini quale habitué della Serie A, non si riesce a prescindere da un moto di affetto che muove trasversalmente tutti gli appassionati di calcio italiani. Un club sano, mai isterico, capace di cambiare allenatore senza colpi di testa ad effetto, una squadra fucina di giocatori che riescono, ogni anno per dieci anni, a calarsi a perfezione nella mentalità dei Mussi Volanti. La perfezione gestionale del Chievo, per chi scrive, risiede nel suo equilibrio, quanto nei momenti positivi (vedi raggiungimento dei posti buoni per l'Europa) quanto in quelli negativi (leggasi la retrocessione in B e la pronta risalita nella massima serie).

Quest'anno aveva cominciato bene vincendo all'esordio contro il Bologna, poi le cinque sconfitte consecutive hanno convinto la premiata ditta Campedelli & Sartori (rispettivamente presidente e direttore sportivo) ad esonerare, non senza tristezza, Domenico Di Carlo. Al suo posto Eugenio Corini, figlio del "grande" Chievo di Delneri, ex metronomo del centrocampo e scommessa per quanto riguarda la sua esperienza in panchina. Con il Genio ex Juve e Palermo i gialloblu hanno ricominciato ad ingranare la marcia: non sempre riescono ad esprimere bel gioco, ma chi è in grado di criticare una squadre reduce da 10 punti nelle ultime 4 partite (di cui le ultime tre vinte) con vittorie a Genova e Cagliari, successo sulla Roma e pareggio casalingo contro il Siena?

Ieri un successo, non privo di polemiche ma in ogni modo gagliardo, contro la Roma. Il momento dell'autoesaltazione per Corini? Neanche per sogno, l'attuale condottiero del Chievo fa i complimenti alla società:

"L'allenatore è sempre figlio del credo della società che ha deciso di puntare su di lui. Sartori e Campedelli hanno costruito un miracolo sportivo, portando questa squadra dalla vecchia C2 ai dieci anni di serie A".


E allora dopo le ennesime belle prestazioni della sua squadra, ciclicamente, Luca Campedelli viene rintracciato dai giornalisti, a caccia di aneddoti, curiosità e opinioni (Sartori, ex calciatore proprio del Chievo, è ancora più schivo del suo datore di lavoro). Sentito da Sky oggi, mister Paluani (anche soprannominato l'Harry Potter della Serie A), non si nasconde e tronfio parla della sua creatura:

"Volevo prendere Tim Cahill quando era al Millwall, ma Sartori mi disse che non capisco niente di calcio. Sono un disastro, ma per una volta ci avevo visto bene. Sorrentino? Non è mai stato sottovalutato, forse lo è stato per qualche giornalista. E' presto per parlare di mercato, aspettiamo due settimane per vedere come finirà. La mia avventura al Chievo? Qualcuno guadagna nel calcio, non di certo io. Il Chievo è in linea con i conti, cerchiamo di fare un onesto campionato. Passione? E' quello il motivo. Ad una partita, però, non mi sono mai divertito. Troppa tensione. Vedo le partite fino ad un certo punto. Prima arrivavo al 90', nell'ultimo periodo non ce la faccio".

Pazienza che i tifosi non sono tanti, che il prato del Marc'Antonio Bentegodi è tre volte su cinque uno scempio e che il calcio dei clivensi non è esattamente spumeggianti: il Chievo ha 21 punti dopo 17 giornate (+7 dalla zona retrocessione), i conti a posto e dei giocatori seri. Un esempio, non c'è che dire, per tutto il movimento calcistico italiano.

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