Pescara, è sbocciato Birkir Bjarnason: l'islandese si è preso il centrocampo degli abruzzesi

Di giocatori islandesi passati per il nostro campionato se ne contano davvero pochi, tre per la precisione (escludendo il giovane Hordur Magnusson della Primavera Juve): Albert Gudmundsson nel 1948/49 (in un'unica sfortunata stagione nel Milan), più di recente Emil Halfredsson, alla Reggina e ora al Verona pescato da Lillo Foti dal Lyn Oslo, e ora Birkir Bjarnason, mediano dalla lunga chioma bionda che ha cominciato a ingranare la marcia prendendo per mano il centrocampo del Pescara. Col cambio in panchina, via Stroppa dentro Bergodi, l'islandese ha finalmente cominciato a giocare e così si sono potute vedere le qualità che erano state biglietto da visita al momento del suo sbarco in Abruzzo.

Ma riavvolgiamo il film della sua carriera e cominciamo dall'inizio. Bjarnason nasce il 27 maggio 1988 a Akureyri, una cittadina nel nord dell'Islanda che conta circa 17mila anime (il quarto centro dell'isola per popolosità), dove comincia a dare i primi calci nelle due squadre cittadine, il Þór e il KA Akureyri; la prima scelta importante della sua vita la compie ancora minorenne quando fa le valigie e vola fino a Stavanger, Norvegia, per firmare il suo primo contratto da professionista col Viking, squadra del massimo campionato norvegese.

Siamo nel 2005 e per sei anni Bjarnason non si schioda dal Viking dove colleziona più di 100 presenze impreziosite da 16 gol, con una parentesi di una stagione al Bodø/Glimt (anche lì 5 gol in 22 apparizioni). Insomma, nel 2011 decide che è tempo di cambiare aria e accetta la difficile sfida belga: andare allo Standard Liegi, club con velleità di primato, per non far rimpiangere campioni del calibro di Witsel (ceduto al Benfica, ora allo Zenit) e Defour (andato al Porto): le cose non vanno come lui e il suo entourage si aspettavano, chiude l'anno in Jupiler League con 16 presenze e neanche il becco di un gol.

Irrompe dunque il Pescara neopromosso in Serie A, Delli Carri a luglio vola fino a Liegi e chiude senza troppe difficoltà per l'acquisizione in prestito con diritto di riscatto (fissato a circa un milione di euro) del giocatore. Arriva in Italia e i tifosi pescaresi si interrogano su che tipo di giocatore potesse essere: prima amichevole, tre gol, come inizio niente male. Poi però qualcosa si incrina nel rapporto con Giovanni Stroppa tanto che l'islandese piano piano scivola in basso nella scala gerarchica dell'allenatore. Dopo le sue dimissioni in seguito alla sconfitta di Siena, cambia il destino di Bjarnason: arriva Bergodi che subito crede in lui.

E lui ripaga con prestazioni super: in gol contro il Napoli (migliore in campo nonostante l'imbarcata subita da Perin e soci), due assist-gol e tantissima sostanza nella vittoria per 2-0 contro il Genoa, anche nell'ultima uscita a San Siro contro il Milan ha scorazzato con la sua zazzera bionda per il campo correndo per tre, distruggendo quanto più gioco possibile e impostando con una tecnica niente male. Bjarnason è infatti un giocatore con delle qualità molto interessanti: ambidestro, tre polmoni, bravo negli inserimenti, buona capacità realizzativa, ottimo colpo di testa, jolly della mediana potendo agire sia da incontrista che da mezz'ala.

Non dimentichiamo che stiamo parlando un Nazionale islandese (ad ottobre ha anche segnato il primo dei due gol con cui l'Islanda ha battuto fuori casa l'Albania, Gruppo E delle qualificazioni Mondiali) e che grazie alla sua consistenza fisica (182 centimetri per 77 chilogrammi) e al suo dinamismo garantisce durante i novanta minuti di gioco quantità a iosa abbinata a buona qualità, l'ideale per il centrocampo di una squadra che lotta di mantenere la categoria, e per di più nello specifico la Serie A. Insomma, il suo è un momento ottimo immortalato da lui stesso nella conferenza stampa di ieri:

"Col Milan il primo tempo è stato difficoltoso, mentre nel secondo abbiamo iniziato a giocare ma siamo stati sfortunati negli episodi. Io sto bene, sono contento qui e penso a dare il mio contributo. Stroppa? Non so perché non sono riuscito a convincerlo, dovreste chiederlo a lui. Io mi sono sempre allenato bene. Il mio futuro? Ho un contratto fino a giugno ed intendo rispettarlo. I tifosi sono eccezionali, allo stadio c'è sempre una grande atmosfera, la città è molto bella".

Il suo procuratore per l'Italia, al secolo Stefano Salvini, rivela a tuttomercatoweb tutta la sua soddisfazione per come sono cominciate ad andare le cose a Birkir:

"Il progetto Pescara lo ha sposato a pieno, anche perché era felice di venire in Italia. Inizialmente, con Stroppa, sembrava tutto idilliaco almeno in ritiro poi non si sa perché, è stato tenuto fuori. Per fortuna, col suo carattere nordico, è rimasto tranquillo e distaccato e con Bergodi è tornato titolare dando un ottimo apporto alla squadra. Futuro? Penso si possa andare avanti bene col Pescara per questa stagione, poi vedremo di lavorare per la prossima annata. Il Pescara è un'ottima vetrina, ma se continua così può meritare anche situazioni ancor più importanti. A mio parere è un calciatore interessante ed è anche un nazionale islandese. Se rimane in Italia? Qui si trova benissimo, è felice, anche se non è facile partir subito al top. Però, con le possibilità di giocare regolarmente, ha dimostrato di ambientarsi subito molto bene".

Questi islandesi hanno nelle vene il furore agonistico dei vichinghi ma anche l'intelligente pacatezza dei popoli nordici: un connubio che potrà fare la fortuna di Bjarnason e, chissà, del Pescara. Lo auguriamo ad entrambi.

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