Crisi Napoli: liti, squalifiche e partenze, il banco rischia di saltare

Cosa succede al Napoli? Tante volte, durante la gestione De Laurentiis, le cose sono andate troppo bene, per la gioia di tifosi e società; rari gli infortuni, rendimento sopra la media di molti giocatori, un pizzico di fortuna e tanta caparbietà nel cercare di perseguire il risultato fino all'ultimo secondo. Quest'anno l'etichetta, scomoda ma utile per sognare, di anti-Juve: tutto bene fino allo scontro diretto, da lì in poi le cose non sono più girate per il verso giusto. Eppure i numeri dicono che gli azzurri sono ancora nettamente in corsa per un posto in Champions, che si sono qualificati per i sedicesimi di Europa League e che dovendo ancora giocare sono di fatto in lizza in Coppa Italia.

Eppure gli scricchiolii non fanno dormire sonni tranquilli agli appassionati tifosi partenopei, perché i tarli nella struttura portante di questo Napoli cominciano a far traballare tutto l'apparato; indizi e prove, il quadro è preoccupante: ora tocca alla società non sbagliare un colpo, stare vicino a Mazzarri e focalizzare l'attenzione sull'ultimo impegno di Siena (da vincere a tutti i costi) per poi trarre le giuste considerazioni sul prosieguo stagionale a bocce ferme, durante le vacanze natalizie. Analizziamo dunque le criticità in cinque punti di questo delicato momento per il Napoli.

Crisi di risultati

Se nelle prime sette giornate il Napoli aveva conquistato 19 punti, praticamente tutte vittorie e uno 0-0 a Catania, dalla sconfitta allo Juventus Stadium in poi i ragazzi di Mazzarri si sono un po' smarriti: 14 punti in 10 gare, andamento da squadra di metà classifica, con pareggi beffardi come quelli casalinghi contro Torino e Milan e due sconfitte di fila, contro Inter e Bologna (ma non dimentichiamo anche il ko di Bergamo). Insomma, ultimamente gli azzurri non girano e i punti latitano: in due mesi da primato in coabitazione con la Juve a terzo posto a 8 lunghezze (senza considerare la penalizzazione) da Madame.

La Giustizia Sportiva

Quando si dice, piove sul bagnato. La sentenza odierna che terrà lontano dai campi Cannavaro e Grava (anche se quest'ultimo aveva collezionato zero minuti di gioco) e il -2 in classifica hanno fatto infuriare il club campano; si prospettano ricorsi e appelli, ma l'attenzione è focalizzata soprattutto su quei due punti tolti dalla graduatoria. In ogni modo una bega che complica e turba.

Liti nello spogliatoio

Quando anche tra compagni di squadra ci si spintona e si discute animatamente, allora la situazione è lì lì per degenerare: domenica sera pochi istanti dopo la sconfitta di Bologna sono quasi venuti alle mani Cavani e Inler, con Mazzarri paciere che ha preso anche un colpo in viso (da sottolineare che i due avevano a lungo battibeccato anche in campo). Non solo, sulla lavagnetta magnetica degli spogliatoi è apparsa una scritta, "Vergognatevi", che ha fatto infuriare Mazzarri che ha poi scoperto essere opera di Edo De Laurentiis, figlio del presidente e suo vice, che si è poi scusato: "Perdonatemi, ho agito da tifoso".

Difesa da ridisegnare

Dieci gol subiti (quanto quelli della Juve) nelle ultime sei partite sono troppi, eppure il problema di Mazzarri non sarà quello di mettere in riga un reparto ultimamente troppo distratto, quanto piuttosto fare i conti per capire su chi potrà fare affidamento. Cannavaro squalificato, Aronica ha chiesto e ottenuto la cessione (siamo ai dettagli per il suo passaggio al Palermo) dopo le continue critiche, Campagnaro è finito in panchina dopo i continui flirt con Juve e Inter, ad oggi la difesa titolare è formata da Gamberini, Britos e Fernandez, con Campagnaro e Uvini unici sostituti di ruolo. Bigon è dunque a caccia di uno, se non due difensori; i nomi si sprecano: Neto, Cetto, Von Bergen, Bocchetti, Manfredini. Chissà chi arriverà alla fine.

Giocatori dubbiosi

Le notizie che trapelano da Castelvolturno informano di alcuni giocatori che avrebbero una mezza crisi mistica per quanto riguarda la loro permanenza alle pendici del Vesuvio; oltre ai già citati Aronica e Campagnaro, anche Maggio, Dossena e Zuniga starebbero seriamente pensando di cambiare aria. Ma attenzione anche a eventuali mal di pancia di Edinson Cavani che in estate sperava di non dover portare avanti la carretta insieme al solo Hamsik. E, va da sé, i dubbi assalgono anche Walter Mazzarri, uno che lavora ininterrottamente su una panchina da vent'anni (con pochi mesi di relax prima di essere chiamato proprio dal Napoli) e che per rendere e far rendere ha bisogno di stimoli e di stimolare al massimo: se l'anno prossimo va via, come è probabile, a chi verrà affidato questo Napoli sempre meno bello e sempre più incompiuto?

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