Mercato Milan (e non solo), Galliani fa il punto: a gennaio niente caos, offerte per Robinho e Pato

Quando parla Adriano Galliani, plenipotenziario dirigente del Milan, si ha sempre l'impressione che non ne verrà fuori qualcosa di banale; così quando oggi ha messo piede negli studi di Milan Channel tutti si aspettavano che rilasciasse succose dichiarazioni sul mondo rossonero di ieri, oggi e domani. E infatti così è stato: il pelato amministratore delegato del Diavolo non si è nascosto e ha risposto alle tante domande con chiarezza e sincerità, delineando le strategie e gli obiettivi di questo Milan che ha ricominciato a correre. Chiaro che l'attenzione principale era focalizzata sul mercato di gennaio, date le tante voci che riguardano i rossoneri; ebbene, Galliani è stato chiaro:

"Un mercato dettato dagli infortuni, spesso abbiamo centrato i sostituti, altri no. Numericamente siamo apposto quindi in difesa e centrocampo non arriva nessuno e non cediamo nessuno. Se parte un solo attaccante non compriamo nessuno, se partono due ne prendiamo uno. Vogliamo dare spazio a Niang. Farò di tutto per tenere Robinho? Farò il possibile ma non ho la certezza. Ci sono offerte per Pato? Si. Chiriches è un nome sull'agenda? No. Drogba è possibile? No. Pastore? No, perchè lo abbiamo chiesto e il Psg non lo cede".

Diretto, chiaro, conciso. Messo da parte il capitolo nuovi arrivi e eventuali cessioni, Galliani allora parla del momento della squadra, con particolare riferimento al lavoro di Massimiliano Allegri:

"Sappiamo proteggere i nostri allenatori. Abbiamo cambiato meno allenatori di tutti in 27 anni e non è vero che i nuovi allenatori fanno più punti dei vecchi. Il momento delicato fu dopo 8 giornate quando avevamo solo 7 punti. Sul campo eravamo tra gli ultimi e pensate se avessimo cambiato allenatore cosa sarebbe successo. Cambiarlo vorrebbe dire sconfitta per la società e per i giocatori. Bisogna avere pazienza e cultura calcistica, è più facile cambiare che non cambiare. Quet'anno sono arrivati nuovi giocatori, mai così tanti come ora. Abbiamo avuto un periodo buio all'inizio ma grazie alla società, allenatore e giocatori siamo venuti fuori. Questa squadra da 9 giornate è in testa al campionato, abbiamo superato il girone di Champions e Coppa Italia, stiamo facendo il Milan delle ultime annate. Nove partite sono un periodo abbastanza lungo, a nostra macchina si è rimessa a correre secondo le velocità stimate. In due stagioni e 17 partite con Allegri abbiamo totalizzato 189 punti".

Inevitabile parlare di due grandi protagonisti di questa prima parte della stagione milanista. Il primo è Stephan El Shaarawy:

El Shaarawy rappresenta il Milan, è in linea con quello che rappresenta il presidente e la società. Rappresenta il futuro. Ha fatto più gol di Ibra dello scorso anno, il calcio è strano. Se fosse rimasto uno tra Ibra e Cassano il ragazzo non sarebbe esploso. Antonio giocava nella sua posizione, Ibra è un cannibale e si mangiava Stephan. Ora è esploso perché gli abbiamo creato lo spazio, ha fatto 20 gol fino ad ora. Avevo il timore che andasse in un'altra società. Intercettati Preziosi e in un ristorante firmammo questo contratto. Abbiamo avuto il coraggio di investire, 5 milioni più metà di Merkel. Una cosa mi fece decidere di puntare su di lui, un'intervista che parlava di calcio e professava la sua fede milanista e la voglia di giocare nel Milan. Chi gioca da noi ed è tifoso da ragazzino ha qualcosa in più degli altri perché ha dentro la fede".

Il secondo il presidente Silvio Berlusconi che da quando si è fatto vedere a Milanello ha suonato la carica:

"In questo periodo 16 punti in 6 partite tra campionato e coppe. Il vento è cambiato a Napoli ma la sua bravura è motivare le persone. E' bello che dopo 25 anni c'è la stessa passione, probabilmente verrà a Roma per la partita del Milan. Non si può vincere sempre nel calcio ma con questo presidente siamo diventati il club più titolato al mondo, quelli che hanno vinto più trofei internazionali".

Infine due parole sul passato:

"Ronaldo se si fosse mantenuto magro e allento sarebbe meglio di Messi e Pelè, faceva delle cose incredibile, mai visto un giocatore così, nemmeno Kakà e van Basten. Ronaldo è un giocatore immenso. Van Bommel? Lo sento spesso al telefono. E' andato via perchè i suoi bambini volevano tornare a casa. Un po' come fece Staam. Se non avessimo preso Van Bommel difficilmente avremmo vinto lo scudetto. Quall'anno Pirlo non c'era per infortunio, non lo abbiamo mai avuto. A gennaio ebbi l'intuizione di prendere Van Bommel, chiamai Rummenigge perchè sapevo che poteva partire gratis. Prese il comando del centrocampo e credo che abbia messo il suo bel mattoncino sullo scudetto".

La propaganda può dirsi completata, non prima del solito slogan: "Dalla stagione 2002/03 a 2006/07 abbiamo fatto tre finali di Champions League, un quarto di finale, non lo ha fatto nemmeno il Barcellona. I migliori in Europa con risultati fantastici".

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