La squalifica assurda di Mandorlini con penitenza inclusa

"Figliolo, recita sette Padre Nostro e sette Ave Maria". La lettura del comunicato della Commissione Disciplinare del Settore Tecnico ci ha francamente lasciati basiti. Non fummo certo teneri con Andrea Mandorlini quando vestì i panni di direttore d'orchestra per prendere in giro la Salernitana. Forse esagerammo perché si trattò di una canzone degli Skiantos cantata davanti ai propri tifosi, ma ad ogni modo il coro in questione non era, ovviamente, un "messaggio di pace" indirizzato agli avversari. Non lo fummo (e in quel caso non crediamo di aver esagerato) neanche con quel gruppetto di tifosi che infangò la memoria di Morosini allo stadio Picchi di Livorno.

Livorno - Verona, una partita molto sentita dalle due tifoserie per motivi perlopiù extracalcistici (a proposito, quando cesseranno di esistere negli stadi italiani queste motivazioni extracalcistici come la poltica?). Andrea Mandorlini si lanciò in una dichiarazione avventata, qualche ora prima della partita, in cui avrebbe affermato di ''odiare'' i livornesi. Poi, dopo la rete del 2-0 segnata dai suoi, avrebbe alzato il dito medio della mano destra in direzione della tribuna dello stadio 'Armando Picchi' di Livorno.

Ebbene la singolarissima squalifica è arrivata dopo due mesi. Un mini parto che ha generato un mostro. La Commissione Disciplinare del Settore Tecnico, alla quale era stato deferito dal Procuratore Federale dopo le frasi pronunciate lo scorso 20 ottobre, ha inflitto a Mandorlini la squalifica fino al 31 gennaio 2013, l’ammenda di 20.000 euro e la novità di una pena alternativa, proposta dalla stessa Disciplinare e “accettata dalla controparte con il pieno consenso della Procura federale”. In base a questa prescrizione, Mandorlini, una volta scontata la squalifica, dovrà ribadire in tutte le interviste pre e post gara di credere fermamente nel rispetto dei valori sportivi, almeno per le 7 successive gare effettive di campionato. Dovrà redimersi pubblicamente, insomma.

Ci vengono in mente le vecchie punizioni della maestra che alle scuole elementari richiamava gli alunni alla lavagna per indurli a scrivere correttamente 50 volte una data parola. Oppure le confessioni in Chiesa. E ci chiediamo cosa succederebbe se la Commissione colpisse con una punizione del genere anche uno dei 7 o 8 allenatori che allenano squadre di un certo livello in Serie A. E infine crediamo sia lecito domandarsi se questo tipo di penitenze costituiranno un precedente e saranno applicate anche in futuro. Il presidente gialloblù Maurizio Setti, intervenuto alla cena di galà del club "Natale con l'Hellas Verona" al quale hanno partecipato tutti i dirigenti, lo staff tecnico, i calciatori e i main sponsor gialloblù, ha commentato la sentenza:

"La squalifica di Mandorlini? Ce l'aspettavamo, era nell'aria. Il mister deve capire che certi atteggiamenti non vanno bene, bisogna essere più attenti in tutto. E' comunque una bruttissima tegola. Abbiamo provato a vedere cosa si poteva fare, rispettiamo la legge. Il mister sa che ha sbagliato e sono convinto che non ripeterà più certi gesti. La Juventus comunque insegna: ha un allenatore che è stato fuori 4 mesi ma i valori in campo dei suoi giocatori non si sono modificati, tantomeno il sentimento del suo allenatore".

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