Milan, Leonardo a un bivio in quel di Bergamo: ipotesi Costacurta e Van Basten


Questa estate, quando fu data la benedizione all'esordiente Leonardo, i tifosi milanisti non avrebbero mai immaginato che al principio di ottobre il brasiliano fosse già sulla graticola: dallo 0-4 sonoro nel derby, allo 0-1 interno contro lo Zurigo, l'ex fuoriclasse verdeoro non immaginava che questo Milan fosse così brutto, capace di farsi schiaffeggiare in casa dal Bari o in trasferta in quel di Udine. La stagione, tuttavia, è appena cominciata e sia in Champions che in campionato nulla è perduto: bisogna cambiare rotta drasticamente e per farlo, forse, occorre partire dall'allenatore. Almeno così la pensa la maggior parte della tifoseria del Diavolo, che in fondo ancora crede nelle qualità di Pirlo e Pato, di Thiago Silva e Flamini.

La partita di Bergamo contro l'Atalanta sarà la cortina di tornasole: non dovessero arrivare i tre punti, il giù precario equilibrio di Leonardo potrebbe definitivamente andare a farsi benedire, checché ne dica Galliani, strenuo nel ribadire ogni giorno la fiducia incondizionata al giovane trainer. Ma chi al suo posto su una panchina che mai come in questo periodo appare cocente e tutto sommato scomoda? Sono voci e rumors, ma comunque importanti: come ovvio si predilige (che sia un vizio?) la soluzione interna, con vecchi idoli accostati sistematicamente sulla panca rossonera. C'è chi vedrebbe bene io duo Galli (attuale allenatore della Primavera) - Tassotti (vice di Leonardo), chi addirittura ha fatto il nome di Alessandro Costacurta.

Il Billy del calcio italiano è reduce da un'esperienza con più ombre che luci a Mantova e una sua promozione a condottiero del Milan sarebbe un azzardo di quelli seri. Come del resto Leonardo, o la suddetta accoppiata. Più garanzie dà invece il vecchio pallino di Silvio Berlusconi: Marco Van Basten, già ct dell'Olanda e tecnico dell'Ajax e senza squadra e accetterebbe di andare al Milan a patto che gli si garantisca un progetto serio (a partire dal contratto e dal mercato invernale). Con l'austerity imposta dal presidente rossonero, però, ci vuole un allenatore che faccia poche pretese e che renda di sicuro al massimo: quarta opzione, ecco spuntare Walter Mazzarri. Uno che di miracoli se ne intende: perché con questo Milan, è proprio un miracolo quello che ci vuole per tirarlo su.

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