Espulsione a tempo per i simulatori, salary cap e limiti agli stranieri: ecco le idee che la Fifa ha in cantiere


In questi giorni si è tenuto a Londra presso lo Stamford Bridge un incontro pubblico che aveva come tema il calcio e i cambiamenti che dovranno essere introdotti in questo sport per renderlo sempre più bello e credibile. Tra gli invitati c'era anche Jack Warner, vice presidente della Fifa e presidente della Concacaf, che nel corso del suo intervento ha introdotto alcune delle novità che sono in studio presso la federazione internazionale. La proposta più interessante riguarda l'introduzione dell'espulsione a tempo, ma si è parlato anche di temi come il tetto salariale e il limite degli stranieri.

Quella dell'espulsione a tempo è una regola che è già in vigore in altri sport come il rugby e l'hockey sul ghiaccio, l'idea di Warner è quella di applicarla nei confronti dei simulatori. Chi prova ad ingannare l'arbitro deve essere punito con l'allontanamento dal campo per dieci minuti. Ci sono poi i puristi del calcio, quelli che credono che le regole sono così e non possono essere modificate, in questo senso l'espulsione a tempo è una proposta fin troppo moderata se si pensa che lo stesso Warner, in chiusura, ha ipotizzato di diminuire a 10 il numero di giocatori in campo per ogni squadra e di rimpicciolire le aree di rigore.

Un altro argomento importante su cui ha posto molta enfasi il vice presidente Fifa è quello dei tetti salariali. Necessari secondo lui per evitare che a vincere siano sempre le stesse squadre. Il riferimento è andato al campionato inglese e a quello spagnolo dove gli attori negli ultimi dieci anni sono sempre stati inevitabilmente i soliti noti, questi paesi poi spopolano anche nelle loro campagne continentali sfruttando il gap enorme nei confronti delle altre società meno ricche. Un tetto ai salari contribuirebbe ad equilibrare i campionati e le competizioni per club dando anche ai più piccoli la possibilità di lottare per una vittoria.

Infine si è discusso del tema degli stranieri, troppi, anche in questo caso il vulcanico Warner ha proposto una soluzione. L'idea è quella di imporre ai club un risarcimento nei confronti dei paesi di provenienza dei loro calciatori. Se ad esempio una squadra ha in rosa molti africani la società si dovrà impegnare a reinvestire parte degli introiti nel finanziamento di progetti che abbiano lo scopo di sostenere il calcio di base in quei paesi che magari anche economicamente sono più disagiati. Insomma alla Fifa ci sono tante idee in fase di studio e presto alcune di queste potrebbero diventare realtà.

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