L'ira di Fabio Capello per un sms spedito di nascosto durante il pranzo della nazionale


Quando Fabio Capello ha accettato l'incarico di allenare la nazionale inglese ha subito messo in chiaro che la disciplina era per lui una dei requisiti fondamentali affinché si potesse giungere a risultati importanti. Il tecnico ha dettato una sorta di decalogo che i giocatori avrebbero dovuto seguire, tra le regole troviamo ad esempio l'obbligo per tutti i giocatori di indossare sempre le divise ufficiali, la cravatta è obbligatoria, c'è poi la possibilità di ascoltare musica prima delle partite ma senza farsi trascinare in maniera evidente dal ritmo. Capello ha poi vietato tassativamente l'uso del cellulare durante gli allenamenti e i pranzi.

L'infrazione di quest'ultima regola ha scatenato l'ira dell'allenatore durante un pranzo in Ucraina, in occasione dell'ultima trasferta della nazionale inglese. A raccontarlo è il domenicale News of the World, la fonte sarebbe un procuratore di un giocatore presente durante la scenata. A quanto pare la truppa inglese era divisa in più tavoli, ad uno mangiava lo staff tecnico con i giocatori che ne occupavano altri due. Capello, durante il pasto, si è accorto che un giocatore stava scrivendo un sms nascondendo il telefono sotto il tavolo. Non ci ha pensato due volte si è alzato e ha richiamato l'attenzione del gruppo spedendo un vassoio di metallo contro il muro.

Ha poi chiarito di esigere un'ora della giornata dei suoi giocatori senza alcuna distrazione e il telefono è una di queste, richiesta che, in fondo, non dovrebbe apparire esagerata. Sulla sala è calato un silenzio tombale che poi ha caratterizzato tutto il resto del pranzo. Capello in questo modo ha ribadito ancora una volta chi comanda, nonostante al suo servizio ci siano star internazionali strapagate. L'italiano non ha mai avuto la pretesa di essere simpatico, è un duro, ma i suoi metodi piacciano o no sembrano dare i giusti frutti. La nazionale inglese sotto la sua guida ha centrato la qualificazione ai mondiali con due giornate di anticipo, perdendo soltanto in Ucraina quando ormai non aveva più niente da chiedere alla classifica.

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