Retroscena dopo Genoa - Inter, Morganti a Sculli : "Non sono come Tagliavento"


Nella giornata delle sospensioni di Orsato e Rosetti, da Genova, sponda rossoblu questa volta, arrivano altre notizie poco confortanti sull'operato delle giacchette nere. La versione genovese di Repubblica infatti svela un retroscena a proposito della partita di sabato scorso vinta dall'Inter per 5-0 contro i rossoblu a Marassi, l'episodio riguarda l'attaccante genoano Giuseppe Sculli e l'arbitro dell'incontro Emidio Morganti, più in particolare una sorta di minaccia rivolta dall'arbitro al giocatore prima del fischio d'inizio.

In pratica il fischietto si sarebbe avvicinato a Sculli e lo avrebbe avvisato che da lui avrebbe avuto un trattamento diverso da quello ricevuto da un altro collega: "Non sono Tagliavento, io ti caccio... E poi non ti buttare in area che, intanto, il rigore non te lo do". Il riferimento è alla partita Genoa - Napoli, Tagliavento in quell'occasione ne combinò di cotte e di crude, prima l'espulsione affrettata di Criscito con tanto di proteste vibranti dei genoani con Sculli in prima fila, poi un rigore per atterramento dello stesso Sculli che in realtà aveva fatto e non subito il fallo. Anche Morganti non se l'è cavata benissimo, i grifoni lamentano la mancata concessione di un calcio di rigore nei primi minuti di gioco per fallo su Floccari.

Che gli arbitri in ritiro si scambino opinioni e consigli sui giocatori, come ad esempio chi ha il vizietto di cadere spesso o di giocare in maniera più dura del consentito, è una cosa non solo nota ma anche logica, dalla collaborazione e dalla condivisione delle esperienze ci può essere solo miglioramento. Questo però non autorizza un direttore di gara ad ammonire preventivamente un giocatore prima dell'inizio della partita. Sempre da Genova e sempre dopo la sfida con il Napoli arrivò notizia delle parole non proprio gentili di Tagliavento nei confronti di Criscito, il rossoblu fu incolpato di aver rovinato la prova arbitrale a causa dell'episodio che aveva portato alla sua espulsione.

L'atmosfera nel mondo arbitrale italiano è tutt'altro che tranquilla e Collina dovrà lavorare molto per rasserenare gli animi dei suoi uomini, condizione necessaria per non incorrere in altre partite storte come quelle dell'ultimo turno. Non si tratta di discutere di malafede o di sudditanza psicologica, il discorso è squisitamente tecnico perché di errori tecnici si macchiano gli arbitri ogni domenica e il loro nervosismo di fondo certo favorisce il presentarsi di queste situazioni spiacevoli.

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