Fair play finanziario, Rummenigge esorta l'Uefa: "Faccia chiarezza sul PSG"

Le prima vere vittime del fair play finanziario sono finite nel tritacarne delle esclusioni decise dall'Uefa qualche giorno fa. Spicca il nome del Malaga, escluso dalle Coppe europee per 1 anno a causa dei mancati pagamenti dei debiti (anche nei confronti dei tesserati) accumulati dal club andaluso. Il provvedimento non vale per la stagione in corso (potrà regolarmente giocare il doppio confronto con il Porto per gli ottavi di finale della Champions), ma andrà in vigore per la prima stagione calcistica, entro le prossime quattro, in cui il Malaga otterrà di nuovo un posto in Europa. Se entro il 31 marzo 2013 la società non onorerà i suoi impegni finanziari la squalifica salirà a due anni.

Stessa sorte è toccata all'Hajduk Spalato, escluso dalla partecipazione alla prossima competizione Uefa (la sanzione vale se dovesse qualificarsi nelle prossime tre stagioni), salvo che dimostri, entro il 31 marzo 2013, di avere pagato gli arretrati precedentemente accertati dalla Camera d'Inchiesta della CFCB; di avere estinto ogni debito rinviato per iscritto in scadenza prima del 31 marzo 2013, nonché di avere regolato al 31 dicembre 2012 tutte le posizioni in scadenza prima del 31 marzo 2013. Un altro club croato, l'Osijek, è stato escluso dalla partecipazione alla prossima competizione Uefa (stesso discorso di prima, vale a dire in caso di qualificazione ad una delle prossime tre stagioni). Un anno di esclusione anche per Rapid Bucarest, Dinamo Bucarest e Partizan Belgrado.

Ma la punizione del Malaga è quella che sicuramente fa più scalpore. Il club appartiene dal 2010 a uno Sceicco del Qatar, Abdullah Al-Thani, cugino dei proprietari del Paris Saint Germain, che dopo un primo anno di investimenti 'faraonici', si è dovuto scontrare con la dura realtà dei debiti ed ha progressivamente calato gli investimenti, annunciando anche l'intenzione di cedere il club, proposito poi rientrato anche a causa della mancanza di acquirenti. Qualcuno avrà già fatto 2 + 2 leggendo della parentela con la dirigenza del Paris Saint Germain. In realtà il PSG godrebbe di altri, presunti favori, secondo i tedeschi.

Karl-Heinze Rummenigge, presidente del Bayern Monaco, ha infatti esortato l'Uefa ad attuare dei controlli su una sponsorizzazione per il club parigino: "Confido nel fatto che la Uefa faccia chiarezza". Una posizione sicuramente condivisa anche da un suo connazionale, Hans Watzke, amministratore delegato del Borussia Dortmund. Watzke ricorda che "la UEFA deve stare attenta al mercato delle sponsorizzazioni".

Sotto accusa è il contratto sottoscritto, fino al 2016, dal Paris Saint Germain con la Qatar Tourism Authority, responsabile dello sviluppo delle attività turistiche nel Paese e che si occuperà della promozione dell'immagine del Qatar attraverso lo stesso PSG. La QTA fa capo al governo di Doha, come la Qatar Sports Investments proprietaria del club, e l'accordo prevede 150 milioni di euro nelle casse del PSG in questa stagione e poi 200 milioni, più bonus, nella stagione 2015-16. I club tedeschi temono che l'Uefa chiuda un occhio nei confronti del PSG. La "Bild” ricorda, infatt, che Laurent Platini, figlio di Michel, cura gli interessi in Europa della QSI proprietaria del club.

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