Napoli, De Laurentiis pensa già al futuro: "A gennaio acquisti mirati, i veri colpi saranno in estate"

L'anno 2012 che sta per concludersi è stato ricco di soddisfazione per Aurelio De Laurentiis e per il suo Napoli, il presidente partenopeo ha vinto il suo primo titolo da quando è alla guida del club, un'affermazione che mancava da tantissimo tempo, dagli anni in cui la maglia azzurra la indossavano gente come Maradona e Careca. Il suo Napoli è ritornato ad essere uno dei giganti del campionato di Serie A e gran parte di questo si deve alla passione e alla competenza che non ha mai fatto mancare da quando è iniziata la sua gestione. Ma il 2012 non si è chiuso nel migliore dei modi, la squadra di Mazzari è già fuori dalla Coppa Italia, titolo che appunto detiene, accusa un ritardo importante dalla Juventus capolista e ancora deve assorbire il colpo della penalizzazione ma soprattutto della squalifica di Cannavaro e Grava in seguito alle vicende legate al calcioscommesse.

Nonostante ciò Aurelio De Laurentiis non si perde d'animo e prevede un futuro roseo per il suo Napoli, pur non sottovalutando la delicatezza del momento è convinto infatti che la sua squadra riuscirà a risollevarsi in poco tempo. Il patron dei campani è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport che con lui ha avuto il piacere di fare una chiacchierata a 360 gradi, affrontando una molteplicità di temi, spaziando dallo stato di salute del movimento calcio a quello del Napoli e delle prossime mosse che ha in mente per renderlo ancora più competitivo. L'attualità in questi giorni è ovviamente il calciomercato, Mazzarri ha chiesto qualche rinforzo, anche alla luce delle squalifiche di cui abbiamo già fatto menzione, contemporaneamente però si lavorerà anche allo sfoltimento della rosa che sarà epurata dagli elementi che fino ad ora hanno avuto meno spazio e che per questo vorrebbero lasciare Napoli per accasarsi altrove.

Il presidente napoletano ha le idee chiare, a gennaio sarà mercato di riparazione, come suggerisce la parola si ritoccherà soltanto leggermente l'organico che ha già dimostrato il suo valore, i grandi colpi sono soltanto rimandati. In estate infatti i tifosi azzurri possono aspettarsi grosse sorprese, questa la promessa di De Laurentiis che si è difeso allo stesso tempo contro chi l'accusa di essere di manica stretta:

Ci saranno degli investimenti nel prossimo mese, ci saranno dei grandissimi investimenti in estate. Nel mercato di riparazione interverremo in maniera decisa e in maniera ancora più decisa lo faremo a giugno. Con Mazzarri ci siamo dati appuntamento a dopo l’ultima del girone d’andata contro la Roma. Vedremo come sarà la classifica e ci comporteremo di conseguenza. Sicuramente, non arriveranno stranieri, sono troppe le problematiche per l’ambientamento. Spendo cifre importanti soltanto per gli attaccanti, per gli altri ruoli ci vogliono investimenti giusti. Non mi pare che pagare Dzemaili 9 milioni e Inler 16 milioni di euro siano state spese di poco conto. Se si vuole alzare l’asticella si rischia di sfasciare il giocattolo. In estate ho provveduto a rinnovare il contratto di Cavani, offrendogli una cifra importante. Per uno che segna 40 gol all’anno, la spesa vale. E poi, la meritocrazia esiste o no? Le richieste di Mazzarri? Le squadre devono farle le società. Il Napoli ha comprato quello che era giusto acquistare. Gamberini e Behrami, tanto per intenderci, li ha voluti l’allenatore, L’unico giocatore che ho preso io è stato El Kaddouri, perché me l’ha proposto Corioni, un vecchio amico.

E poi il mercato non è fatto soltanto di acquisti, anche trattenere un giocatore del calibro di Cavani deve essere ritenuto a tutti gli effetti un colpo di mercato. L'uruguayano resterà ancora a lungo all'ombra del Vesuvio a meno che qualcuno non si presenti con la giusta cifra in contati per rescindere il nuovo contratto che scadrà nel 2017. De Laurentiis vuole puntare sui giovani, gente come Insigne per dire, anche se la strada è più lunga e non priva di passi falsi, a tal proposito sembra agli sgoccioli l'avventura di Vargas al San Paolo:

Per Cavani la scorsa estate mi sono stati offerti 55 milioni per cederlo ed io non l’ho venduto. A settembre abbiamo fissato la clausola rescissoria. Per acquistarlo dovranno darmi, uno sull’altro, 63 milioni di euro. Insigne ha talento e lo sta dimostrando. Magari avrebbe bisogno di maggiore continuità di gioco per permettergli di fare più gol. Ma fa bene Mazzarri ad utilizzarlo così, in questo modo non si corre il rischio di bruciarlo. Vargas, invece, è stato un idolo in Sudamerica e qui è poco considerato. Ma quando hai uno come Cavani che, se non gioca si arrabbia, allora è veramente complicato trovargli spazio. Io lo terrei, ma se Mazzarri chiederà un attaccante con caratteristiche differenti ed il mercato dovesse offrirmelo, allora non esiterò a girarlo altrove, ci sono decine di club brasiliani ed alcuni italiani, pronti a riempirmi di soldi per averlo.

Nel frattempo il presidente conferma la sua fiducia a Walter Mazzarri, nonostante il periodo non proprio felice, e allontana per il momento qualsiasi discorso relativo alla sua sostituzione. Un nome valido potrebbe essere quello di Stefano Pioli, uno che anche di recente ha dimostrato se non altro di sapere come battere il Napoli:

Mazzarri qui l’ho voluto io, l’avevo cercato qualche anno prima e per una serie di circostanze, poco chiare, non riuscimmo a concludere. A lui mi lega un rapporto di rispetto e stima, tra di noi non ci sono problemi. È ovvio che se fosse sua la decisione di andare via, non vedo motivo per cui non dovrei accontentarlo. Il suo vice? È troppo presto per parlarne. Ci siamo detti che appena avremo un attimo di serenità, ci sederemo e ne parleremo. In questo momento abbiamo altre priorità, dobbiamo dedicarci alle questioni del club e non a quelle dei singoli. In ogni modo mi ha garantito la massima attenzione fino al termine della stagione. È un allenatore che io adoro, sa lavorare sulle individualità ed è un grande stratega. Pioli come suo erede? Lasciamo perdere i nomi, non mi sembra il caso di farne. Pensandoci, però, l’abbiamo incontrato 6 volte e ne ha vinte 5.

De Laurentiis ha però progetti in grande non solo per il suo Napoli ma per il calcio in generale, non solo nei nostri confini. A suo modo di vedere c'è ancora molto lavoro da fare per rendere il pallone un prodotto capace di generare degli utili importanti, troppo netto il gap tra la nostra Serie A e il resto del mondo. Per lui non è una questione di nomi, Beretta o Abodi, non è lì la questione: va riformato tutto il sistema, dopodiché "il presidente potrà farlo chiunque". Intanto il patron partenopeo accoglie con soddisfazione le recenti proposte di Michel Platini a proposito di un allargamento della Champions League, una soluzione che lui stesso aveva ipotizzato tempo fa, allo stesso tempo però ritiene necessario diminuire il numero di squadre in Serie A, soltanto così si potranno realmente armonizzare le due competizioni. Sceglie infine la strada della diplomazia quando si tratta di valutare il sistema della giustizia sportiva:

Ci hanno tolto Paolo Cannavaro e Gianluca Grava. Mi sembra iniquo che si debba subire una punizione per qualcosa che non esiste. E semmai fosse esistita risalirebbe, comunque, a tre campionati fa. Ci sono stati tolti giocatori che sono i simboli dello spogliatoio. Cosa farò se la penalizzazione dovesse essere determinante a fine stagione? Assolutamente niente. Se ho deciso di stare nel calcio dovrò pure osservarne le regole, anche se certe sentenze procurano danni a catena, economici e d’immagine.

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