Abete: "La responsabilità oggettiva esiste in tutti i codici di giustizia internazionali"

Se nel 2012 dovessimo scegliere della parole chiave attinenti al settore calcistico due di queste sarebbero sicuramente "Palazzi" e "Responsabilità Oggettiva". E' stato un anno abbastanza travagliato per il calcio italiano che sembrava definitivamente uscito, anche a livello di scontri verbali, dalla vicenda di Calciopoli. Il fronte delle inchieste sul Calcioscommesse ha minato l'apparente tranquillità del calcio nostrano. Il declino dei club in campo europeo è passato in secondo piano, poi ci ha pensato la Nazionale Italiana a far dimenticare, almeno per qualche giorno, i fatti giudiziari e a restituire il sorriso con un inaspettato secondo posto al Campionato Europeo.

Giancarlo Abete, presidente della Figc, intervistato da Sky Sport, ha preferito difendere il discusso principio della responsabilità oggettiva mediante la quale il Napoli (ma anche molte altre squadre) ha subito una penalizzazione di due punti, ma ha invitato il Parlamento italiano ad intervenire con nuove leggi:

"Sulla giustizia sportiva dobbiamo condividere la nostra posizione con il Coni e con altri enti. La responsabilità oggettiva è un istituto presente in tutti i codici di giustizia internazionali. Nell'area delle scommesse è indispensabile un intervento del Parlamento sulla legge legata alla frode sportiva, che risale al 1989. Per quanto riguarda l'omessa denuncia, io comprendo come il mondo del calcio sia un po' parolaio, l'omessa denuncia trova difficoltà a essere riconosciuta".

Abete è poi intervenuto sulla querelle infinita con la Juventus, in particolare con Andrea Agnelli:

"Le critiche di Agnelli? Il presidente della Juve esprime dei giudizi e io ho il dovere di rispettarli. Quando si hanno responsabilità di sintesi bisogna tener conto delle posizioni che emergono. Quando si parla di associazioni il discorso diventa complesso, noi non ci inventiamo il quadro normativo. Ci sono tutte le componenti in ballo e penso che il presidente Agnelli debba avere capacità di sintesi nel governo del calcio. Non solo attualmente non esiste la governance che era stata ventilata a luglio, e non mi riferisco al presidente, ma non ci sono altre situazioni che erano state avanzate. Le regole si cambiano assieme e non presentando le proprie istanze".

Il bilancio dell'anno solare che sta per concludersi è sicuramente positivo se si pensa all'exploit di molti giovani italiani. Un nuovo trend favorito soprattutto dalla crisi economica che ha costretto molte società a investire maggiormente sul settore giovanile a discapito di spese azzardate per i calciatori stranieri:

"In Italia abbiamo tanti giovani interessanti e lo testimonia il fatto che stiamo decidendo se impiegarne alcuni nella Confederations cup o nella fase finale dell'Europeo Under 21. Crisi o non crisi, se non ci sono talenti preparati a dare il massimo di sé, non avviene una crescita in termini di qualità. La crisi ha influito nelle scelte delle società e nella loro voglia di puntare sui giovani. Va detto che continua in Serie A il trend dei giocatori non selezionabili per le squadre nazionali".

Foto | © Getty Images

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