Zidane consiglia Lippi per il dopo-Mourinho, ma pensa a se stesso

Si sono sempre elogiati a vicenda, spingendosi anche ad alcune sintesi estreme: Zizou disse di Lippi che senza di lui sarebbe rimasto un "normale", Lippi di Zizou, anche a sfregio di Del Piero, che resta il miglior calciatore da lui allenato in assoluto. Parole di zucchero datate almeno di 5 anni, eppure nuovamente alla ribalta dopo che tutti hanno capito che per Mourinho la storia merengue è giunta all'ultimo atto.

Ma perché Zidane avrebbe fatto il nome dell'ex commissario tecnico della Nazionale oggi impegnato e lautamente pagato e appagato in Cina? Per le sue qualità, chiaro. Ma soprattutto perché la candidatura Lippi rende possibile una strategia che il campione francese vuole mettere in atto per arrivare alla panchina del Real. Lui ormai l'ha ammesso pubblicamente: vuole fare l'allenatore e, checché se ne dica, l'ipotesi Under 21 della Francia saltò perché Zizou punta in alto e non voleva uscire dal giro Madrid proprio in un momento di trapasso come quello in corso.

A Lippi verrebbe proposto il ruolo di direttore tecnico, per la cronaca molto gradito, con Zizou in veste di allenatore in panchina.

Questa è l'idea di base. Ma va detto anche che nei vertici madrileni resta la convinzione che Zidane non sia ancora pronto. Quindi Lippi si può valutare, e infatti è un nome gradito alla pari di quello di Joachim Loew, ma con egli stesso in prima linea.

Zizou avallerebbe comunque, scendendo in questo caso in campo come allenatore in seconda pronto entro 2 anni a prendersi ciò a cui mira da ormai 6 mesi abbondanti. Lo stesso Mourinho, neppure tanto tra le righe, l'ha dato a intendere in una conferenza d'inizio stagione passata colpevolmente sottotraccia nei commenti giornalistici internazionali.

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