Vincenzo Montella: "Anti-Juve? Non c'è. Può perdere punti soltanto per la Champions"


Vincenzo Montella è in un momento - che dura da molti mesi - di grazia. Tale constatazione è confermata anche dall'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport nella quale l'allenatore della Fiorentina ha espresso solo giudizi positivi su molti personaggi del calcio nostrano, evitando accuratamente qualsiasi tipo di polemiche. L'ex aeroplanino ha elogiato la Juventus, che non ha rivali in campionato:

Solo i bianconeri possono perdere punti se, andando avanti in Champions, spenderanno energie mentali calando di concentrazione. Il loro segreto è la mentalità inculcata durante questo percorso. Grande merito a Conte: l’allenatore si vede soprattutto nella gestione e preparazione degli allenamenti. Il lavoro settimanale è la cosa più importante. E poi hanno proseguito il lavoro dello scorso anno aggiungendo innesti importanti. E gli interni di centrocampo, Marchisio e Vidal, sono il meglio che esista in quella posizione.

L'allenatore napoletano ha poi risposto ad alcune domande sui giocatori che impreziosiscono il maggiore campionato italiano. Da giovani talenti come El Shaarawy, "un giocatore moderno, bravo a non accontentarsi, in crescita esponenziale" a vecchi leoni come Cassano:


L’Inter è riuscita a far maturare Cassano, ma tecnicamente Antonio mi piaceva di più quando era sbarazzino e meno maturo.

Impossibile non commentare le prestazione del suo ex compagno di reparto offensivo alla Roma, Totti:

Non mi sorprende in generale, anche quando lo allenavo io era così. Stupisce piuttosto la continuità di prestazioni, alla sua età non è normale.

Fino ad arrivare ad Edinson Cavani definito da Montella "uno dei primi tre attaccanti al mondo"
Il tecnico viola per ora si gode il "fuoriclasse" Jovetic e auspica di poter rimanere per molti anni nel capoluogo toscano. Infine i giudizi sui colleghi.

Stramaccioni che "è, e rimane, un amico", Petkovic ("mi piace: è moderato, obiettivo, carismatico. Un personaggio molto positivo del nostro campionato") e Mazzarri, al quale "da napoletano auguro di vincere qualcosa di importante". Infine uno sguardo al passato recente. Agli allenatori che possono essere considerati suoi maestri:

Ogni allenatore mi ha dato qualcosa. Studiavo Spalletti nella preparazione quasi maniacale dell’allenamento, Capello per la gestione, Eriksson per la tranquillità.

Foto | Getty Images

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