Ferguson ha scelto: il suo erede sarà Ole Gunnar Solskjaer

235 presenze e 91 reti. Il pedigree da calciatore con la maglia del Manchester United non è niente male. Quello da allenatore recita 2 titoli nazionali in 2 anni sulla panchina del Molde in Norvegia, squadra che lo lanciò nel grande calcio garantendogli le attenzioni di Sir Alex Ferguson, che oggi lo ha definitivamente scelto come proprio erede sulla panchina dei Red Devils. Lui è il 39enne ex attaccante dai gol pesanti Ole Gunnar Solskjaer, di un anno più anziano di Vincenzo Montella e comunque tra i veri tecnici emergenti sul panorama europeo.

Se non sarà 2013, sarà 2014. Anche Mourinho, da sempre suggestionato dall'idea di guidare un giorno lo United, se ne sta facendo una ragione e i rumours, così come le ultime dichiarazioni circa il futuro, non fanno che confermare il suo problematico rientro in Inghilterra visto che il City è di fatto adesso in mano a tutti gli uomini ex Barcellona.

Sir Alex ha fatto la sua scelta sia in base alla conoscenza dell'ambiente sia in virtù di un rapporto da sempre idilliaco per il modo di Solskjaer di intendere la professionalità nel calcio. Tanto da giocatore quanto da allenatore. Il passaggio quindi sancirà il passaggio di Ferguson dietro la scrivania senza quindi alcun tipo di addio al club a cui ha legato indelebilmente il proprio nome.

E, dicono dall'Inghilterra, c'è poi il fattore affidabilità sotto il punto di vista della coerenza e dell'apporto umano: Ferguson a tempo insiste con il suo staff sul fatto che i nordici abbiano in questo senso una marcia in più. Un certificato di garanzia, insomma, pronto a diventare presto un certificato di totale fiducia che segnerà una svolta epocale nella storia del Manchester United.

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