Marcello Lippi: "El Shaarawy? Mi ricorda Del Piero"


Marcello Lippi in un'intervista a La Gazzetta dello Sport ha parlato di calcio a 360 gradi. Partendo da uno contro cui la sua squadra ha giocato recentemente. In Cina. L'ex tecnico della Nazionale italiana e attualmente allenatore del Guangzhou ha elogiato l'ivoriano più ricercato dalle squadre europee, anche se ha avanzato dubbi sulla concretezza dell'ipotesi di un suo passaggio in un club italiano:

Drogba è ancora una bestia. Uno che in campo fa la differenza. In Cina ha segnato 8 gol in undici partite. Da un punto di vista tecnico è sicuramente un grande affare. (...) Ma ha deciso di accettare la proposta della Cina. Non è stata una scelta calcistica o di cuore, ma udettata da motivi economici. Certe offerte sono irrinunciabili. Lui Guadagna dodici milioni netti l’anno, un milione al mese. Probabilmente si aspettava qualcosa in più da questa sua nuova avventura dal punto di vista sportivo, la sua squadra è arrivata solo dodicesima in campionato. Ma pensate che Drogba accetterà di dimezzarsi lo stipendio per venire a giocare in Italia? Mah, ho dei dubbi però (...) Direi che starebbe bene nel Milan. (...) Drogba sarebbe prezioso sia in campionato che in Champions.

Il viareggino - anche lui trasferitosi in Cina per motivi di danaro o per 'provare una nuova esperienza'? - ha paragonato El Shaarawy, la principale sorpresa della Serie A, ad una sua vecchia conoscenza (e pupillo:

Mi ricorda il primo Del Piero. Non ha ancora la qualità di Del Piero ma quando parte palla al piede, è più esplosivo e più veloce rispetto al fantastico campione della Juve.

Quindi ha sottolineato quanti giovani siano esplosi nell'ultima annata in Italia: da Insigne a Destro, da Verratti a Gabbiadini, passando per Florenzi e lo stesso faraone. Impossibile non chiedere un'opinione sulla Juventus:

È la più forte. È vero che in passato ci sono state grandi rimonte. (...) E forse la ripresa della Champions a febbraio potrebbe creare qualche problemino. Ma questa Juve è completa e grazie a Conte ha ritrovato il suo vero Dna e la sua vecchia furia agonistica.

Insomma, di anti-Juve non ne esistono, mentre ci sono soltanto squadre che lottano per il secondo e il terzo posto. Lippi ha svelato che inizialmente credeva che il Napoli potesse svolgere questo ruolo, ma è mancata la continuità. A proposito della squalifica comminata a Grava e Cannavaro, l'allenatore ha detto:

Sinceramente non trovo giusto squalificare per sei mesi un giocatore che non ha accettato nessun tipo di combine, anzi, ha cacciato a male parole chi aveva proposto qualcosa di illecito. Però capisco anche che dei deterrenti sono necessari. Storia antipatica

Infine il commento su un suo giovanissimo collega, Vincenzo Montella:

Ha sfatato tutti i luoghi comuni del calcio. Tipo che cambiare tanto non paga o che ci vuole tempo per insegnare un calcio diverso. Ha cambiato dirigenti, allenatore e diciotto giocatori ed è meritatamente in zona Champions.

Foto | Getty Images

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