
“It’s business, not pleasure” scrive Neil Custis sulle pagine del The Sun. L’articolo da lui firmato sul tabloid inglese parla di una intervista rilasciata da Wayne Rooney circa il suo rapporto con Fabio Capello, dichiarazioni che lasciano trasparire un profondo rispetto dell’attaccante del Manchester United nei confronti del suo ct. Anzi, quasi paura; perché il “sergente di Pieris” è tipo senza fronzoli, ben più duro e poco malleabile di Sir Alex Ferguson, allenatore del numero 10 coi Red Devils che pure non ha la fama di intrattenitore di inarrivabile simpatia. Nessun divertimento, si lavora e basta.
“Quando ci ritroviamo per allenarci con la Nazionale, noi siamo lì per lavorare e basta, non per parlare di arte o delle nostre vite private. Noi non chiediamo niente a lui e il tecnico non chiede niente a noi. E alla fine dell’allenamento, ognuno va a casa propria” ha dichiarato Rooney, sabato scorso promosso capitano dall’italiano nell’amichevole a Doha contro il Brasile. La soggezione nei confronti di Capello è così spiegata: “Si tratta di piccole cose, come quando ti cammina accanto nel corridoio e sembra che nemmeno ti veda o il modo in cui si muove o come ti guarda. Tu sai che è un uomo duro, ma ha anche quell’aura che lo accompagna e che ti intimidisce tantissimo“.
C’era da aspettarselo, d’altra parte la Nazionale inglese negli anni passati da Eriksson a Mclaren ha forse goduto di troppe libertà per poter cavare qualcosa di buono. E’ arrivato il mascellone e ha messo tutti in riga, forse troppo se è vero che un mese fa durante un ritiro dell’Inghilterra sorprese un giocatore, durante la cena, a mandare sms e gli scagliò un vassoio contro. Non guarda in faccia a nessuo Capello: “Tutti noi sappiamo che se non giochiamo bene, stiamo fuori. E’ una cosa semplice, ma che funziona. Quanto a me, so bene che devo ancora imparare tanto e migliorare“. Tutti sulle spine, tensione sempre alta, calcio e solo calcio. Funzionerà per riportare la Coppa del Mondo sotto gli occhi di Sua Maestà 44 anni dopo?
abdgoli
18 nov 2009 - 16:22 - #1…sperimao di no!! Anche se Capello è un grande!!
thegas
18 nov 2009 - 16:35 - #2se non la vinciamo noi (ed ho i miei dubbi, purtroppo) meglio inghilterra…assolutamente NO francia o brasile!
gianlkr
18 nov 2009 - 16:45 - #3Grande Capello, ma cerca di non vincere, almeno non contro di noi. :)))))
b27
18 nov 2009 - 16:57 - #4100 volte meglio Capello che un cogli_ne come Domenech o Maradona
La coppa se la contendono Spagna, Brasile e Inghilterra
ma le competizioni a scontro diretto non rispettano quasi mai i pronostici (vedi l’ultimo)
fede_
18 nov 2009 - 17:07 - #5La vince l’Argentina.
Bilardo / Diego come nel ‘86 + il Messias.
La profezia si compiera’.
near
18 nov 2009 - 17:52 - #6se saremo buttati fuori da Capello gli inglesi rideranno per anni…
lucianone
18 nov 2009 - 18:12 - #7se saremo buttati fuori da capello potremo sempre rinfacciare agli inglesi che hanno dovuto affidarsi ad un italiano per batterci. se devo perdere con qualcuno spero proprio che quel qualcuno sia capello.
comunque il rispetto e la stima generali di cui gode capello non fanno altro che legittimare ulteriormene i nostri 29 scudetti.
lucianone
18 nov 2009 - 18:18 - #8(errata corrige: 31 scudetti, con i tarocchi vinti con i debiti da cragnotti e sensi)
lapo
18 nov 2009 - 18:28 - #9forza Inghilterra!!!
lemiecavolate
18 nov 2009 - 18:35 - #10Spero Brasile e tripletta di Adriano in finale… non mi stupirei
airondella
18 nov 2009 - 20:26 - #11è il numero uno di tutti gli allenatori come il berlusca è il numero uno dei presidenti e maradona il numero uno tra i giocatori, questi secondo me sono stati di un altra categoria
cermis
18 nov 2009 - 22:17 - #12Meglio se l’inghilterra ce la troviamo nella fase a gironi!
wef
19 nov 2009 - 10:36 - #13Se vogliamo é giusto così. Un capo non dovrebbe “fare l’amicone” ( salvo poi magari fregare gli altri, ma sempre col sorriso sulle labbra ). Un capo deve mantenere il distacco, altrimenti si cominciano a creare simpatie e antipatie ( Lippi docet… ) che alla fine sono negative per l’ambiente. Diffidare sempre degli ambienti lavorativi dove si vuole creare un’atmosfera familiare, in stile “siamo tutti amici”…