Nicolas Anelka difende a spada tratta Raymond Domenech, ma attacca il suo paese natale e giura di non tornarci più a vivere. E’ il succo dell’intervista rilasciata al quotidiano francese Le Monde dall’attaccante del Chelsea. “Nonostante le voci degli ultimi mesi, i rapporti con Domenech sono ottimi”. La prima frecciata Anelka la riserva ai predecessori dell’attuale Ct francese: “Non ho mai avuto un dialogo con un allenatore prima di lui. Con Santini è stato impossibile parlare e lo stesso con Lemerre e Jacquet“.
Anelka procede senza peli sulla lingua criticando vari settori della Francia, tra cui il sistema di tassazione: “Quando hai vissuto e giocato all’estero puoi più tornare a casa. Non ti accettano più come prima. Non tornerò più a vivere in Francia. E’ impossibile. E poi la pressione fiscale è eccessiva. Non voglio giocare a pallone e pagare in tasse il 50% di quello che guadagno. I soldi che ho sono per i miei figli. Se sono in grado di offrire loro qualcosa, lo farò in un paese cui non vi è tassazione eccessiva. Ecco come la vedo io. Se qualcuno si sente offeso mi dispiace. Qualcuno si scandalizza per queste cose, ma la Francia è un paese di ipocriti“.
Infine il capitolo tifosi. Al giocatore transalpino non piace l’atteggiamento del pubblico francese: “Sembra che quando si vince 3-0 sia normale. E quando si perde, non vengono allo stadio…Ecco perché non sentiamo il loro sostegno”.
pascali
17 dic 2009 - 09:44 - #1W l’Italia abbasso la Frans
MMMMMMMMMMMMMMM
17 dic 2009 - 10:36 - #2Ahuahau… come se ai suoi figli non bastasse il 50% di ciò che guadagna papà. Non dico che non sia giusto che in questa società vi siano persone che guadagnano molto bene però non è corretto che siano dei personaggi che non apportano alcun progresso o comunque benessere per noi poveri mortali. Se un semplice “intrattenitore del popolo” guadagna x, allora un ricercatore (anche in relazione agli anni sacrificati nello studio) dovrebbe guadagnare almeno 10*x; in realtà invece guadagna √(x).
E vabbè, appena avrò finito i miei studi avrò da fare una bella guerra… per fortuna mi sto preparando bene.
Knick
17 dic 2009 - 13:09 - #3anelka l’ho sempre stimato, é sempre stato uno con carattere, é salito, sceso, andato in tuechia, riesploso in inghilterra… quando molti lo davano finito e lo snobbavano io invece andavo controcorrente e ora guardate un po.. il 50% di quello che guadagna basta a lui e ai suoi figli, ma il 50% é… il 50%!!! Se uno é costretto a pagare di tasse il 50% dello stipendio significa che c’é qualcosa che non va di base… uno ricco lo puo benissimo faresenza problemi e rimpianti, ma la sensazione di essere smangiato da chi non t’ha mai dato un ca%%@ dev’essere bella forte…
pakis
17 dic 2009 - 14:48 - #4se lo dice anelka, i blues li aspettiamo ai mondiali.buona giornata a tutti. www.tuttotoro.com
Razorianfly
17 dic 2009 - 14:57 - #5“Se un semplice “intrattenitore del popolo” guadagna x, allora un ricercatore (anche in relazione agli anni sacrificati nello studio) dovrebbe guadagnare almeno 10*x; in realtà invece guadagna √(x).”
Moralmente il tuo ragionamento non fa una piega, ma non è questo il mondo in cui viviamo.
Gli stadi li riempiono i calciatori, non i ricercatori.
Le magliette le vendono i calciatori, non i ricercatori.
Di videogiochi sul calcio ne esistono a dozzine, sui ricercatori non lo so.
I testimonial dei rasoi da barba sono calciatori, non ricercatori.
Commercialmente parlando è giustissimo che un personaggio come Ibrahimovic guadagni 12 milioni di euro all’anno. È un professionista dell’intrattenimento numero 1 al mondo, ed è giusto che sia così.
È ovvio che io sono più grato al mio dentista che ad Ibrahimovic, però Ibrahimovic intrattiene/fa girare più soldi del mio dentista.
Abitiamo sul pianeta Terra, non su Disneyland.
Levare il 50% del guadagno a una persona non credo sia giusto, che sia un calciatore, un medico o un gelataio. Capisco il punto di vista di Anelka. Anch’io me ne andrei da un paese che ti leva quella gran fetta di guadagno.
Scussssate
17 dic 2009 - 14:57 - #6Scusate ma in Italia quant’è?
Razorianfly
17 dic 2009 - 15:02 - #7Knick,
esattamente.
Questa sensazione l’abbiamo perfino nella nostra famiglia.
Lo stato ci leva ogni anno più del 30% dei nostri guadagni e sapere che Marrazzo li ha bruciati a coca e trans non è proprio una bella sensazione.
Quando i miei chiuderanno baracca, io me ne andrò altrove a fare business. Non certo qua, dove se guadagni tanto (lavorando dalle 8 alle 10 di sera) ti rimane lo striminzito stipendio di uno statale.
Razorianfly
17 dic 2009 - 15:06 - #8Scusate ma in Italia quant’è?
Dipende da quanto guadagni, ma fortunatamente non il 50%.
Se mi togliessero il 50% me ne andrei in Thailandia.
Knick
17 dic 2009 - 15:43 - #9Razorianfly é tanto, almeno stando alle continue parole di Galliani secondo cui i giocatori non vengono in italia perché la tassazione é troppo alta… ANZI CREDO SIA IL 50%, PER I CLUB DI SICURO, AVRETE SENTITO O LETTO CHE SE UN GIOCATORE COSTA 10 MILIONI IL CLUB PAGA IL DOPPIO (TASSAZIONE) PER I GIOCATORI ALLORA DOVREBBE ESSERE LA STESSA COSA PER LA LOGICA… CREDO EH.. COMUNQUE si dovrebbe pagare meno tasse tutti, ma che siano tutti a pagarle, e in italiaé missione impossibile, valentino rossi che evade il fisco é ancora un semi dio in queto paese… conj tutto il rispetto per lui, che é giovane e forse se n’é pentito, ma la lista é lunga restando nello sport Briatore é un boss di questi magheggi, e poi tutti come Razorianfly sono costretti a pagare di piu,,
Knick
17 dic 2009 - 15:46 - #10ps una super star di hollywood come Wesdley Snipes per aver evaso 4 “miseri” milioni é finito in galera per anni, ecco perché era sparito dagli schermi.. qui se ne evadi 60 finisci come ospite a c’é posta per te…
adso-da-melk
17 dic 2009 - 16:15 - #11Mi pare che il 50% sia una sparata. Non ci credo.
Caro mio bello, le tasse sono la ridistribuzione del bene privato per la collettività. Che tu, ricco schifoso, le disprezzi, è quanto mai ovvio. Ma sappi che disprezzando le tasse disprezzi la collettività, il morto di fame. E io disprezzo te.
MMMMMMMMMMMMMMM
18 dic 2009 - 01:05 - #12@Razorianfly:
Per definizione una malattia rara è definita tale se colpisce 1 persona ogni 1000 (o più) e quindi se ha un’incidenza dello 0,1%; se ti reputi un tipo socievole, tra i tuoi familiari, i tuoi amici e i tuoi conoscenti arriverai certamente a poter dire di conoscere (almeno!) 200-300 persone. Questo vuol dire che c’è un 20-30% di possibilità che all’interno del tuo “gruppo” una persona sarà colpita da una malattia rara che, in quanto tale, non attrarrà l’attenzione delle grandi multinazionali farmaceutiche (perchè l’enorme investimento non sarebbe mai coperto dalla limitata schiera di malati).
Al tuo familiare/amico/conoscente il cùlo lo salveranno i ricercatori, non i calciatori.
Al tuo familiare/amico/conoscente non glie ne fregherà nulla se Ibrahimovic fa girare i soldi.
Tengo particolare attenzione a ribadire che è “giusto che in questa società vi siano persone che guadagnano molto bene”, persone che secondo la tua definizione sono dei “numero 1″; d’altra parte sto studiando per questo; se mi fossi accontentato di 1000€ al mese avrei poteto benissimo fermarmi alla licenza media inferiore.
Razorianfly
18 dic 2009 - 12:49 - #13MMMMMMMMMMMMMMM,
ma allora mi sa che ti manca un po’ il senso della logica.
Non sto dicendo che per me è più importante Ibrahimovic che un ricercatore che potrebbe salvarmi la vita. Mi pare abbastanza chiaro che questo sia ovvio per tutti.
Il fatto è che Ibrahimovic fa girare più soldi di un ricercatore ed è giusto che guadagni di più. Non è moralmente ed universalmente GIUSTO per il lavoro che fa, ma tecnicamente ed economicamente si.
Ad Ibrahimovic lo paga il Barcellona, che ha soldi da investire su di lui.
Chi è disposto ad investire 12 milioni all’anno su un ricercatore?
Purtroppo è questo il mondo in cui viviamo.
Anch’io vorrei vivere su Perfettolandia, però, come ho detto in precedenza, la gente investe sull’intrattenimento e non sulla ricerca.
Se trovi il modo di riempire uno stadio da 80.000 persone con 22 ricercatori in campo, fammi un fischio. Quel giorno verranno debellate tutte le malattie rare del mondo.
Razorianfly
18 dic 2009 - 12:57 - #14Il concetto vorrei chiarirlo bene, visto che sono già stato frainteso:
Per me è più importante un ricercatore che un calciatore.
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