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Coppa d'Olanda: l'Ajax impallina di goal il WHC Wezep (1-14!)

Pubblicato: 24 dic 2009 da Antonio D'Avanzo

Commenti dei lettori


L’Ajax non ha rallentato nemmeno dopo il decimo goal e a fine partita il tabellino segnava 14-1 per i lancieri di Amsterdam. Il malcapitato WHC Wezep, squadra di terza divisione olandese, ha assistito impotente davanti ai propri tifosi allo show dei biancorossi. Per l’Ajax sei goal sono stati siglati dall’uruguayano Luis Suarez (miglior realizzatore), poi doppiette di Pantelic, Aissati e Bakircioglu, quindi goal di De Zeeuw e autogol di Bosch. Di Stel l’unico goal dei padroni di casa. (Sondaggio)

Appena un mese fa fu il Tottenham a rifilare 9 goal al Wigan nella Premier League inglese. Due esempi indicativi su come vengono affrontate e trattate certe partite dai risultati esorbitanti in altri paesi. Probabile che situazioni del genere, in Italia, avrebbero scatenato più di qualche domanda sull’opportunità di “non tirare il freno” a risultato acquisito.


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4 commenti

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  • Profilo di teo_23

    teo_23

    25 dic 2009 - 11:05 - #1
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    si ok, ma fanno i gol dei bambini…

  • dddPPP

    25 dic 2009 - 15:41 - #2
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    con la juve penso possano fare di meglio

  • Profilo di sergyx

    sergyx

    25 dic 2009 - 16:11 - #3
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    contro la juve mangeranno solo polvere…

  • QuetZ

    03 apr 2012 - 13:16 - #4
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    La mentalità sportiva italiana è piuttosto immatura: rarissimamente le partite finiscono in goleada, perché è opinione diffusa che non si debba “umiliare” l’avversario. In realtà, è molto più umiliante fare melina dopo il quarto o quinto gol. Ed è molto più rispettoso giocarsela fino in fondo. Non solo verso l’avversario, ma anche verso gli spettatori, che hanno pagato per vedere la partita, e non una noiosa e irritante non-partita a partire dal quarto o quinto gol della squadra più forte.
    Un esempio illuminante (nel suo squallore) è il 7-0 di qualche anno fa tra Roma e Catania. I catanesi la presero malissimo, e da quel giorno considerano la Roma una squadra “nemica”, contro la quale tutto è consentito, compresi i calcioni e le minacce: emblematica l’ultima di campionato di qualche anno fa, quando a Catania si giocò in una cornice vergognosa, tra insulti, minacce di morte, intimidazioni di ogni sorta e una quantità indefinita di persone non autorizzate a bordo campo. La Roma passò in vantaggio (si giocava lo scudetto), ma quando - complice il doppio vantaggio dell’Inter - ormai il primo posto era sfumato, i giocatori giallorossi decisero di lasciar pareggiare gli etnei, per evitare conseguenze.
    Insomma: abbiamo tutto da imparare da olandesi, inglesi, etc.