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Atalanta, Guarente non si muove: il giocatore ha rifiutato Siviglia, Fiorentina e Juve

Pubblicato: 18 gen 2010 da vieni_127

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La sua storia è nota (quasi) a tutti, quando era un giocatore del Verona Tiberio Guarente rischiò di smettere col pallone per una rara infezione virale; poi si riprese e con l’Atalanta è definitivamente esploso: due stagioni e mezzo ad alto livello, d’altra parte questo ragazzo classe ‘85 da Pisa, voce profonda e occhi azzurri, era cresciuto nel club bergamasco vestendo il nerazzurro fin da bambino. Salvezze, due gol (la scorsa stagione), il prezzo del ragazzo è lievitato partita dopo partita, fino a farlo diventare un uomo mercato; nonostante le 25 ammonizioni in appena 30 mesi all’Azzurri d’Italia, gli ammiratori di Tiberio sono diventati tanti, con in prima fila Pantaleo Corvino.

Seppur Guarente nell’ultima partita tra la “sua” Atalanta e la Fiorentina deluse (2-0 per i viola al Franchi), il ds dei toscani non ha smesso di apprezzare il centrocampista che però di andare a Firenze pare non ne abbia voglia. In estate ci aveva provato il Siviglia a mettere le mani su di lui, niente da fare, nonostante il buon lavoro dei suoi agenti Sclosa e Bia, il mediano pisano non volle muoversi dalla Lombardia. E stessa storia, recentissima per altro, con la Juve: nel caos più totale di nomi e strategie, Secco aveva appuntato sul suo taccuino anche Guarante che però ha fatto sapere di non voler essere ceduto. Punto. Motivo? Vuole lottare per l’Atalanta.

Eppure farebbe un salto di qualità: blasone e Champions, più soldi guadagnati, ma c’è una salvezza da raggiungere ed è troppo riconoscente alla Dea per abbandonarla così, a gennaio. “Per Guarente non ci sono grandi novità, mi sembra che le parole di chi lo gestisce (Sclosa e Bia ndr) siano state molto chiare. Non è nostra intenzione venderlo e lui non ha richiesto la cessione: deve prima aiutare a salvare l’Atalanta” ha detto nei giorni scorsi il ds atalantino Carlo Osti. Si sente importante con la casacca orobica indosso, sta diventando una bandiera. E allora orecchie tappate, sirene inascoltate: una storia atipica nel calcio moderno.

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2 commenti

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  • Profilo di nostradamus

    nostradamus

    18 gen 2010 - 22:33 - #1
    1 punto
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    già, il debito verso la dea è troppo grande perchè possa andarsene ora. ma niente illusioni, questa bella favola finirà in estate… conosco bene il personaggio: soldi e blasone di qualche grande lo ingosoliranno e cambierà aria. cosa peraltro giusta, in questo modo potrebbe avere la giusta visibilità per la nazionale (a proposito, vero scandalo il fatto che non sia ancora stato convocato).

  • Profilo di lukedema

    lukedema

    19 gen 2010 - 10:10 - #2
    0 punti
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    gli fa onore comunque, avrebbe potuto benissimo sbattersene i cosidetti e andarsene in questa finestra di mercato